Chiarire e non mentire: sulla vendita di BlogBabel

boh, giovedì 10 settembre 2009 16:04:33

Questa è la risposta di Ludovico sulla vendita di BlogBabel a un post ingiurioso di qualcuno che ha fatto un po' troppo il brillante per pararsi le spalle:

Gli ultimi giorni sono stati abbastanza faticosi, cosa che certo non aumenta il mio già scarso interesse per le polemiche intorno a BlogBabel. Credo ci sia però bisogno di qualche chiarimento, in particolare rispetto al post di Gianluca che propone una versione astiosa, grottesca, offensiva e con molte falsità di una trattativa svoltasi nei mesi scorsi.

Qualche mese fa avevo messo in giro la voce che avrei voluto vendere BlogBabel, e tra gli altri si era fatto avanti anche Gianluca facendosi tramite dell'interesse di due aziende. Fin da subito l'affare sembrava poco chiaro: delle due aziende potevo incontrarne solo una, ma sapevo già che non avrei dovuto accettare una loro offerta; la seconda non era interessata a vedermi, e avrebbe comprato a scatola chiusa. Non ho grandi esperienze di trattative commerciali, ma nei miei 15 anni di lavoro per grandi aziende, spesso su progetti da milioni di euro, una cosa così non l'avevo mai vista e mi era sembrata da subito poco seria. Decido comunque di proseguire, per vedere dove si sarebbe andato a parare.

In circa un mese e mezzo riesco ad incontrare una volta solo la prima azienda (quella la cui offerta, secondo Gianluca, avrei dovuto rifiutare) e non si discute mai di come è fatto BlogBabel, come si può trasferire, cosa serve per farla girare, e tantomeno cosa vorrebbe farne il possibile acquirente. Nel frattempo, ricevo ogni tanto le telefonate dell'“assistente” di Gianluca, che sostiene che la seconda offerta è sempre valida e si sta considerando come procedere, fino a quando mi viene chiesto un appuntamento per discuterne con Gianluca.

Decidiamo di prendere una pizza vicino a casa mia (se non altro per minimizzare lo sforzo dedicato a una trattativa che già mi sembrava doomed), e Gianluca mi presenta l'offerta: 60.000 euro (non 80 come hai scritto, Gianluca...), non trattabili, da accettare entro una manciata di ore pena il ritiro immediato, senza niente di scritto e nessun dettaglio su chi/cosa/come. Come ulteriore fattore di pressione nei miei confronti, mi viene detto che una società di consulenza è già pronta per sviluppare un servizio simile a BlogBabel, nel caso io non avessi voluto vendere o avessi fatto difficoltà. Peccato che io abbia una certa esperienza su grandi progetti IT in ambito Enterprise (caro Gianluca, non puoi pensare sempre di avere a che fare con dei fessi, sono 15 anni che faccio questo mestiere...), e so benissimo quanto tempo ci vuole, quanto costa, e quale di solito è il risultato di operazioni di questo tipo, e la pressione sia quindi in senso opposto (“volete il software? io ce l'ho pronto, me lo pagate il 40% in meno rispetto alla società e ve lo installo domani, con il resto pagate il supporto e la manutenzione da chi vi pare, ecc.”).

Dato che la serata non butta bene e l'offerta mi sembra molto poco seria, provo a far scoprire Gianluca per capire cosa veramente ci sia sotto, e inizio a tirare sul prezzo e a prospettare soluzioni diverse e più articolate. Di fronte, come prevedibile, mi trovo un muro e soprattutto con il passare dei minuti la maschera di affabilità di Gianluca e del suo “assistente” si fa sempre più tirata e alla fine scompare del tutto, quando diventa chiaro che non ho nessuna intenzione di proseguire a certe condizioni.

E qui finisce la storia, fino a quando Gianluca decide di dare sfogo al suo rodimento interiore con il post dell'altro ieri. Caro Gianluca, nonstante le tue indubbie capacità di comunicatore credo che questa volta tu abbia decisamente esagerato, andando contro i tuoi stessi interessi:

* dare del pazzo incapace a chi da 15 anni lavora nell'IT ad alti livelli per aziende di grandi dimensioni, e sostenere di converso che l'unica speranza per un progetto è che venga preso da te e “rimesso in ordine” sta facendo sorridere parecchie persone di qua e di là dell'Atlantico
* adottare un comportamento mafioso (“o fai come dico io o ti distruggo la reputazione”) credo darà da pensare ad alcune aziende che in passato hanno avuto rapporti con te
* non so quanti dei tuoi clienti saranno contenti di sapere che pubblichi informazioni commerciali su una trattativa che dovrebbe essere riservata, oltretutto facendolo in modo grottesco e falsandone i dati; inoltre, mi chiedo con che coraggio ti affideranno in futuro un'altra trattativa da condurre per conto loro, visto come hai gestito questa
* provare a ridicolizzarci pubblicamente con affermazioni false o distorte prima o poi ti si potrebbe ritorcere contro, il mondo del web italiano è piccolo e chissà che in futuro le nostre strade non si incrocino di nuovo

Da te ci aspettiamo delle scuse, che so già che non verranno mai. Credo di avere imparato un po' a conoscerti in questi anni, e la correttezza o l'educazione non mi sembrano il tuo forte. Poco male, per fortuna ci muoviamo in ambienti differenti, e spero che anche se dovessi avere la sfortuna di incontrarci in futuro, avrai il buon senso di girare alla larga ed evitare di aggiungere altre falsità a quelle che hai già scritto.

Commenti dei lettori

  1. Alessandro Mirri

    La cosa più esasperante è che questa risposta (dovuta e sacrosanta!) è causata da un post che non aveva ragione di esistere… se non per ragioni soggettive che sembra quasi facciano paio con l'intenzione di giustificarsi verso… ché questo è quello che mi arriva leggendo quel post scatenante a monte. Batte passo la noia. Marca stretta la nausea.

  2. davidonzo

    Da buon siciliano non entro nel merito della vicenda. Non c'ero e se c'ero dormivo…

    Però non capisco come faccia un intermediario di una società quotata in borsa a pubblicare una trattavita commerciale (vera o falsa che sia) il giorno dopo che questa è stata acquistata da un'altra società (forse non quotata in borsa, ma che rappresenta pur sempre qualche milione di euro di investimenti).

    E' una questione di serietà. Posso capire parlare della cosa in questi termini (anche scherzandoci su, per farsi due risate) con un amico caro, con un familiare, ma qui si sta perdendo il senso della misura.

    Il merito è vostro, ma se i modi diventano pubblici, allora ci vuole responsabilità pubblica.

  3. Boh

    Mi spiace, siamo stati tirati in mezzo. Di gentucola con smanie di grandezza ce n'è tanta.

  4. Boh

    Lo so Davidonzo e hai ragione. E pensa che si dichiara giornalista: so quanto sono felici i giornalisti seri in questo momento.

  5. Stefano / The Catcher

    Non posso che essere solidale con chi fa il suo lavoro seriamente nell'ambito dell'Information Technology.

    Non capisco tutti i termini della questione, personalmente trovo la cosa brutalmente usuale, e avrei sorvolato sull'amenità, ma posso dare la mia personale testimonianza, per i miei "casi" personali.

    In 15 anni di lavoro nel settore dell'IT ho ricevuto "miriadi" di proposte insensate. Condite da offerte e profferte che non si potevano rifiutare, per svariati motivi.
    Il ricorso all'avvocato civile e una volta anche ad un penalista mi è diventato necessario in certe situazioni non chiare… o forse anche fin troppo chiare.
    Il problema è che l'ambiente IT pullula di personaggi differenti, di differente estrazione.

    Ma sorvolerei su questo aspetto.
    Mi vorrei concentrare più su un altro. Il fatto che in generale negli ambiti IT si ritiene che la professionalità scientifica, tecnica e le idee, che richiedono anni di maturazione umana e professionale, possano essere sostituite con modalità frettolose, strumenti a volte improvvisati e tecnologie "compatibili".
    Poi gli interessi economici portano taluni (mi riferisco alle mie esperienze) a cattivi consigli, dimenticando il nesso della questione: la professionalità e il servizio.

    La causa di questi problemi risiede fondamentalmente nel fatto che questo ambiente è totalmente deregolato, privo di una vera deontologia e reali regole, e richiederebbe invece regole di comportamento professionale e deontologico molto chiare, e severe. Specialmente ora che l'informatica è alla portata di TUTTI, e la tecnologia si è fatta strumento quotidiano e di conseguenza anche "problema sociale".

    A mio avviso, tanto per dirne una, manca un ordine professionale degli operatori dell'Information Technology laureati. L'ingresso nel settore di persone senza un curriculum di studi adeguato è una vera dannazion.
    Certi comportamenti commerciali avventurosi che possono essere tollerabili in certo ambienti non sono affatto compatibili con una seria professionalità di settore.

  6. xlthlx

    Ciao Enrica,
    di norma non mi schiero mai con nessuno, cerco di evitare gli scontri e preferisco l'indifferenza come strumento per ribadire il mio pensiero.
    In questo caso però mi sembra opportuno dire come la penso.
    Che "la correttezza o l'educazione non mi sembrano il tuo forte" l'ho sinceramente pensato anch'io, non di certo dopo un giorno, ma osservando il comportamento della persona in questione.
    Credo di dover dire, per una volta, che certi comportamenti non vanno avvallati, che l'indifferenza non basta.
    Mi è piaciuta molto la risposta di Ludovico, soprattutto quando chiede di "girare alla larga". Per quanto mi riguarda, è proprio quello che intendo fare con persone di quel calibro.
    A te e a Ludovico va la mia solidarietà, i miei complimenti per la vendita, e vi auguro che riusciate presto a trovare un po' di tranquillità al di fuori di queste vergognose vicende.

  7. Boh/orientalia4all

    Stefano, ti dimentichi di una cosa: che ilmondo dell'IT, proprio perché altamente professionale e poco (ri)conosciuto, pullula di squali e squaletti. Che solo perché hanno la parlantina sciolta pensano di poter sfruttare quei ritardati mentali dei "tecnici" dell'IT. Ma qualche volta gli va anche male.

  8. Boh/orientalia4all

    xlthlx grazie della solidarietà. In effetti, le persone si riconoscono sempre, e d'altronde il personaggino in persone aveva già provato a fregarmi in altro ambito.

    Cosa dimenticata e sorvolata, me lo ha ricordato due giorni fa un mio amico giornalista che sapeva della vicenda, come a dire: questo è il suo stile. Forse il personaggino pensava che, avendo sorvolato io, avrebbe sorvolato anche Ludo.

    Purtroppo tu lo sai: le persone non cambiano il loro stile, pur nella diversità delle azioni o dei tempi.

    Cmq, estrapolando dalla vicenda personale, che poi tanto personale non è, certe cose vanno fermate. Altrimenti di ripresentano sempre.

  9. andrea

    Alcune cose di questa faccenda mi sono sembrate strane:
    1) Il post di Gianluca mi è sembrato troppo cattivo ed insultante( per quanto ben scritto) , l'idea che mi dava leggendolo era : ho dell'astio peronale nei confronti di queste persone e uso questa faccenda per scaricarlo. L'argomento era poco importante.
    2) Tratto normalmente affari ma in altro ambito. Non so quantificare se 60 o 80 mila euro siano una grossa cifra nel mondo IT, ma in assoluto lo sono. Mi sembra un pò poco serio trattare di queste cifre al bar ( e non in uno straccio di ufficio con proposte scritte ecc.. ) senza avere nessun rapporto con il compratore, con un prendere o lasciare, e un paio di giorni per decidere.

  10. Stefano / The Catcher

    @ boh.

    Sì lo so. Non voglio addentrarmi su queste cose, che sono materia da avvocato, ho purtroppo una lunga conoscenza professionale di queste tematiche. Ne parlerei più a freddo in altra occasione.

    Quello che sottolineo, oltre a queste cose che tu giustamente rilevi, è che da un decennio l'informatica è uscita dal sottobosco dei pochi "tecnonerds", per coinvolgere la vita di tutti. Trovo molta professionalità tecnica ma non regole.

    Quando vado da un medico vorrei sapere che è certificato da un ente di suoi pari.
    Qui invece si trova di tutto. Questo è la sorgente dei problemi.

    Se tutti guidano l'auto ma non si fa un codice della strada i litigi sono molti, i problemi tanti e le scazzottature agli angoli delle strade molteplici.

    Se si stabilisce che ci sono assicurazioni obbligatorie, che chi viene da destra ha la precedenza, che ci sono dei limiti di velocità massima, segnali, semafori e striscie pedonali, non si evita tutto (non in Italia), ma si previene moltissimo e si chiarisce. E se si fanno controlli si riducono al minimo gli equivoci e i problemi.

    Di avventurieri della strada informatica ne ho la lista piena sono di norma dei "piazzisti" senza arte nè parte. Come quelli che procurano donne ai potenti per avere cortesie in cambio. Personaggini di sottobosco.

    Per chiarire: avete fatto benissimo.

    Ce ne sono molti altri di problemi, altrettanto preoccupanti, che riguardano il diritto del lavoro. Ma questo è un altro discorso….

  11. Boh/orientalia4all

    andrea, vedo che sei una persona di buon senso: e pensare che auspichi di avere certi amici come Gianpaolo!;)

    Nell'economia, ancora più che in altri ambiti, la serietà della persona è tutto, o uno rimane sempre a livello modesto. Sia personale, sia professionale.

    Astio personale? non so, non ne abbiamo avuto noi verso lui, e ne vremmo avuto tutti i motivi, non vedo perché avrebbe dovuto averne lui verso di noi.

    Però che abbia fatto una figuraccia per avere mandato a monte una transazione e credo che si pari un po' le spalle.

  12. Boh/orientalia4all

    ps Andrea, una transazione che, con gente seria, è stata risolta in due giorni, contatto, contratto e tutto. E di offerte anche ottime ne avevamo avute diverse con gente seria e aziende o cordate di aziende solide.

  13. Boh/orientalia4all

    Stefano, come darti torto? (quasi quasi mi preoccupo di darti spesso e volentieri ragione, dov'è la mia vis polemica?)

  14. diego

    sicuramente questo blognanel è uno strumento rilevante e frutto di competenza e professionalità; vorrei chiedere una cosa, magari che non c'entra, anzi non c'entra, però abuso della immeritata ospitalità:

    ma non sono troppi i blog? come si fa ad avere tutta questa immensa marea di robe da leggere? può essere utile questo strumento per poter una buona volta sfrondare, selezionare? io mi domando poi: come può uno dirsi soddisfatto del suo blog? in base alle visite? non è un buon criterio, sarebbe come dire che una donna che per professione giace con molti uomini è in amore più fortunata di una che concede il connubio ad un solo, amandolo? a me piace molto il proverbio: poca brigata, vita beata; e invece qui sull'internet a tutti, a quasi tutti piace avere il tanto, i tanti click, e invece io penso che se anche 10 persone leggono le mie fesserie, e ci pensano su, e magari gli rimane qualcosa, allora ha un senso, se no l'internet è odiosa, è una specie di affollato stanzone dove tutti urlano ma nessuno, nel casino che c'è, ascolta; chiedo venia, probabilmente non ci capisco un tubo di blogbabel, e per questo ho scritto una fesseria

  15. Boh/orientalia4all

    Diego, ti ringrazio. Hai scritto cose estremamente pertinenti e giuste. La qualità di un blog non viene certo dal numero dei click né dai link, che dipendono in parte dalla popolarità dell'autore e/o dal suo potere, per farsi notare, per farsi invitare in redazione o in radio e così via, oppure perché il blogger è famoso (vedi per esempio Grillo, Travaglio ecc.), in parte dallo scambio favori. Solo talvolta dai contenuti, dalla qualità insomma.

    La classifica di BlogBabel infatti è stata concepita con diversi parametri, proprio perché i link contano molto ma non sono abbastanza. E comunque la qualità in sé non si misura, purtroppo, con un metro: e BlogBabel è una specie di metro molto sofisticato.

    15.000 blog attivi (anzi, di più), sono molti: mi sa che di questi credo che la metà buona ne ho approvato io! Pensa che lavoro aprirli tutti e vagliarli (sempre in base a diversi parametri).

    A varie aziende però interessa la classifica e, soprattutto, la conversazione, per vedere (per esempio i giornali) di cosa si parla al momento sui blog italiani. Oppure quale è il blog(ger) col quale si può fare business, che è più popolare ecc.

    E poi ci sono anche i blog aziendali, oppure i blogger che hanno un blog non proprio aziendale ma che è il miglior strumento pubblicitario per la propria azienda (vedi i blogger che lavorano o rappresentano grandi aziende di marketing).

    Insomma, il blog non è solo chiacchiere..:)

  16. Stefano / The Catcher

    Interessante il metro di misura di blogbabel, chissà che un giorno non se ne possa parlare più seriamente in termini di ricerca (una chiacchiera tra universitari), fuori dagli interessi commerciali.

    Enrica, ma…Con queste "polemiche"…ti sei persa l'evento mediatico del weekend.
    La triste scomparsa di un popolarissimo personaggio.
    Non è Tucci. Ma un commento me lo attendevo. ;-)

    Io nel mio piccolo… sul mio sito… ho lasciato un commento :-)

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