Live dall'Hack Day London 2007 -- the end: e la Community?

boh, domenica 17 giugno 2007 14:03:04

Stanotte a mezzanotte sono andata via, a dormire. La rappresentanza italiana, 2 in tutto, sono rimasti a programmare fino a tardi e poi si sono buttati sui cuscini.

C'erano in tutto 40-50 persone che programmavano, la linea a notte fonda andava, ma tutti per conto loro. Quel grande senso di stare insieme a creare e collaborare non c'era. I pochi coraggiosi in realtà mettevano a punto le cose già fatte a casa, pronte per la presentazione. La potete godere dal blog dell'evento.
Stanno qui per ritagliarsi il loro posticino nel Web 2.0 e, perché no, vincere, fare il grande balzo nella vita. Per avere successo, per fare soldi, per diventare qualcuno.

Niente community, solo Wild West.

Commenti dei lettori

  1. Gilgamesh

    Sto meglio, anche se non in condizioni di viaggiare o stressarmi troppo. Ieri notte ho fatto le 3 guardando le foto su Flickr e i filmati su YouTube e Ustream e leggendo il blog ufficiale e altri aggiornati in diretta.

    Non è stato proprio come esserci, ma quasi :) Bellissimi gli sguardi preoccupati al soffitto quando si sono aperti i lucernari di sicurezza dopo il fulmine, e i commenti in differita tra il sollevato e il catastrofista/ironico.

    Circa il senso di comunità, visti i soggetti, non mi meraviglia più di tanto. Valgono più o meno le stesse considerazioni che avevi fatto durante/dopo il GirlGeek DInner.

    I geek (che non sono necessariamente buoni/bravi hacker) sono mediamente individualisti e socializzano più facilmente in contesti disintermediati che "dal vivo" nel meatspace. Riunire 500 geek da (più o meno) tutta Europa non significa fare "community", soprattutto se c'è in palio qualcosa (fosse pure il famoso quarto d'ora di celebrità di A.W. - che pare davvero non si neghi quasi a nessuno oramai): in un'ambito competitivo lo spirito collaborativo si restringe tutt'al più al proprio team, e non è manco detto.

    È il mercato, bellezza — direbbe qualcuno di nostra conoscenza.

    Credo tutto questo dipenda dall'approccio dei due sponsor principali dell'evento, Yahoo e BBC, ma non soltanto.

    E come ho scritto di recente, il Web 2.0 non esiste, in realtà; vanità delle vanità, e tutto è vanità, dice Qoeleth: non c'è nulla di nuovo sotto il sole.

    Inoltre baci, e grazie comunque per il pensiero, immaginavo che tempo per andare a Hyde Park non ne avessi, e dopotutto lo Speaker's Corner ha ormai perso il suo fascino: meglio l'Internet Point a Earl's Court, come simbolo della Londra di oggi, o un bel giro sul London Eye. O l'intramontabile gita in battello sul Tamigi da Embankment a Greenwich, ad aver tempo e modo di farla. A presto, e buon rientro.

  2. boh

    Osservazioni giustissime Gilgamesh! C'è aria di competizione e voglia di sfondare. Sì, qualcuno direbbe "è il mercato bellezza".
    Ma è anche la natura della maggior parte di questa gente, gli hacker.:)

    Di molto carino ho conosciuto Jacob Kaplan-Moss, l'ho intervistato a lungo. Davvero carino.

    Ora mi guardo la premiazione. Spero che tu stia meglio!:)

  3. boh

    certo Gilgamesh che essere stati accettati e poi ammalarsi, sembra che qualcuno ti abbia fatto una malia per averti a casa..:)

  4. Lawrence Oluyede

    mmm suona deludente questo primo hackday. Speriamo per l'anno prossimo. Uff hai conosciuto Jacob, quasi quasi ti invidio :D

  5. jaco

    Personalmente quando ero ancora un giovane hackerozzo in erba invece che un medio borghese lavoratore e frequentavo l'hackmeeting o il webbit la cosa che mi piaceva di più era proprio il senso della community.

    Detto questo dubito fortemente che un progetto sponsorizzato dalle multinazionali possa chiamarsi seriamente "hack day".

    I tempi di ECN purtroppo sono lontani e tutto è ormai "Pilotato" anche gli hacker. Quel romantico periodo è terminato e quelli di noi che ci hanno creduto lavorano adesso dietro una scrivania.
    (Molti amici dei tempi che furono lavorano adesso per Symantec, per Ms e così via e timbrano un cartellino proprio come me)

    con il tempo e l'età si impara che tutta la libertà di cui disponiano è comunque quella confinata dai normali ritmi della società moderna.

    - jaco un po' nostalgico, un po' tristanzuolo, un po' rassegnato

  6. boh

    Lawrence, un tipo davvero in gamba. Davvero! E quando ha detto che l'anno scorso si è sposato e non ha potuto portare la moglie per problemi di soldi, e dicendo moglie l'occhio era lucido, beh, l'ho adorato!:)
    Uno sveglio, intelligente ma anche con molto buon senso. Cosa rarissima…:)
    E, sembrava, una pasta d'uomo. Cosa ancora più rara.

  7. boh

    jaco, in effetti hai ragione: la libertà l'abbiamo solo dentro certi limiti. Certo che un evento sponsorizzato dalle multinazionali non so quanto sia libero, ma la gente ci stava più che altro per provare, per provare a sfondare. Qualcuno ce l'ha fatta.

    Dentro quesit limiti, ognuno si deve trovare e creare una nicchia..