Ecco quello che penso io del bell'articolo di Marino Niola Villaggio blog, vista sul mondo: le nuove forme di dialogo.
L'articolo mi sembra che parli della blogosfera come era qualche anno fa, prima del 2004, quando ancora io non avevo un blog ma li leggevo soltanto. Due i punti principali in cui Niola è rimasto, secondo me, un po' indietro.
Frequentare i blog serve, fra l'altro, a smontare molti dei luoghi comuni sugli effetti nefasti della digitalizzazione della realtà e sull'apocalisse culturale che essa comporterebbe. Fine della lettura, tramonto dell'italiano, declino dello spirito collettivo.
Nel frattempo, come in ogni società che si rispetti, piccola o grande, lo spirito collettivo si è trasformato in spirito competitivo. Basta vedere quello che è successo quando Ludovico ha deciso di penalizzare i Tumblr in BlogBabel, o alla riapertura, quando sono ricominciati i giochi degli alberelli. E poi mi si parla di interesse alla conversazione!
Per quanto diversi fra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell'autorità.
1) Anche questo non è più vero: i blog dei giornalisti, specie se hanno un lavoro fisso in un giornale, sono considerati molto più autorevoli di quelli degli altri. E di questo se ne è accorto anche Google che premia i giornalisti con un PR più alto.
Anche i blog dei giornali, anche se scrivono cose assolutamente superficiali, ricreative e diaristiche, sono considerati più autorevoli, più commentati, più citati, più linkati. E questa autorevolezza gliela dà l'essere blog di un giornale e non gli argomenti o i blogger che ci scrivono.
2) In genere, poi, i blog sono non solo una palestra di democrazia, e in questo concordo perfettamente con Niola, ma anche strumenti di democrazia, per esempio in paesi dove la democrazia non c'è mai stata e fa fatica anche ora a decollare come il Nepal.
Certo, poi in nome della democrazia e della libertà di opinione c'è chi si prende la libertà di insultare: ma questo dipende dalla buona educazione e dall'intelligenza di ognuno. Chi ce l'ha ce l'ha, e chi non ce l'ha non è possedendo tre blog che la impara o l'acquisisce.
L'articolo è molto "old media" rileggendolo bene in alcune parti. Come ho scritto anche in un ultimo post dipende sempre dall'uso che se ne fa del blog: ci sono alcuni utilizzi che servono molto. Ed ai cittadini anche meno avvezzi con Internet.
sì certo.
Non so. Internet non è uno spazio democratico e anarchico (per esempio la connessioni dsl che stai utilizzando per leggere questo commento è quasi sicuramente filtrata e ti impedisce l’accesso a molti canali e siti). Così come il blog non è democratico e non lo sono nemmeno milioni di blog messi insieme a mio parere. Siamo gestori di piccoli recinti di pensiero che vengono gestiti in modo autocratico (e spesso autoreferenziale). Viva i blog ma non prendiamoci troppo sul serio. In fondo che si scriva per giornali o su blogspot scriviamo solo dei diari privati (scritti male, bene, benissimo, inutili, utili, noiosi, interessanti, divertenti, etc.).
utopie: concordo, sempre detto! Però in paesi non democratici i blog sono serviti. Certo, la democrazia come spazio totalmente libero e anarchico non esiste: e per fortuna!
I bloguer cubani stiamo organizando un incontro al quale vogliamo invitarli, siete accolti come spectatori o come parte attiva con idee, queste incontro come il titolo lo dice nasce del sogno di una democrazia per nostro paese. saluti di una cubana in italia. GRACIAS
LA PAGINA DEL EVENTO CON LA CONVOCATORIA.
Bloggando a Cuba
Il primo incontro di blogger cubani
EBC ‘09
Dal 14 al 16 Agosto 2009
Palma de Mallorca (Spagna) e Miami (USA)