Il 2006 e i buoni propositi: l'augurio di Gandhi!

boh, venerdì 06 gennaio 2006 15:55:16

Mahatma Gandhi Buon 2006 a tutti, specie a quelli (come Francesco, come Cinzia, come un anonimo di qualche giorno fa) che mi hanno chiesto di scrivere ancora o che mi hanno detto che gli manco!

Ho un augurio da fare a tutti noi, indistintamente: è la risposta data da Gandhi nel 1930. La Corona Britannica decise, in seguito al movimento per la disobbedienza civile che minava il suo governo sull'India, di tenere una serie di conferenze (1930-1933) con i rappresentanti del paese, fermamente decisa a non dare il minimo spazio alle richieste del popolo indiano.

Durante la prima Tavola Rotonda del 1930 Gandhi decise, come rappresentante del Partito del Congresso, di parlare a nome di tutta l'India, perché i rappresentanti degli altri gruppi (Parsi, Musulmani, ecc.) erano settari e non rappresentavano che una minoranza insignificante. Insomma, decise di non disperdere le forze in faide interne ma di mirare dritto al cuore della questione: l'indipendenza dell'India.

Durante la conferenza qualcuno gli iese:

Mr. Gandhi, cosa ne pensa della Civiltà Occidentale?

E lui rispose:

Penso che sarebbe una buona idea.

Commenti dei lettori

  1. theo

    :)
    Tanti auguri Enrica!

  2. boh

    grazie anche a te theo:) finito di mettere a posto?

  3. gabriele

    ciao,
    ho risposto al tuo primo questionario su lapo…e ho letto tutto cio' che scrivi..beh devo dire che mi piaci..sembri una persona vera…che ha dei veri principi…merce rara…auguri di un felice anno 2006 gabriele

  4. boh

    Gabriele! grazie davvero per quello che dici:)

    Un buon 2006 anche a te!

    Penso di essere rara proprio perché non sono una merce, non sono in vendita (a qualsiasi prezzo) e non "compro" le persone o le relazioni con sorrisetti, comodità fasulle, accomodamenti, compromessi (non accordi, compromessi), soldi (che non ho ma che, se una vuole, in qualche modo si procurano: esistono per esempio i papà, le mamme o gli amanti!).

    Penso che dobiamo vivere bene: ma se il bene viene dopo e insieme ad altre cose, molto più importanti. I valori appunto.
    E c'è un sacco di gente che mentre noi viviamo bene, o stiamo qui al comp, magari soffre.

    Certo è maledettamente difficile farcela così, sto antipatica a un po' di gente per questo e suscito anche una bella dose di invidia. Ma sono scelte, e preferisco essere antipatica a quella gente che, guarda un po', è marcia, che rinunciare a me, che sono un tutt'uno coi miei valori. Pochi ma che difendo anche nel turbine della mia vita: altrimenti che valori sono, se si cambiano perchè non sono più comodi?

    E poi sai che ti dico Gabriele? E' incredibile, sono felice. C'è un sacco di gente che ha tutto ma proprio tutto e neanche se ne accorge…..

  5. Francesco De Collibus

    La civiltà occidentale? Sarà una buona idea (per il futuro)

  6. Aghakan Palace e il Bhandarkar Oriental Research Institute di Pune » Orientalia4All

    [...] h. 10:03: Sono appena tornata dall' Agha Kan palace, che negli anni Trenta e' stata la prigione dove gli inglesi hanno tenuto Gandhi, dove e' morta sua moglie Kasturba e dove sono le loro ceneri. Alla fine degli anni '60 l'Agha Kan ha donato il palazzo alla nazione indiana. Circondato da magnifici giardini, con mille ricordi della loro vita di ogni giorno -- i semplici sandali di cuoio di Gandhiji, gli stessi per decine di anni, le collane di fiori secchi, le loro suppellettili di legno nudo e liscio e un commovente vasetto di talco della moglie, unica cosa futile -- il palazzo e' un luogo denso di memoria. Gli indiani ci vanno in pellegrinaggio e le guardie lo controllano con rispetto e gli occhi dolci, anche se sono armate. [...]