Giuseppe Tucci, Fosco Maraini, R. Moise, PF. Mele e il mistero di Lhasa

boh, venerdì 15 settembre 2006 12:26:51

S. S. XIV Dalai LamaTucci nel 1948 riuscì a visitare Lhasa, nel Tibet centrale. Prima di lui diversi altri occidentali c'erano andati ma egli fu comunque uno dei pochi -- e, sicuramente, quello che ne riportò più tesori: le preziose raccolte di testi sacri del Buddhismo. Forse dati per sempre dal XIV Dalai Lama, che era un bambino di solo tredici anni ma saggio, colto e ben consigliato dal Reggente, forse dati in custodia perché li salvasse portandoli con sé, perché i cinesi erano ai confini del Tibet e premevano da anni per entrare. Cosa che fecero prima annettendosi il paese, nel 1951, poi invadendolo e, durante la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria degli anni '66-'76, distruggendolo inesorabilmente.

Tucci era partito con tre compagni, aveva poi assoldato un lama, una guida, un capocarovaniere, un cuoco e la carovana, completa di animali -- yak, cavalli, e i cani che Tucci non abbandonava mai. In tutto, sempre, una sessantina-settantina di persone.

Che fecero i suoi compagni di spedizione che partirono con lui, il fotografo Pietro Francesco Mele, che aveva parzialmente finanziato la spedizione, l'ufficiale medico della Marina Militare Regolo Moise, e Maraini, che non riuscirono a entrare a Lhasa? E soprattutto, che successe fra Tucci e Maraini? Perché fra i due non corse affatto buon sangue per i successivi 36 anni, fino a quando Tucci se ne andò, nell'aprile del 1984.
Qui lo racconto.

Qui sopra, una delle poche immagini del XIV Dalai Lama bambino, poco prima che lo vide Tucci.

Commenti dei lettori

  1. donMo

    a proposito di Dalai Lama, Boh, che ne pensi della proposta dell'attuale (ne parlai anche in un post tempo fa) che il suo successore venga scelto -o nominato, o eletto- dagli stessi monaci, un po' come i cardinali fanno come il Papa?
    Non ho capito se era una proposta concreta, o un ballon d'essai.

  2. Iskandar (DOEI)

    Belli, mi piacciono assaje questi post rivolti al past, misto tra storia e interpretazione di fatti, con protagonisti le persone del campo (certo ristretto) che interessa a noi…

  3. boh

    DonMo buongiorno.
    Dagli inizi del 1990, che io sappia, l'attuale S.S. XIV Dalai Lama ha promulgato una costituzione democratica, perché lui è sia il capo spirituale che quello politico dei tibetani. Quindi non mi sembra improbabile che possa venire "eletto", anche se il metodo di scelta del Dalai Lama è già una specie di elezione. Non cambierebbe molto. NB: Il sistema democratico è stato voluto in primis dallo stesso Dalai Lama, senza che ci fosse alcun tipo di pressione o richiesta "dal basso". Ma forse preparerà i tibetani a un governo democratico, se mai rientreranno in possesso del loro paese, chi lo sa. I cinesi, infatti, nel 1950-1 lo hanno annesso con la scusa ufficiale di modernizzarlo e svecchiarlo dal feudalesimo.
    E poi l'attuale Dalai Lama è davvero molto, molto, molto moderno, benché abbia avuto decenni di insegnamenti tradizionali.

  4. boh

    Grazie Iskandar! Che tu possa conquistare metà del mondo conosciuto, come il tuo illustre predecessore! :)