Ho appena saputo da un mio informatore in loco che in Myanmar/Birmania questi ultimi tre giorni i militari sono entrati, razziando, in oltre 50 monasteri buddhisti, molti monaci sono scomparsi e altri ne hanno rimpiazzati con alcuni fedeli alla giunta. Di oltre 50 suore non se ne sa più niente, sono scomparse nel nulla.
Inoltre, come sapete, i monaci vivono di elemosine e donazioni. Da l'altro ieri i militari impediscono loro di ricevere i fondi dall'esterno e alla gente di entrare nei monasteri per donare cibo e, d'altro canto, monaci e suore non accettano aiuti dalla giunta.
Sta succedendo come in Tibet, dove non solo il governo teocratico del Dalai Lama, ma una intera cultura è stata distrutta dalla Cina con i provvedimenti presi durante la Rivoluzione culturale cinese, i monaci dei pochi monasteri rimasti sono stati uccisi e rimpiazzati con alcuni cinesi o tibetani compiacenti e anche il Panchen Lama bambino è stato sequestrato, all'età di 6 anni, e mai più rilasciato?
Per la Birmania come per il Tibet, l'Occidente democratico che fa?
E oggi i giornali apriva con la solita lite tra comari (senza offesa per queste ultime): Mastella Vs Di Pietro. Che pena.
In effetti ci sono enormi da risolvere e loro stanno a brigare, invece di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di serio, costruttivo e onesto.
Chiedo troppo?
Secondo me no, ma evidentemente per qualcuno è troppo.
Purtroppo la situazione birmana è lentamente scivolata fuori dalle scalette dei telegiornali, ed ora con la situazione di emergenza sul confine turco temo che sarà ancora più difficile che i giornali/telegiornali italiani facciano il loro lavoro coprendo quanto è necessario.
donMo, infatti. Che disgusto che ho..
Cristian, hai perfettamente ragione. Come mi ha detto il responsabile esteri di un grande giornale, non fa più notizia…
Concordo con Cristian. Purtroppo. :(
E' una vergogna che un popolo come i Birmani non venga più considerato! Im Myamar lavorano ancora i Medici senza Frontiere?
Possibile che a qualche ministro non sia passato per la testa di prendere l'aereo di Stato e volare in Birmania invece che a un Gran Premio di Formula 1?!?
Era forse inevitabile, purtroppo. Le parole del giornalista sono la logica dei media odierni: "Non fa più notizia". In Rete l'unica alternativa possibile sarebbe quella di mantenere i contatti con qualcuno di quei bloggers che erano riusciti a mantenere i contatti coll'esterno. Non so se sia possibile, ma le linee telematiche dovrebbero esser state riaperte. Mantenere i contatti, ed aprire un blog ad hoc, aggiornato da più utenti.
E' penoso pensare che poc'altro sia possibile.
la Sò, infatti ha perfettamente ragione
Angelica, penso proprio di sì, come anche Amnesty International ecc., ma che possono fare? Certo non fermano una rivoluzione o una repressione..
ciao
Abdel Nur, i blog che conosco sono in birmano e sono tutti controllati. Inoltre Internet non è così accessibile come dicono, dentro al paese, ma solo nei campi profughi esterni.
Ma le notizie in qualche modo si hanno e si danno.
Ma i governi che fanno? Questo è il punto.
Orazio, se un politico di peso lo facesse penso potrebbe farlo solo a nome suo personale e, comunque, sarebbe sempre un affare diplomatico.
E in ogni caso, vuoi mettere con la Formula 1?
:(
Ciao, non si sa più nulla, è molto triste… provo anch'io disgusto per tutto quello che sta capitando, ma il mio disgusto purtroppo non cambia la situazione da nesuna parte. Un abbraccio
Purtroppo i governi non possono fare nulla, anche volendo. Credo che qualcuno ci sarebbe pure, di volenteroso. Ma la Birmania è "di competenza" cinese. Nemmeno gli Usa, paradossalmente, possono metterci veramente becco. E' sufficiente considerare le reazioni cinesi per le visite internazionali del Dalai Lama: quanto maggiori sarebbero in caso di esplicita ingerenza negli affari di un governo "amico"?
Questo è forse un momento più cruciale di quanto si pensi. O si impone ora almeno una parvenza di moralità alla politica estera cinese (che latita in Birmania, come in Darfur ed altrove), oppure si apre concretamente alla prospettiva di un mondo che non consideri nemmeno più le variabili etiche come, almeno, dei fattori tra gli altri, seppur di facciata. La svolta è, a tutti gli effetti, epocale.
Giulia, infatti come mi hanno detto la Birmania non fa più notizia.
Beh, così vanno le cose.
Un abbraccio anche da parte mia:)
Abdel Nur, concordo.
E in più l'India non fa niente, ci sono interessi (nucleari) troppo grandi in mezzo. Se ne sta buona buona da una parte, almeno ufficialmente..
ciao Enrica, a volte una cena può aprire un mondo: il tuo bellissimo blog. Non ringrazierò mai abbastanza Luca per questa bella scoperta e per avermi fatto allungare ulteriormente la lista dei feed.
Detto questo, forse vale la pena ricordare che la Birmania, grazie alla follia dei suoi generali e all'ipocrisia dell'occidente sta iniziando a scrivere un'infinità di record, tutti purtroppo negativi, dall'inflazione, alla mortalità infantile, fino alla diffusione dell'aids. Un'emergenza umanitaria di cui nessuno sembra accorgersi.
ciao paolo:)
Sì lo so. Il brutto è che tutti se ne accorgono, la BBC dedica ogni giorno in pratica un articolo alla Birmania, tutti sanno tutto, ma temo che tutto finirà come per il Tibet.
Bombardiamo?
chi Lele?
Buh. A vanvera. E poi gli diciamo che vogliamo importare la democrazia.
Quello che mi meraviglia è che - mentre la dittatura cinese è totalitaria e quindi ha un manifesto ideologico al quale aderire - qui si tratta di uno scontro tra un sistema ideologico di tipo filosofico religioso e una giunta autoritaria.
La Birmania (o il Myanmar) esiste da secoli perchè sostenuto dal sistema religioso. Annientarlo significa annientare gli stessi fondamenti di genti ed etnie differenti che trovano la loro legittimazione nel sistema religioso.
Mi sfugge il senso di questi atti della giunta. Capisco che nel breve termine questa mossa possa dare loro respiro. Ma nel medio/lungo termine da un credito micidiale alla legittimazione delle forze di opposizione che potrebbe portare ad una guerra civile.
Io credo che se i militari fanno così, ci siano molte più crepe di quello che fanno trasparire. I monaci birmani sono un potere troppo forte: puoi attaccarlo ma non annientarlo.
Non so cosa pensare, se non alle persone che ho conosciuto in loco e sperare che questa rivolta democratica porti ad un governo liberale e rispettoso dei diritti dell'uomo.
Lele, mi pare un'ottima idea!
:(
Enrico, sono sicura che la rivolta nel paese non è finita qui.
Tutti speriamo che torni la democrazia.
Ecco, parliamone dei giornali nostrani.
Grazie di questo flash, sempre prezioso.
ciao Spillolando, e grazie:)
Boicottaggio dei consumi verso i governi che se ne infischiano dei diritti umani. L'iniziativa deve essere portata avanti da voi blogger che sapete come comunicare con la gente comune di tutto il mondo, perchè solo la gente comune può farlo, dovete unirci, ci serve un unico riferimento ed il boicottaggio deve coinvolgere la gente di tutte le nazioni. Ma insomma che ve ne frega di comprare il legno teak, i rubini e le pietre preziose? Ci vuole tanto per farne a meno!? E così sarebbe anche per i diamanti in Sud Africa, più difficile per i prodotti cinesi perché sono una miriade ma anche lì si può fare se la gente tutta si responsabilizza. Possibile che non gliene frega niente a nessuno…ma cosa sono peggio delle bestie?? Se fosse per me passo anche un'inverno al freddo piuttosto di pagare gas che, anche se dopo vari passaggi, arriva dalla Birmania. Sì, perche anche questo ho letto in un blog, ma è vero? Possibile che non ci sia nessuno che verifichi e confermi tali notizie? Io non voglio avere nulla a che fare con chi tratta vecchi e bambini come schiavi! E concludo con la Daw Aung San SUU Kyi, una persona così è patrimonio dell'umanità e nessuno, nessuno deve impedirle di parlare.-.
Azione non speranza. Azione non violenta come vuole Suu Kyi.
andrew, purtroppo non solo a lei, grande donna, ma a molte grandi e piccole donne e uomini nel mondo viene impedito di parlare. La libertà nella maggioranza dei paesi del mondo (la MAGGIORANZA, non la minoranza) è un optional.
Io al freddo proprio non ci so stare ma, considerando dove vivo e il mio contesto, da molti anni ho scelto di non usare certe cose che nuocciono ad altri, uomini e animali, anche indirettamente. Di eliminare i consumi superflui, per esempio.
Ciao andrew e tieni alto lo sdegno: ma con serenità!:)