La rivoluzione non sarà bloggata: ovvero, il parco buoi dei blogger italiani di Fabio Metitieri

boh, lunedì 21 luglio 2008 11:32:01

Grazie a Andrea Perotti vi propongo il lusinghiero articolo di Fabio Metitieri sul "parco buoi dei blogger [in Italia] meno conosciuti [che] si lamenta per l’ascesa di una casta di pochi blogger «presen­zialisti- professionisti» e privilegiati" e "i blogger, espressione del ni­chilismo contemporaneo, sono dei buoni a nulla (sic) che non hanno il tempo e le capacità per svol­gere alcuna ricerca...".

Queste e altre amenità profuse a manetta in un suo articoletto pubblicato sul Corriere del Ticino. Solo un commento: l'amico Metitieri ci ha capito tutto! E' di una profondità sorprendente e, soprattutto, un grosso principio di realtà: negare negare negare. Negare soprattutto che i blog hanno rivoluzionato la comunicazione e l'informazione, nella forma e nella sostanza. E, per avallare il suo discorso, offendere i blogger in genere, ma specie quelli italiani.

(Ma l'acido che sprizza da tutti i pori di Metitieri verso i blogger da dove lo prende? Gli avete fatto qualcosa? Dai, confessatelo: a meno che non lo faccia per farsi una bella pubblicità..) Enjoy!

LA RIVOLUZIONE NON SARÀ BLOGGATA

Il blog è morto, viva il wiki: questo è il succo di alcuni commenti pubblicati negli ultimi mesi proprio sui blog, dove l’incapacità del­la blogosfera di mantenere viva la conversazione on line è stata contrapposta alla dialettica pre­sente nei wiki, gli strumenti con cui è stata crea­ta la celebre enciclopedia collettiva Wikipedia.

È l’inizio della rivincita degli ambienti comuni­tari sull’individualismo e sul personalismo dei blog. Il discorso è proseguito tra marzo e aprile con Dave Winer, uno dei blogger più famosi, che ha scritto che il blogging di adesso è soltanto «bul­lshit about recycled bullshit» (come dire: «scioc­chezze riciclate»), e con la rivista americana Cnet, che ha criticato la «blogorrea» generata dalla fa­cilità con cui on line chiunque, premendo un ta­sto, può trasformarsi in uno scrittore o in un esper­to.

Sia chiaro: nessuno critica i blog come strumen­to sociale, usato allo stesso modo dei social net­work propriamente detti, quali Myspace e Face­book. Un esercito di adolescenti utilizza (anche e non solo) il blog come canale di comunicazione con i compagni di scuola e gli amici, e altrettan­ti giovani e meno giovani affidano ai blog le loro passioni, per trovare altre persone con gli stessi interessi. Su questo piano il blogging funziona be­ne.

Un gruppetto di ostinati teorici, però, giura da anni che la possibilità per tutti di pubblicare fa­cilmente on line sta rivoluzionando l’informazio­ne e sta scardinando il vecchio sistema dei media. Li ha smentiti Geert Lovink, un noto studioso di cybercultura che aveva creduto a lungo in un fu­turo radioso per i blog. Lovink già all’inizio del 2007 ha scritto che i blogger, espressione del ni­chilismo contemporaneo, sono dei buoni a nulla (sic) che non hanno il tempo e le capacità per svol­gere alcuna ricerca, per cui raramente arricchi­scono una notizia e su un dato argomento si li­mitano di solito a creare una nuvola di impres­sioni. Questa nuvola, come è facile notare facen­do ricerche on line, spesso soffoca le poche vere informazioni prodotte dai blog, perché uno dei pi­lastri della teoria della blogosfera, la swarm in­telligence o wisdom of crowds, cioè la capacità collettiva di evidenziare le risorse migliori trami­te i tag, le etichette della folksonomy, o con i link reciproci, di fatto non funziona.

Spesso i link re­ciproci servono soltanto a scalare le classifiche, soprattutto nella piccola blogosfera di lingua ita­liana, dove le personalità di spicco sono poche e la concorrenza è limitata. I blogger nostrani sem­brano assillati più che altro dalla popolarità, tan­to che a fine marzo, in seguito alle troppe polemi­che sui suoi criteri di ordinamento, ha chiuso i battenti Blogbabel, che produceva una delle clas­sifiche italiane più usate. Sempre in Italia, il par­co buoi dei blogger meno conosciuti si lamenta per l’ascesa di una casta di pochi blogger «presen­zialisti- professionisti» e privilegiati, che vengono corteggiati dalle agenzie di comunicazione, che sono invitati agli eventi di marketing e ai conve­gni e che scrivono articoli su qualche testata di carta.

In effetti chi ha un blog molto gettonato, so­prattutto nella blogosfera in italiano, spesso lo ve­de come il mezzo per raggiungere una notorietà che lo porti verso la carta o, meglio ancora, nei salotti televisivi.
Persino quando si tratta di scrivere la teoria e la storia della blogosfera, ai blog vengono destinati solo pochi appunti e il lavoro completo viene pub­blicato soltanto come vero libro, rigorosamente sotto copyright.

L’evoluzione di questo atteggiamento ha genera­to un’aspra polemica sull’uso dei blog a fini com­merciali. Alcuni blogger lavorano senza remore per le campagne di marketing virale (o buzz), scri­vendo dei post che promuovono un marchio o un prodotto. Altri, invece, anche se sono sempre in viaggio per partecipare a qualche evento, giura­no di non accettare soldi da nessuno e di essere del tutto indifferenti ai rimborsi spese e ai buffet. Lo sfruttamento economico delle reti sociali è una tendenza generalizzata. E uno degli ultimi nume­ri della rivista First Monday, tutto dedicato a cri­ticare il mito del Web 2.0, sottolinea come nella Rete di oggi si cerchi spesso di convogliare verso progetti tutt’altro che non profit il lavoro gratui­to svolto on line.

In questi scenari, nostrani e internazionali, è nau­fragata una rivoluzione blog che, con buona pa­ce dei suoi guru, non è mai neppure iniziata.

[Le divisione in paragrafi è mia]

Commenti dei lettori

  1. wolly

    In tutta onestà non vedo grandi offese, mi sembra una rappresentazione abbastanza reale della blogosfera.
    Contenuti di qualità? io ne trovo molto pochi e ho già avuto modo di scriverlo spesso, lo sport preferito del blogger è quello di riprendere articoli dei media tradizionali.
    L'incapacità di fare ricerca e quindi non aggiungere nulla di nuovo? è vero.
    Blogger presenzialisti? vero.
    Blogger che negano gadget? vero pensa a giovy che negava ci fossero copie gratuite di windows vista e liquidava come invidiosi chi lo diceva.
    Link a manetta per scalare le classifiche? verissimo ci sono persone che usano il tumblr solo per linkarsi e che magari hanno più blog e li usano per linkarsi.
    In tutta onestà questo articolo potrà non piacere ma disegna perfettamente la blogopalla italica. (quelle straniere non le conosco e quindi mi astengo).

  2. Boh/orientalia4all

    mi sembra che invece offenda apposta, c'è modo e modo di dire le cose e questo è offensivo. Tu piace far parte del "parco buoi"?

  3. chiara

    io dico che ho sempre trovato divertenti e spontanei solo i blog di nicchia, quelli con pochi lettori, quelli che non partecipano a polemiche trite e ritrite, quelli che non parlano di iphon ecc ecc. Il resto è cacca, e pure antiquata. I blogger "noti" sono una castucola che si bulla di

    Saluti,
    Chiara

  4. chiara

    poi, concordo con Wolly: l'articolo dice la verità, io mi offenderei per ben altro, rispetto a "parco buoi"…

  5. wolly

    No la cosa non mi offende, dico da anni le stesse cose quindi al massimo è una conferma di quello che penso.
    ciao

  6. Boh/orientalia4all

    chiara, non è offendersi: è stupirsi che un pubblicista sia così poco professionale da negare l'importanza rivoluzionaria dei blog nella comunicazione.

    L'articolo sembra fatto ad arte per sollevare una polemica.

  7. Boh/orientalia4all

    wolly, anche io ho scritto (e penso) cose simili, in qualche caso, ma il discorso "vero" del giornalista è che in blog non contano nel panorama dell'informazione.

    Il che è semplicemente falso. Non solo contano, ma l'hanno rivoluzionata.

    Mi pare che Metitieri abbia perso il tram del blog e ora ci sputi sopra!:)

  8. Alex - Microsmeta

    ..La blogosfera è vivissima, altrochè. Non capisco piuttosto come Metitieri non si accorga che è Second Life (del quale egli parla spessissimo in toni entusiastici, anche nel podcast di Antonio Vassalli "Mondo Web" su RSI) la parte abitata della rete che si sta spopolando e che è sempre stata sovrastimata e pompata dai media. I blogger sono uno degli ultimi baluardi dell'informazione libera e sono fondamentali proprio in Italia. Se poi da noi ormai ci sono 100.000 blog, è inevitabile che anche la blogosfera sia piena di spazzatura, basta non frequentare le persone sbagliate, esattamente come nella vita reale di cui i blog sono lo specchio fedele. ;-)

  9. Daniele

    Condivido l'opinione di wolly, mi ritrovo anche io nei concetti indicati nell'articolo e non trovo contraddizione con quello che dice Enrica. I blog hanno rivoluzionato sicuramente il modo di fare comunicazione online, ma non per questo sono perfetti.

    Il web2.0 non è perfetto e ci sono parecchie pecche che potrebbero essere risolte. Se c'è un passaggio verso qualcosa di più evoluto, meno individuale e più condiviso (realmente condiviso e libero), perché scaldarsi tanto?

    [quello che ha sempre contribuito a progetti FOSS e reso libero (nel senso GPL) un proprio libro]

  10. Boh/orientalia4all

    Alex concordo in toto, e poi comunque negare che i blog sono stati importantissimi come fenomeno non è da buon giornalista, mi pare!

  11. Boh/orientalia4all

    Daniele, tutto comincia come condiviso e libero e poi vira al personale e meno libero. Internet è cominciato così.

  12. Daniele

    Enrica, credo sia necessario chiarire cosa si intende per "condivisione" perché noto parecchia confusione tra le persone.

    Se condividere rientra nel concetto del Potlatch mi va personalmente bene, se condividere è "buttare la lavastoviglie rotta dalla finestra e aspettare che qualcuno la raccolga dalla strada" mi sembra una presa in giro. Ammetto che non esiste contraddizione nelle due 'condivisioni', ma la seconda opportunità è davvero triste e un po' ipocrita per una società che aspira a crescere culturalmente sfruttando le potenzialità della rete.

    Sicuramente si può argomentare meglio la cosa. Pareri aggiuntivi ben graditi.

  13. Boh/orientalia4all

    Deniele, io non so se tu ti senti parte del "parco buoi dei blogger italiani", io no.

    E così via. Mi sembra un articolo pieno di livore immotivato: contenuti ce ne sono, anche in Italia ovviamente, controinfromazione talvolta, buona informazione anche anche se un blog è un blog, non ha il potere della stampa, e dire che non ha portato niente nel mondo dell'informazione è assurdo.

  14. Daniele

    Enrica, come dinosauro 1.0 ammetto che il trasferimento di contenuti di pregio e approfondimenti seri sia sminuito con l'avvento dei blog. C'è effettivamente molto copia-incolla, molto chiacchericcio, un gran "linkare", ma stringi-stringi - nella personale esperienza - ho visto poco di questo vantaggio nei termini informativi.

    I blog hanno rivoluzionato la comunicazione. Sul valore di questi scambi rimane il dubbio principale, lo stesso che è presente nel pezzo di Metitieri. Livore suo? Beh, può anche starci ed è umano.

  15. Boh/orientalia4all

    Daniele, con i blog, tanto per dirne una, si è accorciato lo spazio fra utente e produttore di notizie anche sui giornali.

    E i lettori hanno acquisito una voce che prima non avevano, anche sui giornali. I giornalisti stanno molto attenti a quello che dicono, ti assicuro, per paura di essere contraddetti sui blog. Prima quello che dicevano era oro colato.

  16. mademoiselleanne

    Mah, magari un po' più di self-control non guasterebbe specie in certe situazioni…

  17. Boh/orientalia4all

    mademoiselleanne, non guasterebbe mai!

  18. Daniele

    Enrica, quello che dici, la ridotta distanza tra lettori e produttori di informazioni, non credo sia dovuto ai blog. Sono IMHO dovuti alla crescente consapevolezza nell'uso della rete da un bacino di utenza sempre più ampio. Pubblicare online era possibile anche nel 1.0 e prima (vedi "bbs"). I blog hanno sicuramente contribuito a ridurre le difficoltà tecniche dei nuovi publisher, ma torniamo nuovamente sulla questione di partenza: e la qualità?

  19. hermansji

    Muuu Muuu… Anche i blog fanno MuMù?

    Concordo con Wolly buona parte dell'articolo coglie nel segno… forse è il caso di reagire mettendo in evidenza le qualità che i blog hanno!!
    .:.

  20. Boh/orientalia4all

    hermansji, chiamare il parco buoi dei blogger è ben sopra il limite della buona educazione e come tale non mi piace e non concordo.

    E in più non riconoscere l'apporto del blog alla comunicazione è non veritiero.

  21. Fabio Metitieri

    Daniele e Oriantalia, sulla vicinanza - grazie ai blog - tra giornalisti e lettori, siete completamente fuori strada. Lasciatevelo dire da uno che scrive di mestiere ormai da 11 anni.

    Io - e lo scrivero', prossimamente, anche se non so ancora per chi - sono convinto dell'opposto. I grandi quotidiani, proprio perche' sanno che una fetta sempre maggiore di pubblico e' on line e "in modalita' esperta", e tendenzialmente non li legge piu', puntano ormai a un pubblico di fascia piu' bassa, con articoli sempre piu' improntati al sensazionalismo e allo scandalismo. E con zero interazione con i lettori. Questa e' la tendenza generale, naturalmente; non dico che non ci sia qualche eccezione.

    Esempi?

    La Stampa, domenica 13 luglio. Due pagine intere dedicate a Internet. La prima sulle studentesse universitarie italiane che fanno sesso in cam, a pagamento, con tanto di indirizzi dei siti piu' gettonati. La seconda, con una ripresa delle droghe mp3 (ne avevano gia' parlato tutti una settimana prima, La Stampa compresa, con in seguito dibattito incredulo on line); questa volta, con testimonianze di chi le ha provate e dice che funzionano e con interviste a docenti universitari che confermano. Compreso il file Orgasmo, che ti da' 50 minuti (50!) di piacere sessuale, fino all'orgasmo completo. Al limite del ridicolo, no? E dopo le critiche uscite on line per almeno una settimana…

    Ah, se e' cosi' che i grandi quotidiani "dialogano" con la Rete grazie ai blog, siamo ben messi…
    ;-D

    Il giorno dopo, lunedi' 14, on line un altro lungo pezzo della Stampa su Internet (immagino pubblicato anche su carta, ma non l'ho comperata, per cui non ne sono certo), sulle orde di pedofili che sono a caccia di "bambini" in World of Warcraft.

    E cosi', il cerchio si chiude: sesso sporcaccione con le studentesse, droghe nelle reti Peer to Peer, e pedofilia. E la filosofia della Stampa ormai e' questa.

    Repubblica, Corriere della Sera e molti altri (io non li seguo tutti) non sono molto diversi: controlla per esempio cosa hanno scritto di Second Life negli ultimi 18 mesi, dalla mafia al sesso con animali, oltre alla solita pedofilia. Sulla pedofilia era cascato anche Il Manifesto, anzi era stato il primo in Italia. Oppure, guarda come quasi tutti (Repubblica a parte) avevano parlato anche loro delle droghe mp3.

    Non solo. Ti assicuro, dopo avere collaborato con una ventina di testate, che nessuno dei tre o quattro piu' grandi quotidiani italiani mainstream (e molti dei periodici) avrebbe mai accettato i miei servizi e miei editoriali che invece sta pubblicando il Corriere del Ticino. Nessuno. Una pagina quasi intera per dire che l'Internet addiction e' una bufala? Ma siamo matti? Una pagina intera per dissertare sui modelli economici di Second Life? E chi la legge? Degli editoriali per discutere di conversazione on line, citando Winer e Lovink? E chi sarebbero costoro?

    E' tutta roba che per loro e' troppo "colta", "noiosa", e soprattutto senza "colore" (o senza un po' di esse: scandalo, sangue, soldi e sesso). Giusto il Corriere del Ticino (non so perche', dato che ovviamente e' un quotidiano che conosco poco) punta ancora al dibattito e all'approfondimento in campo Internet e tecnologia.

    Per cui no, nessun miglioramento nei grandi media. E le poche e rare eccezioni, dove si prova a copiare di meno, documentarsi di piu' e discutere con i lettori, non sono di certo spinti dalla blogosfera, ma da Internet nel suo complesso, con la globalizzazione dell'universo informativo.

    Mi spiace dovervi deludere, ma per l'informazione italiana (nel mondo anglosassone le cose sono un po' piu' articolate) la blogosfera conta meno del due di picche. Oppure, altra cosa su cui scrivero', conta solo come serbatorio per reperire manodopera "trendy", a basso costo, con nessuna pretesa e da poter sbattere fuori non appena non servira' piu'.

    Ecco, questa e' la vera ottica con cui oggi vengono visti i blog dai grandi media italani: come fattore per tagliare i costi in tempi di crisi.

    Ciao, Fabio.

  22. Boh/orientalia4all

    Ciao Fabio, ti ringrazio del lungo, articolato e garbato commento.

    Che i blogger siano manodopera trendy a basso costo è ovvio, ma tanto quanto i collaboratori esterni. Ci sono delle tariffe dell'OdG e sono applicate, almeno per quanto mi consta. So però che non sempre è così.

    Ed è anche vero che se vuoi pubblicare dei pezzi difficili, diciamo, lo fai meglio in giornali più di nicchia: ma semplicemente perché se parli a 1 milione di persone per forza devi essere più semplice. E' come quando insegni: più studenti hai e più devi essere semplice e abbassare un po' il livello. Se hai 8 studenti è un'altra cosa.

    I blog sono figli di Internet, della filosofia di Internet, e hanno dato un contributo importante a molte cose, fra cui un paio di rivoluzioni e tentate tali (in Birmania, in Nepal).

    Che poi sui giornali (e sui telegionali) ci siano sempre più soldi-sesso-crimini è vero, ma mi pare un trend generale. Il sensazionalismo? E' un fenomeno che c'è da Cicerone (Tuscolanae disputationes) in poi.
    Ci ho anche scritto…;) (ma un articolo scientifico)

    C'è sempre stato e sempre ci sarà: tu vuoi la notizia, l'articolo di approfondimento lo accetti solo se lo scrive il nome, o l'autorità, in merito. Famoso e conosciuto. Se fossi Eco le grandi testate ti pubblicherebbero anche l'articolo di approfondimento. Oppure se sei il direttore di giornale. Eco, per dire un nome, può scrivere di tutto.

    Comunque, come vedi, questo blog ci permette di scambiare opinioni! A qualcosa è servito…:)

    Ciao ciao:)

  23. Fabio Metitieri

    Mi pare di avere scritto - anche in questo pezzo, come sempre, del resto - che per scambiare opinioni i blog servono. Non meglio di altri ambienti, anzi spesso funzionano peggio, ma servono. Poi, voi blogger leggete solo quello che volete leggere, pur di non discutere, di non accettare critiche e di non ammettere mai pecche o fallimenti. I critici sono tutti troll, tutti provocatori, tutti biliosi, tutti ignoranti e prevenuti, tutti acidi e offensivi….

    Ah, e a proposito, "parco buoi" e' un termine borsistico, molto comune e non particolarmente offensivo, e le critiche che qui hai rivolto a me dovresti reindirizzarle a Lovink, Winer e Farber…. oltre che a parecchi blogger italiani che di recente criticano la blogosfera sempre piu' spesso. Ma forse anche questi ti sono sfuggiti, come alcune parti dei miei articoli…
    ;-)

    Se i blog possano essere stati di grande importanza in situazioni molto particolari, come in Birmania, non lo so e quindi non lo nego. Sono cose di cui non mi occupo e non ne ho mai parlato. A me interessa la blogosfera di lingua italiana, o quella in lingua anglosassone, o comunque del mondo industrializzato e della cosiddetta area democratica.

    Sulle tariffe dell'Odg sei, d nuovo, una beata ingenua. Ho visto che hai scritto su Apogeonline.com. Posso sapere quanto ti pagano? Eventualmente anche in privato.

    E' vero che lo scandalismo c'e' sempre stato, ma negli ultimi anni in Italia, dovresti averlo notato, si e' accentuato fino a livelli grotteschi. Ormai il lettore della carta stampata mainstrean in Italia viene trattato come un imbecille.

    E non confondere la banalita' del contenuto (o il sensazionalismo, lo scandalismo e le palle in genere) con la semplicita' del testo. I miei pezzi per il Corriere del Ticino sono semplicissimi, perche' cosi' me li hanno chiesti. E non lo definirei un "giornale di nicchia": nella sua realta' e' il piu' venduto (e vende, per esempio, quanto il Tempo, o quasi il doppio del Manifesto, o poco meno dell'Unita') ed e' assolutamente mainstream e generalista.

    Poi, anche solo 5 o 6 anni fa, era facile scrivere di cose "serie" anche su testate da 300 mila o da 700 mila copie vendute, anche per me che non sono Eco. Adesso non piu': o scrivi di droghe in Rete e di pedofilia (o di rivoluzioe blog…), o nulla, sulle grandi tirature non arrivi piu'.

    Riflettici.

    Ciao, Fabio.

  24. Boh/orientalia4all

    Caro Fabio, sei un po' arrogantello eh?:) Ho scritto sull'Espresso, Nòva, Panorama, ioProgrammo (fissa per un anno con due pezzi mensili) e altri. E le tariffe dell'OdG sono pubbliche e su Internet.
    Non sono mai stata pagata di meno, spesso di più.

    Il Corriere del Ticino è del Ticino, anche se vende tantissimo: il che vuol dire che è venduto in un'area. Come tale è di nicchia. Come La Stampa, per esempio, che è di Torino e a Roma neanche quasi si conosce.

    Grazie comunque del commento e buona notte:)

  25. Boh/orientalia4all

    p.s. riguardo Apoegeonline non lo so: ancora non ho chiesto i soldi dopo oltre un anno.

    Se ti interessa perché vuoi proporre dei pezzi te lo farò sapere, anche in privato.

  26. davidonzo

    I media tradizionali, la carta stampata e la TV per intenderci, fanno informazione di basso livello. Si potrebbe dire non fanno informazione, ma sfornano miti mediatici che di solito attirano fasce d'utenza di basso profilo culturale.

    Per spiegarci meglio. Anni fa vedevo Lucignolo su Italia 1. E' un programma mooooolto vecchio e all'epoca i servizi parlavano di disagio giovanile, di nuove tendenze, come di tante altre cose. Per carità, era anche presente l'angolo hard, ma era destinato ad un solo servizio sul finire del programma. Negli ultimi anni quel programma in seconda serata di Italia 1 si è pian pianino spostato in prima serata, diventando un vero e proprio porno!

    Questo è avvenuto per gli stessi motivi che diceva Fabio. L'informazione è commerciale in quanto deve generare *contatti* da monetizzare in somministrazioni pubblicitarie.

    I blogger italiani in gran parte sono entrati nel meccanismo. Nel mio piccolo vedo una quantità enorme di blog dal nessun contenuto essere visitatissimi. I blogger sfruttano la notizia del momento per attirarsi visitatori che andranno a monetizzare via adsense o altro.
    E' assolutamente vero che molti blog si stanno lucignolizzando :)

    Ma è vero anche quello che dice Enrica. I blog hanno un po' sconvolto la vita ai media tradizionali. Perchè molte testate on line hanno abilitato i commenti? Come mai i link di social bookmarking (veri e propri plugin riscritti per funzionare sui CMS delle testate) sono magicamente comparsi nelle pagine dei quotidiani on line?

    Vedo anche come cosa molto forzata l'anteposizione fra blog e wiki. Scusa, ma che c'entra? E che abbia uscito il discorso un blogger autorevole, perchè dovrebbe creare il caso?

    Il wiki è una forma partecipativa di produzione di conoscenza, aperta dall'esterno verso l'interno. MAI viceversa.

    Il blog è personale, ma se è aperto dall'interno verso l'esterno. Sta in questo aspetto la blog reaction famosa di technorati. Io scrivo, dico la mia, che sarà assolutamente personale. Tu mi leggi e mi rispondi nel tuo blog, linkandomi, perchè vuoi che tutti sappiano che stai dicendo la tua e che hai preferito scrivere un lungo post piuttosto che commentarmi.
    Magari farà la stessa cosa un terzo, che leggerà te e di riflesso me. Avrà la sua reazione, e poi ancora e poi ancora.

    Il blog è personale, ma scatena fenomeni sociali. Il wiki è sociale, ma scatena un fenomeno interno alla sua sfera di appartenenza. La viralità del wiki è destinata al caso ed a contenuti spesso accessori o accidentali.
    La viralità dei blog tende invece a modificare, arricchire e trasformare un contenuto di base, su altri contenuti.

    Che poi la blogsfera abbia questi difetti che dici non è falso, ma li ha perchè ormai è talmente grande da rappresentare in toto la società civile.

  27. Boh/orientalia4all

    davidonzo, solo una cosa: sei siciliano e dici cose intellenti, acute e ben dette, ben poste: sei sposato o fidanzato? ;)

  28. Fabio Metitieri

    Davidonzo, che la blogosfera rappresenti la societa' civile…. ma via, siamo seri, e scommetto che non ci credi manco tu. Il 90% della popolazione italiana non sa manco cosa siano, i blog, se non per averne letto il nome da qualche parte, o magari qualche articolo che ne parla, giusto perche' da qualche anno sono di gran moda.

    La Svizzera e' un po' piu' avanti, direi che ha almeno il doppio di connettivita', rispetto alla media europea (dove l'Italia e' comunque il fanalino di coda), eppure di blog svizzeri di successo non mi pare di vederne molti. Significativo, no?

    Per cui un fenomeno come la blogosfera in lingua italiana, dove, Grillo a parte, i blog considerati di successo, piu' popolari e influenti sono quelli che in media hanno, esagerando, 500 lettori abituali, non rappresenta nulla e non sposta le politiche dei grandi media neppure di una virgola.

    Anche per questo il discorso mio e quello di Orientalia sono del tutto antitetici. Io sostengo che i media sono sconvolti, si', ma da crisi che arrivano da tutto fuorche' dai blog, che per loro sono del tutto irrilevanti (salvo che per un loro eventuale sfruttamento, come manodopera da Paese offshore).

    La contrapposizione tra blog e wiki, infine, e' rappresentativa: individualismo contro collettivismo. Solo per discutere i successi e gli insuccessi di due architetture molto differenti. Quindi, lo so benissimo che sono due cose diverse e che di solito servono a scopi differenti, anche se…. un blog collettivo, come format, puo' avere numerose analogie con un wiki. Gli strumenti on line possono cambiare molto, in base alle interpretazioni che i loro utenti possono darne.

    Quanto alla conversazione fatta da un blog all'altro, e' proprio una delle cose che, sostengo, non funzionano, come del resto i link reciproci. Guarda che fai piu' in fretta a dire che non sei d'accordo, piuttosto che a sostenere che abbiamo ragione tutti…
    ;-)

    Ciao, Fabio.

  29. Fabio Metitieri

    Orietalia, ho scritto su testate altrettanto importanti, e molto piu' di te. Arrogantelo dillo a qualcun altro.

    Ciao, Fabio.

  30. davidonzo

    E qui in Sicilia basta far presente che il matrimonio lo si concepisce solo in comune e che non sarebbe male nemmeno prendere la cittadinanza francese e paxarsi, che le fai scappare urlando :D

    E quando la trovo l'anima gemella?! :)

  31. Fabio Metitieri

    E su Apogeonline… insomma, non ti fai pagare?
    ;-)

    A me non interessa, grazie, su Apogeonline - e per Apogeo ho anche pubblicato due libri - scrivevo 10 anni fa. Ed ero l'unico pagato decentemente. Ma insomma, abbiamo gia' dato….

    Ciao, Fabio.

  32. Boh/orientalia4all

    Fabio, certo, con calma riempirò la form. Non c'è fretta!
    ;)

  33. Fabio Metitieri

    Infine, Orientalia (scusa, sto accorgendomi delle tue risposte una per volta), sulla definizione di nicchia hai delel idee ben strane. La Stampa e' il terzo quotidiano nazionale per vendite (esclusi quelli sportivi, che io personalmente considero, si', non di nicchia ma specializzati e non generalisti).

    Allora, per analogia, il New York Times, dato a che a Roma non e' conosciuto, e' di nicchia?

    Ciao, Fabio.

  34. Boh/orientalia4all

    Sai, proprio 2 giorni fa parlavo con un responsabile della Stampa, e diceva proprio questo: che era di nicchia.

    E a Roma il NYT si conosce benissimo:) penso che sia un altro livello non c'è paragone con il Corriere del Ticino.

    ciao ciao:)

  35. davidonzo

    @ Fabio, mi ero perso la tua risposta…
    Un fenomeno rappresentativo non deve essere preminente o a fondamento della società.

    Io parlo di rappresentatività pura. Di specchio di comportamenti e consuetudini.
    Nei blogger si ricalcano pregi e difetti delle persone che ci stanno dietro, che non sono degli *esseri digitali*.

    Il limite di molte persone è quello di considerare un fenomeno socialmente rilevante se riesce a compiere una sorta di rivoluzione (culturale solo in parte) nei comportamenti e nelle abitudini.
    Io non la vedo così. I blog non hanno sconvolto le abitudini di comportamento del singolo. E' vero che c'è tanta gente che non sa cosa è un blog.
    Quello che voglio dire io è antitetico al tuo concetto. Il fenomeno blog in Italia (ma forse non solo) si è tradotto in uno sfogo ulteriore di quelle che sono fobie, aspirazioni, modi di essere e di pensare dell'italiano medio.

    L'italiano non pensa diversamente perchè ci sono i blog. Ma se comincia a leggerli (e ti assicuro che 500 contatti al giorno fanno di un blog uno di fascia medio bassa ;) ) non cambiando modo d'essere riescono a farsi un'idea più vasta. Più informazioni ho, più riesco a crearmi un punto di vista indipendente.

    Succede anche che ci si fidi di più dei blog perchè dietro non c'è un capo redattore, non c'è un editore. C'è la persona. Con i suoi modi, senza filtri esterni. E come nella società civile ci sono le persone vere, come i falsi. I sinceri ed i disonesti.

    Sulla Svizzera, non potevi porre esempio peggiore. Uno stato che è in realtà una confederazione di comunità che hanno dimensioni inferiori alle provincie italiane. Ogni cantone con una propria lingua (o dialetto), con proprie tradizioni ed influenze (italiani, francofoni, tedeschi…).
    Come un fenomeno del genere può essere veramente globale e sociale in Svizzera? :-)

    I blog a più mani, non sono una wiki. Sono blog multiautore.
    Nella wiki tutti collaborano simultaneamente al miglioramento continuo di knowledge su determinati concetti.

    In un blog, che sia di gruppo o no, l'autore del post è uno ed uno solo. Il blog si presta ad esprimere idee, pensieri, punti di vista. Il wiki si presta alla scientificità. Alla inattaccabiltà dei contenuti per via di un partecipativo processo di analisi dei fenomeni, al fine di snocciolarne gli aspetti peculiari.

    E' come dire che il salame è più buono della nutella. De gustibus… ma mettere a confronto salame e nutella è un po' avventato.

    Per il resto, secondo te la discussione globale non funziona, ma non spieghi perchè. Dal mio punto di vista, non dico che funziona (qualcosa che funziona porta a risultati positivi), ma sicuramente c'è. E ti invito a dare un occhio a blogbabel, che potrà avere tutti i difetti del mondo, ma una cosa la chiarisce: anche se su domini diversi, i blog si parlano e spesso si scornano :-)

  36. AndreaR

    La cosa davvero sorprendente è che, dopo tutto questi anni, qualcuno porga ancora il fianco alle sconclusionate discussioni con Met.

  37. moulinrouge

    La realtà delle cose, semplice e lampante tranne che per le mediocrità che tirano l'acqua al proprio cyber-mulino (o WC flusher :), l'ha esposta wolly in apertura.

    Trasecolo nel constatare la disponibilità di Metitieri a sprecare fiato virtuale ponendosi sullo stesso piano della tenutaria di questo blog.

    You too, dear lady, enjoy it…while it lasts.

  38. P.S.

    Effettivamente, quella boutade del "parco buoi" non si manda giù bene. Troppo sessista, tralascia le mucche.

  39. Fabio Metitieri

    Davidonzo, un blog "top in classifica" per la lingua italiana non ha piu' di 500 lettori abituali (Grillo a parte).

    Guardati intorno e fai due conti. Lo stesso Mantellini, sempre al top di tutte le classifiche, tempo fa dichiarava 2.000 lettori (che poi potrebbero essere visitatori al giorno, non lettori abituali), lui stesso non sparava piu' alto, e adesso ne dichiara di meno e dice che sono in costante calo (ed esagera sempre, sul numero dei suoi fan, e parecchio, naturalmente e molto umanamente).

    Sul resto, scusami Davidonzo ma non ti seguo.

    Orientalia, OK, La Stampa, terzo quotidiano generalista italiano per vendite, e' di nicchia. Anzi, lo dicono anche i suoi capo-redattori, che e' di nicchia. Va bene. E il New York Times non e' di nicchia perche', a differenza della Stampa, lo conoscono benissimo tutti i romani. Va bene. Io un tassista romano con il Nyt ancora non l'ho visto, mentre credo che La Stampa l'abbiano almeno sentita nominare tutti quanti, ma va bene.

    Meno male che non insegni giornalismo o nulla di relativo ai media, vecchi o nuovi…

    Ciao, Fabio.

  40. Boh/orientalia4all

    davidonzo, hai detto benissimo quello che è ovvio, ma forse non per Metitieri: dietro allo schermo ci sono le persone che scrivono. Che riflettono vizi e virtù delle persone nel mondo, nella società.

    Buona giornata!

  41. Boh/orientalia4all

    AndreaR, qui, se si è educati, tutti sono accolti.
    Ciao!:)

  42. Boh/orientalia4all

    AndreaR: c'è stato ben di peggio..

  43. Boh/orientalia4all

    Fabio, sul numero dei lettori ti sbagli proprio. Dipende se dipende blogger: perché i miei lettori sono soprattutto quelli di Google e altri motori di ricerca. Che sono anche i più simpatici.

    ciao buona giornata!

    p.s. E perché, tu insegni giornalismo o media? Spero di no..!;)

  44. davidonzo

    @ Fabio: io non ho un blog "top class", ma ti posso assicurare che faccio molto più di 500 contatti unici giornalieri. E ribadisco: il mio blog non è in top, non lo sarà mai e lo uso come diario appunti per cose mie.

    Per il resto, che tu non mi segua forse vuol dire che non conosci benissimo il fenomeno. Fermarsi a Grillo e Mantellini per generalizzare tutta la blogsfera italiana è alquanto riduttivo.

  45. Cristina

    La critica sana serve e può aiutare a costruire nuovi
    orizzonti, nuove idee, soluzioni a problemi a volte anche seri;
    la critica offensiva è nulla in assoluto.

    Ciao Enrica :-)

  46. Alex - Microsmeta

    …Ci stiamo spostando dall'argomento del post:
    "Il blog è morto, viva il wiki:" . Intanto: non sono paragonabili. Nè
    i blog diventeranno mai Wiki (o viceversa). I blog in realtà stanno aumentando, anche grazie a strumenti sempre più facili e completi da utilizzare per tutti. Di conseguenza i neo-autori scrivono prevalentemente su di essi, piuttosto che commentare su quelli altrui (…il tempo è quello che è). La qualità di molti blog "storici" non è diminuita, a quelli esistenti qualche anno fa, se ne sono aggiunti molti altri. Alcuni, è vero, sono solo un fuoco fatuo e sono aperti per imitare amici o seguire una moda, altri sono solo un copia-incolla da altre fonti, altri ancora sono nati per meri scopi commerciali, creandosi rapidamente una base di lettori addirittura con concorsi a premi (ma non per questo la qualità dei loro articoli è necessariamente scadente). La partecipazione del lettori nel complesso è diminuita, ma sicuramente il blog come mezzo di comunicazione dal basso (e strumento di democrazia!) NON E' MORTO. Punto. ;-)

  47. pizzulata

    Dico solo che sarebbe bello mettere queste discussioni in un programma televisivo o simile, in maniera tale da avvicinare anche il pubblico che non conosce questa realtà ;)

  48. hermansji

    @pizzutata ci sono le veline e l'orchestra di Demo Morselli?
    .:.

  49. hermansji

    ps. "pizzulata" correggo !! ho letto male il tuo nick !!

  50. pizzulata

    @hermansji bhe non so..ma un trenino con umberto smalia che canta..penso ci scappi :)

  51. Boh/orientalia4all

    davidonzo, sottoscrivo in toto.

  52. Boh/orientalia4all

    Alex, dici l'ovvio. Infatti stiamo qui…:)

  53. Boh/orientalia4all

    pizzulata fallo che noi veniamo tutti! Ti riempiamo lo studio…:)

  54. Boh/orientalia4all

    (hermansji questi giorni fa cose strane…uhm… chi sa che combina…:))

  55. Boh/orientalia4all

    Cristina, infatti deve essere eliminata, non serve scriverlo e raccomandarsi: o buona educazione o niente, fuori.

    buona giornata :)

  56. your one & only

    It saddens me to know that someone now,
    my Lady d'Arbanville, ignores your shine
    and treats you like a milky Yorkshire cow
    Wish I could make those gorgeous udders mine!

  57. Daniele

    Commento una risposta di Fabio con una frase presa dal mio precedente (e forse non letto) commento teso a sostenere la sua posizione:

    "Enrica, quello che dici, la ridotta distanza tra lettori e produttori di informazioni, non credo sia dovuto ai blog. "

    Fine.

  58. Boh/orientalia4all

    Tant'è che sta qui anche lui, come me e te.

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