Non so se questa striscia che ho messo ieri nel mio tumblr sia una risposta valida al bellissimo post sulla mancanza di tempo dei blogger di Giuseppe, ma ora che sono costretta all'immobilità, e quindi ho molto più tempo, mi rendo conto che c'è gente che blogg a (anche in tripla o quadrupla copia), Tumblr a (anche in gruppi chiusi), Twitter a, Jaiku a, Del.icio.us a, Flickr a, Facebook a, Second Life a, Linkedin a (vi piacciono i verbi fatti così?) e varie ed eventuali tutto il santo giorno. E quando dico tutto il santo giorno intendo che la trovo già bella attiva quando accendo il computer, mai prima delle 10, e la loro attività continua imperterrita e senza interruzione fino a quando lo spengo, questo periodo spesso dopo le 11 di notte. E forse continua, chi sa.
Prima non me ne ero mai resa conto, non seguivo per niente le vicende degli altri blogger, le mode, le conversazioni, non conoscevo la maggior parte dei blogger più conosciuti e non usavo neanche un aggregatore (che ho fatto pochi giorni fa e spesso mi scordo di leggere).
E nel tempo dedicato dei blogger non scordiamoci dei BarCamp, delle cene, delle birre, tutte cose più o meno istituzionali, e delle varie altre attività comuni riservate a pochi selezionati blogger d'élite. Quelle poi sono cose che molti fanno i chilometri, prendono treni e aerei per andarci, per esserci e, perché no, farsi riprendere dalle varie TV e dai fotografi della rete e magari accattare qualche link.
Il punto essenziale infatti è esserci per farsi vedere e, lo ribadisco, per prendere link e stare nei primi posti delle classifiche, o diciamo meglio in BlogBabel che, si sa, non interessa proprio nessuno ma non solo ogni due per tre se ne parla, e non solo quasi 13.000 blogger ci vogliono essere, ma ogni giorno ci sono richieste per entrare. E anche se non passa giorno che non venga vituperata e svilita, sminuita, non passa pure giorno che non ci sia chi si strappa i capelli e si straccia le vesti se il suo blog perde molte posizioni (cosa che, peraltro, ho provato con fastidio anch'io, specie per l'ingiusta punizione di Google).
Il punto è che bloggare è un'attività sociale, non è un attività in solitario, lo dicevo anche a Tatiana Bazzichelli, la giornalista di Internet Magazine, e più sei presente e più diventi in qualche modo autorevole, o se non altro riconosciuto.
E allora diventa come una droga: ti prende la smania di essere visto, di avere la tua corte (quanti ne vedo così!), di essere ascoltato, di contare qualcosa, tu che magari stai in una cittadina di provincia, non hai mai pubblicato prima d'allora e la tua firma l'hai messa solo nei biglietti di auguri collettivi fra colleghi (sapete, quelli quando si fa la colletta per comprare il regalo per nascite, matrimoni e pensionamenti), magari qualche giornalista importante dice oh quanto sei bravo e riesci a spuntare 3000 caratteri con gli spazi, e poi magari ti allarghi troppo e pensi di poter dire la tua su tutto, anche su quello di cui non ci capisci un accidenti: ma comunque qualcuno ti riconoscerà, sarai invitato a eventi sociali, presentazioni e aperitivi, se proprio sei furbo riuscirai a farti i tuoi ammiratori, a conquistare magari qualche passaggio alla RAI, a pubblicare un libro (ché ora un libro non si nega a nessuno), o sei hai delle vere qualità a cambiare lavoro e diventare davvero qualcuno.
Quindi Giuseppe ha ragione, come fa il blogger normale (quello che esce, sta fuori, lavora, magari ha una famiglia o una persona importante di cui prendersi cura, anche un cane o un gatto, o anche se non ha nessuno) a trovare il tempo per tutto? Dove trova il tempo libero?
Il fatto che non è tempo libero, il fatto è che per molti blogger questa attività è un investimento.
Perché? Come è possibile? Io azzardo delle risposte.
1) Prima di tutto molti non hanno una vita, e anche se ce l'hanno fanno di tutto per affossarla, per sfuggirle, per sfuggire ai rapporti "veri", per essere sempre impegnati davanti a uno schermo. Per negarla, per farsela brutta, magari per avere una scusa per fuggire. Ci hai pensato Giuseppe? Questo è come chi sta 10 ore o più in ufficio: è provato che non produce di più o meglio, ma almeno non deve tornare a casa presto e affrontarla vuota, o con familiari con i quali non vuole avere rapporti. E se li ha, dopo 12 ore fuori casa (fra spostamenti e tutto), è così stufo e irritabile che ha una buonissima scusa per non avere alcuna disponibilità verso l'altra persona. Essere stanchi morti è un'ottima scusa per non avere rapporti.
Beh, davanti allo schermo uguale: ci sembra di avere rapporti, si hanno anche, certo, ma oggi quando mi sono fermata un po' ansimante e un signore si è avvicinato chiedendomi che avessi, poi è venuto il suo cane, e poi abbiamo chiacchierato 10 minuti al sole, sorridendo, beh, mi ha dato un senso di umanità e di calore che tutto il giorno dietro questo schermo, anche con amici, proprio non può sostituire. E' la fisicità che manca, è lo sguardo, la bocca, i capelli, l'odore.
Quindi, prima di tutto il blogger non ha tempo perché spesso non vuole avere tempo, non vuole darsi tempo perché non vuole avere una vita vera: tempo per le relazioni umane vive e tempo per altre cose di secondaria o nulla importanza quali una casa, un animale, una pianta, una vacanza, l'azione sociale per un'idea valida, un buon libro, uno sport, una gita fuoriporta, una passeggiata calma al sole, magari chiacchierando. Tutte sciocchezze, in confronto alla smania di farsi vedere o di evadere, le due grandi ragioni del blogger compulsivo (farsi vedere come se esistessimo solo se siamo visti e riconosciuti).
Ne parlavo anche l'altro giorno: anche per me, come per Giuseppe, fare la spesa è diventato un momento di relax, anzi, un lusso: quando posso fermarmi e scegliere anche al supermercato, magari senza la lista, mi sembra di aver fatto qualcosa di buono per me stessa e di essermi coccolata un po'. Sono due ore per me. Come quando siedo su di una panchina o entro in una chiesa a meditare, o vado dal parrucchiere.
2) C'è un'altra ragione importante che spiega l'attività sfrenata, ossessiva e un po' patetica di chi sta sempre al computer, del blogger superimpegnato: i sogni. Dietro lo schermo si sogna meglio che dal vivo, perché incontrare gente al computer è più facile che incontrare gli altri di persona, si immaginano meglio, se uno vuole spegne il computer o cambia schermo e cambia programma, saltabeccando da un social network a un blog e una chat, e ridiventa preda del proprio piccolo, dispotico animo del bloggatore totalitario.
3) L'altra ragione del blogger sono i sogni globali: sogna di cambiare lavoro, di fare l'upgrade della propria vita. Leggo sempre più in giro di gente scontenta, di gente che vuole andare via dall'Italia, gente che non si sente valorizzata e che non ha sbocchi professionali, che pensa di essere brava e di avere un lavoro molto al di sotto della sue possibilità. Vede dei blogger che sono riusciti a cambiare lavoro e dice: perché non io? Se l'ha potuto fare lui/lei, lo posso fare anche io!
Penso che il blog sia un grande deposito di sogni: sogni di una vita diversa, migliore, più realizzata. Una vita più felice: che sia costruita giorno per giorno o che sia solo immaginata non importa, il blog accarezza le speranze e le illusioni. Sostiene le speranze di libertà nei paesi dove talvolta la libertà è un optional, come è successo a Fouad, e accarezza le illusioni di migliorare la qualità della propria vita in questa Italia dove tutti viviamo un po' peggio di prima, dove le speranze di un futuro migliore ce ne sono assai poche e l'idea che all'estero si stia meglio è una realtà, ad ascoltare racconti dei tantissimi che sono partiti e che non pensano minimamente a ritornare. E ho in mente i tanti ottimi collaboratori di Stacktrace che stanno all'estero o stanno per andarsene, a partire da Antonio Cangiano (l'Editor-in-chief) che da anni se ne sta bello bello in Canada e da lì non lo sposta più nessuno.
Ecco, i blogger non hanno tempo perché spesso e volentieri non vogliono averlo per esserci e per contare, per fuggire dalla realtà circostante, per migliorare la loro vita e per partire dall'Italia. E si fanno in quattro, e pure in otto, di tempo ne hanno assai poco ma quel poco lo impiegano per costruire un sogno: avere un futuro migliore. In fondo, sempre meglio bloggare che tentare la sorte con una valigia e niente in tasca, come gli emigranti di un secolo fa.
Davvero un gran bel post Enrica. Davvero bello
Azz, ma ti autolinki (io i verbi li faccio così :P) da morire nel Tumblr. Nooo, da te non me lo aspettavo. :|
Beh, mi pare realistico! E poi ci siete voi, i campioni!:)
Grazie però:)
Lore, ho messo la striscia del Tumblr e non potevo postare, che faccio non la linko? E' stupenda, l'ho presa (e linkata) da altri, volevo dire esattamente quello: che molti non hanno una vita.
Che faccio la lascio? La descrivo? La faccio intuire? Dimmelo..:)
Splendido post, tesora.
Tu sai che in questi giorni ho tanto tempo per sognare…:)
Anzi, sogno moltissimo!
Ma sogno anche quando leggo i tuoi post, li leggo apposta:)
E di tutte quelle normalissime persone che hanno vita + blog + enorme fiatone (-> i veri Bionici) non ne parliamo? :-D
Ciauz
Sara, come noi dici?:)
Una bella riflesssione, ben articolata su tre punti largamente condisibili.
Dato che ormai sono il tuo correttore di bozze semi-ufficiale, ti segnalo un "non" di troppo nel penultimo paragrafo: dovrebbe diventare "…che da anni se ne sta bello bello in Canada e da lì non lo sposta nessuno."
Gilgamesh, grazie! Corretto:)
Grazie ancora!
Come va il vostro libro?
L'ultimo commento che ho lasciato qui lo hai pubblicato modificato perche' c'era un link "innocuo" ad una pagina di tiscali che hai frainteso, quindi non ci provo nemmeno a mettere il link, al tuo tumblr, dove ti auto-citi, e al tweet dove segnali questo post.
Probabilmente non l'ho capito io, forse e' solo il mio (cattivo) umore, o forse tutta questa tua presa di distanze da un certo modo di bloggare compulsivamente non ci sta e basta.
Veramente lo sto difendendo!:) E mi stupisco che non si sia capito.
So bene che per molti essere al mondo è essere nella BB, e che molti sperano di trovare una sistemazione migliore nella vita.
So che molti sognano (e sogno pure io, anche se non mi è chiaro cosa).
E poi non c'è bisogno di mettere il link al tumblr, l'ho già messo io! Nonchè al twitter, dato che l'ho segnalato io (come, peraltro, fanno tutti). Aspetta che lo faccio anche su Facebook:)
Ah markingegno, guarda che se avessi tempo e voglia farei il giro anche io di tutto. Compulsivamewnte dalle 6 (dico le 6) di mattina a notte fonda non so, ho dei limiti fisici, ma forse lo farei sempre e tutti i giorni. Più cene, barcamp, aperitivi e quant'altro.
Ma sto finendo (e davvero finendo) l'editing di un libro e così faccio un po' anche altro, anche se questi giorni sono molto stanca di tutto e tutti. Sarà la primavera..
ciao ciao:)
@Enrica :) Mica mi riferivo alla striscia. Mi riferivo al Tumblr. Ho dato uno sguardo ed ho visto che solo negli ultimi 2 giorni ti sei autolinkata 3 volte. Pensavo che solo Catepol potesse arrivare a tanto. :P
Ti posso linkare spudoratamente IO che non so neanche cosa significa essere su Tumblr, non oso neanche avvicinarmi a BlogBabel perchè ho paura che i signorotti e le signorotte blogganti si incazzino e inizino a sputare veleno. Io che scrivo senza avere commenti, che mi sono beccata pure una cazziata da parte di uno che ho mazzolato, che minni frico di diventare qualcuno e di sparare cavolate di cui so poco e niente. Già spesso mi tocca farlo per lavoro, figurati se dovessi farlo pure sul blog.
Cmq ti quoto in toto: la comunità dei blogger in Italia è una comunità chiusa e nessuno fa nulla affinchè altri soggetti possano entrare. Hanno, secondo me, la tentazione di diventare una casta simile a quella dei giornalista… per la cronaca, ci stanno riuscendo strabene!
Tanto vale 1 cara Lore, non preoccuparti. E se mi linko 3 volte è perché ho postato 3 volte.
Se vedi su Tumblr tutti si autolinkano diverse volte, ogni volta che postano.
Anzi, c'è chi usa il Tumblr SOLO per postare sé stesso: e allora? fa peccato?
;)
MademoiselleAnne, in effetti sì, stanno diventando una casta: ecco perché mi piace segnalare ogni tanto qualcuno secondo me bravo e sconosciuto, e dire perché e per come, e mi piace quando mi dicono "grazie, sono passato da x accessi a x+1".
Per dare la possibilità a tutti. Anche se nessuno lo ha fatto con me!, anzi, un blogger che sta in cima in cima lassù aveva la bella abitudine di citare quello che dicevo senza però citarmi né linkarmi. Gliel'ho detto e ora mi odia a morte, quando mi vede neanche mi saluta!;)
Anche io sparo su chi la fa grossa, in politica in cultura o nella piccola blogosfera, ma evito di parlare di cose di cui non so assolutamente niente o non capisco niente. Ma ognuno è libero, se ti va di parlare anche della terra quadrata, perché no?
Come vedi anche io mi becco mazzolate, e allora? fa parte della libera discussione democratica. E poi c'è gente alla quale piace rompere, proprio per natura o perché non ha niente da fare o perché è invidiosa: embè, facessero pure..
:)
Insomma, continua a scrivere se ti piace di quello che ti piace..
No Enrica, ti prego… Sei una delle mie blogger preferite, almeno tu, non mi tirare fuori la storia del "lo fanno tutti" perché non si addice ad un blog di qualità come il tuo, ed è evidente che non è neanche lontanamente un buon motivo. Scrivi benissimo e gli argomenti sono sempre molto interessanti, non hai bisogno di autoreferenziarti. Gli apprezzamenti sotto forma di trackback (o pingback? li confondo sempre :P) sicuramente arrivano in quantità già da soli.
p.s. sono un uomo, quindi semmai "caro Lore" (permalosetto eh) :D
Ti ho solo detto che sul Tumblr posto molte cose, e commento molti post, e metto anche i titoli dei miei post. Non è autoreferenziarsi, è far sapere agli altri. Cosa un po' diversa.
E non lo fanno tutti, come ho già detto c'è chi usa il Tumblr solo ed esclusivamente per postare i post dei propri blog.
Ma tu dove vuoi arrivare? Che è peccato? Che non si fa? Che io non lo dovrei fare? A cosa, precisamente? Non mi è chiaro..
Ciao caro Lore:)
enrica il tuo post è veramente molto bello …ma perchè il discorso deve poi sempre viaggiare sui binari delle classifiche e deilinkaggi su tumblr?
(lo chiedo ai commentatori, non me ne abbiate)
cioè io discuterei e converserei del discorso dei sogni qui
:-)
ho scritto da giuseppe che molto dipende dal tempo sicuramente (io son la prima ad essere prolifica quando sto per tanto tempo al computer, ma ci sto perchè faccio altro non perchè non ho altro da fare)
ma molto dipende anche dall'uso che se ne fa dello strumento.
Purtroppo il voler apparire è diventato di gran moda tra i blogger.
Ne abbiamo discusso milioni di volte no?
Mi piace l'ultima parte del post. Questo volevo scrivere.
ciao Catepol, sarà telepatia ma giuro che ti stavo pensando! (E non è che ti pensi spesso, non me ne volere néh..:))
Infatti tutti tutti abbiamo dei sogni: e che uno/una si dia da fare per realizzare i propri sogni attraverso un blog, perché no? In fondo non è che in Italia sia facilissimo aver un lavoro soddisfacente..
Però tutti mettono l'accento su ciò divide e non ciò che unisce, anche in questo post. Mah. Vedo in giro tanta voglia di litigare e tanto menefreghismo (umano)…
Cmq grazie, sei carina:) I sogni sono proprio quello di cui volevo parlare, i sogni dei blogger italici. Ciao ciao:)
Non voglio arrivare da nessuna parte. Semplicemente mi è scappato quel commento perché mi fa una brutta impressione vedere l'autolinkaggio, non penso che il Tumblr serva a quello. Questo ovviamente IMHO, per fortuna ciascuno può utilizzare questi strumenti come meglio crede.
Ma per il discorso della voglia di litigare ti riferisci a me? Eh spero di no. Il mio era solo un "nooo" di stupore, uno di quei "nooo" che ti scappano quando qualcuno fa qualcosa che non ti aspetti.
L'autolinkaggio serve a dire: ragazzi, ho postato questo.
Ma i tui commenti c'entrano col post e l'attività compulsiva di alcuni blogger? Tutto, sempre, su tutto, ogni giorno, per tutto il giorno? O c'entra con l'argomento del desiderio di migliorare la propria condizione tramite il blog?
A me sembra che tu sia molto off topic e che la tua insistenza sul fatto che linko sul mio tumblr, come se facessi spam, sia abbastanza provocatoria: ma se invece è solo perché dici "nooo" e sei così attento a me, se faccio qualcosa che tu non ti aspetti, allora ti chiedo venia.
Ora farò solo quello che ti aspetti, contento?
Ti dico subito: aspettati che il mio prossimo post io lo linki nel mio tumblr.:)
Ciao ciao
Ti chiedo scusa, Enrica, questa volta ho frainteso io.
Uno pari, palla al centro.
La prossima volta andra' sicuramente meglio.
Beh, peggio di cosi'…
:)
Non importa, figurati!
ciao ciao
effettivamente il bog e gli ammennicoli vari mangiano parecchio tempo.
essì antonio, una marea…
Se non lo fai pe run fine specifico, e soprattutto se non ti diverti, allora è meglio che rinunci:)
Ai tuoi occhi è provocatoria, ma io non intendo esserlo. Mi dispiace che ti sia stizzita perché ho lasciato la mia impressione, che evidentemente non collima con la tua e viene fraintesa. Mi dispiace che tu non ti sia accorta che in fondo era un commento affettuoso.
ma no figurati, capisco bene che dici le cose perché hai detto "nooo" e che comunque fai tutto con affetto e con sincero spirito di discussione.
Buona notte:)
Bel post, grazie per condividere queste riflessioni. Capisco poco del tema link e autolink plurimi e della relativa morale, ma per me "dire la tua su tutto, anche su quello di cui non ci capisci un accidenti" è essenziale! Quando parlo di quello su cui capisco sono incomprensibile :-)
Postare è un buon esercizio per la mente. Aprire la mente aiuta a sognare . Se lo sforzo quotidiano di produrre qualche frase ha come obiettivo il ranking del proprio blog allora c'è da preoccuparsi.
Meglio scrivere quando si ha qualche cosa da dire.
L'autoreferenzialità dei blogger, soprattutto dei cosiddetti opinion maker, rischia davvero di limitare il potenziale della blogosfera. Credo molto, personalmente, in questo potenziale, anche se non ho idea di cosa sia tumblr, non so come si acceda a blog babel e molte altre varianti sul tema mi sono ignote. Ma la presunta gratuità degli scambi in orizzontale nella rete, poi, spesso, viene monetizzata con citazioni reciproche. Fa parte, probabilmente, del narcisimo tipicamente italico, ma, appunto, è un limite. Le blog roll ne sono un indicatore importante, anche se sono organizzate in buona fede da quasi tutti. Non è semplice uscirne, perchè il processo è legato a ciò che sta fuori dalla rete, ovvero i meccanismi mediatici tradizionali, quali il consenso, la presenza e l'apparenza, prima che i contenuti.
Condivido la tua analisi, che spiega bene il fenomeno della proiezione del sè in una dimensione asettica, atemporale e, soprattutto, tutto sommato, poco rischiosa.
Il sogno si riduce spesso, però, a un semplice velo, atto più a nascondere che a mostrare.
Eccomi qui… Ringrazio Enrica per aver colto lo spunto e le chiedo scusa se rispondo con così tanto ritardo. Ho letto con attenzione post e commenti ed ovviamente avrei tante risposte. Però non le scrivo. Perché? Perché sono quasi le 3 e mezza di notte: anche oggi, finita la lunga giornata di lavoro, ho rubato ore di sonno per leggere gli spunti dei blogger italiani, amici e non. Avrei mille cose da rebloggare, citare, linkare… E come faccio? Stavolta vado a sognare ad occhi chiusi.
ottimi spunti orient. e mi sembra che questa discussione si stia facendo spazio. da continuare
Bubbo Bubboni, fai bene e non sei il solo!:)
alessandro, infatti! Buona giornata:)
miglia, non devi preoccuparti di come si accede a BlogBabel perché ci sei da tempo:)
Il sogno certo, talvolta copre più che svela: ma tramite questo sogno molti che non erano nessuno sono diventati qualcuno. Un ottimo lavoro, intendo.
Se poi siano qualcuno dentro, non importa: dico che tramite il blog, e la socialità legata al blog, hanno ottenuto dei posti di tutti rispetto. E sono soddisfatti.
ex-xxcz: in effetti ci sono tante cose da dire ma i miei pensieri sono stati evocati dal tuo post: quindi, grazie.
E in effetti le 3 e mezzo di notte è un po' tardi per stare al computer, io a quell'ora di solito dormo amolto profondamente.:)
fede mello, puoi continuare la discussione anche tu..:)
Mi hai offerto una visione della blogosfera a cui non avevo mai pensato. Forse perchè il mio lavoro( so di essere fortunato ) mi piace e mi soddisfa o forse perchè l'ipotetico upgrade alla mia vita è decisamente lontano da quello che descrivi ( io vorrei montagna, lavoro manuale e natura ). In ogni caso scrivo ogni giorno ( ho aperto un blog sostanzialmente perchè avevo voglia di scrivere ) e, con cadenza settimanale, vado a spulciare blogbabel, questo senza vergognarmene come fingono di fare molti della top 100. Vorrei dire altre cose ma ho messo 6 parentesi in 7 righe e la vergogna mi fa chiudere qui :)
andrea, mi sa che il tuo è un gran bel blog perché scrivi, a mio parere, molto meglio di tanti che si danno un sacco di arie:)
ma che lavoro fai?
Ho scritto e cancellato già 4 volte questo commento.
Solitamente, per il mio modo di fare, significa che ho appena letto un post che mi fa pensare. Su cui non so bene se essere o meno d'accordo (come se poi questo fosse sempre e necessariamente il punto centrale di un discorso).
Mi fa pensare, perchè leggere quello che più o meno era il mio parere me lo fa apparire molto più chiaro e al tempo stesso meno ovvio.
Mi riferisco in particolare alla dimensione del tempo. Se è logico che il tempo passato in rete sia necessariamente e inevitabilmente sottratto a un'altra attività, vorrei riuscire a non pensare che lquesta attività sia quella del calore, del tatto e della verità. Però non so se ci riesco.
(mi riferisco naturalmente, come mi pare fai tu, a situazioni "estreme")
che piacere rivederti Vale! per me è così, ma sono certa che per te la situazione è molto diversa.. Sì, per me è una situazione estrema, in questo momento.
Ciao:)
Grazie, detto da te fa molto piacere. Lavoro nel tessile, per la precisione organizzo processi produttivi per accessorio maschile ma detto così è molto noioso. Mi piace far incastrare i tempi con le cose e le persone, tipo tetris.
Sai una cosa leggevo dei bloggers e ricordavo dei chatters, (irc) li si che si presentano sotto altre forme, con l'idea di presentarsi migliori, più alti più belli più fichi, noi di msn ne conoscevamo uno che aveva persino modificato la sua foto. Ma sono molto d'accordo sul fatto che ci siano blogger molto autoreferenziali scrivo tanto linko 1000 persone e quindi ho molte visite. Per me non è un lavoro io un lavoro che amo ce l'ho già e se decidessi domani di lasciarlo ne avrei almeno altri 3 da fare che amerei con la stessa intensità, ho una bella famiglia, sono una persona felice (nonostante qui italia) si cerchi di farci stare tutti col mento sotto le scarpe) sarà per quello che me ne frego della classifica?
andrea, mi pare un lavoro di grande responsabilità! :)
Luca, si vede dl tuo blog che hai un bel lavoro e una bella famiglia, complimenti!
Non so che dire…sono approdato qui perchè qualcuno mi ha linkato da qualche parte….. non sono pratico di blogsfera e rete, ma un saluto te/ve lo lascio lo stesso.
giulio
ciao Giulio, non so chi ti abbia linkato ma benvenuto.
Anche io, anzi noi, ti salutiamo! :)
ciao
Salve.
Sono fondametalmente d´accordo con miglia.
Aggiungo una piccola riflessione.
"tramite questo sogno molti che non erano nessuno sono diventati qualcuno"
Personalmente non condivido questa impostazione. Implica necessariamente un affidare al giudizio di terzi non solo il nostro lavoro ma la nostra realizzazione, il nostro essere.
Cosa significa diventare qualcuno? Che noi valiamo in quanto un gruppo ristretto di umani fallibili ci danno valore? il valore "istantaneo" come giudizio é sempre relativo , parziale e spesso fallace.
Se Einstein avesse pubblicato la teoria della relativitá senza i trucchetti del blog-marketing su un blog semisconosciuto non avrebbe ottenuto "subito" il riconoscimento che gli spettava, ma proprio perche lui non cercava "compulsivamente" questo riconoscimento e anzi se ne fregava di chi lo giudicava male, ma era fondamentalmente interessato a investigare la "natura delle cose" e sapeva di avere ragione, tale riconoscimento sarebbe comunque venuto, piú tardi ma necessariamente e in forma universale e assoluta.
Vorrei solamente spostare l´attenzione sulla qualitá in se e non sul riconoscimento in se. Guardiamo ai grandi modelli del passato e del presente che sono tali perche il tempo ha dato loro ragione e hanno fatto della pazienza la loro virtú.
Non tutti ebbero gloria in vita, é vero, ma alcuni si.
Buona fortuna a tutti i blogger di qualitá.
Alex
Voglio dire che l'animo umano è ovunque uguale, anche quello dei blogger: è vanitoso.
E vuole essere visto e conosciuto.
Ciao ciao:)