Ieri sono arrivata tardino, giusto un 15 minuti prima dell'evento, dovevo preparare un editoriale un po' complesso di geopolitica in inglese e non mi andava di scrivere castronerie (anche se vanno molto di moda, bisogna averne il coraggio).
Ho incontrato un amico, un genietto del MIT un po' strano ma davvero in gamba (troppo cervello), che mi ha detto che era tutto pieno dalle 5:45. Due amici giornalisti, uno con l'aureola e una senza (anche se è stata assunta al giornale con tutto il corpo e per lei la regola del 25% in meno a contributo non si applica), mi hanno portato al banchetto stampa, dove mi hanno dato una cartellina miserella con le maggiori informazioni. Ho fatto capolino dentro la sala ma tutta quella gente accalcata per me era troppa, anche se lo spazio per giornalisti era diverso. Non ho avuto pazienza e ho fatto marcia indietro.
Avrete capito che l'iscrizione online era farlocca. Non contava assolutamente niente. E avrete intuito che si spacciavano giornalisti, per avere il posto privilegiato, persone che giornalisti non erano. C'era un maxischermo all'aperto, ma con quel frescolino più invernale che primaverile non era il caso di sedersi.
Ma la cosa che più mi ha deluso è stata la presentazione. Infatti, con un po' di amici siamo andati all''ufficio del genietto del MIT, che era vicinissimo, e abbiamo ascoltato la traduzione in streaming. Purtroppo. Le pause erano strane e il traduttore parlava alla velocità della luce. Non sarebbe stato meglio lasciare la voce originale in inglese?
Soprattutto, la presentazione in sé non diceva assolutamente niente di innovativo, di creativo, o semplicemente di informativo. Era solo una tirata retorica sulla corruzione e sul perché certe leggi passano al Congresso americano: per gli interessi delle lobby e non per il reale benessere di tutti. Bella scoperta.
La Marcia del sale di Gandhi del 1930 come esempio di comunicazione basata sul passaparola era sballata: Gandhi passava di persona, fisicamente, insieme a seguaci e famiglia; inoltre, i tempi erano stramaturi perché la gente si accodasse. Era stato preceduto da almeno 10 anni di lotte per l'indipendenza organizzate e pubblicizzate (per esempio l'Indian Independence League) e da diversi altri decenni di lotte spontanee, sommosse, ribellioni e ammutinamenti in vari parti dell'India. I tempi erano maturi per l'enorme successo della Marcia del sale. Senza considerare che in Asia il passaparola è il mezzo di comunicazione più efficace da sempre, in ogni situazione, mancando fino a pochi decenni fa, in molti paesi, un efficace sistema postale (o mancando del tutto: in Nepal le poste sono state fondate nel 1952, prima smistavano tutto all'Ambasciata indiana), ed essendo i nuclei familiari e di clan molto stretti. Ovviamente, quindi, le notizie hanno una facilità di "accoglimento", trasmissione e smistamento velocissimo.
Anche nella presentazione c'era un pezzetto di film Al Gore che ha citato Gandhi -- usato e abusato in quantità -- e l'importanza di un'attiva partecipazione di tutti perché ci sia una vera democrazia. Un concetto, devo dire, rivoluzionario.
Retorico il finale di Lessig: la democrazia si costruisce insieme, partecipando. Lessig probabilmente vuole trasformarsi in un predicatore idealista, ma a me ha annoiato. Oltre tutto, la citazione continua dei premi Nobel a riprova delle sue parole mi è sembrata fuori luogo, se parliamo di comunicazione orizzontale e di partecipazione di popolo. Loro non sono "popolo".
Molto ben fatta, però, la presentazione, davvero multimediale, veloce, spiritosa. Se mettiamo da parte i contenuti, che di innovativo non avevano proprio niente.
A ripensarci, non lo cantava già Gaber nel 1972 che libertà è partecipazione (il testo completo)? Io non so quanto abbia speso Wired per organizzare la marcia di Lessig ma, forse, poteva impiegare i soldi in qualcosa di più costruttivo per tutti.
A mio giudizio: Lessig era evitabile, quello che aveva da dare, ed è stato tantissimo, l'ha già dato; e l'organizzazione carente (ma non era colpa dei bravi ragazzi alla reception, che oltre tutto non erano all'altezza dei soliti giochetti all'italiana). Forse erano interessanti le domande finali ma, a quel punto, sbadigliavo vistosamente davanti al computer e sono tornata a casa.
In sunto: la cosa brutta è che di innovazione niente, zero, nada. La cosa positiva è che Lessig usa la sua immagine e la sua auterevolezza per diffondere un messaggio etico.
quando una cosa non è chiaro cosa sia la chiamano "evento"
beh, l'evento è stato lui, che era una bella mente. Ora vabbè, diciamo che almeno propone cose etiche.
E dai, abbi un po' di pieta'. ; ) L'egregio sig. Lessig non gode della tua ricca conoscenza della storia dell'India, e Gandhi va troppo di moda per non essere tirato in ballo.
Deirdré cara. Sei qui a Milano?:)
Lessig era il mio idolo, davvero un bel cervello. Ma ora mi pare che abbia dato.
E poi con sto Gandhi hanno un po' stufato non credi?
Concordo in parte perché dopo mezz'oretta ho capito quale sarebbe stata la tirata e me ne sono ito (non joichi, ahahah).
ciao
z
sen, come molti.
In effetti, l'iscrizione in anticipo sugli eventi gratuiti, fatta fra altro su più canali (sito diretto, Facebook, ecc) crea solo confusione.
Con la conferma la gente pensa di avere "diritto" a un posto. Ma essendo gratuito, tanta gente non si presenta, quindi l'organizzazione non mette un tetto masso alle iscrizioni. Non può funzionare bene, ma è una pratica molto diffusa. Nello stesso tempo, chiede alla gente di pagare una quota per organizzazione, e si lamentano…. Nel caso specifico, un luogo più capiente probabilmente risolverebbe il problema.
Sui contenuti, temo che c'è tanta gente che non sa come funziona il governo (Americano ma non solo). Quindi, a mio avviso, messaggi come quello di Lessig serve e come.
La presentazione, in lingua originale, è disponibile qui: http://blip.tv/file/1889038
Sean, grazie del tuo commento.
Io sinceramente ricordavo Lessig in un seminario a Harvard, 17 anni fa, allora sì che era innovativo. Ora mi vuoi dire che va bene la lezioncina terra terra di etica? E che la gente non sa queste cose?
La gente le sa benissimo. E in ogni caso, io almeno non era per quello che sono andata. Non mi aspettavo un predicatore sull'etica e la politica ma un innovatore tecnologico e di filosofia della tenoclogia.
E la gente è molto più furba e sveglia di quello che pensi..:)
boh, carissima, lasciami scrivere due righette quasi provocatorie, ma è quel che mi passa per la mia bislacca testa
perchè mai una cosa per essere apprezzata deve essere innovativa? se è una cosa che era buona 17 anni fa, la potrebbe essere ancora adesso
il mio parere è che una conferenza (ecco la banale parola, anche se evento è molto più figo), è sbagliata se è sbagliato il pubblico che ci va: se è una cosa per gente non esperta, diciamo divulgativa, uno che è già istruito sull'argomento si annoia, ed è anche logico
io ho la fortuna di essere così poco colto da potermi apparire quasi tutto fresco, interessante, anche se a volte, gira che ti rigira, gli antichi greci avevano già detto tutto
è la troppa cultura che fa male, perchè uno appena gli dicono una cosa non capisce la cosa per quel che è, ma subito la paragona alle altre migliaia di cose che sa già
gli intellettuali sono ossessionati dal voler essere originali, ma è impossibile, i pensieri ormai son tutti già scritti, un pò come la musica
un buon calciatore, non sa nulla della storia del calcio, così è per il pensiero, meno sai, più pensi libero, che ti frega di fare i gol simili a pruzzo? basta che fai gol
diego, perché lui è conosciuto per essere un innovatore. Poteva anche solo informarci di qualcosa, per carità: ma non ha fatto neanche quello.
Beh, almeno non ha fatto male e il messaggio era di partecipazione..
(e non dire che sei poco colto ecc., fammi la cortesia ché non è vero;))
A un certo punto della mia vita mi sono imposto questa regola: non mitizzare mai nessuna persona. Che sia un luminare dei tempi dell'Università, che sia una persona che mettevo sugli altari nel passato. Nella vita si cambia. Ogni cosa nel tempo giusto. Non è incoerenza con se stessi. Ad un certo punto è lecito fermarsi, valutare e poi decidere se è il caso di cambiare opinione. Non è incoerenza. E' crescere e maturare.
P.S. Degli americani non mi fido. Sono ragazzoni troppo cresciuti fisicamente.
Però dell'America di Obama comincio a fidarmi.
Sicuramente la presentazione era retorica, nel senso di "dire le cose con efficacia ed esattezza".
Quanto al merito, non esiste nulla di più innovativo del ricordarci ogni tanto come e perché il mondo va come va e che cambiarlo è responsabilità nostra.
adriano, lui è un personaggio autorevole e la lezioncina detta da lui va benissimo, quanto a etica, ma forse era il target sbagliato. O del discorso o dell'audience.
Prima o poi si darà alla politica, credo, e allora andrà bene.
Franco, giustissimo quello che dici, verificare, fermarsi, controllare.
Io l'ho mitizzato per modo di dire:). Ma certo mi aveva entusiasmato.
Ora mi piace ma così, dicendo l'ovvio e lo scontato. Lo potrebbe dire mio zio e andrebbe bene uguale, quanto ai contenuti. Che poi, appunto, lui sia così famoso, da una parte è più importante che lo dica, dall'altra è inevitabile che uno si chieda: ok si sa, e allora?
Non mi aspettavo un discorso etico ma qualunquista da Lessig, tutto qui.
Infatti, forse sarebbe davvero l'ora di "fare", invece di andare soltanto dietro al guru del momento… :) Massimo rispetto per quanto ha fatto e fa, ma a volte mi chiedevo davvero cos'altro ci aspettiamo da tutti questi "miti". :)
beh, io mi aspettavo quello che mi aspetto quando vado ad una conferenza: imparare. Oppure divertirmi.
Non era una critica a te, ma alla tendenza corrente… tirano solo i guru mentre ci vorrebbero decine o centinaia di eventi e di protagonismi! :)
christian, lo so, non preoccuparti, si capiva:)
un po' come i concerti insomma :)
christian, c'è da dire che per i relatori, come per i concerti, non mi va di perdere tempo ad ascoltare Pinco Pallo, vado solo se lo conosco e mi piace.
E' una questione di tempo, ce n'è molto poco e non vado a fare la talent scout (che poi non lo so fare).
Pero' vedi, probabilmente l'affluenza dell'evento (gestione approssimativa da parte degli organizzatori a parte) e' un po' legata a questo tipo di approccio. Quando c'e' il guru o la star, la gente e' pronta ad accorrere anche piu' volte, mentre quando ci sono altre iniziative degnissime, non e' cosi'. E' un pensiero che ricorre spesso e quindi lo associo all'analisi della cosa. Scusami se ho allargato il discorso approfittando del tuo spazio commenti e andando anche un po' OT. :)
Per rientrare IT diro' che Lessig merita tanto di cappello per quello che ha fatto, ma non mi sta troppo simpatico! ;)