Nel giorno in cui Sky in prima persona, come gruppo editoriale, e non per tramite dei rappresentanti sindacali, prende posizione contro la legge sulle intercettazioni e il divieto di diffondere i verbali giudiziari, Berlusconi fa un piccolo passo indietro ed elimina il carcere per i giornalisti dalle nuove norme all'esame dal Parlamento.
Resta l'impianto fortemente illiberale del testo, che per la prima volta si spinge a limitare, sia la possibilità per i magistrati di controllare i telefoni a scopo di indagine, sia il diritto dei giornali e delle tv di informare sui risultati delle inchieste (La Stampa).
La proposta di legge sulle intercettazioni che è al vaglio del Parlamento rimane assolutamente incomprensibile se si pensa che Berlusconi e il suo governo hanno fatto della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata il fiore all'occhiello, e quasi ogni giorno si leggono le meravigliose avventure della cattura di qualche mafioso o lo smantellamento di qualche clan.
Bene, le restrizioni peseranno anche nelle indagini contro mafia, ’ndrangheta, camorra, sacra corona unita. Nonostante le rassicurazioni del ministro Maroni, Armando Spataro (video), Procuratore aggiunto di Milano, dice che la legge potrà causare danni gravi e ritardi nelle indagini sulla criminalità organizzata.
Già nel marzo dell'anno scorso Piero Grasso, il Procuratore Nazionale Antimafia, parlava della necessità di non toccare le intercettazioni:
Si tratta di strumenti d'indagine che non si devono tagliare, anche se condivido la necessità di colpire gli eccessi.
Allora, signor Berlusconi, questa criminalità organizzata e questa delinquenza ti interessa davvero sconfiggerla o no? O no? O no?
Come diceva Umberto Eco: "Abbiamo davvero bisogno di domande retoriche?"
ogni forma di censura, da parte d'un potere, è ammissione di debolezza;
è consapevolezza di non essere all'altezza del giudizio morale dei propri sostenitori,
quindi, non rimane che nascondere, costi quel che costi, le proprie manchevolezze, un pò come un padre di famiglia all'apparenza tutto d'un pezzo ha terrore che i figli lo vedano imbarcare un viados sul viale di periferia
l'immagine è fondamentale nella costruzione del consenso, e se l'immagine è brutta non rimane che proibire di mostrarla
Stefano, qualche volta sì.
diego, insomma anche per te la legge sarà fondamentamentalmente fatta per aiutare a coprire i panni sporchi di famiglia, mi pare di capire.
Eppure non vedo questa enorme e forte opposizione da parte della sinistra istituzionale.
cara boh, io ho svolto una riflessione generale sulla censura, e delle sue motivazioni (in pratica un potere che teme il giudizio morale dei suoi stessi sostenitori, e quindi deve ricorrere anche a questi mezzi estremi)
prendo spunto dai fatti odierni, ma è una riflessione valida in senso generale e come tale va letta
per il partito democratico, non posso giudicare, anche se bersani annuncia (fonte sito di repubblica) l'ostruzionismo, cioè la massima forma possibile di opposizione legale; può essere che sia poco, ma io non sono in grado di valutare
comunque, il tuo thread è esplicito, e ogni persona ragionevole e in buona fede non puà che concordare, penso
Intendo dire, Henriette, la risposta è nella domanda. Evidentemente gli interessi personali prevalgono sulle considerazioni di bene pubblico.
L'approccio è sbagliato. Che però i Giudici in Italia siano farraginosi, burocratici, e che non apploichino la presunzione di innocenza mi pare vero. Un cittadino privato - anche se si chiama Berlusconi - non dovrebbe temere l'intervento della giustizia quando è innocente.
In Italia una accusa si trasforma in 3-15 anni di processo ANCHE se sei innocente.
Il giudice Forleo poi scarcera un povero terrorista perchè i suoi diritti sono stati violati.
Lascai perdere l'antipatico presidente del consiglio. In Italia esiste un problema di giustizia gestita con modi medioevali. Questo problema lo volgiamo risolvere?
O ci interessa finire eventualmente nel tritacarne tutti, solo per vedrci dentro anche Mr. Berlusconi.
La giustizia italiana è indifendibile:
156 posto su 181 al mondo (fonte il sole24ore) dopo Angola, Gabon, Guinea, São Tome e prima di Gibuti, Liberia, Sri Lanka, Trinidad secondo la Banca Mondiale.
Il Primo presidente della Corte di cassazione, Vincenzo Carbone, in apertura dell'anno giudiziario, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, metteva in evidenza come il ritardo della Giustizia italiana sia un danno per l'intero Paese.
Esiste una questione "rispetto del cittadino". Berlusconi difficilmente andrà in galera. Io e te se - innocenti - dovessimo difenderci non avremmo questa tutela dovuta ad essere personaggi pubblici. Chi ci difende?
La giustizia mi pare di no.
Berlsuconi ha torto nel caso specifico, ma tocca un punto chiaro e evidente e concreto. Come fa sempre.
Berlusconi tocca un punto vero, l'ingiustizia del sistema giudiziario, al parzialità di molti giudici e così via, ma non è per questo che riforma la legge sulle intercettazioni.
So bene che le persone qualsiasi nelle cause (civili più che altro) perdono rispetto ai potenti, e quindi che qualcosa non va rispetto al sistema e chi lo gestisce, e so bene che una causa civile dura mediamente 13 anni, ma non è di questo che si sta parlando.
E se mi chiami ancora Henriette di banno!:)
buon stefano, certamente anche i giudici hanno i loro difetti, e qualche volta anche lasciano perplesso il cittadino comune; io ad esempio sono sempre stato perplesso sul caso tortora e sul caso sofri, e anche altri casi giudiziari
ma che sia proibito a noi cittadini di essere informati mi pare non sia questione di giudici
gli scandali emersi riguardo sanità, teremoto, case regalate, fornitura di favori sessuali, li conosciamo grazie al lavoro dei giornalisti, sarebbe forse meglio non saperle, le cose?
politicamente, è assolutamente giusto che l'italia sia governata dalla destra, essendo le idee di destra, nelle varie forme, prevalenti, ma noi italiani per deliberare col nostro voto, dobbiamo poter conoscere i comportamenti, sia di un marrazzo che di un scajola, sia di un sindaco di bologna che di un potente viceministro alla protezione civile, senza sconti per nessuno, destra o sinistra che sia, e l'unica garanzia è un'informazione libera, magari anche a volte non in bello stile, ma libera
diego, una cosa ottima ha ribadito Obama appena insediato: senza libera e completa informazione non c'è democrazia. Che non è un buon governo, ma è l'unico possibile e forse il meno peggio.
Senza informazione non c'è democrazia concordo. E sacrosanto.
Ma i giudici per essere non aggredibili, dovrebbero essere seri, condannare Tortora non è una patente di serietà. Ma casi simili sono migliaia. Casi di processi durati 15 anni che si conclude con assoluzione non sono rari.
La serietà e la coerenza in Italia sono considerati superflui, ma non lo sono. Neanche per i giudici.
Io non sono preoccupato per il caso Tortora, sono preoccupato che se un tizio mi denuncia penalmente io devo dimostrare di non essere colpevole. La presunzine di innocenza nei casi di reati penali NON sussiste in Italia. Questa la prassi giurisprudenziale documentata, nota e sottoscritta dalla giurisprudenza italiana.
Forse meglio vi informiate. Il pincipio è: se uno querela deve avere un omtivo serio, quindi chi è oggetto di querela è colpevole e deve discolparsi.
Nel penale per reati più gravi è anche peggio.
Questo rende le intercettazioni uno strumento arbitrario in mano a persone che possono non essere adamantine, come le denunce addomesticate di certi pentiti in cerca di sconti. Il caso Tortora è esemplare. Si dimentica che Andreotti ha affrontato 10 anni di processo per essere poi assolto?
Se le classifiche internazionali sulla nostra giustizia, e sopratutto del primo presidnete della corte di Cassazione, che non è certo un simpatizzante di Berlusconi, e dette in sedi ufficilai davati al capo dello stato, non vi preoccupano… ?
Quando deve preoccupare, solo se diventano casi personali?
La questione sollevata esiste perchè nessuno tutela il cittadino comune da un atteggiamento vessatorio, unilaterale, indecentemente lungo del processo.
Quando berlusconi apre bocca, per quanto di parte e antipatico (e forse pericoloso per la democrazia), si informa prima se le sue opnioni sono condivide dalla gente comune. In sostanza dice quel che ha consenso. Quindi anche se in principio sbagliate, sono affermazioni che gli garantiscono poi di non perdere le elezioni.
Tradotto: fa il politico. In senso moderno, ovvero in senso mediatico.
Quando Bersani farà lo stesso diventerà presidente del consiglio. E forse raddrizzerà queste storture.
Ma non basta essere "belli e buoni", occorre saper fare il proprio mestiere. O imparare a farlo, almeno.
La libertà di parola, questo NON si discute, fa proprio la differenza tra dittatura e democrazia.
Non è così semplice querelare per diffamazione, ti assicuro Stefano, perché se non ci sono seri e fondati motivi provabili si rischia la controdenuncia e sono cavoli amari.
"Henriette" è un omaggio alla tua figura internazionale e transnazionale. "Boh" si confonde con le esclamazioni colloquiali (ti confesso le prime volte ci ho messo un po a capire che era il tuo nick).
Henrietta Maria di Francia (XVII secolo), regina di Inghilterra Scozia e Irlanda, ascendente dell'attuale Juan Carlos di spagna, bisnonna di Luigi XVI, e regina combattente. Andava in guerra con le truppe. Donna anche di un certo fascino.
Henrietta è anche il tenero personaggio femminile ricercatire in un film degli anni '70 una commedia con Walter Mattau e Elen May. "E' ricca, la sposo, l'ammazzo". ;)
Il personaggio del film non ti rispecchia. Sei più "regina combattente" mi pare ;)
Puoi vendicarti chiamandomi "simpatico" rompiballe ? >3
Lo so. Immagino che gli accusatori di Tortora, mafiosi incalliti e plurimocidi, fossero preoccupatissimi di una controquerela da aggiungere ai loro ergastoli…
Mi sembra esista un problmea giustizia, connesso alla serietà delle persone singole che la applicano. Perchè la Forleo ha difeso un terrorsta? Perchè Andreotti risulta innocente dopo 10 anni? Perchè i giudici di Tortora non si sono preoccupati di… capire che un mafioso non è credibile quanto un noto e dignitosissimo personaggio televisivo?
Io resto preoccupato.
Credo che l'istruzione per tutti, Medicina Pubblica gestita efficientemente (tutti sappiamo come certe cose vanno nelle Strutture di stato), e una Giustizia in cui il cittadino non sia trattato come in una Rota Medioevale, siano tre nodi di civiltà, come la libertà di parola e il diritto del giornalista - e di ogni cittadino - di scrivere le proprie opinioni, anche sbagliate o di parte, su un giornale o su un blog.
Sono i 4-5 pilastri della società civile moderna—
Ma i Giudici si sentono intoccabili e fuori dal processo di equilibrio civile. E' giusto?
Berlusconi non si deve impicciare di queste cose, concordo. Ma noi cittadini non dobbiamo far finta che la Giustizia funzioni.
Rimando ancora alle preoccupazioni ufficiali del primo presidente della corte di cassazione, quindi non di parte.
Stefano, sull'Henriette, se la metti su quel piano, allora fai pure.
Rispetto alle querele, non tutti sono mafiori accusatori pluriomicidi, forse lo scordi. Ed essere querelati, a parte che è sempre un penale, che poi porta al civile per il risarcimento, non è uno scherzo. Bisogna avere l'avvocato, pronto e bravo e soprattutto incorruttibile: il che significa un sacco di soldi. Non tutti possono (e vogliono, c'è comunque un grande spreco di denaro energie e tempo).
Dico subito a mia discolpa che il sottoscritto non nutre molto interesse per i problemi politici italioti. Mi limito in genere a rifletterci su e a porre questioni su cui può essere interessante/costruttivo discutere a livello generale.
Vado quindi a commentare alcune vostre asserzioni.
Diego ha scritto: "ogni forma di censura, da parte d'un potere, è ammissione di debolezza;
è consapevolezza di non essere all'altezza del giudizio morale dei propri sostenitori,
quindi, non rimane che nascondere, costi quel che costi, le proprie manchevolezze, un pò come un padre di famiglia all'apparenza tutto d'un pezzo ha terrore che i figli lo vedano imbarcare un viados sul viale di periferia
l'immagine è fondamentale nella costruzione del consenso, e se l'immagine è brutta non rimane che proibire di mostrarla"
Come ho detto altrove citando Heinlein, l'immagine della nostrana classe politica non è altro che la proiezione del sogno della nostra classe media. Non vedo cosa ci sia nascondere in merito.
Il commento più frequente (e quello più intelligente) che ho sentito alle opere di Saviano e al recente film sul terremoto è stato "Non sono nulla di che. Sono cose che tutti sappiamo".
In tal senso, perdonami, la tua asserzione sul bisogno di nascondere non trova fondamento. Tutti sanno e tutti sappiamo come è la nostra classe politica, indifferentemente dallo schieramento pseudo ideologico, e tutti continuano a sostenerla, a destra o a sinistra poco importa.
Tutti gli italiani medi, mi si perdoni il francesismo, sognano ville, coca e puttane. Per questo votano Berlusconi o anche Marrazzo, e poi negano.
Tutte le 20enni vorrebbero essere la puttanella di un politico. Per questo votano Berlusconi o Marrazzo. (Mi perdoni Enrica per il francesismo secondo).
Enrica ha scritto: "Eppure non vedo questa enorme e forte opposizione da parte della sinistra istituzionale."
Non credi che sia palese che l'opposizione bipolare della classe politica sia una mera farsa? Il Gruppo Unicredit, che faceva capo ai fidi di Prodi e a Goldman&Sachs (di cui vicepresidente europeo era Draghi), fino a 4 anni fa aveva un solo diretto concorrente, il gruppo Capitalia, che era in mani ai fidi di Berlusconi. L'attuale gruppo Unicredit, che è tra i più grandi in Europa, è il risultato della fusione dei due gruppi, giunto al quasi totale monopolio bancario in Italia.
Diego ha poi asserito "politicamente, è assolutamente giusto che l'italia sia governata dalla destra, essendo le idee di destra, nelle varie forme, prevalenti".
Il mio pensiero in merito è molto semplice. L'attuale "prevalenza" di idee di destra si fonda sulla paura. Paura che è stata ad hoc gestita dai media, che hanno preparato prima delle ultime elezioni una apposita campagna terroristica volta a mettere in evidenza il problema degli stupri da parte di stranieri, i problemi dei rom e altri, volti a favorire la destra parlamentare, cattolica, e non a caso usci anche la polemica sui crocefissi a breve distanza.
Quegli stessi media che ora farneticano di libertà d'informazione.
Poco più avanti hai anche asserito: "gli scandali emersi riguardo sanità, teremoto, case regalate, fornitura di favori sessuali, li conosciamo grazie al lavoro dei giornalisti, sarebbe forse meglio non saperle, le cose?"
Quando ho avuto una libreria, notai che i libri polemici della Rizzoli, quelli a coperta monocolore, tra cui quelli di cosetto li, Travaglio, uscivano a circa una settimana dallo scandalo di cui trattavano. Davvero pensiamo che i media siano liberi? O forse dovremmo cominciare a capire che sono a tutti gli effetti un potere politico in mano a pochi?
I media liberi. Il giornalismo d'inchiesta. L'ordine dei giornalisti. La libertà d'informazione.
Voglio dirvi questo. Quanti di voi sanno che alcuni dei reparti dell'esercito in Afghanistan sono impegnati - letteralmente - in operazioni offensive, insomma in una guerra vera e propria, con costanti feriti rimpatriati e quant'altro? Quanti sanno che le nostre forze armate sono a vario titolo presenti in circa 82 paesi?
Solo alcuni esempi istituzionali. Se andiamo nell'ambito del privato, da stupri a omicidi, quanto passa in sordina? Quanto non viene scritto da quei media che inneggiano alla democrazia?
Non si può non chiedere - e questa non è retorica - a cosa sia giunta la nostra stampa. Ed è giunta ad un livello di stampa scandalistica da 4 soldi. Il giornalismo d'inchiesta non esiste più. Forse non è mai esistito. I media sono solo l'ennesima longa mano dei soliti 4 burattinai.
E soprattutto, sarebbe da chiedersi se la gente vuole veramente sapere cosa succede. E - parere mio - non lo vuole sapere, a meno che non sia toccata in prima persona. Perché in Italia, tutti guardano solo il proprio orticello. A nessuno tocca la violenza sulle donne, finché non è la propria figlia a rimetterci. Allo stesso modo, a nessuno tocca la finanziaria, se non è il proprio stipendio ad essere tagliato.
Il decreto sulle intercettazioni? è vero forse è una porcata. Ma almeno taglia una longa mano, quella che altro non è che mera stampa scandalistica, che comunque serve solo a fare ulteriori danni.
E poi, parliamoci chiaro: se il Presidente del Consiglio, indifferentemente da chi sia, può essere intercettato, allora il problema non è più di democrazia, ma di sicurezza dello stato: significa che tutti possono esserlo. Significa che i media hanno il potere di destabilizzare non la classe politica, ma il principio stesso dello Stato.