Caso limite quello contemplato dal documento congiunto, firmato dai direttori delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia delle facoltà di Medicina delle università di Roma La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico, del bimbo nato vivo dopo l'interruzione della gravidanza oltre il 3° mese, per motivi medici quindi.
Penso che sia lapalissiano che quando il cordone ombelicale è stato reciso, se il bambino è vivo è un essere giuridicamente a sé stante, e in quanto tale abbia il diritto legale a che gli vengano prestate tutte le cure mediche necessarie. Ovvio anche che non va chiesto il parere della madre che, se ha interrotto la gravidanza, lo ha di fatto abbandonato e non può esercitare il diritto alla patria potestà. Insomma, a buon senso: se ha interrotto la gravidanza non vorrà poi tenerlo in vita.
Certo, è possibile che un essere umano rianimato al quinto mese di gestazione o più presenti malformazioni; ma certo anche che non è che vogliamo mettere in atto l'ideologia della razza pura che chi non è sano mentalmente o fisicamente venga eliminato, ché oltre tutto non si sa in anticipo (e magari già che ci siamo mettiamoci anche omosessuali e zingari va').
Insomma, per me la questione è delicatissima e dibattuta e non mi sento di giudicare quello che secondo me è soprattutto un caso di coscienza. Non mi sento di giudicare, punto. Non vorrei essere io a scegliere o a decidere.
Vorrei solo sapere perché questo documento è uscito in occasione della Giornata per la Vita -- concordo con Notiziole di Mau -- e quanti casi di bambini nati vivi ci sono dopo l'interruzione di gravidanza. In sunto, perché ribadire il diritto alle cure mediche ora, in questo momento politico.
Non concordo invece col ministro Livia Turco quando afferma che rianimare contro la volontà della madre è una crudeltà insensata. Vi sono migliaia di famiglie che aspettano per anni dei bambini da adottare e non penso che tutte le madri biologiche siano per questo le migliori persone per allevare un bambino, in ogni caso.
Un tempo credevo che a un bambino fosse dovuta una "famiglia" regolare, padre e madre, ammesso che ce ne siano ancora di sane: poi ho visto coppie di amici gay (americani) che sono eccellenti genitori; e anche madri o padri single che lo sono.
Insomma, le soluzioni di accoglienza per allevare un bambino sono tante e talvolta migliori della madre che gli ha dato la vita: perché la maternità non è un fatto biologico, è l'attitudine materna verso la vita e verso un bambino, qualsiasi bambino. Anzi, direi verso il mondo, verso la vita su questa terra, verso il verde e i fratelli animali (e pure gli umani).
Io non ho capito bene se si parla di "aborto medico" o di "interruzione volontaria della gravidanza". Oltre il terzo mese, non è più IVG, è aborto medico. Pertanto esula dalla legislazione in materia di interruzione volontaria di gravidanza, e rientra a pieno titolo nel discorso delle cure mediche imprescindibili per un essere umano… Sono un po' confuso!
Infatti mi ha fatto vedere Placida un articolo su Il Giornale di oggi http://www.ilgiornale.it/ di oggi che tutto era scritto e
tanto più non capisco perché fare uscire quel documento in questi giorni, se non a scopi politici..
Comunque Nemo tutto quello che fa una donna in tema di maternità è volontario, non è che ti possono costringere eh, ci mancherebbe altro!
Si si, per carità… Però, ecco, voglio dire… Non c'è una bella differenza tra un aborto volontario e un aborto per motivi medici, fermo restando che entrambi li sceglie una donna?!
Infatti, Nemo, questo proclama è solo un pretesto polemico.
In quel periodo della gravidanza non è consentita l'interruzione VOLONTARIA; la legge 194 è esplicita in merito.
Per lo piu', e lo dico da genetista medico, questi casi si verificano (con gran dolore della coppia!) per gravi malformazioni fetali, molto spesso incompatibili con la vita post-parto o che renderebbero impossibile il parto o metterebbero a repentaglio la vita della madre (causa morte in utero).
Invece si sta tentando di far credere che a 22 settimane una donna si alza al mattino, cambia idea e decide di cestinare il bambino.
Magari tra un giro di shopping e un salto dalla parrucchiera.
Agghiacciante.
Si sta giocando con le parole, ma, purtroppo, questi casi non sono rari e la gente non è stupida.
Concordo su un punto con Orientalia: non giudichiamo.
Io in consulenza informo, offro le prospettive, analizzo insieme al paziente rischi e benefici degli esami and so on.
Ma la scelta in ultimo è della coppia e prima di tutto della donna.
E' mio dovere rispettare la loro scelta qualunque essa sia; nessuno mi da il diritto di imporre la mia morale o i miei principi, laici o religiosi che siano.
E se non se la sentono di accudire un bambino, magari gravemente malato e che potrebbero anche non vedere mai crescere, non è nostro diritto giudicare, tanto meno degli specialisti curanti: sono medici, non evangelizzatori.
Per quanto riguarda i bambini da adottare: bè, rivolgiamo certe domande ai preti e agli assistenti sociali, che i pargoli se li tengono ben stretti visto che sono monetizzati.
@Lenny Nero: ho solo una gran confusione in testa e più se ne parla, più mi confondo. Non sarà che tutto ciò lo si fa solo per rendere un po' più torbide le acque?! Cioè, voglio dire: un medico sta effettuando un aborto per gravi malformazioni. Ok, e fino a qui ci siamo. Ma allora perchè, se il feto risulta vivo, lo si dovrebbe rianimare? Io davvero non capisco. Non ho una presa di posizione netta su quest'argomento proprio per questo motivo. Fino a pochi secondi prima era un feto da uccidere e ora diventa un feto da salvare?
Lenny Nero, l'interruzione è sempre e comunque volontaria e tu lo sai, anche dopo il 3° mese, anche se malformato o se c'è pericolo per la vita della donna, nessuno può obbligarla o indurla a interrompere la gravidanza. Giustamente, come per le donne oltre i 35 anni (o 36, dipende dalle regioni), c'è anche l'amniocentesi: non tutti si sentono di mettere al mondo un figlio malformato, come però non me la sentirei di dire per es a Stefania, sindrome Dawn, che non dovrebbe esserci (e, oltre tutto, è la gioia della madre e una donna stupenda).
Non è che facciamo la selezione della razza!
Ovvio Nemo che le motivazioni di chi interrompe la gravidanza per motivi suoi (legalmente, entro il 3° mese) sarà diversa dall'interruzione per motivi terapeutici. C'è una bella differenza certo. Io non mi sento comunque di giudicare e non vorrei esserci.
Ma il punto penso sia esclusivamente il documento in questione, ovvio, scontato, e perché è stato scritto e dato alla stampa ora. Già c'era, oltre tutto.
Penso che il motivo sia politico e basta. Volevo dire questo.
Esatto, Boh… L'interruzione è sempre volontaria (non sono rari i casi di donne che scelgono di rischiare la vita pur di far nascere il proprio figlio). E sono d'accordo sul fatto che ci sia un motivo politico dietro quel documento. Però ora hai scatenato la mia curiosità e la mia voglia di conoscenza… :) Dunque ora ti sorbisci le mie domande sulla materia… :P
Ehi ehi ehi Nemo, ma io so solo la legge perché l'ho letta non mi è mai servita, magari Lenny ne sa più di me!:)
Cara Orientalia,
concordo sulla scelta dell'occasione, di odore machiavellico e provocatorio, a mio vedere.
Quando ho scritto che in quel periodo l'interruzione di gravidanza non è volontaria, intendo che non si puo' (e la legge è chiara) abortire solo per scelta, ma esclusivamente in presenza di gravi patologie del feto o pericolo per la madre.
In alcuni casi poi l'aborto NON è volontario: o si pratica l'interruzione o ci sono gravi problemi per la madre (malformazioni da bande amniotiche e altre situazioni gravissime).
Bisogna stare attenti all'uso ambiguo che si sta facendo di questo aggettivo.
La volontà della madre in quel periodo è LIMITATA da precisi termini di legge.
Volontario non significa indiscriminato.
Invece si sta facendo credere che una donna al sesto mese di gravidanza (!!!)interrompe, così, tanto perchè ha cambiato idea.
E così non è.
Che il motivo sia politico è evidente.
Uno dei firmatari del documento è il campus Biomedico, dell'Opus Dei, dove lavora Paola Binetti.
Piu' chiaro di così.
Aggiungo solo che l'amniocentesi viene eseguita intorno alla 15sima settima di gravidanza.
I termini della polemica riguardano feti in stato avanzato di sviluppo e, purtroppo, alcune anomalie maggiori le si rileva solo con ecografia morfologica, eseguita tra la 20sima e la 22sima settimana.
Se una madre potesse aver modo di conoscere prima lo stato di salute del figlio son sicuro sarebbe piu' contenta; invece deve scegliere proprio quando ormai sperava che tutto andasse per il meglio.
E vi assicuro che non è mai una scelta facile, ma ora le donne vengono pure tacciate di superficialità e faciloneria.
Esattamente come decenni fa.
Io in consulenza rispetto le scelte di tutti; quello che mi turba è che qualcuno si permetta di scegliere per me.
Inoltre questa questione della rianimazione è già prevista dalla legge!
Stanno solo sollevando un polverone.
A distanza di anni ci si rende sempre piu' conto di come la legge 194 sia stata elaborata in modo preciso, razionale e tenendo conto di ogni tipo di situazione.
Parlano come se ogni feto fosse rianimabile.
Qui è il grande imbroglio: basta leggere le percentuali sui motivi per cui si interrompe la gravidanza al quinto-sesto mese.
Concludo dicendo che la sindrome di Down è l'unica sindrome dovuta a trisomia compatibile con la vita.
Le altre non lo sono.
Invece gravi malformazioni degli organi possono compromettere seriamente la vita del bambino che forse non vedrà mai la vita adulta.
Della qualità di vita, oltre che della vita in sè, nessuno parla mai.
Ci fermiamo sempre agli assoluti.
@Boh: tranquilla, stavo scherzando… :) E' che ora sono curioso e vorrei capirne di più…
@Lenny Nero: ciò che trovo degradante in tutta questa situazione è il voler far passare le donne come indiscriminate assassine…
Lenny, non diciamo sciocchezze, l'interruzione è sempre volontaria, un medico può consigliare o raccomandare per motivi terapeutici ma non ti obbliga di certo! Anche a rischio della tua vita, ma non può farlo.
Non si può sterilizzare una donna Down molto grave senza il suo consenso, figurati se si può obbligare una donna "normale" a interrompere la gravidanza. E difatti ci sono donne che l'hanno portata a termine anche se cresceva un tumore maligno insieme al bambino, nessun giudice può obbligarti a non farlo.
Certo qualità della vita: ma certo anche che non dipende certo dal fatto se sei cieco o sordo, come mi scrisse (scioccandomi, ma giustamente credo) un amico di amici obeso, sordo e semicieco, ma proprio sordo del tutto, che mi chiese: che ne sai come vivo e se non sono più felice io di te? Ai genitori i medici non volevano far fare quel figlio perché era una sordità totale ed ereditaria e pure la cecità o quasi.
Ripeto, non sono nessuno per giudicare, ma anche se devo pagare per delle cure altrui, voglio rendermi conto per cosa pago! Tu sei assoluto ma io credo che le scelte etiche non siano scelte che coinvolgono solo l'individuo, ma influiscono sulla società. E anche i bambini non sono proprietà personale.
Cmq sì, stanno sollevando un vero polverone.
Ma Livia Turco proprio no….
Nemo, se ci sono motivi politici tutto è lecito, mi pare. Cioè, tutto si fa (= fanno).
Purtroppo sì, Boh… Senza alcun rispetto per il dolore altrui.
E anche per chi paga, peraltro..
Boh, a quello ci siamo abituati ormai, no? ;)
Nemo dice: "@Lenny Nero: ho solo una gran confusione in testa e più se ne parla, più mi confondo. Non sarà che tutto ciò lo si fa solo per rendere un po' più torbide le acque?!"
Precisamente. Si prende un caso limite (forse già regolamentato prima dell'entrata in vigore della 194, sarebbe interessante indagare) e si scatena un polverone che non può non aver ricadute sul tutto il dibattito complessivo (con in più il fatto che se arrivi a una discussione senza conoscerne esattamente l'oggetto sei già disarmato in partenza).
Enrica: credo che Lenny ci tenga particolarmente a rimarcare la distinzione tra l'interruzione volontaria della gravidanza, in cui la madre sceglie per tempo di non affrontare del tutto la maternità, e questi casi in cui il bambino lo si è voluto fino in fondo e sono degli accidenti sfortunati a impedire traumaticamente questo evento.
Chiaro che la madre venga interpellata, ma è qualcosa di profondamente diverso da quello che intendiamo anche giuridicamente per "interruzione volontaria di gravidanza", o sbaglio?
ciao
Grazie per il commento, sono serio su Mantellini :)
Nemo, mai!
;)
Sì Tonino oggi Mitì Vigliero mi ha fatto vedere Il Giornale un prof che parlava di come fosse già tutto scritto. Mi pareva molto saggio leggiti l'articolo.
No penso che sia sempre interruzione volontaria, solo che dopo il 3° mese va fatta solo per precisi scopi terapeutici (fisici o psichici). Almeno mi pare di ricordare, ai tempi quando l'avevo studiata la cosa e seguita. Ovvio che la distinzione c'è.
Cmq quando si parla in modo fortemente idologico si tende a mistificare un po', a cambiare le carte in tavola.
@Tonino:
forse nella foga mi sono espresso male, ma comunque hai capito il senso.;)
Ci sono situazioni in cui la donna è costretta dai fatti a interrompere la gravidanza; non ha alternative.
Il termine volontario in questi casi è davvero inefficace e con queste polemiche rischia di gettare un'aura di omicida sulla madre.
Comunque il nucleo della questione mi pare chiaro, no?
Il problema è mettere in unico calderone situazioni che sono le piu' disparate e che occupano di pagine di libri e meriterebbero disanima ben piu' ampia.
Ormai si sono perse completamente le sfumature.
Lenny, per me volontario significa: che lo vuole, cioè che ha scelto così.
Per un motivo o l'altro, non sono moralista come te e quindi non sto a sindacare.
Se poi per te significa omicida che devo dirti? Mi sembra che le parole siano "un po'" travisate.
E poi la legge per forza mette in un unico calderone le cose, non è che può contemplarle tutte e tutte le persone: infatti c'è la sostanza della legge, che è quella che si deve capire e interpretare e che in teoria i giudici devono cogliere.
Orientalia,
la legge discerne fra diverse situazioni differenti.
Io non faccio il moralista, sono un antimoralista per eccellenza.
Basta leggere quel che scrivo online.
Ho solo adottato il punto del vista di chi ha sollevato questa polemica.
Mi pare di aver scritto piu' volte che per etica personale e professionale non giudico nessuna scelta, QUALUNQUE essa sia…
Quindi in quale parole risiede il mio moralismo?
Semmai cerco di far capire dove secondo me si sta facendo acquisire certi significati alle parole che prima di queste polemiche erano oggettive e neutre.
Lenny, nel tuo fortissimo "antimoralismo" a spada tratta, da difensore della fede al contrario.
Cmq, sei sempre benvenuto perché ci vuole qualche idea diversa dalla mia, altrimenti si cade in quello che chiamo sempre "il dispotismo del nostro cervello".
Se non avessi il piacere di confrontarmi con chi ha idee differenti (e magari rimangiarmi le mie, eh?) mi farei dei gran monologhi amletici allo specchio ;)
Lenny Nero, che tu te le rimangi ci credo poco:) però va bene così, finisco due cosucce e vado a nanna contenta!
ciao ciao (Boh saluta con la manina)
Concordo con te. "Particolare" che questo dibattitto esca proprio ora.
A parte questo, ho sempre avuto le idee molto chiare sull'aborto. Ma in questo caso trovo che la questione sia talmente complessa e delicata che è troppo difficile elaborare un'opinione. Non invidio affatto chi la deve avere.
valentina, infatti….
Anche io le ho chiare ma non vorrei assolutamente trovarmi nella condizione di aspettare un bimbo gravemente malformato, per esempio, ecc.
E a te, auguri!:)
sono d'accordo soprattutto sul fatto che essere mamma non è un fatto biologico, da un pò di tempo ormai ci occupiamo di mamme e maternità con il nostro progetto e scopro ogni giorno quanta umanità ci sia nello scoprirsi mamma dentro. Sull'aborto ho un'opinione ben precisa ma credo sia riduttivo scriverlo su un commento. Per il momento mi limito ad entrare in questo salotto di discussione che mi sembra molto ben curato.
Ciao
ciao e grazie, soprattutto per chiamare questo "un salotto di discussione". Grazie davvero.
Sì, la fertitlità è una cosa la maternità un'altra. E' un sentimento verso l'universo intero, credo.
Ciao mammenellarete