Parlo spesso di calcio, anzi, qui c'è una categoria apposta, ma neanche io sarei tifosa, men che meno dell'Inter. Mi piace molto andare a San Siro -- qui il video del famoso stadio -- perché lì vedo vitalità e energia, quasi allegria, fra gente incattivita e ammalinconita che non vede l'ora di cambiare vita, questo sì, o fra "gli splendidi", quelli a cui va tutto benissimo e sono sempre sorridenti e felicissimi che, però, fuggono da questa città appena possono, fra rigorosi week-end e vacanze di un mese in posti esotici. E poi a San Siro, visti da ragionevole distanza, ai giocatori sembra davvero che importi quello che fanno e che sia davvero uno sport.
San Siro mi piace specie quando fa molto caldo, perché l'aria umida e bollente di Milano si combina bene con la copertura che si surriscalda e l'erba, creando una piacevole sensazione di cappa e afa che pesa addosso. Uno si ritrova sudaticcio da capo a piedi come se avesse fatto una doccia piena di smog e non sa neanche bene né come, né perchè. Dico la verità, mi ricorda un po' l'India dopo il monsone, verso settembre, zanzare assassine incluse, e mi prende il solito fiottone di nostalgia e di bei ricordi.
Mi piace anche molto andare a San Siro quando fa freddo perché lì allo stadio, che è un po' fuori città, fra palazzoni e verde, fa particolarmente freddo e umido e c'è addirittura il vento che riesce a penetrare -- miracolo di Milano, che è sempre calma piatta! -- da dietro gli spalti e colpirti la nuca come un gradevolissimo alito gelato e ti taglia le gambe da sotto. Ogni tanto si abbassa anche una piacevole nebbiolina, ne sentivo tanto parlare della nebbia di Milano ma in città non l'ho mai vista, così mi figuro di stare in Giappone, avete presente le pitture Zen immerse nella nebbia come quelle del Museo Nazionale di Tokyo?
Ma, più di tutto, ci si può interessare all'Inter per partecipare un po' della vita di un uomo che potrebbe passare le sue personali sere - non è il mio caso, ma si fa per dire -- fra computer, palmare Treo, partite di rugby e calcio -- tra l'Inter e le altre, ormai ci sono almeno tre partite a settimana. Spesso ci si aggiungono le serie i film scaricati in rete (a pagamento, s'intende) -- le stagioni intere di film, intendo, cominciate e finite in poche notti -- e la programmazione che, come è d'uso, per essere un vero geek e aderire al personaggio uno ci deve dedicare notti e week-end e ci deve pensare durante gli scarni e combattuti giorni di vacanza (non più di 5-6 complessivi in un anno che di più potrebbero far male). Beh, certo, uno ci deve aggiungere anche tutte le partite del Mondiale, Dio non voglia che se ne salti una che poi non si segue più bene, delle Olimpiadi, anche quelle invernali, le gare di moto e di Formula 1 e le Sei nazioni di rugby.
Tutto al computer, che la TV è assolutamente out. Chiaro che il monitor non si gira e il collo si deve torcere come quello di Olivia di Braccio di Ferro, perché un vero geek ha la Sindrome di Asperger, che riassunta è: non gliene importa niente se sei scomoda, se ci vedi e, soprattutto, se ti va. Anni fa si diceva che il bambino non familiarizzava, ora si dice che non socializza perché chiacchierare o scherzare in famiglia è un concetto davvero sorpassato; se uno studente non ha voglia di fare niente si diceva "è intelligente ma non si applica, potrebbe fare di più" (lo so bene io..:)), ora, per carità, si deve accettare e prendere per oro colato tutto dagli amati studenti, incoraggiarli sempre e comunque -- perché altrimenti si traumatizzano e magari ti fanno la violenza di gruppo o ti uccidono la nonna e, poi, non sei "politically correct"; ai tempi dei miei genitori sentivo dire che l'infedeltà nella coppia è un tradimento, ora è la risposta inviduale a un bisogno profondo; e così via.
Computer, palmare e film sono cose che si fanno da soli, il rugby è difficile, devi prima vedere decine di ammucchiate fra maschi per capirci: rimane il calcio a San Siro. Cioè, l'Inter. E così, una donna potrebbe scegliere di condividere le partite, anche quelle dell'Inter. Almeno per ben tre ore, quando si va allo stadio, uno può avere un momento privilegiato di dialogo fra la fretta di uscire, la metro superaffollata, lo stadio con un rumore pazzesco e la calca e l'odore malefico dei troppi che non sanno che l'acqua a Milano costa poco e il sapone pure, e, ovviamente, gli amici, la corsa ai posti (cioè al mio, perché non ho l'abbonamento), i commenti pre, intra e post partita, la delusione immancabile perché l'Inter perde e la massa dei tifosi che diventa sempre più buzzurra e incalza.
Perché i momenti privilegiati di comunicazione sono pochi usando il Geek code: comunicazione breve e indispensabile, iniziale e finale, linguaggio sintetico e enigmatico (così uno immagina quello che vuole), la comunicazione binaria sarebbe preferibile (per intenderci, sì o no: ma non era Mussolini che diceva "a domanda, risposta"?:)).
Quindi capite che è una bella soddisfazione per una donna essere una tifosa dell'Inter e si possono avere delle ottime ragioni come lo stadio, che è praticamente come andare in Oriente, il clima di Milano, la gente. E poi, quella di cui sopra è un'amabile varietà di homo simplex mediolanensis, di cui ho parlato in altri due post: il geek mediolanensis, che abita in una città molto vivibile e altamente tecnologica.
Ci manca come sottofodno musicale "Sapessi com'è strano/sentirsi innamorati a Milano…" ;-*
Già PlacidaSignora, in effetti ho dimenticato di metterlo fra le musiche del magùn..:)
…….uhmmm e cambiare città ed andare a vedere il napoli tra una sfogliatella sotto i raggi di sole ed i complimenti di qlc bell'uomo che gentilmente ti cede il posto (perchè al sud sono molto + educati, soprattutto con le donne)???io un pensierino ce lo farei….
:)
senti boh, a proposito di magùn, ma te lo fanno venire anche le prime due strofe (per tacer del resto) di O mia bela madunina?.
E soprattutto: te la sentiresti di cantarla a scquarciagola in piazza del Duomo:)?
come no….!:) anzi, devo cominciare a fare le prove. Il Conservatorio è vicino potrei anche studiare un po' canto, sai, per metterci lo spirito giusto.
Non avevo dubbi:)