E-gov 2012, la nuovissima cura di Brunetta vecchia di tre anni

boh, venerdì 02 gennaio 2009 12:14:27

BrunettaCominciamo l'anno con una notizia davvero nuova, che porrà l'Italia in testa a tutti i paesi dell'Europa e dell'Asia. Il ministro della fannullonaggine Brunetta, infatti, ha trovato una cura per rilanciare l'economia italiana:

[il] piano «e-gov 2012»: un vero e proprio salto di qualità nell'utilizzo delle tecnologie informatiche già in possesso delle amministrazioni centrali e degli enti territoriali per migliorarne le prestazioni, ridurre i tempi di attesa di una pratica e garantire il massimo accesso possibile a cittadini e imprese.

Vuole potenziare le tecnologie informatiche e l'implementazione del sistema pubblico di connettività, che oggi consente alle amministrazioni centrali di comunicare online, perlomeno dal lato dell'offerta pubblica di servizi. In soldoni: dare vita o sviluppare l'e-governance o e-government (che sembra che non siano la stessa cosa).

Insomma, Brunetta sta scoprendo l'acqua calda. Alla fine del 2006 ho partecipato come delegata della Comunità Europea alla conferenza "The role of the State in a liberalized economy", sponsorizzata dalla Comunità Europea, organizzata dall'EPLC (European Public Law Center), dal Ministero della giustizia indiano e vari altri organismi nazionali e sovranazionali.
A Pune.

La conferenza verteva sull'ulteriore implementazione, cominciata in India nel 2004, specie nelle campagne e i paesi lontani dai grandi centri come Delhi, Mumbay o Bangalore, proprio dell'e-governance come mezzo di potenziamento economico, attuando la partecipazione politica e lo svolgimento della publbica amministrazione in modo efficiente.

Io ho parlato di Web 2.0 in South Asia Liberalized Economy: Benefits and Perils in the Interplay between State and Citizens. Avevo promesso a una mia amica di mettere online le slide, ma non l'ho ancora fatto. Mi sembravano concetti già sorpassati, qui in Italia.

Mi sbagliavo, ancora non c'era il ministro Brunetta.

Commenti dei lettori

  1. Martin

    Purtroppo l'Italia é un paese molto arretrato rispetto a molti paesi sviluppati nel resto del mondo e non solo per quanto riguarda la tecnologia. C'é senz'altro bisogno di un piano che sia forte, visto che non c'é mai stato in questo paese

  2. Piero Sampiero

    Finora l'implementazione non c'è stata.

    Il 31 dicembre, per raccomandata, ho ricevuto una lettera dell'Agenzia delle entrate, che mi comunica, a mala pena, alcune rettifiche da apportare al modello unico 2006 (redditi 2005). Nonostante il mio commercialista avesse colloquiato, a più riprese, con il funzionario addetto, recandosi di persona presso l'ufficio, esibendo documenti e fornendo chiarimenti, per oltre sei mesi, alcun approccio telematico è stato curato, non solo con il contribuente o con chi lo rappresenta, ma neppure con enti e soggetti di rilevanza pubblica, ai quali, come indicato da precise norme di relazione, devono essere preliminarmente richiesti riscontri ed informazioni.

    Ora, l'unica possibilità offerta al cittadino è di pagare sanzioni “non giustificate” entro trenta giorni, ovvero riprendere “un dialogo tra sordi”, tramite telefono od incontri personale con il delegato dell'Agenzia medesima, procurandosi risposte ed atti documentali, che potrebbero essere forniti molto più velocemente dagli organi amministrativi competenti in materia.
    In buona sostanza, si chiede al contribuente di fare ciò che dovrebbe esser fatto dalla P.A. con metodi e procedure risalenti almeno a trent’anni fa.

    Non so se, di fronte all'omertà burocratica, l'intento, comunque apprezzabile di potenziare od innovare il sistema concretamente, con moderni mezzi tecnologici, del ministro Brunetta, possa dare qualche risultato utile per i cittadini. Ma è certo che, se alle parole o ai programmi di tre anni fa, non seguono fatti e risultati efficaci, l’auspicata riforma dell'Amministrazione rimarrà lettera morta.

  3. Boh/orientalia4all

    Martin, "l'Italia é un paese molto arretrato rispetto a molti paesi sviluppati nel resto del mondo": ma l'Indi anon dicevano che è un Paese in via di sviluppo?

  4. Boh/orientalia4all

    Piero, il punto è che le intenzioni ci sono ma mi sembra che ci fossero già anni fa, quando si parlava che tutta la PA, incluso i concorsi, dovessero svolgersi facendo domanda, con titoli ecc., attraverso Internet. Concorsi, borse di studio e vosì via.

    Qualcosa, poco, è stato fatto. Altro Brunetta assicura che si farà. Ma non è cosa nuova, tutt'altro, ha solo rispolverato quello che già c'era.

  5. gino

    l'italia e' arretrata, in piu' anche quando si muove spesso trascura di portare a compimento (perche' aver iniziato e' gia' ben spendibile sul piano politico/elettorale evidentemente)

  6. Piero Sampiero

    Enrica, aspetto di vedere i risultati.
    Se Brunetta arriverà là dove non sono giunti i suoi predecessori, sarà comunque un passo avanti, non ti pare?

  7. Boh/orientalia4all

    gino, infatti questo mi pare il problema: le idee e le innovazioni ci sono ma poi, una volta iniziate, non si portano a termine. Come i palazzi fatiscenti, solo le fondamenta e i pali in cemento armato, che si vedono in tanti posti nel meridione. DI fabbriche e privati..

  8. Boh/orientalia4all

    Piero, vedremo, io aspetto. Se l'Italia andrà meglio non potremo che esserne tutti contenti, ti pare?

  9. ArMyZ

    Ci sguazzo tutti i giorni i questi ambienti.
    SPC è una realtà concreta da svariati anni (faccio parte di uno dei gruppi di lavoro della commissione) in quanto progetto molto ma molto invasivo ed enorme.
    Il nanetto se l'è ritrovato pronto (e per pronto parlo che si è "perso" anni di studi di fattibilità, suddivisioni in lotti, preparazione del bando, capitolati di gara, aggiudicazioni, ANNI e ANNI) quindi nel bene o nel male non ha nulla a che fare con SPC.

    Inoltre, per rispondere anche ai tuoi lettori alcune osservazioni di Brunetta sono oggetivamente condivisibili, anzi, inconfutabilmente reali e veritiere.
    Il problema non è il cosa ma il come.
    Se vuoi che un change abbia luogo devi partire dall'alto per forzarne il commitment. Se vuoi fare campagna elettorale parti pure dal basso senza problemi ma lì si ferma il cambiamento, ovviamente.

    Risultato ed esempi: messi tornelli agli impiegati ma non ai dirigenti.
    Se il mio dirigente va a spasso e non da conto al suo di dirigente, l'essere umano a torto o a ragione si sente di poter (e voler) fare lo stesso e non può.
    Il cambiamente vedremo che sarà solo in peggio.

    Il reale obiettivo è la campagna elettorale per il popolino e per coloro che non conoscono nessuno della PA che possa dare una chiave di lettura diversa.
    Se volevano realmente cambiare qualcosa partivano dall'alta dirigenza.
    Sul piano normativo siamo all'avanguardia per quanto riguarda il raccordo azione politicaazione amministrativa, contratti, misurazione dei risultati. Dobbiamo solo applicare le leggi.
    Lo sanno fare.
    Lo possono fare.
    Tra cani non si mordono.

    Ecco la mia visione da un interno anomalo e rarefatto.

    A.

  10. Boh/orientalia4all

    ArMyZ, mi sembrava una cosa un po' vecchiotta, infatti, e tu me lo confermi! Fai parte di un gruppo di lavoro?

    E concordo anche con te che il pesce, come si dice, puzza dalla testa. Prima di cambia in alto, ché poi quelli in basso si adeguano anche.

  11. ArMyZ

    Capiamoci. Vecchiotto è lo startup del progetto e le basi normative.
    Basandosi sulla 229/2003, il dlgs 42/2005 istituisce e disciplina il Sistema Pubblico di Connettività. E' un progetto molto ambizioso e di un impatto devastante sia per le Pubbliche Amministrazioni Centrali che Locali. Rappresenta un grande passo avanti rispetto alla vecchia Rete Unitaria (RUPA) anche (e soprattutto) in termini di risparmio e di servizi offerti.
    La prima parte della migrazione si è conclusa. Ci sono svariati lotti. Io mi occupo del lato legato alla sicurezza, tanto per cambiare :-)

  12. Boh/orientalia4all

    ArMyZ e che altro? sempre sicurezza..

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