Franco Carlini

boh, venerdì 31 agosto 2007 10:43:18

Ieri Lele mi diceva che era molto triste per la scomparsa di Franco Carlini, esperto e giornalista Web (e non solo) e scrittore. Pensavo di non conoscerlo ma invece mi sono accorta di averlo letto molte volte in Chips & salsa e sui giornali e di essere d'accordo con lui su molte cose. Giorni fa leggevo questo suo splendido articolo "Non è tutto sociale quello che Web" e annuivo con la testa, da sola in casa, fra me e me.
Il nostro mondo perde non solo un uomo troppo giovane per andarsene ma un professionista di primissima qualità, cervello e passione. Peccato davvero.

E' incredibile come persone che frequenti sul Web o sui giornali per anni, di cui non ne conosci neanche il viso, ti diventino amiche e, se ci lasciano, ti manchino così tanto.

Commenti dei lettori

  1. Mitì

    Già…:-(
    Ed è un sensazione brutta, sai, anche quella che più gli anni passano, più vedi le persone conosciute abbandonarti. Franco era giovane, come tanti che se ne sono andati troppo presto. E per me è "sempre" troppo presto.

  2. Boh/orientalia4all

    So bene Mitì, con amici carissimi e con parenti stretti. E con i miei fratellini animali.

  3. Marco cuorevivo

    Dispiace sempre la dipartita di persone conosciute e che ammiriamo, questo è un ennesimo caso.

    Mi colpisce lo scrivere di Mitì, quando dice "è sempre troppo presto" per andarsene.

    Qui potrebbe iniziarsi un bel dibattito filosofico, si perchè che vuole dire "troppo presto"? Per chi? Per chi va via oppure per chi rimane? Le stagioni della vita, come quelle della natura intorno a noi, le quattro stagioni annuali per esempio, sono sempre regolari oppure si anticipano qualche volta? Non ci sono più le mezze stagioni, vecchissimo refrain di molte discussioni sui tempi andati?

    Ecco che si affaccia un mio pensierino sul fatto se non sia invece un quadretto già stabilito, almeno nelle sue linee guida principali, quello che ci rintocca le ore fatali della vita, le ore fatidiche del nostro dire "arrivederci" a questo mondo fatto di materia, ma permeato anche di cose non visibili agli occhi, di cose fatte di pensieri e di emozioni.

    Ecco che nuovamente per alcuni di noi, per coloro che lo "sentono" e lo "pensano" si affaccia nuovamente lo scenario di una vita oltre la vita, di uno spirito umano non mortale che informa di sè l'esistenza del corpo che va a rivestire e che andrà a spogliare di sè il giorno della dipartita.

    Ecco il mistero della vita con il suo inizio e la sua fine, la sua rinascita ed il suo alternarsi. Ecco nuovamente lo stimolo eterno sul significato del nostro stare qui, oggi ed ora, fino a quando non sapremo.

    Marco

  4. Boh/orientalia4all

    Sì Marcocuorevivo, è probabile che sia tutto già stabilito.
    Ma è certo che uno si sente colpito, specie per chi, come nel suo caso, se ne è andato davvero troppo presto.

  5. Marco cuorevivo

    Ed io di nuovo ti propongo la domanda: troppo presto in riferimento a chi o a che cosa? In riferimento all'età media dei maschi italiani oggi? Riguardo alle cose che lui seguiva e che ha lasciato in sospeso? Troppo presto per le esigenze del mondo che corre?

    Chi può dire se il nostro dire "troppo presto" è anche il troppo presto per la sua parte spirituale, che magari aveva già programmato da tempo questo giorno che è alfine arrivato?

    Hai presente il "Kairos" di origine greca? E' cosa ben diversa dal "Kronos", il tempo oggettivo. Il Kairos è il tempo giusto per la singola persona, per ognuno di noi, diverso da quello di tutti gli altri.

    Marco

  6. Boh/orientalia4all

    Marco, da una parte hai ragione, non si sa quale sia il tempo soggettivo, o spirituale. La mia nonna diceva che quando arriva il biglietto bisogna andare e che ognuno ha il suo. Ammetterai però che se ne è andato giovane?

  7. Marco cuorevivo

    Per gli standard nostri italiani con un tasso di anzianità nazionale fra i più alti nel mondo (se non sbaglio ci battono solo i nipponici in questo) certo che sono d'accordo con te, poteva avere ancora almeno un'altra ventina di anni dalla sua parte.

    Però permettimi anche di farti notare che quando parliamo di "giovani" in modo un pò più "allargato" (magari in un paese medio-orientale ove i giovani sono veramente la maggioranza assoluta - mi viene in mente l'Iran) ecco che da quelle parti giovane vuole dire veramente sotto i trent'anni.

    Ancora una volta quindi ecco che il metro di giudizio, il metro del pensiero, varia al variare di certe variabili. Il gioco di parole è voluto. ^^

  8. Boh/orientalia4all

    Sotto questo punto di vista hai perfettamente ragione. Anche in India "giovane" vuole dire ben sotto i 30 anni!:)

  9. borguez

    Franco Carlini mi faceva stare bene, mi faceva immaginare una possibilità di ulteriore conoscenza.
    condivido con te la sensazione di mancanza di qualcuno che effettivamente non ci è mai stato ma che in qualche modo era presente. anche a me è venuto spontaneo scrivere due righe sul mio blog.