India Indepedence Day

boh, martedì 07 agosto 2007 01:44:16

GandhiIl 15 agosto l'India festeggia i suoi primi 60 anni di indipendenza dal Regno Unito.

Questo è l'eccellente articolo di fondo del Time. Ed ecco l'India dati alla mano: nel 1947 l'aspettativa di vita era di 32,1 anni, ora è di 68,5; se l'afabetizzazione nel 1947 era del 16%, ora è del 61,3%. Nel 2050 il PIL (o GDP) sarà inferiore a quello della Cina e degli USA ma nettamente superiore a quello del Giappone e della Germania.

Purtroppo non dicono che insieme alla crescita economica e il benessere sociale anche la criminalità è in netto aumento. Ma nessuno è perfetto.
(foto)

Commenti dei lettori

  1. taoistmovies.com (Iskandar)

    Buongiorno e buona estate!
    Cara Boh, mi hanno regalato il libro "L'impero di Cindia", che parla proprio della ascesa di Cina e India sui mercati globali, vista dal punto di vista piagnucolone degli italiani. Devo dire mi e' piaciuto abbastanza. Lo conosci? E' di Federico Rampini. Per me che ho solo studiato cose del passato un'immersione nel presente e probabile futuro e' stata illuminante. Specialmente vivendo in Giappone, da dove col tempo le percezioni del mondo cambiano sensibilmente…

  2. boh

    Ciao Iskandar, buongiorno:) In effetti tu scrivi prestino per noi..

    Ho letto delle recensioni, i miei amici indianisti e sinologi dicono che è un buon libro. Rampini è un ottimo giornalista, credo che abbia fatto un lavoro anche molto gradevole da leggere.

    Italiani piagnucoloni? Ahahah!:) Ma anche lui lo è? Perché dici piagnucoloni?

    (Sai che ho cominciato il giapponese?)

  3. stefigno

    è no…non scrivono mai tutto…ma solo quello che in realtà è "spesso bello da leggere" ,…lo hai detto tu nessuno è perfetto. ;-)

  4. boh

    eccetto noi stefigno, eccetto noi..:)

  5. AlbertoKndo

    A parer mio il progresso dell'india è un'ottimo esempio di come i paesi in via di sviluppo ormai hanno quasi raggiounto quelli industrializzati e la loro voce a livello globale comincia a prentere di essere ascoltata. Purtroppo però questa rapida crescita a portata all'allargarsi del divario sociale tra ricchi e poveri, tr agente che ha studiato e ha un futuro e gente che non c'è l'ha. Inoltre la specializzazione dell'india nelle nuove tecnologie sta avendo un'impatto disastroso in occidente. Con quello che le imprese pgano un cervello occidentale se ne prendono 3 in India altrewttanto efficenti e che lavoroano pure di più e non chiedono aumenti. Basta vedere il trend degli ultimi anni in Silicon Valley, e non solo le compagnie che hanno fatto grandi fusioni negli anni recenti hanno tagliato ancora più posti di lavoro nei loro uffici europei/americani per andare a trasferirli in asia (India, Singapore). Si può dire che è la rivincita dei paesi in via di sviluppo a lungo sfruttati dai colonizzatori occidentali, o che per raggiungere i loro obbiettivi economici spesso calpestano diritti umani, la loro stessa popolazione e i vicini più poveri. Si può dire molto ma è in discorso molto delicato e complesso che mi vede sotto certi aspetti anche coinvolto. Però per il momento atteniamoci al titolo del post senza dilagare troppo in altri discorsi, e rallegriamoci per il fatto che questo grande paese può oggi festeggiare 60 anni di libertà.

  6. AlbertoKndo

    scusa per gli innumerevoli typo, ma l'ho scritto di getto lasciandomi trasportare…

  7. boh

    AlbertoKndo, hai ragione, infatti Google ha tenuto il secondo Hackday proprio in India (dopo gli USA) e aziende come la Morgan Stanley (ne ho parlato qui, in http://orientalia4all.net/post/che-ce-dietro-a-montezemolo-de-bortoli-e-draghi-i-partee anche nella II parte) allargano l'organico proprio in India.

    Ma il problema della criminalità, dati inufficiali perché il Ministero degli Interni indiano non rende pubblici i dati dal 2002, non è fra chi ha e chi non ha ma soprattutto a livello domestico, di violenza domestica! Su donne in primis (donne violentate e donne violate o uccise, torturate o indotte al suicidio, ecc.), poi su vecchi e bambini.

    Il tragico è che l'India si sta avvicinando anche in questo ai nostri modelli di "sviluppo".
    E' una strada che abbiamo percorso anche noi, come prima di noi gli USA.

    Per i typo: ne facciamo tutti..:)

    ciao

  8. taoistmovies.com (Iskandar)

    "Piagnucoloni" perche' si ostinano a vedere nel boom cinese e indiano delle minacce all'economia, quando invece pare che il tutto sarebbe solo una grande opportunta' da qui a dieci anni! Del resto non esiste un'economia cristallizzata che offra solo sicurezze… Gli equilibri mondiali sono mobili e vanno interpretati e affrontati. Cosa che pare non sappiano fare i piccoli e grandi imprenditori italiani. Che piangono, piangono, minacciano, si chiudono a riccio, falliscono e non potranno piu' fornire scarpe di lusso e buone automobili alle centinaia di milioni di cinesi che prossimamente vorranno merce italiana.

    Complimenti col giapponese! Forza che e' divertente!

  9. boh

    Iskandar, hai perfettamente ragione. Niente è permanente e bisogna vedere nel cambiamento non solo una minaccia, ma un'opportunità.

    Pensa che già qui a MI vedo famigliole di indiani in visita e coppie in viaggio di nozze!
    E la moda italiana sarà esportata anche lì, come lo è in Giappone, come da anni cercano di far entrare in India la danza, l'opera e così via.

    Hai ragionissima..:)
    Solo che fino ad ora la situazione era comoda, poi dovranno fare i conti anche con altre superpotenze e magari spartire la torta. Non è facile fare posto agli altri.
    Il giapponese divertente? Veramente è difficile…

  10. hermansji

    io non ho capito una cosa delle statistiche … essenzialmente perché non si pubblica mai la percentuale di errore della medesima statistica … infondo la statistica è sviluppata con una certa approssimazione … ecco … magari sarebbe interessante sapere a quanto ammonta… l'errore
    .:.

  11. taoistmovies.com (Iskandar)

    E' difficile eh? Il punto e' imparare la lingua creandosi da subito occasioni di "controllo" e divertimento!

    Impara (giocando) i due sillabari Hiragana e Katakana.
    Poi da una lista di parole giapponesi scrivi mille volte queste parole in sillabe:
    Kimono きもの, Katana かたな, Geisha げいしゃ
    Baito バイト, Italia イタリア, macchina fotografica カメラ, ecc…

    Prendi dimestichezza con la scrittura semplice in sillabe e la lettura.

    Poi passa (o magari comincia da) ~l libro "Grammatica di giapponese moderno" della compianta Yoko Kubota (Ed. Ca' Foscari) e li' c'e' tutto: pattern grammaticali da decriptare e ripetere con frasi e parole della tua vita.

    La frase "Perche Suzuki e' andato a Milano?" tu la DEVI convertire di tuo in frasi che ti riguardano, tipo: "Perche' Iskandar e' andato in Giappone?

    Dopo qualche mese di puro divertimento sei pronta per aprire bocca davanti a un giapponese. Se verrai in Giappone il resto avverra' da se' perche' il Giappone e' il Paese piu' multimediale del mondo: scritte e frasine, annunci e led luminosi ovunque che garantiscono anche ai Giapponesi il giusto bombardamento per mantenere viva la loro stessa lingua!

    がんばってください。

    (Traduci!) ^_^

    Iskandar

    PS
    Per noi italiani la gramatica giapponese e' facilissima!
    Un po' meno il sistema di scrittra ma non e' impossibile! Anzi!

  12. boh

    Iskandar, mi porterò le cuffie in treno..:(
    Ho un programma interattivo dove ripeti le cose e le senti dire da un giapponese.
    Però non dirmelo che è facile, solo che mi attrae moltissimo poter dire qualcosa ai miei (futuri) anfitrioni.

    Farò anche come dici tu. Mi pare una buona cosa.
    Devo però mettermi in testa di dedicare, non so, due mattine o pomeriggi fissi a questo. Almeno un paio di ore alla volta. Tu che dici?

  13. taoistmovies.com (Iskandar)

    Ottima idea!
    Io che pero' non sono mai stato un otimio "studioso" avevo il metodo "guarda muto il muto". Cioe', mi portavo il llibro o ua fotocopia di cio che volevo interiorizzare al lavoro, in treno, in ogni micro momento libero e osservavo, guardavo la frase, la spiegazione, la figura senza pretendere nulla da me o da essa. Dopo mesi di osservazione ho scoperto di aver appunto interiorizzato la nozione.

    Col giapponese capita molto spesso che non si sappia leggere un ideogramma (da qui il fastidioso mutismo) ma una volta che hai fatto conoscenza, afferrato il significato (dal contesto) e assorbito un elemento, anche se nel tuo cervello gli assegni un grosso punto interrogativo, un giorno (per la magia della coerenza interna delle lingue) potrai sistemare quella struttura, quell'ideogramma, quella nozione culturale e essa brillera' per sempre.

    IO comunque non assegnerei un paio d'ore o un paio di giorni, ecc ecc. Lo studio di una lingua pretende grosse immersioni, grossi periodo di riposo, a seconda di chi la studia. La lingua e' roba viva e ti si muove dentro. Tu comincia e vedi la lingua stessa quanto vuole essere studiata e come!

    E poi IMITA IMITA! Se ti capita un film o un MP3, ripeti a alta voce anche senza capire! IMITA! Sapessi quanto fissa e fissera' le nozioni che presto entreranno in circolo!

  14. boh

    Hai ragionissima sulla lingua che si fissa da sé e sull'imitazione, che forse è la cosa più importante per imparare le lingue.:)

    Lo farò, metterò da parte la mia solita diffidena per l'imitazione e lo farò. Lo devo fare..
    E poi film, musica specialmente (per me) ecc. Ma non subito altrimenti fuggo! Devo farmi piacere la cosa.