Il mio papà era uno kshatrya. Era soprattutto uno che ha compiuto il suo Dharma fino in fondo.
Era uno dei primi 100 volontari della Folgore, e poi del Nembo.
Ha fatto tutte le guerre d'Africa, anche El Alamein, è stato rimpatriato per le malattie terribili che si è preso in trincea (per cui è morto assai anzitempo) ed è ripartito volontario, è stato ferito gettando una granata sotto un carro armato (così gli è caduto un dito e altre cosucce) ed è stato rimpatriato con onore, medaglie e tutto, poi ancora in Africa è stato prigioniero degli inglesi.
Insomma, ha fatto il suo dovere come parà della Folgore.
Dicevo negli altri post che il Dharma di Vieri e Adriano è attaccare e che il compimento del loro Dharma si vede.
Infatti, se lo compiono bene fanno goal, altrimenti no. Sotto questo pounto di vista Adriano sta realizzando il suo Dharma meglio di Vieri.
Ma è faticoso tutto questo? No perché basta fare bene quello che fanno per fare goal, senza necessariamente pensare spasmodicamente al Dharma da compiere, cioè al goal, anzi, con naturalezza. La conseguenza, il goal, poi viene da sé.
Il mio papà ha riportato dall'Africa uno sciabolone affilatissimo, che ungeva e rimirava spesso, saggiando il filo della lama.
Sull'impugnatura era scritto in italiano:
Contro l'ingiustizia uccidi senza odio.
Ecco, questo è il Dharma di un guerriero, che fa solo quello che deve fare senza pensare di uccidere, senza proporsi di uccidere, quindi senza odio.
Poi tutto quello che si deve compiere si compie.
mah che vuoi che ti dica io sono pacifista e le armi taglienti e non le lascerei stare.capisco che tu sia stata affezionata a tuo papa' visto che non c'è piu'ma forse,senza la guerra avrebbe vissuto meglio oltre che piu' a lungo.io soffro anche a veder uccidere un animale,figuriamoci un uomo. e non ho nemici.
Agata, io soffro di più a veder uccidere un animale perché l'animale è sempre e comunque innocente mentre l'umano o è stronzo, o è stato stronzo, o ha tutto il tempo di diventare stronzo (me l'ha detto la mia dottoressa di base e l'ho trovato molto, molto vero).
E ho molti nemici, purtroppo. Un tempo ci soffrivo ma ho capito da tempo che il detto (purtroppo fascista, credo) "molti nemici molto onore" è vero!
Bisogna vedere chi sono questi nemici, ci sono persone che neanche mi va che siano mie amiche. Non torcerei loro un capello ma è meglio che mi stiano alla larga.
che ti è successo di cosi' brutto? e quanti anni hai per essere cosi' amara?
Sono semplicemtne una persona a cui è stato fatto (e si continua a fare) molto male, senza un vero motivo.
Male cattivo, male maligno, male duro, male ingiusto: è quello che i teologi e i demonologi chiamano il diavolo, per intenderci.
E' quello che suscita sentimenti di odio e di rancore, che fa sì che una persona che lo subisce si trasformi, per difesa, in un essere molto peggiore di quello che è.
Faccio molta fatica a difendermi e a non farmi toccare da queste cose, ma certo questo conferma che il "brutto" esiste, ed è gratuito.
Come per fortuna l'amore esiste ed è gratuito.
se il male ti cambia vuol dire che ha vinto e che è piu' forte dell'amore.sei diventata cattiva?non mi pare.
Infatti hai ragione. Ho detto che faccio fatica a difendermi, non sono cambiata e, forse, mi si odia proprio perché non cambio!
Cara Agata, ho detto che, parimenti al male gratuito, esiste anche l'amore gratuito.
Il primo, come dicono i buddhisti, dovrebbe essere per se stessi... E pure Cristo ha detto "ama il prossimo tuo come te stesso" non ha detto "più di te stesso".
Senza scomodare questi grandi, è ovvio che se uno vuole amarsi innanzi tutto deve imparare a difendersi. Non mi pare che questo sia diventare cattivi!
Tu che ne pensi Agata?
che hai ragione da vendere.mi hanno fatto male ultimamente e non lo meritavo.avevo tutti gli elementi per capire cosa mi stava succedendo,potevo scappare prima ,amarmi,ho voluto rimanere e farmi ferire,ho pianto ho digiunato,ho passato notti insonni,ho la bocca amara e le mani fredde. chi mi ha fatto male stara' meglio di me,sicuramente.e la colpa èsolo mia.dovevo mettermi in salvo e non l'ho saputo fare.
Lo so Agata noi abbiamo una cultura dell'amore, specie noi donne del sud (con valori di identità di coppia o familiare fortissimi, una coppia o una famiglia che non sta insieme per comodo, soldi e status ma perché fa proprio parte di te).
Qui vedo che è molto diverso, ma anche nel sud ci sono altri problemi, certo non l'identità maschile e femminile, ma altro. Per esempio un sistema sociale e amministrativo esasperante: autobus che non funzionano, ospedali che non funzionano, ecc.
Però la responsabilità è nostra, amiamo troppo l'altro e meno noi stesse. Credo che dovrebbe essere a metà. Io cerco di farlo ma non è facilissimo. Vedrai che impariamo!:)
non so se voglio imparare.certo mi farebbe comodo.
io sì che voglio imparare, non sono mica il giardinetto qua sotto che ogni cane che passa ci piscia sopra!!!!
[...] Che dire? Ho pensato ai veri eroi, quelli di El Alamein, i paracadutisti della Folgore come mio padre, mandati a morire per 3.000 Lire al mese con pochissimo addestramento, paracadutati con l'ombrello che spesso s'impigliava sulli ali o si spaccava in volo (ma, tanto, raramente riuscivano a toccare il suolo perché venivano colpiti prima), 1 pagnotta al giorno per cibo, 1 solo litro di acqua al giorno nelle trincee in mezzo al deserto da bere e per lavarsi, coperti di pulci che toglievano a manciate da sotto le ascelle. Niente di romantico, niente di organizzato, niente che recasse con sé il sentore del "sacro momento", di fare già parte della storia e di appartenere allo scelto popolo degli eroi. [...]