Noi siamo abruzzesi e non piangiamo

boh, venerdì 10 aprile 2009 11:00:07

Mia nonna Enrica era abruzzese e oggi per me è una giornata di lutto. Insegnavo a Perugia quando c'è stato il terremoto che ha sconvolto Colfiorito e ricordo benissimo l'ululato terribile e sordo che veniva dalle viscere della terra e la mia casa che tremava, i lampadari che dondolavano, gli oggetti che cadevano, il letto che ondeggiava. Eppure la mia casa ha avuto solo qualche crepa.

Mi sento molto vicina a chi abita a L'Aquila e in tutte le altre zone colpite dal terremoto e a chi dice che si poteva evitare la tragedia, almeno in parte, a chi dice che sapeva e non ha fatto niente, che gli abruzzesi sono stati mandati a morire scientemente. Che l'Abruzzo è zona sismica ma se lo ricordano solo quando ci sono i morti.

Oggi è una giornata di dolore, quel dolore composto e terribile che ho visto poco fa in televisione, quello di un uomo che ha detto:

Mi è morta la mamma, la sua casa è stata distrutta, il mio laboratorio è stato distrutto. Ma noi siamo abruzzesi e non piangiamo.

Qualche volta tacere è l'unica cosa. Tacere e sperare che da questa tragedia immensa ed evitabile nasca una nuova consapevolezza civica, che vengano fatte delle leggi serie per costruire nuove abitazioni a prova di terremoto e che queste leggi, finalmente, vengano fatte rispettare. Senza se, se ma e, soprattutto, senza inciuci.

Intanto continuiamo a inviare un 2 Eu con il telefono o 1 il cellulare al n. 48580. E' niente, è una goccia nell'oceano, ma senza questa l'oceano avrebbe una goccia in meno. E tante gocce fanno un oceano.

Commenti dei lettori

  1. jaco

    Ciao Enrica.

    Sono d'accordo con te, qualche volta è meglio tacere. Ieri ho chiuso la TV mentre annozero era alla ricerca ossessiva di un colpevole, mentre gli ospiti pontificavano su quello che doveva essere fatto e non è mai stato fatto, mentre i tecnici criticavano altri tecnici e cosi' via dicendo.

    Ho chiuso la TV e mi sono avvicinato ad un muro di casa mia, ho bussato due volte con le nocche delle mani, ci ho poggiato un orecchio sopra.

    Ed ho avuto paura. Quanto è solido un muro del mio palazzo? cosa potrei fare io adesso per prevenire un terremoto di domani? cosa dovrei mai fare a quel muro?
    Cosa dovremmo fare noi tutti per mettere in sicurezza adesso le nostre case?

    E parlo di adesso, non di domani, non di ieri, ma ora, nella situazione in cui siamo esattamente oggi in questo momento con i nostri soldi e le nostre mura.

    Non sono stato in grado di darmi una risposta. Forse una risposta non c'è.

    Avvicinatevi alle vostre mure di casa e ditemi se non provate anche voi lo stesso sentimento di incertezza e di impotenza…

    per cui di cosa parlano adesso questi signori? questi presentatori televisivi, i politici ? i tecnici. Direi che è adesso è proprio il caso di chiudere i fari sulla scena, e lavorare in silenzio rispettando il dolore di chi purtroppo non c'è più.

  2. diego

    gentile jaco, certamente hai ragione se affermi che l'autopromozione di politici e sapienti dopo il terremoto è abbastanza repellente; però a mio avviso lo sarebbe anche il silenzio assoluto, come dire che era una fatalità per cui non è colpa di nessuno e magari richiamarsi ad un certo dolciastro peana sulle virtù morali della gente comune e via discorrendo da una banalità all'altra; io ho trovato interessante la riflessione intorno all'assicurazione obbligatoria per gli edifici, per cui se è costruito male, ovviamente un assicuratore una polizza non te la stipula, quindi sei obbligato a seguire le regole, anche se costa dei soldi; sinceramente trovo strano che lo stato, cioè tutti noi, debba pagare per la ricostruzione di case private, o meglio è doveroso che aiuti ma solo se sono state costruite secondo le regole; e poi francamente, dopo ciò che è accaduto spesso ad ogni terremoto cioè la ricostruzione si è dimostrata un verminaio di interessi poco puliti, l'idea di sovvenzionare al buio, con i nostri soldi di contribuenti, non mi piace; la solidarietà deve essere assoluta, ma anche vigile, se possibile, e questo, in italia (forse anche all'estero, non so) è purtroppo pia illusione

  3. Boh/orientalia4all

    jaco, il punto è che teh show must go on. Comunque chi fa spettacolo o chi intrattiene deve fare il suo lavoro. Non si può oscurare a televisione per due o tre giorni.

    Sul cosa possiamo fare beh, io non ho fatte niente e anche quando al gente si riversava per le strade, a PG, io sono rimasta a casa. Forse sono troppo fatalista. Però qui a Milano, che non è zona sismica, mi sento molto più sicura.

  4. Boh/orientalia4all

    diego, sai come si dice a Roma? Che sei, un terremotato del Belice? Perché per decenni nel Belice, in Sicilia, la gente dopo il terremoto ha vissuto nei container e la mafia e fli interessi locali hanno messo le mani su tutto, priam di tutto i soldi per la ricostruzione.

    E ancora non tutto è stato ricotruito.
    Questo dà la misura di tutto.

  5. jaco

    @diego io non voglio che non se ne parli. Mi danno solo fastidio le persone che non si sporcano le mani. E' troppo facile adesso mettersi in una posizione di superiorità dicendo io avrei fatto meglio. E' solo che questo italianissimo per quanto tristissimo "processo del lunedi' del terremoto" mi infastidisce molto.
    Preferirei che mi dicessero ora, in questo istante, cosa devo fare io per rendere la mia casa piu' sicura. Fin quando non mi dicono questo, tutte le altre parole sono inutili.

    @boh, su questo ha tristemente ragione da vendere.

  6. Boh/orientalia4all

    jaco, però di qualcosa le TV devono pure parlare, o no?

  7. cirillo

    > Qualche volta tacere è l\'unica cosa.

    E anche controllare

  8. marco restelli

    Cara Enrica, concordo con te e aggiungo una cosa: nella baraonda mediatica di è parlato di tante cose ma si è inspiegabilmente ignorata la situazione dei nostri compatrioti di Teramo. A Teramo la gente è terrorizzata dalle continue scosse, vive da molti giorni nelle tende o nelle macchine, eppure nessuno ne ha parlato. Forse perché la Rai e i grandi giornali non hanno un corrispondente a Teramo? Invece si è parlato di Ascoli Piceno, dove la situazione è molto meno grave. Forse perché la Rai ha un corrispondente ad Ascoli?
    Non si tratta ovviamente di fare una "guerra fra poveri" ma di rimarcare, ancor auna volta, i limiti del nostro sistema informativo. Intanto l'emergenza continua. Anche a Teramo….

  9. Boh/orientalia4all

    Infatti hai ragione, io lo sapevo solo perché sono in contatto con amici abruzzesi. L'informazione ha delle falle, ma così grosse non me ne ero mai resa conto.

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