La passione nella ricerca (dei soldi)

boh, martedì 09 febbraio 2010 14:05:51

EinsteinSe vuoi essere uno di quei ricercatori prenteziosetti e inutili, che forse fanno anche carriera, ma che non lasciano il segno (che per un ricercatore è grave). La realtà è che la ricerca è lotta quotidiana per un finanziamento, collegamenti coi politici, con gli amministratori delegati, e la società, necessità di relazione, obbligo e desiderio di comunicazione scientifica, e di relazioni professionali qualificate. E' una lotta, una passione, e un sentimento.

Come vedremo, c'è molta passione, non sempre però chi ha la passione del ricercatore occupa le cattedre giuste. Viceversa, chi occupa le cattedre non è detto che ne abbia la stoffa.

Ecco qualcuno che dice cose serie sulla ricerca in Italia. The Catcher quando scrive di queste cose gioca in casa e vince.

Commenti dei lettori

  1. Stefano / The Catcher

    Grazie della citazione Enrica. E' un tema che non appassiona nessuno in Italia. Lo sai. Lo so. Infatti era solo un incipit per parlare del mestiere della ricerca che coinvolge me (te) e tante persone. Di cui molti hanno un idea "romantica" astratta. Finta.

    Il tema, chiedo scusa ai tuoi lettori, ma non appassiona anche per ignoranza strategica. Se ne ignora l'importanza come si ignorava negli anni '80 la relazione tra C02 e riscadamento globale, o qualche anno fa la pericolosità (anticipata più volte) dei subprimes.

    Oggi il mitico passaggio a nord-ovest - impraticabile causa i ghiacci subpolari - oggi è comodamente navigabile (sono scomparsi il 60% dei ghiacci pensa un po'), la crisi finanziaria causata dai subprimes ha inflitto pesanti perdite di posti di lavori. Qui. In Italia, il ricorso alla cassaintegrazione è + 311% al momento.

    Non si intende (e parlo agli Italiani, che i politici fanno SOLO quel che la gente ritiene importante) che la ricerca per l'economia è un punto chiave. La ricerca scientifica crea lavoro, quello spicciolo quotidiano. I cellulari e Internet da dove saltano fuori?
    Ma lo vogliamo capire - qui in Italia - solo a ghiacci sciolti, ovvero quando anche lo stato sarà costretto a licenziare i dipendenti pubblici? Perchè è il prossimo passo: non possiamo più ricorrere alla strategia di stampar denaro la Banca Centrale Europe non è sotto controllo nostro.

  2. Stefano / The Catcher

    Vedo che citi poi gli 80 milioni di Euro della Gelmini, non erogati, per pagare (quattro) ricercatori.
    Toglier quei già miserelli 80 milioni di euro per la ricerca universitaria (la Gelmini piange miseria, poveretta mi spezza il cuore) è semplicemente ridicolo. Harvard, università privata, da sola ha un budget annuale di 22 milioni di dollari. Ed è solo una delle 3000 università americane.

    La fermata della TAV di Milano Rho-Fiera - una normale stazioncina misera e triste con due binarietti, e quattro scale mobili - è costata 80 milioni di euro. Una misera variante di due km di un autostrada costa milioni di euro. E si dice non ci siano soldi?

    Si vede che Berlusconi non ci tiene proprio a diventare uomo di Stato. A lascdiare io segno nella storia (che per un politico è gravei).
    Lascia decidere della ricerca al suo portafoglio striminzito. Ed è una metafora. Propongo una colletta per questo povero Berlusconi. Ha le pezze al … retro dei pantaloni, diamogli una mano, me fa tenerezza. Un euro a testa…dai.

  3. Boh/Orientalia4All

    A me era piaciuto per la passione. La gente capisce, ma vuole campare in pace e questo è un problema più grande di loro, di noi, di tutti, dove decidono solo i politici. Se a una persona dici: o soldi alla ricerca, o soldi per l'assistenza sanitaria, tu che credi che scelga? I politici italiani mostrano che la ricerca è superflua, quindi se ci sono soldi che avanzano bene, altrimenti questa spesa è la prima che tagliano. E alla gente sta bene.

  4. Stefano / The Catcher

    Io penso che questi argomenti siano semplicemente percepiti come noiosi.
    Le persone associa la ricerca alla scuola. Al quella parte della vita un po' noiosa.
    Non si chiede come le nozioni siano finite nei libri però?

    L'altra cosa è che le persone ritengono che non c'entri con la loro vita.
    Il fatto è che se (ad es.) la vita si è allungata, lo si deve alla ricerca farmacologia, medica e diagnostica. Ad esempio.

    Il terzo punto è che si ritiene che "l'importante sono le cose concrete".
    Bene. I Cinesi hanno le fabbriche. Le nostre sono chiuse o trasferite dove manodopera costa meno.
    Che lavoro faremo? Tutti impiegati passacarte?

    In una società che non si fonda più sull'industria e sull'agricoltura, il lavoro viene dal saper fare cose di qualità, che non si possono fare in Cina. La qualità che si fa, la si copia? Ah no, quello lo fanno già i cinesi.
    Quindi….? Quindi bisogna inventarsela. Ogni giorno.
    Questa cosa E' il punto per cui la ricerca fa la differenza tra una economia che funziona e una che non funziona.

    Quando non ci sarà più lavoro per tutti che faremo?
    Torneremo nelle fabbriche? Io ho un titolo e un Curriculum, vado all'estero. Gli altri? Ci vanno loro a lavorare a 8 dollari al giorno, come un cinese?
    Restano disoccupati?

    La scelta non è nei politici. La scelta non c'è. C'è una sola strada. O si ferma il riscaldamento globale o si annega sotto le acque dei poli che si sciolgono, per usare una metafora.
    Analogamente o si fa ricerca, o l'ITALIA perderà posti di lavoro sempre di più.
    E annegherà per prima la classe media. Non i lavoratori, o i ricercatori.
    La classe che sposta più voti.

  5. diego b

    sì, il punto fondamentale è quello: la ricerca non è una roba inutile, ma è proprio l'ingrediente fondamentale perchè la società italiana non regredisca tutta

    se non ne è convinto chi governa, è finita

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