
Nei giorni scorsi è apparsa sul sito del New York Times, la notizia che una vasta rete di spionaggio elettronico si e’ infiltrata nei pc di centinaia di Paesi rubando documenti governativi e privati.Anche le sedi del Dalai Lama in esilio sarebbero state violate, hanno concluso ricercatori canadesi. L’operazione, battezzata GhostNet, ha individuato l’origine dell’attacco informatico in Cina, ma i ricercatori hanno precisato di non poter affermare al cento per cento che il governo di Pechino sia coinvolto. Sarebbero stati infiltrati almeno 1.295 computer.
(Via Nello Del Gatto)
ovviamente son questioni delicate e complesse, ma ritengo abbastanza ovvio che i servizi segreti d'ogni paese tentino di trarre notizie attraverso lo spionaggio dei computers
quindi non è impossibile che ad esempio il computer di uno studioso d'alto livello delle questioni orientali, sia oggetto d'interesse
ragiono solo per deduzione cartesiana, cogito su quella roba, ergo sum sotto controllo, ma è solo ipotesi teorica, in quanto non so nulla d'oriente e molto poco di computer
credo che il mac os sia un pò più sicuro di windows, ma non sono all'altezza di affermarlo con dati concreti
ragioni bene! però ci ho guadagnato anche Liu Zb, un miu buon lettore. Oltre agli altri, certo.
Lo scandalo è che i cinesi si permettono di fare lo stesso di tutti gli altri. la differenza è che loro (e i russi, e gli iraniani, e gli arabi, ecc.) sono i bruti, e noi (e i nostri "amici") siamo i belli e buoni. Qualcun operatore dei Servizi Mediatici di Propaganda si ricordarà lo spionaggio delle delegazioni all'ONU prima dell'invasione del Irak, ma non te lo dirano mai.
Qur, ma certo, è vero!
Lo spionaggio digitale crackando sistemi lo fanno in tanti, non per questo è legale.