La proprietà transitiva di Avatar

boh, venerdì 29 gennaio 2010 09:16:09

BerlusconiAncora polemiche sul film Avatar, che rimbalzano su forum e mailing list di mezzo mondo. La regista Carol Gould afferma:

James Cameron's depiction of Americans as vile oppressors practically invites terrorists to take up arms against the U.S. [La rappresentazione degli americani come vili oppressori praticamente invita i terroristi a prendere le armi contro gli USA] (Pajamas media).

Davveroi i valori - o i disvalori - veicolati da un film, un libro, un quadro, una foto, un video, una rappresentazione teatrale, un'opera d'arte in genere, possono invitare dei terroristi ad agire?

(Adesso però non correte a pubblicare sui blog il video o le immagini dell'aggressione a Berlusconi, per favore. Nella foto, l'avatar di un noto politico che governò nel Ventennio - c. 1925-1945).

Commenti dei lettori

  1. Alessio

    Ovviamente SI, "i valori - o i disvalori - veicolati da un film, un libro, un quadro, una foto, un video, una rappresentazione teatrale, un'opera d'arte in genere, possono invitare dei terroristi ad agire", come possono invitare qualunque altra persona a compiere determinate azioni.
    Ma questo non giustifica ne la censura ne l'autocensura.

  2. Marcoscan

    Bella l'idea dell'avatar :-P

  3. Boh/Orientalia4All

    Alessio, mah, credo che ci voglia ben più di un film a far diventare qualcuno un terrorista! Persino sotto ipnosi non riescono a far compiere a chi non vuole azioni che si sentono ingiuste! Se uno vuole diventare terrorista lo diventa perché ci crede, non perché vede un film, legge in libro ecc. Al limite, questi risvegliano sentimenti che uno ha già.

  4. Boh/Orientalia4All

    Marcoscan, gli studi orientalistici, sanscrito tibetano ecc., devono pur servire a qualcosa, o no?

  5. Alessio

    Penso che una cosa sia l"invitare i terroristi" ad agire e un'altra e' farli "diventare" terroristi.
    Immagino quale sia la visione del mondo dietro alle parole della regista Carol Gould - e non la condivido - ma giudico sostanzialmente corretta la frase da te riportata.
    Penso che un'opera possa "invitare" o spingere o convincere ad agire un terrorista (cioe' uno che GIA' e' un terrorista), come pure persone borderline. Nel caso in questione, senza dubbio "Avatar" dipinge un quadro semplicistico e chiarissimo: la Resistenza e' il Bene e gli invasori statunitensi sono il Male, oltre che degli stronzi avidi, stupidi e fascisti. In pratica, il film va a coincidere con il pensiero di tanti insorgenti/resistenti anti-americani, tanti fondamentalisti o semplicemente tanti critici del neoimperialismo americano e dei suoi interventi armati in giro per il mondo.

  6. Boh/Orientalia4All

    Alessio, dici bene, va a coincidere! Ma certo non li invita a prendere le armi, è davvero eccessivo.

  7. diego

    certamente un film od un libro non possono essere i responsabili d'un atto terroristico, però è ragionevole ritenere che un film, un libro, una canzone, possano contribuire ad una atmosfera, ad un ambiente culturale

    certo un film o un libro possono influire sul "sentire" di un'epoca, ricordo bene da bambini la maestra a scuola ci narrava che "le mie prigioni" avevano sconfitto l'austria più di una battaglia persa sul campo

    d'altro canto un libro è a sua volta "conseguenza" del tempo in cui è scritto, come anche un film è il prodotto di un mondo, di un mondo di valori in cui vive il regista

    l'importanza del cinema nella propaganda era ben nota nel ventennio, e difatti sul cinema il regime investì parecchio, anche con conseguenze positive, credo

    insomma il rapporto fra un'opera d'arte "popolare" e il suo tempo è un'osmosi complessa e bidirezionale

    certo, però, e concludo, un film non è mai la causa "tecnica e immediata" d'un atto di terrorismo

  8. Boh/Orientalia

    E' vero che nel Ventennio i cinegiornali i documentari e i film erano molto importanti, ma non uno! Qui si parla di in solo film.

  9. diego

    chiedo scusa se mi permetto di precisare, cara boh, ma avevo interpretato il tuo quesito in senso più ampio; in effetti un singolo film come può indurre atti di terorismo?
    a parte poi che sarebbe lungo il discorso anche da un'altra angolatura: tu che sei una studiosa qualificata anche di storia, sai bene come la storia la scrivono e riscrivono i vincitori, per cui ciò che oggi vien definito terrorismo un giorno magari qualcuno lo descriverà come una dolorosa e brutta, ma necessaria, vicenda storica; il terrorismo quando colpisce inermi civili è sempre una cosa schifosa, sia chiaro, però a volte viene definita, l'uccisione di innocenti, come uno spiacevole "effetto collaterale"; comunque, un film è sempre e solo un film, siamo d'accordo

  10. Boh/Orientalia

    Infatti Diego sai cosa dicono che sia Bin Laden? Il nostro Zorrol me lo
    hanno detto sei pakistani.

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