Nel post La lista dei top100 blog italiani? Percezione, qualità e Zen ho scritto:
Quando uno programma qualcosa, farebbe bene a vedere dove va a parare.
Vorrei spiegare quello che intendo -- per non apparire, come mi è stato detto, troppo pungente.:)
La ricerca -- e programmare è una ricerca, è un atto creativo che coinvolge un processo logico (come è ogni ricerca scientifica, anche quella sul Sanscrito o sullo Zen) -- deve sapere dove va a parare, le conseguenze al limite di quello che cerca, elabora, trova. E pubblica!
Anche Einstein prese le distanze dalla sua ricerca, che aveva contribuito ad arrivare alla bomba atomica.
Se è vero che la ricerca scientifica (e la programmazione al comp) ha una sua etica, è anche vero che bisogna arrivare ad una ricerca sostenibile e bisogna prevedere le conseguenze di quello che si sta facendo -- specie se è pubblico, soprattutto se è pubblico.
Anche nei blog, che sono un potente mezzo di comunicazione. Perché chi pubblica ha una certa dose di responsabilità verso chi legge: di attendibilità, per esempio: questo è il primo requisito se si compila una cosa come una lista.
Senza sostenibilità, senza etica (anche nel mondo dei blog, cioè nella programmazione e nella ricerca), il mondo si autodistruggerà, è un dato di fatto.
Bisogna stare sempre attenti, ora, qui e subito: questo è Zen.
Ciao Enrica, giusto due parole sulle classifiche. Premetto che so qualcosa di programmazione e qualcosa di scienza. Sinceramente non trovo che le suddette classifiche siano esecrabili. Non sono peggio di tanta altra roba ininfluente che si trova in rete, nei cui confronti credo che l'unico atteggiamento proficuo sia: ignorare.
Questa è la mia reazione nei confronti delle famose liste, e delle liste di blog in generale.
1) I criteri quantitativi per l'ordinamento sono chiari? Se sì, leggo prima quelli e poi la lista, che magari si impara qualcosa, dal punto di vista della rete. Per esempio mi domando se i criteri stessi abbiano dei punti deboli, per esempio se si fanno imbrogliare dallo spam.
2) Se i criteri non ci sono, o non sono chiari, la lista non la leggo nemmeno perché nella migliore delle ipotesi è opinabile, nella peggiore biased da parte dell'autore. Probabilmente non piu autorevole di una qualsiasi lista di links presa da un blog un po rispettabile.
3) Escluderei tranquillamente ogni collegamento tra il valore del conenuto e la "popolarità", in qualsiasi modo sia definita.
Boh, non so neanche perché ho scritto questo commento :-)
T
Toni, grazie del commento!:)
Hai ragionissimo: ma tu appunto dici che un po' di cose in rete ne capisci, e capisci che le liste sono inutili. Che bisogna ignorarle.
1) Credi che siano tutti come te?
2) Credi che la gente "normale" (e ce n'è tanta!) creda o non creda allo strombazzamento pubblico della lista di Alexa sul "trust" di blog commerciali in cima alla classifica?
3) E questa gente "normale", che è tanta tanta, a cosa assocerà i primi posti delle liste? Con la qualità/popolarità.
Il tutto assomiglia ad una vera e propria operazione di marketing, anche se so che le liste non sono sono state fatte per questo…
ciao Toni!:) ho detto ancora la mia ma giuro che non ne parlerò più!:)) (dita incrociate…)
Ma come? Ti autocensuri sul tuo stesso blog? Ciò non è bello! :-)
Si hai ragione che c'è l'aspetto "massmediologico" - propagandistico della cosa. La faccenda di come funzioni in USA per i posti di professore tra l'altro mi ha agghiacciato. In fondo dovevo saperlo.
Non so, forse ci salverà il fatto che il primo nella lista dei prof prende il posto, i soldi, e la gloria. Il più famoso tra i blogger, spero, abbia molto meno da guadagnare.
ahah:) hai ragione…!!!
ma perché *dovevi* saperlo? Sei stato lì?
Mi "autocensuro" fino ad un certo punto, eheh, chi mi conosce lo sa.
1) Però insisto, davvero: abbiamo tutti, e dico tutti, responsabilità quando pubblichiamo.
2) il primo fra i blog è già famoso, ma credo che col blog lavori di più — visto che Beppe Grillo è stato mandato via dalla TV. Gloria? Anche, perché non è poco avere migliaia di utenti al giorno… Soldi? Indiretti.
E questo vale anche per i commerciali.
Non vale, è ovvio, per gente come Luza Zappa per es., che era già ben conosciuto e non si fa certo soldi col blog. (o almeno credo..:)) Cmq, col suo blog non vende niente. Almeno, così mi sembra..:)
[...] Anche io ho proposto a Ludovico, invece delle sue note liste dei top100 blog basate sui link -- che troppo spesso sono referenziali di link incrociati fra amici, o sono commerciali, o danno dei tools che tutti usano e per questo sono linkati, o sono di personaggi dello spettacolo, et similia -- una lista dei top100 blog basata sulla basata sull'autorevolezza e la pertinenza dei contenuti. Altrimenti si riproduce sempre la società dei peer, come all'università. Come nel mondo dei blog, appunto. Chi giudicherebbe? Noi, ovviamente! Senza tener conto di amici parenti e conoscenti, però. Certo, qualcuno si scontenterebbe, ma qualcuno si piazzerebbe ai primi posti... [...]
[...] Lui parla di quotidiani, io parlo di blog e blogger. Ho parlato diverse volte della funzione dei blog, del valore politico/sociale dei blog, dei blogger, blog e libertà, del nanopublishing e dei bigblog nostrani, dell'etica di scrivere anche un blog, ecc. Ma dicevo nel commento a Luca (alas, postato miracolosamente due volte: ma non era impossibile?:)) che c'è un'etica, o una mancanza di etica, anche nel mondo dei blog, che fa sì che uno citi un post di un altro/a senza dirne il nome. [...]
Ciao a tutti! Mi chiamo Viviana, mi piace molto questo vostro spazio dedicato e questo tipo di idee.. a tale proposito ho scritto un messaggio nel mio blog "multiforme" che tratta vari argomenti e vari generi.. ho inserito un'immagine significativa che spero faccia ragionare,pensare ed anche meditare su come è diventato ora il mondo.. mi farebbe davvero piacere se veniste a farmi visita e mi lasciaste qualche commento, magari proprio sul nuovo messaggio inserito.. [... ] vostri commenti sul blog, un bacio, Viviana Pozzo