Secondo il superindice dell'Ocse per il mese di settembre, il nostro Paese indica "rafforzamenti della crescita" per la penisola, assieme a Francia, Gran Bretagna e Cina. Un miglioramento generalizzato, con "segnali di tentativi di espansione" anche in altri paesi [La Repubblica].
Essere messi vicino alla potente Cina dà una certa soddisfazione. Ma sarà vero? E, soprattutto, sarà stabile e sarà per tutti così, o questo "rafforzamento della crescita" generale, visto in dettaglio, sarà solo di alcune fasce di reddito?
Secondo me la seconda che hai detto, anzi, solo per una fascia di reddito: Berlusconi e i suoi amici e le sue escort.
Tutti gli altri continueranno a tirare la cinghia.
Buon week-end
Pace e benedizione
Julo d.
Tutti i trimestri ristagno sul solito commento, che i dati "veri" confermano.
Un paese esportatore non può uscire dalla crisi se prima non ci escono i suoi acquirenti. E' così semplice che prima o poi lo capiranno anche loro.
julio, ma sei disfattista! Dai, non ti fidi dei nostri politici??
Anche tu Bubbo, figurati, il paese esce dalla crisi e i bubbini rimangono bellamente indietro. A tal punto che sono lasciati giù e pian piano usciranno dal paese: diventeranno africani?;)
Forse, ma non vedo qualche casta che invece ingrassa inquanto tale.
Quello che vedo sono imprenditori che finanziano di tasca loro e che resistono ma che chiuderanno nel 2010 se le cose non cambiano, grosse aziende che se ne vanno più per evitare il crollo che per lucro selvaggio, ecc.
Non credo che mafiosi & C. abbiano ridotto la loro percentuale di peso sulla fiananza pubblica, ma mi sembra un concetto diverso dall'ipotizzare che la fascia alta sguazzi nella crisi a spese degli altri.
Piaccia o no, e proprio alla fascia alta non credo che piaccia, ma siamo sulla stessa barca e non sembra proprio uno yacth…
Rimane ancora da capire bene come l'OCSE possa prendere certe cantonate. La metodologia sembra sballata, gli indici non rappresentativi, ecc. ma inizio a pensare proprio a dati "falsi" o non omogenei. Beh, prima o poi si capirà però stanno mettendo in imbarazzo il governo.
Giovedì la crisi impedisce di sviluppare le infrastrutture tecnologiche (che altri stanno sviluppando appunto perché c'è la crisi e vogliono uscirne) e venerdì risulta che la crisi non c'è dove non c'è anche la volontà di uscirne. Imbarazzante!
Caro Bubbo, infatti anche io mi sono chiesta come e dove l'Ocse abbia realizzato questi indici, questo è il punto.
E poi non credo che ci siano molti imprenditori che sono davvero contenti o che facciano come prima soldi a palate, ma conosco un po' di gente con tanti, tanti soldi, la cui unica preoccupazione è che non sa dove investirli in modo sicuro. Se anche loro fanno media statistica del "rafforzamento della crescita" beh, l'alzano molto per tutti! Se poi si intende produzione non so, sinceramente mi sfugge, visto che ho diversi amici nell'IT molto qualificati che sono stati licenziati e cercano lavoro.
I consumi interni delle caste elevate sono irrilevanti, dato che sono comunque piccolissimi rispetto ad una massa enorme che ha ridotto i consumi di tutto, dalla pasta ai telefonini. Del resto anche le aziende del luxury non se la passano bene, tra chiusure e salvataggi non sembrano andare in modo anticiclico.
La crescita c'è (=ci sarà) quando se le imprese riterranno che con i macchinari attuali non riusciranno a soddisfare le vendite del prossimo futuro. Oggi le imprese non sanno più come ridurre i giorni lavorati, altro che comprare macchinari!
L'ennesima riprova arriverà, alla facciazza degli economisti incapaci, con i giorni di "ferie" natalizi. Vediamo chi chiude da natale all'epifania? Vediamo chi riapre il 7 gennaio? Ecco questi saranno buoni indicatori della portata della crisi.
Bubbo, la metti giù molto dura. Io spero che riaprano tutti, ma so che molti aspettano i saldi per comprarsi i vestiti o una cosa carina. E che i grandi negozi in franchising con cose molto economiche usa e getta sono sempre pieni.
Da tempo, anche da prima della crisi proveniente dai mutui americani, le vicende economiche, ci vengono presentate come fossero epidemie, anzi antiche pestilenze che inevitabili traversano il pianeta; fatali flagelli, che traversano pianure, montagne, città, distretti industriali, e che uccidono le aziende meno robuste, che lasciano sul campo i cimiteri dei lavori persi; digrazie d'origine oscura, dovute a fatali ire di nascosti demoni dell'economia; l'economia come religione; e quindi i governanti, i moderni re, nulla possono, al massimo possono aiutare ad organizzare forme di assistenza per attutire il flagello, ma loro, i governanti, a chi perde il lavoro, dicono: "bello mio, è crisi globale, non è colpa mia!"
io sono convinto invece che la politica sia sempre il centro del problema: anche quando c'è una crisi economica, al mondo c'è sempre abbastanza per tutti, e se qualcuno ha tanto, tantissimo e qualcun altro non ha nulla, è sempre qui, il nocciolo della questione
la crisi economica è affare loro, ed è giusto, per me, lo slogan: "la vostra crisi non la paghiamo noi!", e non è banale protesta, è senso del vero, contro le balle siderali delle notizie sull'economia
perdona la lunghezza, cara boh, ma ci tenevo ed esprimere (in uno spazio autorevole quale il tuo) il mio sommesso punto di vista su queste cose
Punto di vista, caro Diego, pienamente condiviso. Conosco gente che non ha molto, ha troppo!