Pensierini sul LitCamp e la Fiera del Libro

boh, lunedì 14 maggio 2007 01:29:55

palazzo granieri

NB: A presto il video. lo spero, almeno. A gentile richiesta specifico: Luca Conti non ha parlato, ma è stato pazientemente ad ascoltarmi tutto il tempo. E a ridacchiare, di tanto in tanto: noi sappiamo perché.:)

Tutto molto bello, tutto grande, elegante -- anzi, grandioso -- tutto ben organizzato: Palazzo Granieri che ci ha ospitato è splendido; Arseniobravuomo (ottimo il tuo thè fatto in casa, grazie!) e gli altri, come Pasteris, ma anche Effe che non so il nome del blog e un altro più basso, quasi biondo, serissimo, tutti gentilissimi e disponibili; il cibo di San Lorenzo sempre ottimo e abbondante, ché il link glielo fai volentieri; il personale del Circolo dei Lettori dove stavamo era molto sollecito, guardia inclusa, che ostentava una placida indifferenza.

Che dire? Tutto era, per me, un po' troppo: le sale troppo grandi e troppo eleganti, dispersive, con sedie scomodissime fatte per signorine bon ton in cerca di un buon partito che stanno nei salotti sorseggiando il thè; faceva un caldo bestiale e qui nessuno ci poteva far niente, però magari a tenere le finestre chiuse e non spalancate che entrava il sole si stava un po' meglio; tutti erano in fregola per farsi riprendere da Robin Good, gentile per carità (mi ha concesso di attaccarmi alla sua ciabatta, anche perché aveva monopolizzato uno o due prese su tre); chi era addetto a gestire noi barbari era un tantinello teso perché potevamo rovinare i decori; gli scrittori presenti facevano una cricca eslusiva e gelosa, anche se darebbero una mano per vendere due libri in più (qualcuno di loro, anche per pubblicare un libro!) ma se gli chiedi chi sono o se dici che li vuoi riprendere si mostrano così seccati che li manderesti volentieri a farsi stendere.

In ultimo, diverse blogstar hanno fatto solo una breve comparsa, ascoltando solo altre blogstar, ovviamente (che poi non c'erano, Luca è venuto tardi e non ha parlato e pure altri son rimasti a casa) -- a me no non sia mai:) -- e poi al buffet ho ascoltato uno di queste blogstar che diceva "sì sì non ti preoccupare, mi ha intervistato Robin Good e mi sono fatto vedere con Tizio che è appena arrivato, ho parlato a Caio e penso che mi farà almeno un link. Tutto secondo programma, stasera ti dico".

Ecco, forse è questo che mi ha rovinato un po' il tutto. In più ho fatto la mia presentazione con un'ora di ritardo, alle cinque passate, e se ne erano andati quasi tutti da un po'. E si aggiunge a questo un post livido.
Io faccio tutto con gioia, chi ha il dente avvelenato con me perché faccio un sacco di cose gratis et amore dei, a chi disturba, a chi si turba, ripeto che non mi sento meno professionale se lo faccio, anzi! Ho tante di quelle cose da dare e idee da realizzare, problemi da studiare, da investigare, vita da vivere e condividere, che se regalo non mi diminuisco, anzi, aumento: la cultura è una di quelle poche cose che se condivisa aumenta. E' come l'amore.

Riporto le parole di Maistrello, che sono adattissime anche a me, su fare le cose con uno stile che ha stravolto il modo stesso di lavorare, oltre che di pensare, anche se, evidentemente, dà fastidio a qualcuno un po' acido:

Ai margini dei grandi agglomerati commerciali della Rete sta emergendo un sistema di relazioni e di produzione dei contenuti che ha nella partecipazione spontanea e gratuita delle persone il suo motore.

Ecco, non mi sento ai margini. La rete, e la vita, la vivo con pienezza e quasi sempre in gratuità. Vivo una grande ricchezza di cose e relazioni, sto in progetti collaborativi bellissimi e gestisco e faccio diverse cose per amore, per puro amore di quello che faccio. Per passione, meglio dire. Questo non vuol dire che non voglio essere pagata per la mia professione, ma se non c'è modo di realizzare quello che voglio se non pagando di persona, lo faccio. Non mi sto a chiedere oddio chi pagherà? Oddio come farò se non ci prendo soldi, se non divento la prima in qualcosa, se lui o lei non mi ridanno esattamente quello che ho dato, se se se? Non faccio la pizzicagnola, un etto di prosciutto 3 Eu. E ho sempre trovato professionisti di primissima qualità (e, talvolta, con nomi prestigiosi) che hanno aderito con entusiasmo infantile a quello che facevo. E hanno prestato la loro opera gratuitamente.

Devo dire che ho prima ricevuto a piene mani, e poi ho sviluppato questa mentalità. Faccio molto di quello che faccio per il puro e semplice fatto che lo amo. E ho trovato maestri molto generosi, non meschini artigiani gelosi delle loro piccole cose ma artisti. E' cominciato tutto in India, tanti anni fa. Lui dava e mi aiutava solo perché credeva in me e amava le stesse cose che facevo io. Anche se non si può certo dire che fosse ricco, ha condiviso con me la sua scienza da pandit e la sua sapienza, la sua casa, l'amicizia e il rispetto suo e di sua moglie, le risate dei suoi nipoti, il suo cibo, il suo giardino coi pappagalli.

Qualche anno dopo ho conosciuto un grande studioso che diceva sempre:

Ho tante idee che la mia vita non basterà a realizzarle, così le regalo ai miei studenti. Basta che le realizzino loro, anche se non mi citano, basta che sono fatte. Così la cultura va avanti.

E tanti altri così, che magari un giorno li racconterò.
Quindi ringrazio chi ha organizzato il LitCamp, che è stato un regalo, e tutti quelli che c'erano e con cui ho parlato. Anche se era evidente che per molti stare lì non era una gioia e una condivisione ma una specie di lavoro forzato. E ringrazio Gilgamesh, Herman, Luca, DElyMyth e tanti altri.

Mi ha fatto proprio piacere, dopo, andare alla Fiera del Libro. Ho parlato a lungo con il mio editore alto, bello, colto, intelligente e, sospetto, mezzo pazzo, ho girato un po' lì dentro e ho ascoltato la musica russa dal vivo e poi sono andata a cena in una pizzeria di gente carina che conosco da anni. Che relax!

Non so se cominciare a prepararmi psicologicamente per il FemCamp. Quello di cui parlerò lo ho in testa, ma magari mi devo preparare all'ambiente. Chi sa come sarà stavolta.

(foto)

Commenti dei lettori

  1. sabrinoso

    Ti amo.

  2. sabrino

    Cercavo un modo di aiutare un mio amico giornalista. Volevo inviargli delle offerte di lavoro. Ho attuffato la mia rete intessuta di parole chiavi, quali "giornalista", "scrittore", "aspirante giornalista", e subito la mia rete si è irretita nella grande rete e ho pescato il tuo articolo-pesce sulle "sciurette della Sormani" che risale a martedì 14 gennaio 2005. Nessun commento. Nel deserto dell'oceano web fluttuava solo. L'eco delle tue parole rimbalzavano nella mia mente. Nulla di speciale in esse. Ma ho sentito l'eco vibrare nella mia anima elettrica, un cenno dal capo dello scuotitor di nembi ed un flumine è scoccato, come la luce del flash specchiata della tua foto. La luce nasconde, non solo rivela. La luce può diventare oscurità. Non è tanto quello che dici che mi colpisce, anche se lo condivido in pieno, ma perchè sono stato condotto qui, come in un gioco di libere associazioni. Quale è il pensiero latente, cosa si muove nel mio inconscio individuale moltiplicato da quello collettivo manifestato dalla rete di parole che strutturano il web? Perchè tu esisti, così, e le tue parole sono queste?

    Ciao
    sabrino

  3. bloggointestinale

    ehi? ma la mia è tutta invidia (malcelata) e a volte l'ironia mi sfugge di mano ;-)
    la verità è che i complimenti basterebbero mica.

  4. jaco

    veramente bel post. Condivido a pieno tutte le tue riflessioni.

    [mode truebloggers-sfottò on]

    Mi fai un link per questa sviolinata che ti ho appena fatto?

    [mode truebloggers-sfottò off]

    :)

  5. paolo

    "sì sì non ti preoccupare, mi ha intervistato Robin Good e mi sono fatto vedere con Tizio che è appena arrivato, ho parlato a Caio e penso che mi farà almeno un link. Tutto secondo programma, stasera ti dico".
    Dici che c'e' gente che va ai BarCamp per ricevere un pugno di link? Uhm, deprimente …
    Dovremmo fare un NoLinkCamp: se ne puo' parlare e scrivere ma non si possono fare link, mai, a niente che parla del BarCamp; chissa' attraverso quali vie si diffonderebbe l'informazione e se le dinamiche sociali risulterebbero diverse?

  6. boh

    Sabrinoso Sabrino!:)

    Già un'altra volta qualcuno me l'ha detto in email, poi ci siamo conosciuti e non è che mi sia andata benissimo…:)))

  7. boh

    bloggointestinale, davvero? Beh, intanto ti sei beccato un link, visto che qui ci si vende la mamma per un link.:)

    Paolo, sì era proprio così!

    jaco, per te un link e tutto il resto: amicizia, belle donne che circolano dalle mie parti (non ne hai bisogno ma sai mai..:)), soldi, fama, onori, ecc. ecc.

  8. bloggointestinale

    son troppo felice del link, eh ;-)

  9. Effe

    Enrica,
    mi chiedo, in relazione a quel che hai detto a Torino (e ancora grazie per il tuo intevento) se hai seguito il talk sulla rivista Buràn, perché mi pare possano esserci degli spunti per produrre conetnuti, come riporti qui sopra.
    saluti
    Effe

  10. olipal

    Che bel post :-) mentre tu eri fuori Ludo Alberto e io abbiamo pensato a un finesettimana prossimo futuro, con canette annesse, fatti dire.. poi ti scrivo, ciao

  11. boh

    Grazie Effe lo leggerò. Ma è un talk??
    (Ma allora sei proprio effe.)

    Olipal, me lo faccio dire. As usual non mi ha detto un bel niente..:)

  12. Alberto Mucignat

    il post è toccante, perchè anch'io la penso come te e il professore, anche se alcune idee le tengo per me e cerco di metterle in pratica. e mi hai fatto pensare, all'autoreferenzialità, a "noi blogger", ecc ecc. grazie.

  13. boh

    Alberto! Com'è così carino con me?:)
    Anche io cerco di mettere in pratica qualcosa, certo, ma più di tutto cerco di fare insieme. Che di solito mi piace molto..

  14. flounder

    io non so chi erano le blogstar che hanno ascoltato solo le blogstar
    ma soprattutto: chi erano le blogstar?
    so però che io ti volevo ascoltare e volevo parlare con te di Buràn, sentire un po' come si poteva collaborare insieme.

  15. flounder

    (non mi ero accorta che era già passato effe. ultimamente sembriamo due spammer :-D )

  16. boh

    già chi erano? bella domanda. ma c'erano, c'erano..:)

    Cmq, Luca Conti lo era, e da me è rimasto:) Lui una blogstar certamente lo è. ma che è Buran??? devo vedermelo subito un secondo, anche se sto lavorando…

  17. Mitì

    Ma come ti stava bene quella canottina rossa! ;-*
    (e il micio?)

  18. laspostata

    Mi è dispiaciuto non conoscerti allo ZenaCamp; ciò che scrivi in questo post è potente. Tu hai tantissima competenza, tantissima intelligenza e tantissima passione, e sono cose rarissime. Quello che per te è "normale", per una persona che ti osserva da fuori ha del miracoloso. :)

  19. Effe

    mi lancio in una tag, chissà se mi riesce un doppio carpiato:
    Buràn è una rivista online che ricerca e traduce le Scritture Invisibili, inseguendo in rete racconti e testi del web mondiale, annullando la distanza e l'impossibilità alla lettura data dalle lingue originali

  20. hermansji

    Ciao Boh, sono dovuto rientrare in Abruzzo con l'effetto lampo che manco l'eroe "Flash" l'avrebbe spuntata pensa che diligente come sono ho pure risolto le cose che avevo programmato in tre giorni in una sola mattinata… :)

    ps. alla fine ho perso la scommessa con te… hai scritto il post come avevi detto !!! :) ora dovrò pagare pegno… :) :) :)

    .:.

  21. boh

    laspostata, ti ringrazio. In effetti hai dimenticato la bellezza, perché, dentro dentro, io sono una party girl e per me è importantissima la bellezza!:)

    ciao, speriamo di conoscerci la prossima volta. :)

  22. boh

    Effe, ho visto Buràn ma non credo di essere all'altezza: io scrivo di Bhavopahara e Sahagamana, di legge, di robe un po' più tecniche. Non sono mica brava come voi a scrivere.

    Ciao e grazie comunque:)

  23. boh

    Mitì, che carina che sei sempre. Certo che potevi venire però, se a un litcamp non vai tu che sei una scrittora vera, chi ci va?
    Così vedevo un altro gioiello e magari ti riprendevo, che sei venuta molto bene l'altra volta:)

  24. boh

    hermans, hai visto che non dico bugie?

    (oddio il naso sta rompendo lo schermo…:))

    beh almeno non ti annoi fra Roma e l'Abruzzo:(

  25. hermansji

    Almeno tu non le dici (naso permettendo :) )… io sto scrivendo sul LitCamp ed ho cominciato male… sono agli inizi ossia a lulù (notare l'accento sulla "u") … ma sto mentendo… agli orsetti piccoli piccoli è concesso…. :) :) :) o no? :) :) :) :)
    .:.

    ps. come sta Silvestro?

  26. boh

    Per Mitì, per hermansi, e tutti che così gentilmente me lo chiedono: Silvestro è salvo!:))))))))))))))

    Un po' dolorante, un po' acciaccato, ancora con 2000 punture e medicinali al giorno, ma salvo. E ha pure i supoi splendidi occhioni verdi belli aperti spalancati (di nuovo), il pelo morbido e lucido e sta mettendo su qualche etto. :)

  27. boh

    hermansji: hai cominciato male con Lulu, visto quello che gli hai detto….:)

  28. hermansji

    Vai Silvestro vai… che appena arrivato ho riacceso la candelina per te che si era spenta qualche ora prima… per un pelo proprio !!!

  29. Effe

    (per Buràn: non siamo "noi" che scriviamo. Inseguiamo e traduciamo quello che si scrive in rete nel mondo. Tradurre lingue straniere: non era anche di questo che hai parlato, a Torino? Si vede che ci siamo fraintesi a vicenda.
    Nulla di male, buone cose)

  30. boh

    Effe: certo, straniere. Io faccio sanscrito, ti interessa? Un piccolo esempio di cui mi occupo lo puoi vedere a lato a destra:)

  31. sabrino

    Boh…Disorientamento? Oriente, orientamento, senso, direzione, scopo. Boh…! Siamo tutti diversi, a meno che non ci si faccia rinchiudere in un insieme dato da atti, orientamenti, scopi, gesti, pelli, occhi. Paradosso è che ciò che identifica (i particolari distintivi personali, angrafici e biologic e culturali) sia anche quello che faccia ricadere un individuo in un insieme dato dalle caratteristiche che dovrebbero distinguerlo da tutti gli altri. Alia, altro, for all, from all. Chiusura: un dato di memoria, un'impronta, classificazione delle impronte. Traccia. Un uomo=tutti gli uomini? Oggettivamente, per comodità, si. Un uomo, ignoto. Fa paura l'ignoto, allora se viene classificato o messo in relazione, reso analogo diventa meno ignoto, pur restandolo, in quanto si evita di approssimarlo.
    Le parole comunicano la distanza che separa con la finzione dell'avvicinamento.
    Il sogno, in cui ho ti ho vista, tradisce ciò che tu sei, il lato oscuro, forse quello essenziale.
    Ciao
    Sabrino

  32. boh

    Come ero nel sogno? Come mi hai vista?
    Per dirmi ti amo deve esserti piaciuto proprio tanto..:)
    Magari poi uno si incontra e si trova terribilmente antipatico. Chi lo sa.

  33. Alberto Mucignat

    "alberto com'è così carino con me?"
    ostia, non mi sembrava di essere stato così mieloso ;-)

  34. hermansji

    Spero @sabrino ti abbia identificato per intera e non spezzettata in un insieme dato :) per intera sei una bella donna… spezzettata ecco è difficile distinguere un atomo dall'altro… :)

    Pero' io non per farmi i fatterelli vostri… ecco… pero' Boh a ben guardare "ti amo" l'ha detto "sabrinoso" e non "sabrino"… ecco a ben guardare :) :)… uno "ti ama" e l'altro ti "sogna"…. :) sei contesa!!!

  35. Orientalia

    comunicazione di servizio di Orientalia (si esisto e sono una entita' diversa rispetto a Boh!!) : l'utente "hermansji" per l'intervento poco carino al numero 34 (mica si mette zizzania nel blog degli altri?) con annesso prefisso teleselettivo ".:." è da ora in poi costretto a scrivere commenti privi di vocali usando solo le consonanti!!!

  36. boh

    alberto, ho detto carino, non mieloso.
    Mi spiego, visto che di solito sei assolutamente — diciamo — ruvido (eufemismo). Con me dico!:)

  37. boh

    hermansji, smetti di spacciarti per me.:)

    E guarda che se Sabrino, per una sua ragione che non conosco, dice che mi ama e che mi ha sognato, beh, io l'accetto molto volentieri: di questi tempi le cose belle non bisogna mai rifiutarle!:)

  38. Isabella

    Salve, Enrica, come posso fare a contattarti?
    Grazie

  39. boh

    ti scrivo in privée! ciao

  40. Giulia

    Aderiscco con gioia a quello che dici, bello davvero… continua così. Un abbraccio

  41. boh

    Ciao carissima Giulia, ma il tuo blog??

  42. hermansji

    @Giulia perché non si vede più il tuo blog?
    .:.

  43. hermansji

    @Boh wow che tempismo il nostro !!!

  44. pat

    il post più bello sul litcamp che ho letto finora…

    p.

  45. boh

    grazie pat!:)

  46. hermansji

    Il Blog di Giulia è ricomparso !!!

  47. Giulia

    Avevo scritto male l'url… Un abbraccio

  48. boh

    ah beh..:)

  49. Alberto Mucignat

    non è vero che sono ruvido con te, dai… ostia le percezioni come ci fregano sempre. la prima volta che ti ho visto ho pensato io che eri ruvida con me :-)
    ps: certe cose forse sarebbe meglio dirsele in privato, nevvero?

  50. sabrino

    Sono uno solo, una entità fisica unica che occupa un solo spazio dato in un momento dato, sono la mia tautologia vivente, nessuna schizofrenia incipiente, al momento. E' che avevo confuso l'indirizzo e-mail con il mio nome. Usando codici che rappresentano e non presentano se stessi può capitare, soprattutto se entra in gioco anche il centro emozionale a turbare (completare, forse?) il messaggio, di cadere in lapsus. Probabilmente voglio lasciare il mio indirizzo e-mail alla Signorina Boh, però non so come fare, senza che lo vedano tutti, anche se non mi interessa più di tanto attaccarmi ad una fisima del genere.
    Nella logica vaisesika e nella mimamsa si trovano esempi di sillogismi che includono deduzione e induzione. In realtà, essendo esseri umani (e storici), noi non abbiamo molte possibilità di giungere a deduzioni inerenti al mondo fisico, bensì solo sul piano analitico (date certe premesse, ecc.).
    Se si astrae da una moltitudine di dati alcune caratteristiche che si trovano ad essere correlate (analoghe) abbiamo una deduzione, che è , appunto, fondata, su una enumerazione di dati che vanno verso l'infinito. L'inferenza non si estende alla deduzione (basta un solo dato per che risulti ricadere fuori dalla classificazione degli enti in quel momento per far saltare tutto). D'altro canto, è proprio sulla possibilità e probabilità che si gioca la partita scientifico-conoscitiva, tutta l'indagine razionale.
    Non volevo essere pedante, ma son certo di essere riuscito ad esserlo, nonostante tutto: mi scuso.
    Lascio il mio indirizzo e -mail ugualmente, chissà…boh…
    sabrinoso@libero.it

    Ciao a tutti

  51. sabrino

    P.s. Come eri nel sogno? Un sogno… non saprei dire di meglio, al momento. L'amata ha a che fare in modo intimissimo con propria anima. La morte e l'amore vengono dall'Alto: decreti del Destino, misteriosi.

    Ciao

  52. jaco's blog

    impressioni sul litcamp 2007 e s.o.t.t.o.p.e.l.l.e.Accetto l’invito di jaco a scrivere qualcosa riguardo il litcamp 2007 svoltosi il 12 maggio a torino… provo a scrivere cose diverse da quelle che stanno progressivamente formandosi su blessure… certo non è facile sorbirsi uno sdoppi…

  53. boh

    sabrino, ripeto: ma ti è piaciuto il sogno? Lei era bella, per te, nel sogno? Ti ha fatto stare bene?
    Questa è l'unica cosa importante..:)

  54. boh

    Alberto, quando ci siamo conosciuti hai detto a Ludovico, difronte a me, che ero una rompi… solo perché non mi piaceva il posto dove eravamo e avevo chiesto "come mai avete scelto questo"?
    Senza moine, rosa intorno, fiori e campanelli. Se ricordi ero appena arrivata da Macerata molto stanca.

    Che poi siamo rimasti lì, non era una critica chi sa quanto distruttiva mi pare. Io ero solo stanchissima dopo 7 ore di treno e mezzo + 6 ore di insegnamento. E il giorno prima idem.

    Mi pare un bruttissimo approccio a un altro. Non ti ho risposto, ma certo che ti avrei mandato molto molto volentieri a quel paese!:)

    Alberto, per il resto, quale che sia, certo in privato, concordo.

  55. Gilgamesh

    Carissima, t'ho letto via feed con la PSP già lunedì, che ancora eravamo a Torino, ma con quell'aggegino, per quanto carino e utile - col wi-fi integrato, un browser standard W3C con lettore di RSS e uno schermo 16/9 in pochi etti di peso - non è certo l'ideale per lasciare un commento, anche breve.

    Spero quindi mii perdonerai se ti lascio un saluto solo oggi: lunedì siamo arrivati tardissimo e stanchi morti, avantieri l'ho dedicato alla bimba e ieri a riordinare gi appunti e alla stesura della prima parte del racconto del LitCamp :)

    Ah, sei stata promossa zia, in quanto Emma rivedendo le foto (sono su Flickr taggate Litcamp) alla domanda "e questa chi è?" ha detto ad alta voce "Ia Ica" (è parecchio fisionomista e ha una memoria eidetica che io mi sogno: sa dire tutti i nomi di 30 bimbi diversi da una pagina di rivista dopo averglieli detti una o due volte al massimo, tanto da sbalordire non solo i nonni ma chiunque abbia assistito).

    Ti segnalo, se non l'avessi già visto che su questa pagina ci sono i clip audio di tutti gli interventi della sala uno, incluso il tuo ed il mio (gli ultimi due). Da parte mia ti perdono per non essere rimasta ad ascoltarmi, ché capisco bene la sete, la stanchezza e lo stress, e sarei venuto volentieri con te a bere qualcosa, ma per il protrarsi degli interventi precedenti i nostri sono slittati a ridosso della chiusura e ho dovuto iniziare subito perché stavano per buttarci fuori.

    Il buon Hermans Joseph invece ha seguito con un'attenzione penso immeritata le quattro cose che ho esposto a braccio, penso perché la sua cultura legale gli permetteva di comprendere l'argomento che ho scelto meglio di quanto faccia io, che ho studiato tutt'altro e del diritto conosco soltanto il rovescio (talvolta la volée).

    inoltre baci

  56. boh

    ciao Gilgamesh! Stupenda e sveglia la tua bimba, dalle un bacio da parte mia!:)

    Avevo già letto il tuo chilometrico post prima che lo segnalassi, però ora aspettiamo la seconda parte. Grazie del podcast su Radiocatrame!:)

    E mi vado a vedermi le tue foto:)

    Scrivi la seconda parte mi raccomando:)

  57. Alberto Mucignat

    ahah fantastico!! :-D