Tucci nel 1948 riuscì a visitare Lhasa, nel Tibet centrale. Prima di lui diversi altri occidentali c'erano andati ma egli fu comunque uno dei pochi -- e, sicuramente, quello che ne riportò più tesori: le preziose raccolte di testi sacri del Buddhismo. Forse dati per sempre dal XIV Dalai Lama, che era un bambino di solo tredici anni ma saggio, colto e ben consigliato dal Reggente, forse dati in custodia perché li salvasse portandoli con sé, perché i cinesi erano ai confini del Tibet e premevano da anni per entrare. Cosa che fecero prima annettendosi il paese, nel 1951, poi invadendolo e, durante la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria degli anni '66-'76, distruggendolo inesorabilmente.
Tucci era partito con tre compagni, aveva poi assoldato un lama, una guida, un capocarovaniere, un cuoco e la carovana, completa di animali -- yak, cavalli, e i cani che Tucci non abbandonava mai. In tutto, sempre, una sessantina-settantina di persone.
Che fecero i suoi compagni di spedizione che partirono con lui, il fotografo Pietro Francesco Mele, che aveva parzialmente finanziato la spedizione, l'ufficiale medico della Marina Militare Regolo Moise, e Maraini, che non riuscirono a entrare a Lhasa? E soprattutto, che successe fra Tucci e Maraini? Perché fra i due non corse affatto buon sangue per i successivi 36 anni, fino a quando Tucci se ne andò, nell'aprile del 1984.
Qui lo racconto.
Qui sopra, una delle poche immagini del XIV Dalai Lama bambino, poco prima che lo vide Tucci.
a proposito di Dalai Lama, Boh, che ne pensi della proposta dell'attuale (ne parlai anche in un post tempo fa) che il suo successore venga scelto -o nominato, o eletto- dagli stessi monaci, un po' come i cardinali fanno come il Papa?
Non ho capito se era una proposta concreta, o un ballon d'essai.
Belli, mi piacciono assaje questi post rivolti al past, misto tra storia e interpretazione di fatti, con protagonisti le persone del campo (certo ristretto) che interessa a noi…
DonMo buongiorno.
Dagli inizi del 1990, che io sappia, l'attuale S.S. XIV Dalai Lama ha promulgato una costituzione democratica, perché lui è sia il capo spirituale che quello politico dei tibetani. Quindi non mi sembra improbabile che possa venire "eletto", anche se il metodo di scelta del Dalai Lama è già una specie di elezione. Non cambierebbe molto. NB: Il sistema democratico è stato voluto in primis dallo stesso Dalai Lama, senza che ci fosse alcun tipo di pressione o richiesta "dal basso". Ma forse preparerà i tibetani a un governo democratico, se mai rientreranno in possesso del loro paese, chi lo sa. I cinesi, infatti, nel 1950-1 lo hanno annesso con la scusa ufficiale di modernizzarlo e svecchiarlo dal feudalesimo.
E poi l'attuale Dalai Lama è davvero molto, molto, molto moderno, benché abbia avuto decenni di insegnamenti tradizionali.
Grazie Iskandar! Che tu possa conquistare metà del mondo conosciuto, come il tuo illustre predecessore! :)