Durante i violenti scontri della provincia dello Xinjiang, abitata da una minoranza etnica uigura di religione islamica, il governo della Cina ha tagliato l'accesso a email e Web nella città di Urumqi. L'altro mese ha bloccato Google in tutta la provincia, con la scusa di diffondere la pornografia. Ora la notizia che anche Facebook è bloccato. In pratica, tutte le informazioni dall'estero sono filtrate o interrotte.
Qui in Italia sappiamo del disegno di legge sulle intercettazioni, noto come Decreto Alfano, che verrà approvato a settembre e indirettamente costringerebbe a una autocensura anche i blog. Ma le leggi contro il reato di diffamazione già ci sono, non c'è bisogno di promulgarne altre. E Gilioli porta un esempio pratico di cosa succederebbe se la legge fosse approvata.
Il punto è che un governo forte, con tendenze totalitarie e accentratrici, che sia di centro-destra come in Italia o di sinistra come in Cina, filtra l'informazione e la formazione (come scuole e università) secondo un'agenda prestabilita e funzionale allo status quo, per tagliare le gambe alla critica e scongiurare il pericolo della pluralità e dell'approfondimento dell'informazione. E' anche un segnale chiaro per chi osa criticare a voce alta e chiara, avvalendosi di tutti gli strumenti legali disponibili: stai attento ché ti posso multare, penalizzare, tappare la bocca.
Ed è proprio questo che non vogliamo.
Gli italiani devono essere liberi di ascoltare tante voci, di parlare e di criticare, di sapere, nel rispetto delle leggi esistenti e di rapporti civili e costruttivi per l'intera comunità. Specie sul blog, che è nato come organo democratico e relativamente accessibile a tutti e può essere, come è stato per esempio in Nepal, un grande strumento di controinformazione e, quindi, di pluralità e di democrazia.
Concordo con le idee, certo che paragonare il governo Italiano a quello Cinese mi pare un azzardo. Se parli male di Berlusconi in Italia vai in TV e pubblichi libri, se parli male del governo cinese ti fucilano.
Direi che ce n'è di differenza…
Detto questo concordo con te che il Decreto Alfano rappresenta una minaccia alla libertà di espressione delle proprie idee.
Mutatis mutandum, è questione di quantità. Aspettiamoci, se Belusconi venisse rieletto, cose ben peggiori del Decreto Alfano.
Il punto è la centralizzazione del potere e la libertà di informazione mutilata.
Non posso che condividere pienamente, come al solito.
Grazie. Ma certamente il decreto verrà cambiato.
Il fatto è che il decreto Alfano (che, poi, è un ddl…) non costituisce un bavaglio alla Rete.
E, francamente, non mi interessa se Gilioni la pensa diversamente. Preferisco ragionare coi miei strumenti e, in materia, penso di averne un po'.
Non è un bavaglio alla rete ma indirettamenbte può diventarlo. Gilioli o non Gilioli.