Leggevo su Il punto di vista della quaglia del profondo dialogo che si instaura fra il cacciatore e il suo target, che si trasforma in business. Purtroppo Gaspar non ci rivela la fonte di questa dotta citazione, per commentarla opportunamente:
...creare occasioni di dialogo tra voi e il vostro target e trasformare i dialoghi in opportunità di business; siamo pronti ad innovare la vostra comunicazione, accompagnandovi lungo un percorso unico ed entusiasmante.
Ho vissuto in campagna (campagna vera, non villa di campagna) per diversi anni e lo posso testimoniare: non solo la quaglia non è d'accordo, ma neanche i cani e i gatti. I cani da caccia erano rinchiusi, a digiuno da almeno 12 ore e in tre o quattro, in gabbie strettissime messe nel bagagliaio dell'auto chiuso, in modo che una volta liberi fossero arrabbiati, corressero di più e se la prendessero di più con la preda. Non so se fossero d'accordo sul dialogo.
Poi, se non c'era selvaggina intorno, i cacciatori si divertivano a sparare ai gatti, quelli selvatici e quelli domestici. E neanche i gatti erano assolutamente d'accordo.
Fino a qualche secolo fa cacciare era una necessità. Ora in Occidente non è che un danno per tutti. L'unica consolazione è che ogni tanto qualcuno ci rimette di persona. Altro che la pia storiella che nessuno ama la natura più dei cacciatori! Perché, gli animali non fanno parte della natura?
A fine gennaio 2008 (quando si chiude la stagione), solo in Italia, la caccia aveva fatturato 54 cacciatori morti + 2 non caccciatori, 77 cacciatori feriti + 21 non cacciatori. Insomma i cacciatori vincono alla grande in questa classifica, preceduti solo dagli animali. Se ci sono le classifiche… è giusto parlare di sport, no?
L'unica cosa che manca sono i titoli sui giornali. se qualcuno uccidesse "per sport" 56 persone non finirebbe in prima pagina? Non susciterebbe reazioni indignate? Beh, con la caccia provoca solo una spesa delle regioni per fornire animali d'allevamento "selvatici" a tutti quelli che vogliono ucciderli. Boh?
Grazie dei dati, mooolto significativi.
Purtroppo i cacciatori sono preceduti alla grande dagli animali, come fai notare.
Per i giornali forse non fa notizia, forse. O forse anche il governo prima di Prodi mi pare abbia dato il via alla concesssione di un numero molto più alto di licenze. Dovrei andare a cercare la news ma mi pare.
Forse qualcuno dei miei esimi lettori lo ricorda?
;)
Deve essere una moda quella del dialogo ad ogni costo… impacchettano tutto con questa parola e liberi… tranquilli per la loro personalissima idea. Comunque non credo che la storia del rapporto di rispetto tra cacciatore e natura sia tutta una bufala. Penso solo che sia mal posta. In quelle culture dove la religione è di tipo animistico, o comunque dove le divinità hanno un ruolo collegato alla ciclicità del tempo, la caccia assume profondità di significati e le regole per esplicarla sono di stretta necessità. Così come accade nella condizione di natura per le altre specie animali. Bisogno/soddisfazione. Nell’uomo il bisogno di sviluppare mete ed il superare limiti surrettizi, non affatto legati ad un bisogno oggettivo, ha saturato questo cerchio di valori con significati equivalenti alla pura crudeltà. Ricordo una volta che si discorreva in criminologia di come qualificare concretamente i comportamenti violenti del bambino o quelli tendenzialmente violenti. Il ragionamento di stretto rigore era di attribuirli ad una fase dell’educazione. Perché? Semplice anche gli animali, ad esempio i gatti, addestrano i cuccioli all’arte predatoria così facendo (ad es. portando loro piccole prede vive) non stimolano direttamente il bisogno di sazietà ma l’istinto violento che, in fase adulta, servirà per colmare il primo. Oggi cosa soddisfiamo con la caccia? Tenuto conto della catena degli orrori che è l’alimentazione dall’allevamento alla nostra tavola? Quale bisogno è insoddisfatto? Se è venuto meno il nesso tra educazione/caccia a noi cosa resta? Le molteplici risposte che si potrebbero ricavare, a vari livelli, mi spaventano perché solleverebbero tappeti di istanze sotto cui è nascosto di tutto.
.:.
1) hermnsji, hai perfettamente ragione sulle culture animiste e legate alla ciclicità delle stagioni (che peraltronon c'è più tanto)ecc.: ma noi, in Occidente, siamo partecipi di queste culture?
Da quanto tempo qui, da noi, sono scomparse?
2) Cose sostitutive della violenza insita come il tiro al piattello? Oppure BlogBabel…?;)
3) Io col mio maestro e amico (grande avvocato penalista) discutevo della criminalità infantile e lui mi ha detto una cosa: è questione di quantità. Se a un bambino rubano un giocattolo magari per dispetto e lui prende un coltello e uccide, bene, è un atto criminale perché profondamente lesivo per la società.
Se gli dà uno spintone per riprenderselo è tutto normale.
Certo, i limiti li mettiamo noi, adesso, in questa civiltà di questo tempo. Ma la legge, specie in USA, è soggetta al tempo e alla geografia…
Odio la caccia da sempre.
Sapessi io!
la preda vede il predatore e scappa, qualunque sia il livello il livello di stress a cui il predatore e' sottoposto. Dialogo tra i due ? Solo nelle favole di Esopo.
Vivo in campagna aperta, purtroppo ho a che fare coi cacciatori spesso, anche fuori dai periodi previsti per cacciare a norma di legge, il problema è serio, anche perchè questi sparando non rispettano nemmeno le distanze dalle abitazioni, come la legge prevede, qualche centinaio di metri e mira in direzione opposta all'area abitata. Tempo fa venne da noi un cittadino della zona, chiedeva adesione contro la caccia, ci ha raccontato di quello che i cacciatori hanno fatto a chi ha protestato, oltre a giocare a centra il cane il gatto la gallina o il coniglio (in gabbia anche, pessimo) sono arrivati a fare fuoristrada sui campi e tirar giù tralicci d'uva. Alle proteste di mia madre, che arrivano spesso quando si trovano nei pressi della casa, per tutta risposta arrivano appellativi non riproponibili.
Al Proposito riporto due link:
gino, già: eppure sembra una cosa seria.
paz83, so benissimo, a noi ci sparavano in casa e ci hanno rubato tutte le galline! Non erano le volpi, che di solito lasciano qualche penna in giro e in ogni caso non aprono il chiavistello di una casetta di muratura. E se protesti ti fanno fuori il cane, come hanno fatto a una mia carissima amica. Glielo hanno avvelenato (stava fuori in una cuccia) e poi lo hanno mirato. Delinquenti criminali.
ps e la notte sassi sulle finestre..
La caccia non ha nessuna legittimazione in una società come la nostra, tantomeno come sport…
Eppure in Italia è sport.
ex-xxcz concordo assolutamente in pieno! Per gli uccelli, per le volpi e i cinghiali e il resto, per i cani, per i gatti e tutto.
Quanto allìecosistema e gli equilibri, dovrebbero NON allevare animali nelle riserve. Se lasciata un po' fare la natura ci pensa da sé. Bisogna secondarla la natura, non opporsi.
Http500: certo anche in Inghilterra, ma ciò non vuole dire che lo sia davvero.
So che dalle licenze di caccia lo stato ci prende un sacco di soldi: sarà questo lo sport?