Fine della Rete aperta, Telecoms Package limita Internet

boh, giovedì 26 marzo 2009 18:19:41

InternetScambioetico propone una serie di iniziative per contrastare il Il pacchetto Telecom, cioè Telecoms Pakage, un insieme di cinque direttive europee che regoleranno le telecomunicazioni fisse e mobili, di Internet e delle reti future.

E spiega anche perché, di fatto, se il 31 marzo gli emendamenti al pacchetto saranno approvati limiteranno di gran lunga la libertà dei consumatori di Internet:

Gli emendamenti concernenti la discriminazione del traffico di rete consentono agli operatori di filtrare contenuti e applicazioni, e di dare accesso preferenziale a certi servizi bloccandone altri. Le limitazioni sull'accesso ai siti Web che potranno essere visitati e all'utilizzo delle applicazioni e dei servizi significheranno la fine di una Rete aperta come l'abbiamo conosciuta fino ad oggi. Le conseguenze saranno terribili sia per le libertà dei cittadini sia per l'innovazione basata su Internet. Ogni operatore commerciale, ogni gestore di un sito Web non avrà più la possibilità di raggiungere la totalità dei cittadini della Rete. Di converso, ogni navigatore del Web vedrà solo quella parte del Web che il fornitore di accesso gli consentirà di vedere. [...]

La seconda lettura del Pacchetto Telecom vede prevalere un'intensa opera di lobbying, durante la quale gli interessi economici corporativi cercano di soffocare le libertà fondamentali dei cittadini al fine di acquisire il controllo sulla Rete. [...]

La base della crescita di Internet, rappresentata dal suo modello aperto e non discriminante, è direttamente minacciata da società di telecomunicazioni *americane* che sono riuscite a far installare tutta una serie di emendamenti che creeranno uno stato permanente di scarsità di larghezza di banda e consentiranno di prioritizzare certi contenuti, servizi e applicazioni a scapito di altri. Tali pratiche scoraggeranno gli investimenti sull'infrastruttura della rete, impediranno competizione e innovazione e minacceranno seriamente la libertà di espressione.

L'ultimo mondo con una relativa libertà alla portata di molti è proprio Internet. Se finisse dovremo cercare altri mondi dove emigrare, e sarà dura.

Commenti dei lettori

  1. diego

    sul libro di luca neri "la baia dei pirati" sono riportati alcuni dati su quello che viene definito un "segreto di pulcinella": la gran parte del traffico è p2p, e gli operatori lo sanno benissimo, credo sia questo il vero "nemico"; d'altro canto però, perchè mai un utente dovrebbe scegliere l'operatore che gli limita l'utilizzo, sarebbe come andassi da un arredobagno e mi vendessero una doccia che mi ci posso lavare solo il mercoledì, se la compro sono un cretino, visto che son soldi miei; certo c'è anche il timore della libertà d'espressione, sempre invisa alle corporazioni d'ogni tipo, ma penso che il primo obiettivo sia quello da me suesposto

  2. Boh/orientalia4all

    diego, perché dovrei andare da tale operatore? Già ora però, sul cellulare, ci sono operatori che ti permettono solo accesso limitato a siti Web, alcuni sì e alcuni no. Magari l'accesso completamente libero e gratuito verrà a costare troppo.

    So di certo che le multinazionali non si faranno scappare l'occasione di mettere le mani sulla Rete, se possono. E' un business immenso.

  3. diego

    capisco il problema, mettiamo il caso uno ti dica: ti faccio vedere gratis le partite del milan, però navighi solo sui siti che voglio io; a quel punto i siti non sono tutti uguali, quelli spinti dagli amici ricchi hanno più visitatori garantiti e quindi chi investe ad esempio in pubblicità lo sa, e quindi non è più possibile che quel che scrive boh o peggio ancora diego abbia, nella rete, la stessa posizione gerarchica di quel che scrive il padrone d'un sito miliardario come mezzi; del resto forse è per questo che odiano l'internet, per quella "miscela fra l'alta e bassa gente"; diventeremo nuovamente underground come quando ero piccolo, ciclostile e pedalare; mamma mia che triste sta cosa…

  4. Boh/orientalia4all

    vero eh?

  5. Franco

    Controcorrente. Per me la regolamentazione della rete è una cosa necessaria. Altrimenti i siti ei blogs più visitati vanno a finire ad un pubblico infantile di cervello. Rischia di dare una visione distorta della realtà (soprattutto sessuale) come certi fumetti che vanno a finire sotto gli occhi dei ragazzi. I quali non crescono mai.

  6. Boh/orientalia4all

    Franco, cioè? Dai un esempio.

  7. Franco

    Negli anni 60 vedevo i programmi televisivi dalla Rai. Nelle ore di massimo ascolto venivano trasmessi i cosìdetti programmi leggeri. Erano Canzinissima, Partitissima, telefilm della durata di mezz'ora per lo più polizieschi e molti film americani. Percepivo questi programmi come fumo negli occhi.
    Nella rete, oggi c'è tutto. Ma c'è moltissima pubblicità commerciale e siti di contenuto politico. Pochissimo di culturale. Poco di personale, se non blogs particolari. Le conseguenze di una regolamentazione possono essere di due tipi. Uno: dittatura delle lobbies commerciali. Due: possibilità e opportunità di scegliere di visitare siti con contenuto serio. Basta con la pubblicità fatta con pornografia sottile e pornografia artistica.
    Sono due conseguenze opposte. Vedremo di cosa si tratterà.

  8. Boh/orientalia4all

    Franco non so, io ho paura che si risolva solo in un fatto banale: chi ha i soldi per avere una rete aperta con più operatori usaerà tutto, gli altri si ritaglieranno spazietti a misura di tasca. E così, i ricchi saranno privilegiati.

    Ma non è sempre così?

  9. diego

    gentile franco, a mio avviso paragonare la televisione all'internet non è corretto; la caratteristica fondamentale dell'internet è la sua intrinseca democraticità, ovvero, con parola meno altezzosa, anche uno senza palanche può esprimere il proprio parere; ad esempio tu in questo istante stai leggendo il mio pensiero, che magari non è un gran chè, però era impensabile fino a pochi anni fa che "anche" il pensiero mio, o tuo, o anche quello di una persona importante nel suo ambito, ma sconosciuta alla massa come la nostra elegante e cortese ospitante, questi pensieri avessero la possibilità di essere espressi; il problema è lì: quel che disturba a molti è che tutti possano dire la propria idea, non solo chi è ricco o amico del ricco, amante della moglie del ricco, dipendente servile del ricco; concubino o concubina di qualche potente; Immagina per un attimo di essere nella russia sovietica, andare per strada e vedere dei negozi dove c'è ogni ben di dio ma tu, siccome non fai parte della èlite, non ci puoi metter piede; questo vorrebbero per la rete, lorsignori…

  10. Franco

    In questi giorni mi sto interessando ai problemi dell'antipsichiatria. Mi scuso. Non ho tempo per scrivere. Comunque grazie Diego ed Enrica.

  11. Boh/orientalia4all

    diego, concordo appieno: far sentire la propria voce da tutti. Internet in questo ha dato voce quasi a tutti. Chi muore di fame o di sete oppure ha l'elettricità tagliata 16 ore su 24, come in Nepal, non ha voce o non ha molta voce.

  12. Boh/orientalia4all

    Franco, quando hai più tempo, noi siamo qui.

  13. alessandro

    La libertà comunque,per chi non lo sapesse, è dare la possibilità ad ognuno di noi di scegliere e non limitare le fonti di informazioni,o peggio,pilotarle
    Se veramente succede una cosa del genere penso che perderanno tutti,noi perchè saremo catapultati indietro nel passato,e loro,che perderanno un'enormità di clienti,io per primo
    PS:Certo è quello che vogliono i nostri politici no? un popolo di coglioni disinformati

  14. Boh/orientalia4all

    Alessandro, è indubbio che se la gente non sa è più facilmente manovrabile.
    Però oggi il problema non è la mancanza d'informazione ma la corretta informazione e la scelta delle informazioni. Non sapere niente è difficile.

  15. alessandro

    Verissimo quello che dici ma qual'è secondo te la corretta informazione e chi è che deve decidere quali informazioni dare?
    La risposta amio parere è "noi tutti"
    Bella la seguente frase e anche molto esplicativa del senso che voglio dare a ciò che ho detto pima: "se uno ha un coltello non è detto che debba uccidere,ci può anche tagliare il pane etc." presa in prestito dal mitico Totò
    Per me questo è il sunto di tutto

  16. alessandro

    scusami rettifico non noi tutti ma ognuno di noi deve decidere quale sia la migliore o peggiore informazione,per se stesso
    Come si dice "il mondo è bello perchè è vario"

  17. Boh/orientalia4all

    alessandro, sì certo ma c'è una qualità che è la verità, cioè la veridicità. Della notizia, dell'informazione, della fonte. Non è che tutto è uguale a tutto e noi prendiamo a piacere pera o mela, tanto sono uguali.

  18. alessandro

    Scusami devo dirti però che difficilmente ho riscontrato veridicità,come la definisci tù, nei media o mezzi di informazione odierni,sarà forse colpa mia che non riesco a leggere tra le righe,dicono tutti la verità ma la stessa non pare essere univoca
    Non posso fare di tutta un'erba un fascio,sarei un'idiota certo;ma anche nei mezzi di informazione definibili "liberi" purtroppo non è detto che la realtà venga rappresentata in maniera obiettiva
    C'è sempre il tramite "uomo", quindi mi regolo di conseguenza.
    A volte penso come san tommaso, mi pare lui;se non vedo non credo e che ci posso fare

  19. Boh/orientalia4all

    alessandro, hai perfettamente ragione, ed è per questo che nelle scuole di giornalismo americano si insegna e presentare due versioni o due voci opposte della stessa notizia.

  20. alessandro

    In america però ma quì dove viviamo noi non penso si faccia una cosa del genere
    Ma in fondo non sono i giornalisti responsabili al 100% ma anche i cosiddetti editori che filtrano in base alle pressioni che ricevono e non me lo sto inventando
    Resta sempre il problema dell'onestà delle persone che mai dovrebbero essere subordinate al dio denaro o potere
    Sarà che ho avuto esperienza se non diretta quasi,relativamente ad un fatto di cronaca e l'articolo presentato era tutto alterato,luogo,ora dell'accaduto e addirittura i personaggi implicati
    Ma come a scuola di giornalismo insegnano anche,(le basi) a farsi queste semplici domande "Dove come quando e perchè" ma come mai le risposte a queste domande banali sono state alterate?
    Non era una cosa importante ed anche in questa circostanza c'è stata modifica della realtà
    Sono veramente nauseato sai

  21. Boh/orientalia4all

    alessandro, infatti ho detto in USA.

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