Alla festa di giovedì scorso il giornalista Giuseppe Caravita (questo è il suo blog personale), alla fine dell'intervento di Sterling, ha detto che non ha voluto aprire un blog su Nòva perché il futuro del pianeta non è così roseo, anzi, è catastrofico: come si può vedere dal buco dell'ozono, dai ghiacci artici che si stanno sciogliendo, dai tifoni sempre più frequenti, solo per dirne qualcuna, si va rapidamente verso l'autodistruzione dell'ecosistema. Se ho capito bene il suo punto, parlare di futuro in modo positivo, quindi, non gli sembrava etico.
Ha citato Al Gore, che nel 2007 ha vinto il Premio Nobel per la Pace per la sua incessante campagna di sensibilizzazione ecologista e di sviluppo sostenibile. Questo è il video del discorso di accettazione del Nobel di Al Gore sui disastri climatici e la conseguente emergenza planetaria; e qui potete leggere la risposta di Sterling a Caravita.
Ricordo benissimo il discorso di Al Gore nel 1994, quando era vicepresidente degli USA, al commencement di Harvard, la festa per chi si laurea (qui è riportato per intero). Parlando a una platea di migliaia di ragazzi, professori e famiglie, della guerra in Vietnam e dei suoi danni e del periodo di recessione economica che l'America stava attraversando, Gore ha detto contro la volgarità che sembra imporsi sulla qualità delle nostre azioni:
In a time of social fragmentation, vulgarity becomes a way of life. To be shocking becomes more important -- and often more profitable -- than to be civil or creative or truly original.
Davanti a uno scenario catastrofico sia economicamente, sia socialmente, disse Gore, c'è il pericolo di diventare cinici:
Cynicism is deadly. It bites everything it can reach -- like a dog with a foot caught in a trap. And then it devours itself. It drains us of the will to improve; it diminishes our public spirit; it saps our inventiveness; it withers our souls. Cynics often see themselves as merely being world-weary. There is no new thing under the sun, the cynics say.
Caravita ha ragione di parlare di disastro ecologico ma vorrei dirgli, dato che ha citato Gore, che lo stesso Gore ha terminato il suo commovente discorso del 1994 a Harvard -- commovente perché sentito e sincero -- con queste parole:
Hope for society as a whole is considered an affront to rationality; the notion that the individual has a responsibility for the community is considered a dangerous radicalism. [...]
Ultimately, however, the life of a cynic is lonely and self-destructive. It is our human nature to make connections with other human beings. The gift of sympathy for one another is one of the most powerful sentiments we ever feel. If we do not have it, we are not human. Indeed it is so powerful that the cynic who denies it goes to war with himself.
In fondo, dice Gore, noi dobbiamo fare una scelta, una scelta che lui invitava i ragazzi americani a prendere ma che credo sia valida in Italia, in Europa, in tutto il mondo. Vorrei tradurre le sue belle parole:
Alla fine, noi siamo davanti a una scelta fondamentale: cinismo o fede. Ognuna è egualmente capace di radicarsi nelle nostre anime e dar forma alle nostre vite come delle profezie che si realizzano da sole. Noi dobbiamo aprire i nostri cuori e costruire su tutte le vaste e creative possibilità dell'America. Questo è un obiettivo per gente che ha fiducia, che è quello che siamo stati per tutta la nostra storia e quello che ancora è nel profondo del nostro carattere.
Io credo nel futuro.
Ripeto l'esortazione con cui lui ha terminato il discorso: "Non siate cinici!", che non è stata riportata nel documento di prima.
Ricordo le facce entusiaste di tutti, qualcuno che addirittura piangeva -- e qualcuno che era profondamente toccato da quello che Gore aveva detto, come me.
Qualcun altro, invece, disse che era semplicista. Ma io credo, come disse un autore che amo molto, l'antifascista e premio Nobel Romain Rolland -- citato da Gramsci in Quaderni dal carcere (qui un bel saggio sui Quaderni in pdf), nel:
pessimismo dell'intelligenza, l'ottimismo della volontà.
Se dessimo la stura alle reazioni negative, di sconforto, difronte a quello che vediamo e viviamo ogni giorno, ci dovremmo rinchiudere in casa e aspettare la fine: senza credere, senza amare, senza costruire e progettare, senza sognare, senza fare figli, senza prendersi cura di animali né coltivare piante; senza scrivere.
Invece credo che sia importante essere realisti ma avere fiducia, fede, nel presente e nel futuro. Se l'uomo, da scimmia che era, si è evoluto in homo sapiens, probabilmente è perché nel suo DNA sa quello che fa, sa dove va. E se dovesse andare verso la distruzione del pianeta e di se stesso, perché così sta scritto nel suo DNA, che così sia. Vuole dire che si evolveranno altre forme di vita. Non è detto che la nostra sia l'unica, o la migliore.
Ma nel frattempo amiamo, scriviamo, progettiamo, lavoriamo, miglioriamo insieme, col nostro piccolo o grande contributo, questo mondo così imperfetto e, per questo, così perfettibile.
E, perché no, apriamo anche un blog sul futuro.
(La foto di Parco Lambro qui a Milano è la mia)
D'accordissimo alla tua pulsione creativa, e di gruppo.
Basta un clic nella mente di molti di noi per cambiare, fluidamente e agevolmente i prossimi diecimila anni di storia! E ricordiamoci della forza del Web, che e' l'averci avvicinati al sogno della telepatia e del teletrasporto delle idee.
Ciao Iskandar! pensa solo che ha avvicinato te — che sei in Giappone — e noi, io e chi commenta e legge questo blog: e non è poco!:)
Fa ancora freddo lì? Qui fa freddissimo..
^_^
Si', freddino, ma il peggio con ghiaccio e neve e il geo che scende dalle colline deve ancora venire.
Ma ora ho la mia brava stufetta a gas cittadino.
E' sicura, e' sicura, non ti preoccupare!
Pensavo la stufetta a gas col bombolone, come avevo io..:)
Bellissimo post :-)
Di cinismo si guarisce?
Ciao caro!:) Non lo so, io dovrei, secondo qualcuno che tu ben conosci, guarire dalla cronica mancanza di cinismo!:)
Ma perché tu sei un cinico?? hummmmm.. Non mi pareva…
No, beh, in minima parte sì, boh. Ci dovrei pensare.
Molto interessante.Dipingiamo…torno ora da una mostra di artisti indiani contemporanei, 15 per l'esattezza, di cui 7 donne.la cosa fa riflettere.Molto. Non mi è mai capitato di vedere in esposizione così tante donne. This is India!
Mi parevi realista Lawrence, non cinico! ma ci pupoianche pensare eh, che non si può solo programmare nella vita..:)
Alessandra, le donne indiane, sia lì che all'estero, le ho trovate sempre speciali, quasi tutte devo dire. Ma a quando una mostra (qui a Milano)? Dai che voglio venire a vederti e magari facico qualche foto..:)
Mi vien da commentare che sulla base del fato iscritto nel DNA le formiche siano destinate ad un futuro migliore di quello della razza umana ma no, "Ma nel frattempo amiamo, scriviamo, progettiamo, lavoriamo, miglioriamo insieme, col nostro piccolo o grande contributo, questo mondo così imperfetto e, per questo, così perfettibile". Letto, approvato e sottoscritto. In fondo anche Beppe Caravita va avanti su questa strada con grande passione no? Buona anche la risposta di Sterling - ma invece di linkare non potevi scriverla? - ma ho tumblerizzato la tua ;-)
Ciao, f.
Francesco, penso che la parte più profonda e animale nostra, che sia l'inconscio collettivo o il codice genetico, ancora nessuno la sa.
Forse le formiche sono destinate a sopravviverci, che ne sai? Che poi sia migliore davvero il loro fato non so..
E poi hai perfettamente ragione, Caravita ha obbiettato a Sterling con grande passione: quindi, in fondo, il suo messaggio per il futuro già lo esprime.
Perché non ho riportato le parole di Sterling, che pure avevo trascritto? Perché quell'uomo non mi è piaciuto nolto. Per carità, intelligente, famoso, grande venditore, buon parlatore, grande imbonitore, so che i suoi libri sono belli, almeno un paio sono ottimi, ma non mi piace.
Così l'ho fatto parlare attraverso un giornalista che l'ha trascritto.
Ciao Francesco buona giornata:)
Ciao Boh!
Quel "pessimismo dell'intelligenza, ottimismo della volontà" mi piace un sacco! E lo prendo come spunto da vivere perché sono spesso frustrata e scoraggiata vedendo quanto il cattivo gusto e la volgarità stiano rapidamente soppiantando tanto buon senso e spirito civico. Il fatto di constatare anche razionalmente che ci sono tutti gli elementi per dire che le cose non vanno bene non significa necessariamente agire in maniera cinica, si può invece scegliere di compiere piccoli passi quotidiani nel senso contrario e quindi VOLERE un'azione che punti al cambiamento.
Io almeno, l'ho interpretato così… ;-)
Grazie!
P.S. Domani sera arrivo a Milano, venerdì si laurea una delle mie più care amiche! Evviva!
Ciao Silvia:) hai interpretato correttamente, in quotidiano. Anche io lo interpreto così e lo ripeto a chi mi dice, in pratica, "tanto è tutto uno schifo": è solo una scusa.
venerdì? Allora ti scrivo in privato..
;)
p.s. Ma grazie di che Silvia?
Grazie a te di leggermi, di commentare, di condividere quello in cui io credo profondamente!