Sondaggio prima di approvare la giusta legge sull'apartheid a scuola

boh, giovedì 16 ottobre 2008 12:11:47

Chi trova giusta la mozione della Lega sulle classi separate per i bambini stranieri per favorire l'integrazione mi dica onestamente:

  • quando da ragazzino è andato a Londra per imparare l'inglese e si è trovato a frequentare le classi di lingua con solo ragazzi stranieri, e poi a condividere l'appartamento con ragazzi italiani, l'inglese lo ha imparato?

  • come pensa di risolvere il problema delle eccedenze di ragazzi stranieri, oltre la percentuale ammessa nelle classi:

    1. a) mettendoli tutti insieme e dandogli fuoco, così risolve il problema alla radice
      b) facendo classi di soli stranieri di scarto
      c) facendoli aspettare il turno dell'anno seguente e impiegandoli nel frattempo in lavori socialmente utili e qualificanti come portare la colazione al preside o allestire un banchetto da sciuscià nel corridoio
      d) altro (specifichi cosa).

    Commenti dei lettori

    1. Peppe o mariuolo

      a) + b) + c)

      Anche se in effetti la prima soluzione esclude le altre due..

      It's a joke

    2. Boh/orientalia4all

      Peppe, ma va? ma c'è chi ci crede.

    3. Massimo

      Il paradosso che qualcuno possa pensare di favorire l'integrazione separando ci porta ai confini della realtà. Il problema è che c'è chi ci crede; hai ragione.

    4. Boh/orientalia4all

      penso che i politici non ci credono affatto ma si devono pur giustificare. Questa è la favoletta per la gente.

    5. Davide

      Ti sei dimenticata di inserirli nei container per poi poterli affondare… A parte le battute ed i sondaggi di Pessimo Gusto la mozione è una vergogna

    6. Boh/orientalia4all

      Davide, hai risposto all'"altro".

    7. Fabio Conti

      Sul "Corsera" è stata pubblicata la lettera di un genitore che racconta l'esperienza del figlio studente in Inghilterra, al quale è stato negato l'accesso all'Università, per non avere il requisto della conoscenza della lingua inglese al 100%; per due anni ha dovuto studiare l'inglese e poi la sua iscrizione è stata accettata.
      Gl'inglesi sono razzisti?
      Sullo stesso giornale, alcuni insegnanti, avendo avuto l'esperienza negativa di un programma scolastico, che non poteva essere svolto compiutamente, a causa della presenza di alunni indietro con l'apprendimento dell'italiano, hanno manifestato il loro consenso alla separazione delle classi, ritenendola più produttiva per l'apprendimento di italiani e stranieri, sia per la funzione di sostegno in tal modo concessa agli allievi meno istruiti, sia per per l'omogeneità e la regolarità nello svolgimento dei programmi, garantita, nel contempo a quanti, senza distinzione di razza, non hanno difficoltà di comprensione della lingua.
      Si tratta di segregazione o di scelta equilibrata, per evitare che il gap nella scuola si prolunghi o aumenti nel tempo?

    8. ottanta/cento

      Sai cos'è? E' che alla Gelmini avevano detto che l'esempio da seguire era la riforma Moratti. Lei però ha capito Massimo Moratti, e allora vuole le classi delle scuole come l'Inter: tutti stranieri

    9. Boh/orientalia4all

      Fabio Conti, una cosa è l'università e un'altra la scuola primaria e secondaria!

    10. Boh/orientalia4all

      ottanta/cento, è probabile:)

    11. Fabio Conti

      La scuola comincia dalle primarie…

    12. Julo d.

      Mia moglie ha fatto molte volte corsi di recupero di italiano per studenti stranieri. Anche in questi giorni, una scuola l'ha chiamata proprio per alcuni alunni (è una elementare) stranieri sono in difficoltà con la nostra lingua. Invece di isolarli, il consiglio d'istituto ha deciso di praticare questa via: lezioni ad hoc fuori orario. Il problema è che non ci sono soldi (ne danno sempre meno e servono sempre per più cose, anche lo stipendio dei docenti) per cui mia moglie lo fa a titolo gratuito.
      Personalmente mi trovo spesso a contatto con stranieri. Non è isolandoli o ghettizzandoli che gli insegniamo la nostra lingua (e anche il resto dei nostri usi e costumi), anzi!!!!
      Pace e benedizione
      Julo d.

    13. jack

      qua si parla di scuola primaria, è indecente chiedere che i bambini stranieri seguano un corso di italiano, prima di accedere alla classe normale come tutti?
      Perché non si tratta nemmeno di classi separate, ma di classi "ponte" per potersi mettere ad un livello pari a quello degli altri. Secondo punto, anche se fa figo dire che la lega è razzista ecc ecc, la mozione non è della Lega, però ai giornali faceva evidentemente comodo dire che era mozione della lega, per accentuare il suo temibilissimo carattere razzista, nazista ecc

    14. mimmo torrese

      Chiaramente trovo ingiusta la mozione sulle classi separate. Io stesso ho provato sulla mia pelle una situazione del genere. Ho frequentato le scuole medie in una classe solo maschile, unica in tutto l'istituto. Comunque vorrei aggiungere che alla fine stanno creando non una classe per soli stranieri di scarto, ma un'intera scuola di scarto

    15. Michele

      Durante il liceo ho partecipato ad un cosiddetto "scambio culturale": sono andato in Belgio per 10 giorni, in una famiglia. Pensai che quell'esperienza era servita essenzialmente per stare lontano da casa, conoscere ragazze (tante e ….) e via discorrendo. Ora, a distanza di anni, devo dire che mi rendo conto di quanto questa esperienza abbia cambiato il mio modo di pensare.

      In Belgio, cosiccome in Francia, un bambino che arriva nel paese senza sapere la lingua non può accedere normalmente alla scuola, deve invece frequentarne una internazionale (per un anno) dopo il quale deve sostenere un esame; superato questo, può frequentare come tutti gli altri bambini belgi o francesi.
      Mi sembra assolutamente privo di senso -anzi, devo dire, proprio stupido- criticare una proposta del genere semplicemente perchè viene dalla lega (e secondo me è questo che si sta facendo). Che senso ha penalizzare 15 bambini (ma ormai anche ragazzini) italiani perchè si trovano in classe con (quando va bene) 7 stranieri che parlano, peraltro, lingue diverse?
      I miei genitori insegnano entrambi, mia madre in particolare in una scuola media nella quale i prof combattono (letteralmente) per avere classi con il minor numero possibile di "stranieri + disabili" se vogliono riuscire ad insegnare la propria materia in modo decente: è una cosa oscena, anche solo da sentir dire, ma è così che succede.
      Che problema c'è, allora, nel creare una scuola nelle città più grandi e una sezione (o più di una) in quelle più piccole destinata unicamente ai ragazzi stranieri che arrivano in italia? Trovo il paragone con le vacanze studio a Londra assolutamente azzardato: lì ci va gente che a) ha i soldi e/o b)vuole divertirsi e/o c) non è certo andato in GB per stabilircisi e d) si ritrova con una cinquantina di altre persone con gli stessi presupposti. In Italia arrivano invece ragazzi, spesso (soprattutto quelli orientali) con un forte senso del dovere e voglia di imparare, a volte che hanno delle problematiche ulteriori oltre al non sapere l'italiano (disabilità/lavoro etc.) e che trovano quindi a loro volta un ostacolo stare in una classe di gente che sa già l'italiano. Rinchiuderli tutti insieme? Direi che non è proprio così: si tratta di facilitare, rendere più immediata la trasmissione delle conoscenze, quelle che, appunto, servono in modo impellente ad un ragazzo che è appena arrivato in Italia e non sa, effettivamente, relazionarsi col mondo che lo circonda!
      Stranieri di scarto. Perchè stranieri di scarto? Quando sono stato ammesso al grado più basso del corso di inglese a scuola non mi sono sentito di scarto, e non lo ero: semplicemente non avevo mai studiato seriamente inglese! Che senso ha dire che se uno straniero non sa l'Italiano è "di scarto"??? Direi che questa è una affermazione razzista!! altrochè…

      … questa è la mia opinione, frutto di una lunga discussione questa mattina sul treno che mi portava all'uni.

    16. bio doll

      adesso sì che cominciamo a ragionare ,cominciavo a preoccuparmi…

      kiss
      bd

    17. Beppe

      Tutti giustamente contrari ma intanto questo tipo di politica frutta un consenso che sembra vastissimo, si parla di 7 italiani su 10 che approvano l'operato del governo; mi piacerebbe, una volta, sentire l'opinione di qualcuno favorevole per capire che tipo di società immagina, se la immagina, che tipo di mondo vuole. Sarei curioso. Molto.

    18. Boh/orientalia4all

      Fabio Conti, ma le primarie sono obbligatorie e socializzanti, l'università non è obbligatoria.

    19. Boh/orientalia4all

      Julo, lo penso anche io. la discriminante è se pensiamo ai "nostri bambini", che magari sono rallentati di 3 lezioni, o ai bambini di tutti.

    20. Boh/orientalia4all

      jack, ma i bambini stando in classe insieme a marocchini, algerini, tunisini, secondo te si intergrano e imparano l'italiano prima?

      Non è meglio metterli tutti insieme e fare dei corsi obbligatori di lingua e di recupero delle materie il pomeriggio? Come si fa in Massachusetts. Si darebbe anche lavoro a tanti insegnanti a spasso.

      Il problema, credo, è che non ci sono soldi. Questo è il vero punto.

    21. Boh/orientalia4all

      mimmo, giustissima osservazione. Vedremo cosa succederà.

    22. Boh/orientalia4all

      Michele, non credo che i bambini orientali, insieme ai bambini africani per esempio, si aiutino l'un l'altro a imparare l'taliano. Quale italiano, poi? Di chi?

      Questo è il concetto delle classi differenziali, concetto superatissimo ormai. E' che ci vogliono insegnanti di sostegno in classe, e insegnanti preparati e riqualificati, e classi doposcuola. E questo costa.

    23. Fabio Conti

      Qui si dà per scontato un fatto non accertato e non ipotizzabile: la segregazione.
      E' un modo di ragionare scorretto e un po' infantile, che stravolge gli avvenimenti ad uso e consumo di una polemica di bassissimo livello.

      Quando l'ideologia diventa il criterio generale di affrontare la realtà, si commettono errori gravissimi, creando i presupposti per il fanatismo e la violenza.

      Noto come siano sempre più diffusi linguaggi e comportamenti, che aumentano la confusione e l'ignoranza, dettati unicamente dai preconcetti favoriti dalla propaganda e dalla manipolazione delle idee.

      Ecco, io vorrei una società che non sia schiava dei pregiudizi ideologici e delle superstizioni politiche, ma affrontasse i problemi alla luce della razionalità e del senso del reale, per quanto possibile.

      Altrimenti, si rischia prima il ridicolo e poi la tragedia.

    24. Boh/orientalia4all

      bio doll, be cool. Ho dei principi inviolabili e sperimentati, vissuti, come quello dell'internazionalismo, oltre tutto inevitaile nella società attuale!

      Su tutto il resto possiamo discutere e posso benissimo venire a patti. Ma non su quei tre principi che ho.

      Kiss to you.

    25. Boh/orientalia4all

      Beppe, basta andare in uno dei blog che l'appoggiano, come il peraltro ottimo blog di Marcello Foa.

    26. Boh/orientalia4all

      Fabio Conti, quello che dico l'ho vissuto sulla mia pelle. Altro che ideologia!

      Buona giornata:)

    27. Fabio Conti

      Quale pelle?

    28. Boh/orientalia4all

      L'unica che ho!

    29. Fabio Conti

      Lei è di pelle bianca, se non erro, cara Enrica.
      Dunque è stata discriminata dai bianchi (si sa che il razzismo è monocolore…)?

    30. Homo Europeus

      Visto che si cita la Gran Bretagna (a sproposito, visto li' che le universita' sono enti privati di istruzione superiore e qui la scuola elementare e' pubblica e obbligatoria), lasciatemi dire che in quel paese, (dove il l'offerta scolastica e' piu' diversificata che da noi: scuole pubbliche, private, religiose, boarding school, ecc…) le scuole si fanno concorrenza per attirare piu' studenti e una delle cose che piu' attrae i genitori e' la presenza di scolari provenienti da diverse culture, lingue, religioni. Questo perche' una scuola multi-culturale stimola maggiormente i bambini ed insegna loro cose che nessuna materia curriculare puo' isegnare: la solidarieta', il rispetto, il senso di cittadinanza.

    31. Boh/orientalia4all

      io insegnavo, caro Fabio! E le assicuro che insegnare in classi segregate porta problemi enormi anche agli insegnanti.

    32. Boh/orientalia4all

      Io citavo Cambridge in USA, ma grazie comunque della sua testimonianza. E' importante vedere che in Europa non la pensano come noi.

      la prego però di non mettere link, è chiaramente scritto. Ho lettori capacissimi di linkare sui blog di chi commenta.

    33. Fabio Conti

      Anch'io ho insegnato, cara Enrica.
      E il livellamento verso il basso non aiuta né la scuola, come istituzione, né gli studenti.
      E penalizza i più deboli socialmente.
      Inoltre, i piani di studio andrebbero realizzati senza scarti di tempo, né difficoltà di comunicazione tra docenti e discenti (e tra questi ultimi), per scarsa conoscenza della lingua o incompletezza dell'apprendimento.
      Quanto alla Gran Bretagna, le molteplici possibilità offerte tra scuola pubblica e privata non sono che uno strumento di crescita in più.
      Ma in Italia si può proporre un sistema analogo?
      Ci sarebbe subito una levata di scudi contro la discriminazione "classista".
      Io mi accontenterei che i giovani potessero acquisire, nel corso degli studi, conoscenze e competenze professionali di qualità tale da stare alla pari con gli altri paesi progrediti. Sarebbe la vera rivoluzione.

    34. Boh/orientalia4all

      Parliamo di integrazione, e parliamo di scuole primarie e secondarie.

    35. skip

      Mi scuso per la prolissità dell’intervento che spero serva a chiarire alcuni punti, perlopiù inerenti la scuola primaria nella quale opero.
      Da più di dieci anni nel mio Circolo il bambino straniero è valutato in base a test interdisciplinari per poi essere inserito nella classe più rispondente al suo livello di abilità ( e non solo per l’età anagrafica come dice Cota). Gli insegnanti poi predispongono un Piano di Studi Personalizzato che viene svolto sia dai docenti titolari di classe che da altri del plesso, utilizzando le ore di compresenza per attività di recupero linguistico dei bambini stranieri con gruppi di livello a classi aperte. Il bambino straniero, come quello con disturbi specifici di apprendimento ( dislessia, disgrafia ecc…), svolge il suo programma anche durante le attività di lezione frontale. Sicuramente ciò complica l’organizzazione della didattica perché significa riuscire a svolgere attività diversificate e ben programmate. Ma poi cosa significa formare classi per stranieri? I bambini non devono acquisire solo padronanza della lingua italiana, necessaria anche per poter studiare. Devono svolgere anche il programma di matematica…a questo non hanno pensato? Nell’ipotetica classe per stranieri si svolgerebbe un unico programma di lingua e come sarà gestito un diversificato programma di matematica? ( mi riferisco alla scuola primaria). Proprio durante le attività ludico -ricreative tutti i bambini hanno occasione di confrontarsi tra loro, di socializzare e imparare la lingua giocando. Le educazioni ( musica e suono, motoria, arte ed immagine) sono aggreganti. Inoltre, grazie a questi bambini, si promuove di fatto uno scambio interculturale nel rispetto reciproco delle propria identità personale e collettiva. Da circa 12 anni ad oggi, ho insegnato ad alunni cinesi ,ecuadoriani e anche a qualche bambino francese, tedesco, polacco, rumeno, marocchino e tunisino. Non bisogna necessariamente conoscere la loro lingua: ci si avvale di semplici dizionari e della capacità di questi bambini ad apprendere abbastanza in fretta la lingua parlata ( la lingua scritta è più complessa, ma per tutti). In questa mozione si parla di “percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l’elaborazione di un curricolo formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, nonché dell’educazione alla legalità e alla cittadinanza”.Sono anni che queste cose sono svolte nelle classi comuni di scuola primaria, garantendo anche qualcosa in più del curricolo formativo essenziale.

      A me pare una grossa forzatura per giustificare tagli sulle ore di compresenza dei docenti di scuola primaria e pedagogicamente infondata per ciò che riguarda l’aspetto formativo dell’apprendimento.
      Ci sono molti quesiti, mai definitivamente e inequivocabilmente spiegati, idi questa riorganizzazione scolastica, inerenti
      - le modalità di attuazione del tempo scuola nelle primarie ( 24 ore oltre ai vecchi congelati tempi pieni di 40 ore…o reintroduzione del tempo Morattiano di 27 ore di tempo base + 3 opzionali + da 6 a 10 opzionali di tempo mensa)
      - la mancata definizione di un progetto Educativo di base, calato in programmi didattici sui quali di conseguenza si sarebbe dovuto strutturare il tempo scuola necessario alla loro realizzazione.
      - ore aggiuntive di docenza da 22 a 24 nella scuola primaria( per chi insegnerà nelle classi a 24 ore?Per tutti? A carico di chi?Qui rischia di saltare anche la collaudata e funzionante organizzazione del tempo pieno con più insegnanti a scavalco su più classi)
      Quesiti tecnici che sono la struttura portante di qualsiasi organizzazione scolastica. Come mai non sono mai stati spiegati dai media o di persona dalla Ministra, che continuano a parlare di soluzioni già condivise dal mondo della scuola (voto in condotta, valutazione in decimi,educazione civica,caro libri e grembiule)? Cosa aspetta la Gelmini a evitare lo scontro sociale chiarendo definitivamente questi punti a noi incapaci di capire, disinformati e manipolati? Preciso che in questa protesta scendono in campo tutti coloro che operano nella scuola ( e non siamo tutti di sinistra come si vuol fare credere per fare passare la protesta come espressione di dissenso politico). Per la prima volta gli insegnanti sono concordi al di là di ogni schieramento e colore politico e di ogni avvicendamento storico, perché la scuola è e deve restare super partes, in quanto fa riferimento a valori , funzioni e responsabilità che coinvolgono tutti e non passano di moda . Il dissenso viene proprio da coloro che hanno sempre operato con senso di responsabilità , passione, consapevolezza del loro ruolo istituzionale e sociale, fiduciosi nei vari cambiamenti attuando anche riforme non pienamente condivise, svolgendo attività di coordinamento, di supporto alla didattica e ai docenti , di collaborazione coi Dirigenti Scolastici semplicemente perchè c'è la consapevolezza che l’istruzione pubblica, così come viene prospettata, sarà ancor meno garantita e ci sono altre possibili soluzioni per ridurre le spese.

    36. Michele

      ma come spegni bene i commenti…
      ma secondo te i bambini italiani aiutano i bambini stranieri a imparare l'Italiano? Siamo sfortunatamente ancora ben lungi dall'arrivare ad una situazione simile.
      Mi ripeto: che senso ha disturbare una classe di ragazzi italiani che (a volte) hanno anche voglia di imparare qualcosa perchè l'insegnante deve seguire (e non dico che sia sbagliato!) uno straniero, allungando così i suoi tempi di apprendimento e disturbando quelli di tutti gli altri?!?!?!

    37. skip

      Sì i bambini stranieri imparano l’italiano soprattutto interagendo con bambini italiani e alcuni di essi hanno anche insegnato l’italiano ai loro genitori.
      Ma anche i bambini italiani hanno difficoltà di apprendimento. Le classi di scuola primaria includono quelli con disturbi specifici di apprendimento ( dislessia, discalculia, disgrafia…), oltre ai diversamente abili senza sottrarli alle classi cui appartengono integralmente. Ogni bambino( italiano e non) ha tempi e stili di apprendimento diversi e per alcuni si attivano metodologie didattiche specifiche, che implicano un impegno più complesso, ma comunque dovuto, dell’insegnante. Apprendere nella scuola primaria non significa solo acquisizione delle basilari abilità tecniche di saper leggere, scrivere e far di conto , ma implica un processo di crescita globale in cui entrano in gioco fattori cognitivi, emotivi, relazionali ed ambientali. Il bambino apprende e sviluppa intelligenza e creatività anche in base alla ricchezza di stimoli che gli vengono dal sentirsi libero e uguale agli altri in un ambiente educativo accogliente, che lui percepisce come esperienza formativa integrale. Assicuro che i bambini piccoli non sono “disturbati dalla presenza di diversi”.Di solito questa percezione è il riflesso di condizionamenti esterni , perché il bambino ha un’identità ancora in formazione che si sviluppa poi pian piano. I bambini in genere ( italiani e non) sono più “disturbati” nel loro apprendimento e processo di crescita da situazioni familiari affettivamente poco stabili, dalle alte aspettative che a volte i genitori riversano sui figli perché siano i più bravi, belli e competitivi senza considerare il loro grado di maturità, dalla mancanza di ascolto, di attenzione,cura e rispetto.

    38. Boh/orientalia4all

      Skip, ti ringrazio moltissimo per il tuo intervento. E' prezioso perché viene da chi nella scuola ci opera giornalmente.

      Io ho solo insegnato, e per poco, nei licei, anche in uno americano (pagavano benissimo e con quello integravo i corsi universitari), e ho visto i disastri della segregazione, anche se basata sulle capacità. Lì sono obbligatori corsi per imparare bene l'inglese, ma il pomeriggio, e ti seguono anche negli altri corsi.

      Poi, se invece sei bravissimo in calcolo, per dire, ti mettono nelle classi avanzate di calcolo (come succede spesso con i ragazzi indiani), senza tenere in alcun conto la lingua.

    39. mariagrazia

      io abito in Germania e vi volevo dire che anche qui da quest anno i bambini stranieri devono superare un test di padronanza della lingua tedesca altrimenti non vengono piu ammessi alla scuola elementare normale
      La cosa ha scatenato un putiferio di polemiche,come tutto il mondo e paese chi se la prende col ministro chi con le istituzioni e chi piu ne ha piu ne metta:io pero da persona pratica e poco ideologica la trovo una cosa normale
      Vero che siamo tutti antirazzisti, integrazionisti e quantaltro, ma mi spiegate che ci sta a fare un ragazzino in una classe quando non capisce una mazza di quello che l insegnante sta dicendo?a scaldare una sedia?Io sono arrivata in Germania che non sapevo una parola e prima di andare a fare qualsiasi lavoro fosse pure il piu primitivo, sono andata a farmi il corso di tedesco,senno dove andavo?E`cosi scandaloso pretendere che i bambini sappiano la lingua del paese che li ospita prima di entrare in una classe?Io non sono un esperta del settore ma a me sembra di no

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