Stamattina ho letto il post di qualcuno che mi legge regolarmente da 4 anni, che si è finto amico quando gli conveniva e che ha scritto il giorno dopo di me una cosa che ho scritto io, para para, come se fosse il primo.
Così ho pensato che il popolo italiano dei blogger ha delle dinamiche tipiche di un branco di animali selvatici.
Quando punta un blog o un Tumblr che gli piace, lo punta sempre lo cita sempre e lo linka sempre: per 4-5 mesi, max 6, il tempo in cui dura l'attrazione sessuale
quando trova qualcos'altro che tira di più, molla di colpo e si tuffa sul prossimo giocattolo:
ergo, ha bisogno di amoreggiare periodicamente con qualcuno di nuovo
se va addosso a un altro blogger, magari perché è stato gentilmente rifiutato a calci in culo (come è successo con BlogBabel), allora in massa i compagnucci attaccano:
perché ha bisogno di sangue fresco, di prendersela con qualcuno, di sfogarsi
se un blogger copia senza citare è uno scorretto
se un giornalista copia senza citare è comunque un giornalista e gli si dà credito:
nonostante l'amore sbandierato per Internet, il blogger tipico soffre di malcelato senso di inferiorità verso la carta stampata. Infatti cerca sempre e a tutti i costi di pubblicare un libro vero, fosse anche fuffa fuffa fuffa.
Soffre di delirio di onnipotenza (Lia, ho in mente almeno 4-5 nomi papabili! sentiamoci;)) ma si sente inferiore.
Ora che ci penso, questo è anche il comportamento di chi è affetto da disturbo narcisistico di personalità. Possibile che il blogger classico, il blogger tipico, sia in realtà un animale narcisista cronico?
Enrica ho giusto trovato un blog qualche giorno fa che parlava proprio di questo
Vedi se ti può interessare….
Luca, grazie! (potresti rispettare le mie regole anche tu?)
Ops scusa non avevo letto le regole :) Vabbè spero che l'url comunque ti sia arrivato perchè mi sembrava in tema con il tuo post…
sì grazie, sei carino
Bentornata.
Il post è interessante e mette in luce un atteggiamento un po' sbruffone e presuntuoso di alcuni blogger spocchiosetti.
Certo che queste caratteristiche aggiunte a quelle intrinseche del mondo femminile rende tutto ancora più evidente e, se vuoi, un po' più triste.
A.
ArMyZ: femminile??? ma lui è un uomo…
però in effetti la blogger famosa è una donna:)
il blogger tipico è semplicemente un soggetto smarrito nei bassifondi dell'immensità ….. che aspira al ritorno alla fonte del tutto .. finchè dura il ritorno permane il suo smarrimento nella blogosfera … ma c'è qualcosa - che proprio da qualche tempo sta entrando anche nella blogosfera - che può donargli quel sentimento di unità e fusione col tutto … una sensazione salvifica guaritrice … che viene dall'oriente … dall'india .. ma che non tutti coloro che dall'occidente viaggiano verso oriente hanno la grazia di raccogliere … una mia amica californiana - ora residente in puglia a cisternino - chiama questa armoniosa inebriante sensazione oneness blessing … gentile enrica tu ne hai davvero un grande bisogno
Più che narcisista, egocentrico. D'altronde un blogger non potrebbe essere altrimenti, non credi?
Solo un po'?:)
diciamo che lo scopo del blogger è, solitamente, di arrivare ad altro: che sia la pubblicazione di un libro, che sia il riconoscimento sociale (a che scopo, altrimenti, tanti inutili momenti di aggregazione con seguente iocerotunoquindiiovalgoetuno?), che sia chissà cosa.
Però sono convinta ci sia anche molto di buono nella blogosfera, qualcuno di interessante da leggere c'è ancora.
warburton, avevamo davevro bisogno di un po' di misticismo, grazie!:)
Dario, narcisista ed egocentrico vanno a braccetto..
medemoiselleanne, c'è sempre di buono ovunque, quasi. Ma io mi riferivo in particolare all'amico di cui parlavo
Riguardo all'ultimo quesito.
Non credo che il blogger classico sia un animale narcisista cronico.
Credo invece che il blog sia lo strumento prediletto dai narcisisti cronici per sfogarsi; più facile da raggiungere e "usare" di uno studio televisivo, dall'ingresso più libero e semplice di una redazione di giornale o casa editrice e così via.
Di narcisisti cronici è pieno qualunque ambiente, dalle classi scolastiche ai gruppi di amici agli ambienti di lavoro…Solo che lì difficilmente il n.c. può ottenere la "visibilità alle folle" che sogna, mentre in rete, per lo meno, ne ha l'illusione…;-*
la solita analisi lucida della dolce Mitì!
e vera, purtroppo…
Grande Mitì, concordo.
L'idea del blog come strumento "easy", immediato ed effimero è un'ottima definizione.
Mi ricordo di un post di Rossella Ninna su MN e la polemica che ha suscitato questo mio approccio nel commentarlo.
ArMyZ ma tu parli di occhi in casa di ciechi!
Evidentemente.
Speravo che anche i ciechi fossero aperti al confronto ma mi rendo conto che non è così facile.
Non è affatto facile dialogare davvero
Secondo me si parte (e si finisce…) dall'educazione e dal rispetto.
Se ti poni allo stesso livello del tuo interlocutore probabilmente si riesce.
Se invece stai abbarbicato sul tuo pero saccente diventa decisamente complicato confrontarsi.
Comunque il mezzo se da un lato abbatte tempi/distanze/barriere e quant'altro dall'altro non aiuta chi, per svariati motivi, ne fa una sorta di scudo e arma.
La facilità di dialogo va di pari passo con l'intelligenza temo :)
ArMyZ mah, presentarsi come "sono una blogger famosa" mi fa molto ridere..:)
fa ridere e fa anche restringe_re il campo :)
dai su fai il bravo: com\\\'è il tempo da te? qui sole di nuovo..
Lascia perdere. Roma oggi è stata afosa da morire.
I cambiamenti
barbone incolto->pizzetto curato,
boxer da mare->giacca e cravatta,
sveglia vagamente random -> 5.10, inesorabile
ciabatte->scarpe chiuse con calzini (lunghi)
e il caldo porco di oggi mi hanno distrutto.
Devo rientrare in ferie quanto prima…
Ieri sera pensavo ad una cosa diversa ma simile.
Pensavo alla diffusione delle tecnologie mash up., un modo per riempire spazi vuoti, per imprese e anche per molti blogger afflitti da ansia da pagina bianca.
Osserviamo scrittori animati più dal desiderio di riempire pagine che dal desiderio di discutere , capire, chiarire.
Nel discutere sui meravigliosi destini della libera informazione al tempo di Internet notiamo spesso un "nemico" in agguato, la vanità.
Scrivere, scambiare, "consegnare" idee qualcuno lo considera un atto altruistico.
Qualche tempo fa per non incorrere nei rischi della vanità ho scritto questo post come promemoria.
Lotta dura quella contro la vanità
Scambiare altruismo per vanità, un pericolo incombente.
Vivere in società, interagire, parlare, discutere, lottare per l’affermazione delle proprie idee è ciò che ci aspettiamo da ogni buon cittadino.
Riconoscimento sociale e potere sono sempre in agguato pronti a trasformare le buone ragioni in vanità.
La vanità tra tutti è il più pericoloso dei sentimenti.
concordo come sempre con miti' e poi direi che anche l'invidia per la carta stampata e' comunissima. a presto
ArMyZ, grandi cambiamenti superficiali, e dentro?
concordo, la vanità è una brutta bestia, ma per me tutto deriva sempre dalla paura: di non essere all'altezza, di non essere come gli altri, di non vincere, del tempo che passa ecc. ecc
nonsisamai, infatti è comune eh? la vedo ovunque..
Concordo anche io con Mitì, ovviamente. Poi, certo, un ego sviluppatello bisogna pure averlo, per avere un blog. Il solo fatto di scrivere, sia pure a solo scopo espressivo e per se stessi, implica che ci si trovi interessanti, credo.
A me la "blogger più famosa d'Italia" è sembrata pure un po' tenerella: ci vuole del candore, per dire cose del genere, e una percezione della propria importanza da bimbi piccoli.
Poi, forse, in rete ci specializziamo un po' nel tipo di incidenti che siamo destinati ad attirarci. C'è chi attira narcisi, chi attira copioni, chi attira matti (quella è la specialità mia, temo), chi attira troll cattivissimi e così via.
Chissà se qualcuno l'ha mai sistematizzata, la "mappa degli incidenti da rete" relativa alle tipologie di blog. :)
eh Lia, non so, io scrivo, qui come nella vita, e studio, per rimanere sana e integra.
Dopo 3 gg al mare ho comprato un piccolo blocchetto per scrivere..:)
L'idea di Lia sulla "mappa degli incidenti da rete" la trovo bellissima :-)
non so come il tuo amico abbia potuto usarti semplicemente scrivendo sul tuo blog,
comuquue credo che 6 mesi sia il tempo che si impiega per conoscere a fondo una persona,
attraverso le cose che dice scrivendo sul blog.
dopo quei 6 mesi sai con chi hai a che fare, cosa piace a quella persona ,e fin dove ti puoi spingere prima di farla innervosire.
una mia amicizia virtuale che ritenevo assai importante è durata appunto 5
6 mesi.
finita male, malissimo.
so che "copiare"dagli altri sia quanto di piu' oltraggioso si possa fare nel mondo dei blog.
so che qualcuno ci tiene moltissimo.
a me un po0' viene da ridere.
con tutto il rispetto.
ricordo un blog dove una ragazza era infuriata perche' un'altra le aveva copiato le stelline e le faccine che lei aveva usato per prima.
e i colori del suo blog, e tutto quanto.
soffriva veramente.
ma non sono stata capace di consolarla.e neppure di capirla, erano i primi tempi che mi avvicinavo al mondo dei blog.
agata, veramente l'amico, che è un giornalista, ha copiato pari pari la notizia data da me (e solo da me) anche con le stesse parole, più o meno, tono e tutto. Sul suo blog, non sul mio. Di solito in questi casi si cita e si linka.