Poeti, poesia e blog: Konstantinos Kavafis

boh, sabato 26 agosto 2006 13:25:37

Ho notato che tutti in rete postano poesie proprie: voglio dire che l'ho notato specie nei blog di donne. Quelli degli uomini al 60% fingono di essere tecnologici. Insomma, noi con le bambole, i maschietti col trenino. Se i blogger maschi scrivono poesie sono ironiche o satiriche, le donne sono invariabilmente intimistiche, la natura è in primo piano, la vita quotidiana, ecc.

Io no, niente poesie. Allora, per sentirmi ligia al trend, riporto una delle mie poesie preferite. Tanti anni fa, diciamo 11, l'ho mandata a un tizio che ha un blog modesto che si chiama Qix, che scrive di trenini e poco altro, io vivevo in USA lui in Italia, e il tizio me l'ha rispedita indietro dicendo che ci aveva pensato su tutta la notte e non capiva quello che volevo dirgli e neanche le parole...!:)

Io non volevo dirgli niente di speciale, solo fargli conoscere una poesia che mi piaceva molto -- dato che, se scrivo, le mie poesie sono quelle dove cuore fa rima con amore, a parte quando parlo per koan -- così la riporto. E' di Costantino Kavafis (1863-1933), detto in italiano. Era un vecchio porco mezzo greco che non si faceva scrupolo di essere pedofilo e razzista, ma scriveva magnificamente:

ITACA

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrìgoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi
nè Posidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più vuoi voluttuosi aromi.
Récati in molte città d’Egitto,
a imparare, imparare dai sapienti.

Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze,
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.

E se la ritrovi povera, Itaca non t’ha illuso.
reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.


Qui altre poesie ben tradotte in inglese. In greco sono anche più belle, sono quasi tutte qui, ma non voglio rischiare di apparire snob..

Commenti dei lettori

  1. Pas

    Anche perchè la poesia non ha signifiato univoco. Bisognerebbe leggerla con trasporto, senza affannarsi alla la ricerca di paletti e luci direzionali. Statisticamente, poi, gli uomini scrivono in un modo e le donne in un altro. Ma che brutte le statistiche in materia di parola. Ma dimmi; Qix, hai continuato a sentirlo?

  2. donMo

    credo si sentano via messenger:)

  3. ludo

    Ehm non è andata proprio così: di poesie me ne hai mandate due, anzi due frammenti di poesie diverse, e io da bravo maschietto razionale ho passato tutta la notte a cercare di capire che relazione avevano…

  4. boh

    Pas hai certamente ragione. Io la poesia la leggo "se suona", se evoca, se mi dà quel qualcosa in più che né il significato né il significante mi danno.
    Qix sì, ho continuato a sentirlo…

    DonMO: beh più o meno, quando ci sentiamo ovviamente……. :) Il che non è poi spesso. Dovrei forse apparirgli in palmare, avrei più successo!:))

  5. boh

    ahahah Ludo, ma se mi avevi detto che non capivi neanche le parole! E poi la relazione….:) Mi vuoi dire che io non sono razionale?

    E' che a quel tempo disegnavi, bene per carità, e non avevi ancora imparato l'uso della parola….. :)

    Ma le poesie sono come la fede: se si cerca di afferrarla razionalmente non si capisce, credo, o si ha o non si ha, perché la fede non è la ragione. La volpe si caccia nella propria tana.

    Con la ragione possiamo negare e affermare l'esistenza di Dio, avremo sempre argomentazioni pro o contro; la fede è una lampada che illumina tutto, anche la ragione. Così mi pare, almeno..
    E con le poesie anche, che c'è da spiegare? Si possono sezionare e contestualizzare, ma il gusto di una poesia è unico…

  6. Pas

    L'atto di fede presuppone, però, l'acquisizione di una sola verità. Almeno secondo l'accezione religiosa occidentale; come dire, "l'Onnipotente è molteplice, ma la verità è una". La poesia può avere svariati livelli di interpretazione, o, alcune volte, neanche uno. Rifugge i totalitarismi, si offre polimorfica; vive nell'arpeggio dellecorde d'ognuno.

  7. Toni

    "Itaca" sarà abbastanza nota, ma il metatesto biografico che fornisci è una preziosa chicca :-)

  8. boh

    Pas: occidentale? il concetto che esprimi è pure espresso chiaramente nel RgVeda. E c'erano 33 dei riconosciuti, ufficiali, e in realtà molti di più! Dice che le forme della divinità sono molteplici ma il dio è lo stesso.

    La poesia ha questo gusto, che si chiama dhvani, che è indefinibile ed è lo stesso, dicono i retori sanscriti, che si ha al vedere uno spettacolo di danza, per esempio. E' anche collettivo, anzi, si esprime al meglio nel fruire collettivo, perché l'energia che si ha quando si fa qualcosa insieme agli altri con lo stesso animo non è la stessa che si ha quando si fruisce uno spettacolo o una poesia da soli. I retori lo avvicinano alla mistica, infatti.

    Non è un livello interpetativo Pas, la poesia solletica è un gusto speciale che, come la fede, illumina tutti i livelli e qualifica la poesia da altre forme di scrittura. E' un'essenza speciale che la pervade.
    O si ha, o non si ha. O, meglio, o si pesca nel fondo, perché credo che tutti, in quantità variabile, l'abbiamo, o non si pesca.

  9. boh

    Toni: che dici, mi propongo per delle lezioni di critica letteraria alla Normale di Pisa?:) O all'estero, magari Harvard.

    Voglio dire, in meno di due righe mi pare di aver detto tutto ma proprio tutto di Kavafis..:):) Oppure c'è altro?

  10. donMo

    Urca! meglio che Selezione dal Reader's Digest:)

  11. Toni

    Ci sarà certo dell'altro, ma a noi (???) maturi lettori dell'era .com, stressati da tempi ristretti e sovrabbondanza di informazioni, interessano solo i particolari pruriginosi. :-)

  12. boh

    DonMo: :) sintetici e stringati se no dicono che le donne sono prolisse…:))

    Toni: embé ma scusa Kavafis non era così? C'è forse altro?:)

  13. agata1000

    kavafis me l'aveva fatto conoscere vittorio sgarbi,le sue poesie le avevo trovate stupende ma non sapevo che fosse un razzista e tutto quello che dici tu.

  14. boh

    non lo dico io, è la sua vita, cara Agata:) Il buon Sgarbi non lo dice?

  15. tommaso

    questa è la poesia che preferisco, è bellissima e vi posso assicurare che cio' che dice costantino, è la realta' che si vive ogni giorno,forse sono ancora un bimbo, quindi un sognatore, ma lo scopo di raggiungere uno scopo nella vita, e che non ha importanza se ci metterai una vita per raggiungerlo ma l'importante e' farlo, mi fa sentire davvero bene!!!
    Complimenti hai scelto perfettamente

  16. tommaso

    scusate ma sono a lavoro ed entra il mio capo di continuo quindi scrivo un po male

  17. boh

    grazie Tommaso! sei gentilissimo:)

  18. quasi.dot » Blog Archive » Segnalazioni dal blogroll

    [...] L’ultimo entrato e’ Orientalia4all blog di “orientalismo per tutti”, specie contemporaneo, condito da qualche commento di attualità secondo quanto leggo su questo post, che vale quindi come interpretazione autentica e dichiarazione d’intenti. Non fatevi ingannare: il blog e’ ricco di informazioni orientate ad oriente ma anche di altre chicche. Questa su tutte. [...]

  19. DayD

    Kavafis non era assolutamente un vecchio porco pedofilo? Hai studiato la sua vita? Se non hai letto tutto di lui non puoi giudicarlo! Purtroppo è conosciuto più come omosessuale che come poeta. Mi sa che hai letto qualche notizia per internet senza cercare le verità di un uomo che in una vita banale (come tante) è riuscito a scrivere qualcosa che ti accarezza l'anima! Ogni giorno navigo su mille blog e a volte la superficialità che leggo mi fa davvero paura. Imparate solo ad essere leggeri nella vostra sapienza senza uccidere la reltà.

  20. boh

    Certo che l'ho letto e da tantissimi anni, così tanti che non c'erano i lap top e tanto meno Internet. Figurati Wikipedia.

    Ho letto le sue poesie in greco moderno, con traduzione a lato, grazie alla mia conoscenza di greco antico, e ho letto anche la vita, anzi, due vite, nonché, nel 1992, negli USA, lessi una sua bellissima raccolta con introduzione davvero ben fatta in inglese, con documenti inediti, ecc.

    Ti basta?:)

    Ciao

  21. boh

    E spero di riuscire sempre ad essere leggera, almeno per scritto, specie quando la mia vita non è leggera.

  22. Maschinganna

    A propos, consentitemi di intrufolarmi nelle vostre deliziose querelles. Io Kavafis l'ho scoperto soltanto una decina d'anni fa e vi posso assicurare che in nessun momento mi hanno incuriosito o turbato le sue tendenze sessuali. L'ho letto con la stessa sete che dissetavo al tempo dei miei studi leggendo i lirici classici. E che altro potevo fare se non tentare di raggiungere l'assoluto che solo la Poesia riesce ad esprimere? O veramente c'è chi pensa di poter attribuire affanni quotidiani all'essenza del Poeta?

  23. boh

    Maschinganna, mi complimento con te. Finalmente una cosa giustissima!

    Che c'entra la poesia con la vita quotidiana? Forse la nutre, o forse è ne è nutrita, ma è irrelevante.

    ciao ciao

  24. Hermans JI

    Ciao. Mi chiamo Hermans JI ho deciso di fare una incursione perchè mi hai stimolato una riflessione… anche io ho deciso di mettere un mio blog http://hermansji.blogspot.com/ … purtroppo ho iniziato a postare le mie poesie… metterò a pezzetti tutto il resto… è un pò una carneficina (intendo pensarmi spezzettato)… devo essere onesto ho un problema fondamentale con il blog… questo problema nasce dal fatto che il "blog" per me non è altro che l'estensione delle mie vecchie agende (quelle con la copertina nera diventate il libro nero della crisi, quella con la copertina rossa diventata il libro rosso il cuore ecc… ecc…) vi risparmio il resto delle banalità… non mi piaciono le etichette e non mi sforzo di scrivere qualcosa di intelligente a tutti i costi… mi esprimo di getto e risento molto della vita (come tutti del resto)… nella presentazione del mio blog ho scritto quanto segue "Luogo di scontro più che di incontro. Pensieri che sfuggono cercando un riparo a quell’ingombrante e stupido artista che abita il mio cuore. Luogo in cui a volte mi ritrovo e tutte le altre mi detesto. Nascondono le ombre solo la magia…"

  25. Orizzontidelgusto

    Nella poesia di Kavafis estetica ed "estisiasmos" (sensualità) si fondono. L'esortazione del Vecchio di Alessandria è:"voluttuosi aromi di ogni sorta, quanti più voluttuosi aromi." L'ammissione - realizzata o immaginata, indifferente per noi - dell' "idonè" (voluttà) tiene in ostaggio la Musa kavafiana.
    Immerso nell'infinita elaborazione della memoria, nel forte sentimento della pretesa erotica o della sua mancanza, ma anche nell'utilizzo ironico o sceneggiato del "materiale" storico, Kavafis è riuscito a trasportare la sua poesia oltre qualsiasi confine, regionale o etnico, guadagnando l'ecumenità, il cui significato cominciamo a capire solo negli ultimi anni.
    Le mosse di assestamento del "Pandamator Hrono-Krono" (Domatore del Tempo) aggiustano e ripuliscono il terriccio dal grano.
    Kavafis finché è vissuto è stato attaccato in modo selvaggio e mai lasciato in pace… intrighi, macchinazioni, calunnie… di tutto è stato utilizzato per offuscare il lavoro e la persona.
    Kostantinos è definitivamente collocato nel Panteon dei grandi poeti degli ultimi secoli a livello mondiale. Gode dell'assoluta approvazione degli intellettuali, ma sta cercando ancora la sua approvazione da parte del "popolo"… e questo perché il popolo è cresciuto nutrendosi di pseudomoralismo…
    All'età di 15 anni un amico mi ha regalato un'antologia di Kavafis. Non l'ho "aperta" subito. Sapevo, istintivamente, che quando l'avrei "aperta" sarebbe cambiata in modo radicale la mia visione del mondo.
    Per favore, prima di utilizzare parole forti come "vecchio porco", "razzista", "pedofilo" approfondiamo il discorso e o studio, per essere prima di tutto corretti con la storia!
    Perché la storia non gioca e non si offre a nessuno, ma più o meno tardi ti assegnerà il dovuto!

  26. boh

    ciao Hermans e complimenti per il blog!:)

    Ciao Orizzontidelgusto: ma insomma, secondo te non lo era vecchio porco razzista e pedofilo? Dài, dimostrami che non lo era…:)

  27. Orizzontidelgusto

    … di voluttà ne’ vortici perir! Ecco la dimostrazione!! Può essere anche un augurio per il 2007?!

  28. boh

    ah ok, se la metti così..:)

  29. Hermans JI

    Grazie dei complimenti Boh :) … ora mi monto la testa e poi mi tocca faticare a smontarla… riguardo Kavafis (a parte che il mio mito assoluto ma non il solo è Fernando Pessoa) mi sento di poter aprire una parentesi… infondo c'è un confine tra quello che si è nella realtà e quello che si vorrebbe essere quando si cala sul volto la maschera dell'artista… così come in un mondo non troppo "virtuale" ma sicuramente parecchio "banalizzato"… le prime cose che vengono in mente sono le "pruriginosità" se ad esempio qualcuno scrive una poesia d'amore con un verso tipo :

    mi sei entrata dentro

    il critico di turno salterà in piedi a trovarci la sottigliezza "pornografica"… ok
    Se il senso del dialogo si limita a portare tutto sulla base dei simboli così da ridurre ad essenziale qualunque bestiamma partorità da mente umana, tanto vale mettere
    al posto dei versi direttamente le immagini così… forse… non si creano più equivoci!!

    ps. qualche info del maestro Pessoa la trovate a http://it.wikipedia.org/wiki/Fernando_Pessoa

  30. boh

    hermans, in realtà "mi sei entrata dentro", riferendosi a una donna, fa pensare a qualcosa di pruriginoso solo con molta fantasia!:)

    In ogni caso, non mi interessa molto se Kavafis era, come credo che fosse, un porco pedofilo e razzista, è quello il bello della sua poesia, che raggiunge vette altissime proprio essendolo!!! Non è da tutti trasformare in bello o in stupendo quello che di più misero c'è in noi, o nei nostri bisogni più animali. La sua è stata una sublimazione nei versi davvero prodigiosa. Che poi faceva anche tanto, sia beninteso…:)

  31. Hermans JI

    Eppure è successo che "mi sei entrata dentro" sia stato oggetto di fraintendimento… evidentemente il tizio in questione aveva "molta" fantasia… maggiore dell'altro tizio che scriveva… il che la dice lunga sulle stranezze di chi comunica e su quelle di chi legge/riceve.

    Riguardo il "se Kavafis sia o non sia" "porco pedofilo e razzista"… la tua riflessione è corretta "non è da tutti trasformare in bello o in stupendo quello che di più misero c'è in noi, o nei nostri bisogni più animali"… dunque alla fine quello che interessa "realmente" chi legge/riceve è se la maschera scenica dell'artista Kavafis sia "una sublimazione"… ma è davvero possibile separare l'artista dalla sua maschera ? voglio dire la maschera si distingue dall'artista in modo netto oppure questa differenziazione avviene quanto più il lettore/recettore ignora la biografia di chi scrive ? Quanto più ci interessa la persona dell'artista tanto meno ci interessa la sua opera ? Voglio dire si crea forse un meccanismo per cui se "critichiamo/amiamo/odiamo" la persona allora "criticheremo/ameremo/odieremo" l'artista ? Ed all'opposto se "ameremo" la persona perdoneremo ad essa il "medio/mediocre" artista?

  32. boh

    Premesso che io di arte me ne intendo pochino, e di critica letteraria ancora meno, credo che il valore di un artista lo dica il tempo: se supera il tempo allora è un artista. Altrimenti è una moda del tempo. Valida in quanto tale, valida perché rispecchia il suo tempo e non lo supera.

    L'artista e l'uomo non sono la stessa persona, ovvio, come l'alias su Internet non è la stessa persona: eppure sono parti di questa. Certo è che molti artisti occidentali sono stati grandi per un'epoca o un'area geografica, ma risibili in un'altra. Quindi, che importa chi è un artista nella vita "reale"? Importa solo l'opera, in fondo.

    Però è sfizioso sapere di come vive e quello che pensa un artista, o uno scienziato, o anche il mio vicino di casa, se la casa di fuori è bella. Intendo dire che il mio sfizio principale, quando sono negli USA per esempio, è ammirare l'interno della casa di quelli che vi abitano, passando (sai che non usano tende o persiane, vero?).
    Pura curiosità umana, senza alcun tipo di malizia. Mi piace cercare di capire la personalità e le abitudini di chi ci vive dagli oggetti che la abitano, le piante, i gatti magari, i colori. Non sbircio e mi sforzo di non fermarmi, ma guardo quando passo e cerco di assorbire il più possibile.

    Così è la vita degli artisti. Mi piace intravedere la loro personalità dalla casa, i vizi e le abitudini. Tutto qui.
    E a te?

  33. Hermans JI

    Anche io sono un tipo curioso al tuo stesso modo e non capisco l'arte (anche se mi sforzo di esprimermi in forme che assomigliano molto a quelle artistiche) perchè infondo è solo comunicazione tutto il resto che sta avvitato attorno all'arte non si capisce… un pittore è solo un misero essere umano la sua opera si danneggera' irrimediabilmnte con il passare del tempo… eppure c'è qualcosa in tutte le persone una moneta da spendere nella vita… qualcuna sa usarla altri no ed altri ancora non hanno mai pensato di guardarsi le tasche.

    Il tempo… io sono appassionato di orologi meccanici fin da piccolo (quando trovavo nella soffitta di casa pezzi fuorisciti da chissà dove…) ma quello che vedo del tempo e che non dà realmente valore alle cose… immagina tutte le eterne discussioni su Leonardo per esempio… era realmente schizzato fuori dal nulla il suo "genio"… purtroppo no erano intuizioni fuoriscite dal contatto con altri artisti… magari artisti "medi" non "eccellenti"… ma pur sempre intellettuali capaci di intonare
    la prima nota che è servita a Leonardo per sviluppare i suoi progetti… qui per come la vedo io Leonardo nascondendo i suoi pensieri al mondo (pur se a preservato la sua originalità) non ha permesso ad altri uomini del suo tempo di progredire ulteriormente… tutto qui… eppure vai a cercare nel suo destino… vai a cercare nei suoi sogni… vai a cercare nel sua "ipotizzata" devianza sessuale… insomma guardano tutti altrove ma non tra le cose più semplici… il tempo non è amico di nessuno…

    La vita di tutti è fatta di gelosie costanti… rubarsi le cose… forse sbirciare nella vita degli altri senza malizia è portarsi via qualcosa un "souvenir" di loro… ma hai ragione in definitiva aiuta da un lato ad umanizzarli e dall'altro a comprendere quello che comunicano.

    No… ignoravo che in USA non usassero tende o persiane infatti pensavo fosse un trucco di ripresa quando dai film si vedevano queste case completamente openeyes [wow una cosa da segnare in agenda evitare di fare l'amore negli USA i vicini potrebbero essere troppo maliziosi… :)]

    "L'artista e l'uomo non sono la stessa persona […] come l'alias su Internet non è la stessa persona: eppure sono parti di questa" questa tua riflessione mi turba… io mi sono liberato degli alias perchè mi sentivo spezzettato… intendo dire ero portato ad una coerenza se mi chiamavo Hessex, Lucifuge, Hereph, Mahler… come se esistessero realmente queste menti ed ognuna ragionasse in modo opposto… così ho detto basta… sono umano posso contraddirmi? si posso farlo perchè non mostrarmi per quello che sono ? quando sono forte o quando sono debole ? infondo cosa cambierebbe ? Se il mondo vuole schiacciarmi od elogiarmi per un secondo lo farà lo stesso…

    "Certo è che molti artisti occidentali sono stati grandi per un'epoca o un'area geografica, ma risibili in un'altra. Quindi, che importa chi è un artista nella vita "reale"? Importa solo l'opera, in fondo." aggiungo che alle volte l'opera prende le distanze dall'artista… come nei casi in cui l'artista ha riversato il meglio di sè nell'opera… magari "moralità assoluta" ma poi come artista ha benedetto a suo modo qualche massacro o qualche inciviltà… ma questo porterebbe a domandarsi se sia giusta la "critica" in quanto "censura"… ed usciremmo fuori tema (o no?)

    Si la vita degli artisti si intravede anche "dalla casa"… ricordo quando mi sono innamorato di Hermann Hesse (si sembra un gioco di parole Hermans = Herman S) ed ho voluto acquistare tutte le biografie cercare di togliere la superficialità tipica di chi si accosta a questo autore leggendo "Siddharta" ad esempio…. scoprire i cambiamenti del suo pensiero porsi la domanda del suo rapporto con la Germania dell'epoca in cui viveva… leggendo le sue lettere mi sembrava di dormire sulla sua poltrona.

    La stessa cosa mi è capitata anche con molti altri autori, musicisti, reggisti o pittori… è questo mi ha aiutato a comprendere "meglio" l'opera nel senso che diventava di colpo umana… non una creatura "esoterica" senza ne' capo ne' coda… buttata lì in uno spazio tempo…

    "Così è la vita degli artisti […] i vizi e le abitudini. Tutto qui". E' vero ed è anche stimolante per chi comunica essere soggetto ad una lente di ingradimento… perchè al principio sembra invadente ma poi si assottiglia sempre di più la distanza tra chi ci osserva e chi è osservato… ci si riconosce in qualcosa.

  34. boh

    In effetti hai ragione, leggere la vita e sapere tutto di un autore aiuta a collocarlo nella sua epoca: eppure, se qualcuno leggesse Siddharta senza sapere niente di Hesse, cmq lo amerebbe.

    E' questo che lo fa grande, come grandissimi sono i disegni o le opere meccaniche di Leonardo. Sono fuori dal tempo e non è necessario sapere se usassero lo scaldino o il braciere, se si mettessero sullo sgabello o sulla poltrona, per amarli come artisti.
    Certo, saperlo li fa amare di più, in un certo senso, li colloca in qualche posto di una qualche epoca, uno li sente più vicini. Partecipa della loro vita. Come dici tu, "leggendo leggendo le sue lettere mi sembrava di dormire sulla sua poltrona."

    Sugli alias, io non ho più problemi da tempo, diciamo 13 anni, da quando stavo in Irc: lì ho imparato che si può essere chi si vuole, tutto ci rappresenta e ogni parte è, in un certo senso, una persona a se stante, con vizi e abitudini e gusti a sé. Talvolta con ragionamenti opposti. In effetti, siamo umani e siamo così contraddittori! La coerenza e l'integrità sono forse le cose più difficili da realizzare ma risolvere le contraddizioni vuol dire schiarirsi le idee: e io ci tengo molto, per quello che riguarda me.

    Ma insomma Hermans, vuoi dire che Kavafis non era come l'ho descritto, alla fine?:)

  35. Hermans JI

    "Sugli alias, io non ho più problemi da tempo […] ho imparato che si può essere chi si vuole, tutto ci rappresenta […] In effetti, siamo umani" … già siamo umani… bestie particolari in grado alle volte di trovare empatia per le altre bestie come raccogliere un piccione da terra e non approfittarsi della sua caduta per cercare di salvarlo… altre siamo capaci di godere dell'amore ed un secondo dopo già farne a meno… eppure essere umani quando si riesce a fare qualcosa di diverso dal solito è "meraviglioso"… intendo come amare più di quello che ci consentirebbero le nostre possibilità… superare gli ostacoli non per sentire uno stadio in delirio… ma perchè dietro quell'ostacolo c'era una cosa importante da collocare sul suo giusto piedistallo…

    "La coerenza e l'integrità sono forse le cose più difficili da realizzare ma risolvere le contraddizioni vuol dire schiarirsi le idee: e io ci tengo molto, per quello che riguarda me." Scusa la banalità tu che detergente usi per "schiarirti" così bene ? Solo per raccontarti qualcosa di me, in questi mesi sono cresciuto quasi il doppio di quello che ero in responsabilità (e per darti una misura di me non sono mai stato un irresponsabile) verso me stesso e gli altri così il guardarmi meglio dentro mi aiuta ad essere migliore verso tutti… più disponibile meno "criticone"… eppure la vita non abbassa la guardia anzi morde con lo stesso affondo… e così riemergono le contraddizzioni… così torno a darmi un pò di colpe se le cose non vanno…

    "Kavafis non era come l'ho descritto, alla fine?" Boh a te cosa ha lasciato Kavafis ?
    Se ripenso a Lovercraft ad Hesse cosa dovrei concludere se penso che entrambi
    detestavano il jazz? oppure che entrambi detestavano la modernità? entrambi credevano negli "eterni" segreti-indecifrabili-spaventosi per il primo e guide-rassicuranti per il secondo? Entrambi avvitati all'eterno perno ragione_sessualità_morte anche se scrivevano in modi e per scopi diversi? Entrambi detestavano "culturalmente" le donne… eppure questi autori a me hanno lasciato dentro profonda umanità, voglia di cercare il buono anche nelle difficoltà, voglia di edificare il nuovo grazie alla "fantasia"… a te cosa ha lasciato Kavafis ? se ti ha lasciato dentro messaggi non condivisibili, inaccettabili anche se mischiati a versi eccellenti… allora Kavafis "era come" lo hai descritto… se ti ha lasciato un immagine migliore… "mai troverai tali mostri sulla via se resta il tuo pensiero alto, e squisita è l’emozione che ti tocca il cuore e il corpo come quella che emerge dentro"… allora l'artista Kavafis era migliore simile non del tutto vicino a quanto descritto da Orizzontidelgusto… o forse l'"artista" comunica è chi riceve gestisce le regole del gioco prendendo quello che vuole del messaggio che gli giunge ?

  36. Hermans JI

    "Sugli alias, io non ho più problemi da tempo […] ho imparato che si può essere chi si vuole, tutto ci rappresenta […] In effetti, siamo umani" … già siamo umani… bestie particolari in grado alle volte di trovare empatia per le altre bestie come raccogliere un piccione da terra e non approfittarsi della sua caduta per cercare di salvarlo… altre siamo capaci di godere dell'amore ed un secondo dopo già farne a meno… eppure essere umani quando si riesce a fare qualcosa di diverso dal solito è "meraviglioso"… intendo come amare più di quello che ci consentirebbero le nostre possibilità… superare gli ostacoli non per sentire uno stadio in delirio… ma perchè dietro quell'ostacolo c'era una cosa importante da collocare sul suo giusto piedistallo…

    "La coerenza e l'integrità sono forse le cose più difficili da realizzare ma risolvere le contraddizioni vuol dire schiarirsi le idee: e io ci tengo molto, per quello che riguarda me." Scusa la banalità tu che detergente usi per "schiarirti" così bene ? Solo per raccontarti qualcosa di me, in questi mesi sono cresciuto quasi il doppio di quello che ero in responsabilità (e per darti una misura di me non sono mai stato un irresponsabile) verso me stesso e gli altri così il guardarmi meglio dentro mi aiuta ad essere migliore verso tutti… più disponibile meno "criticone"… eppure la vita non abbassa la guardia anzi morde con lo stesso affondo… e così riemergono le contraddizzioni… così torno a darmi un pò di colpe se le cose non vanno…

    "Kavafis non era come l'ho descritto, alla fine?" Boh a te cosa ha lasciato Kavafis ?
    Se ripenso a Lovercraft ad Hesse cosa dovrei concludere se penso che entrambi
    detestavano il jazz? oppure che entrambi detestavano la modernità? entrambi credevano negli "eterni" segreti-indecifrabili-spaventosi per il primo e guide-rassicuranti per il secondo? Entrambi avvitati all'eterno perno ragione_sessualità_morte anche se scrivevano in modi e per scopi diversi? Entrambi detestavano "culturalmente" le donne… eppure questi autori a me hanno lasciato dentro profonda umanità, voglia di cercare il buono anche nelle difficoltà, voglia di edificare il nuovo grazie alla "fantasia"… a te cosa ha lasciato Kavafis ? se ti ha lasciato dentro messaggi non condivisibili, inaccettabili anche se mischiati a versi eccellenti… allora Kavafis "era come" lo hai descritto… se ti ha lasciato un immagine migliore… "mai troverai tali mostri sulla via se resta il tuo pensiero alto, e squisita è l’emozione che ti tocca il cuore e il corpo come quella che emerge dentro"… allora l'artista Kavafis era migliore simile non del tutto vicino a quanto descritto da Orizzontidelgusto… o forse l'"artista" comunica e chi riceve gestisce le regole del gioco prendendo quello che vuole del messaggio che gli giunge ?

  37. boh

    Innanzi tutto grazie dei commenti, che sono belli e lunghi e profondi:)

    Che mi ha lasciato Kavafis? Una squisita poesia, qualcosa che è così bello che trascende tutto, il carattere, i gusti, anche la morale. Se penso che era pedofilo mi arrabbio, se penso che ha scritto versi di stile neoclassico così belli come quelli sui barbari, per esempio, allora non mi importa niente.

    Non sono qui per giudicare, né sul blog, né sulla terra, anche perché non ci andrei leggera ed è meglio che non faccia il giudice. Sono qui per gustarmi i versi. Voglio dire, a noi che importa che fosse un vecchio porco pedofilo e razzista?:) A me, per lo meno, niente. E a te?

  38. Orizzontidelgusto

    Ad rem, allora, e non ad hominem i miei giudizi… le parole pedofilo, vecchio porco… "accompagnano la poesia che tu proponi (e di conseguenza la poesia kavafiana), la "sottolineano", la "segnano" riguardo l'ήθος (morale) e la sua estetica… e di conseguenza "adulterano" in modo violento ed oltraggioso l'ήθος e l'estetica della parola kavafiana.
    Ad hominem, allora, e non ad rem il mio giudizio… la tua assolutezza, irremovibile, manca dell'estetica giusta che può portare alla verità.

  39. boh

    Sono certa che manchi dell'estetica giusta, orizzontidelgusto:)
    In ogni caso ti assicuro che lo hanno capito in tanti, così, solo per inquadrarlo, che faceva Kavafis.

    Mi spiace, ma non volevo scrivere un post di critica letteraria. Dato che non ne sono capace perché non lo scrivi tu,,ovviamente sulla stessa poesia, che io lo pubblico? Dicendo anche quello che faceva, senza oltraggiare l'estetica della parola kafkiana come ho fatto io.

  40. Hermans JI

    "Innanzi tutto grazie dei commenti, che sono belli e lunghi e profondi:)" … oggi la testa non la porto con me quindi non corro il rischio di doverla montare e poi smontare…

    "Che mi ha lasciato Kavafis? Una squisita poesia, qualcosa che è così bello che trascende tutto"… penso che possiamo concordare su questo punto allora salviamo l'opera o i brandelli di opera… infondo almeno per me se anche un frammento di opera ci permette di migliorare qualcosa di noi questo piccolo dono forse vale più di altre parole…

    "a noi che importa che fosse un vecchio porco pedofilo e razzista?:) A me, per lo meno, niente. E a te?"… a parte che sullo spessore di Konstantinos Kavafis non sono la persona più adatta (i miei gusti personali sono rivolti a poeti di formazioni diversa come ad esempio Orten) e quindi cedo volentieri la parola ad Orizzontidelgusto… a me importa nella misura in cui queste "parafilie" si rintraccino nell'opera di un autore… al punto in cui vi sia da parte dell'autore l'uso del mezzo artistico al fine di esaltare o meglio giustificare le sue parafilie… non mi sento di prendere la forma di "giudice" o "critico" ne tanto meno sarei pronto a brandire la censura come arma (visto che il censore finisce per esprimere se stesso e non la verità)… ma l'uso distorto del mezzo artistico questo si mi interessa… ma ripeto io non ho competenza specifica su Kavafis ed il mio discorso era più rivolto "all'arte" in generale…

    Riguardo l'arte e la sessualità direi che si tratta di un sentiero accidentato… da una parte perchè la civiltà dell'uomo ha sempre vissuto male la sessualità rivoltandosi da un estremo all'altro… o mostrandola eccessivamente… o censurandola con pari violenza… o approfondendo gli aspetti legati ad essa… o banalizzandola al punto di ridurla tutta ai genitali… come se riuscissero a racchiudere la complessità di due generi diversi… ed è anche legittima la posizione di Orizzontidelgusto sul piano puramente della difficoltà di correttamente porre i termini anche forti che un'artista può utilizzare nell'elaborazione della sua opera non necessariamente riferenti alla fantasia di chi riceve il messaggio (o peggio alle sue paure)… a me capita spesso di essere frainteso a causa dell'uso di una simbologia particolare con termini molto forti.. se dovessi guardare a ritroso sarei costretto a scrivere una spiegazione per ogni uso improprio che faccio della "lingua"… onde evitare le categorie che tanto odio… un esempio (che rivolgo a me stesso per non generare ulteriori polemiche sulla questione Kavafis) è la mia poesia "tumescens" ricca di riferimenti privati e dal linguaggio teso tra "sessualità" e "simbologia"… la simbologia è altrettanto forte quanto la sessualità…infatti la "arctostaphylos parryana" detta appunto "tumescens" si contrappone al fiore… come qualcuno è riuscito giustamente a cogliere…

    "Mi spiace, ma non volevo scrivere un post di critica letteraria". Non condivido ogni lettore in quanto recettore della comunicazione artistica può esprimere la sua interpretazione.

    Attendo con impazienza di conoscere la visuale di Orizzontidelgusto…

  41. boh

    Hermans, sono io che non sono capace di scrivere un post di critica letteraria! Se tu vuoi parlare di estetica o di come si legge un autore, o orizzontidelgusto, benvenuti! Ne sono molto felice.

    Anzi, sai che ti dico? Dato cha arte zen era la mia seconda specialità all'università, prima o poi scriverò qualcosa su questo e sul diverso concetto di arte e autore che hanno in oriente. O avevano, ora è tutto più uniformato all'occidente.

  42. Hermans JI

    "Se tu vuoi parlare di estetica o di come si legge un autore, o orizzontidelgusto, benvenuti! Ne sono molto felice."

    Francamente nè di estetica nè di come si legge un autore… solo chiacchierare attorno ad un tema rilanciato da te… :)

    "ora è tutto più uniformato all'occidente." potresti spiegarmi come intendi "uniformato" ? mi sembra di capire che lo intendi come piegato… o qualcosa di vicino

    "arte zen" un argomento stuzzicante… speriamo che quel "prima o poi" si trasformi in un "prossimamente" :)

  43. boh

    Sì sì, prossimamente, ovvio.

    Già ho accennato qualcosa in "Tokonoma, Buddha e podcast (e, forse, amore)"
    http://orientalia4all.net/post/tokomoma-e-podcasting

    ma ne parlerò meglio e a lungo, se riordino i pensieri:)

    Uniformato all'occidente perché il gusto, che è territoriale, è stato uniformato all'occidentale, che è il vincente (a livello economico). Ma ne parlerò..

  44. Orizzontidelgusto

    Accetto volentieri l'invito, sia sull'estetica della poesia Kavafiana che su Itaca …
    Uno degli ultimi miei lavori è stato quello di leggere una fitta corrispondenza (75 lettere) tra il nobel greco Seferis e l' amico esteta Panagiotopoulos da cui origina il ritratto di Kavafis che oggi prevale.
    Appena avrò del tempo te lo mando via mail.

  45. boh

    Va bene, l'aspettiamo!:) mettici i link mi raccomando..

  46. lele

    la poesia è molto interessante….la stò studiando a scuola….diciamo che stò trattando tutto il viaggio interminabile di ulisse…

  47. hermansji

    lele… speriamo tu riesca anche a risolvere l'enigma dell'ultimo viaggio di ulisse…

  48. boh

    Lele, non portare però la mia definizione di Kavafis al prof o alla prof! Se no ti bocciano..:)

  49. ilaria

    Kavafis!
    Molto bello…
    E la poesia tratta dal XIX libro dell'Iliade, quella dedicata ai cavalli di Achille è indescrivibile….
    Che bello che a qualcuno piaccia!
    ^_^

  50. boh

    Ilaria, a me tanto. Ma c'è un sacco di altra gente..
    ciao:)

  51. Fabio Padovan

    ciao… anche io posto poesie personali molto intime… ma sono un uomo!
    se vuoi.. vieni a trovarmi… ciao.

  52. boh

    sono venuta. ciao:)