Sul sito Web della Carrefour, che in passato non ha certo brillato per atteggiamenti etici, è possibile segnalare la presenza di nomadi (servizio clienti, categoria principale --> informazioni punto di vendita, categoria secondaria --> presenza di nomadi).
Suona come le segnalazioni di ebrei durante il nazismo.
Pochi giorni fa sono andata a fare la spesa all'Esselunga. Arrivo alla cassa, mentre leggo una rivista una donna rom mi mette nel carrello delle bottiglie di alcolici e dei salumi. Me ne accorgo, li tolgo e lei li rimette un paio di volte, fino a che non la fanno uscire in mezzo alla gente che protesta - pare che lo faccia spesso. Fuori, mi segue per un bel tratto verso casa, appiccicata al mio zainetto.
Io la prepotenza e le intimidazioni non le sopporto, che vengano da rom, bianchi, neri o marziani. Il colore della pelle e l'occupazione sono irrilevanti.
Il problema esiste. Come esiste l'atteggiamento razzista della Carrefour.
Ne parlano fra gli altri Civati, Nouvelles Bruxelles, Daniele Sensi, Piovono Rane.
scusa se non scrivo direttamente della questione della carrefour, ma mi sovviene altro, da riflettere, cioè sulle nostre reazioni
da un lato ci sono le belle parole, i punti di vista morali e culturali nei quali ci siamo formati e ai quali aderiamo, in assoluta sincerità
dall'altro però c'è il passaggio duro, non facile, dalle convinzioni ai fatti, al quotidiano, alla vita di tutti i giorni, con le sue piccole e grandi difficoltà
e poi c'è l'istinto di difesa, la paura che in fondo tutti abbiamo, quel pensiero "di pancia" che ribolle inconsapevole nella parte arcaica del nostro esser uomini
si fa presto ad esser buoni da lontano, mi viene in mente l'espressione di adriano sofri "le adozioni a debita distanza", ma quando l'altro è lì, nella tua stessa fila, nella tua stessa carrozza del bus, all'angolo della tua strada o peggio ancora, fa casino nella sera, nella strada, nella "tua" strada, allora il sapore delle parole cambia
quindi io penso, cara boh, che alla fine dobbiamo accettare anche questa nostra divaricazione, questa tensione irrisolta fra principi che magari approviamo e le nostre pulsioni, a volte più cupe, senza abbandonarsi ad esse, ma anche senza macerarsi nel senso di colpa
siamo umani, e umanamente dobbiamo convivere con la nostra contraddizione
chiedo venia per la prolissità, ma tu, cara boh, nel mare di banalità che si legge, sai sempre suscitare riflessioni interessanti
Diego, come al solito sei gentile a leggermi e ti ringrazio per la riflessione giusta. Il fatto e' che io neanche in teoria sono d'accordo con chi molesta impone e intimidisce. E lei faceva questo.
E con ciò, e' ovvio, non giustifico la modalità di caccia alle streghe o di guerra agli ebrei di carrefour.
Anni fa mi era capitato di segnalare alla sicurezza di un supermercato (non quello citato) proprio la presenza di minori mendicanti nel parcheggio e ovviamente non perché erano di una tale etnia ma per il loro comportamento "sospetto" e perché i minori non dovrebbero fare gli schiavi-mendicanti.
Non mi pare che il problema sia se i nomadi sono "altro" nel subject di una mail oppure se hanno una loro voce precaricata, quanto il fatto che da decenni non sono oggetto di politiche di integrazione dotate di senso.
Ora siamo in un epoca di razzismo crescente, ma anche in tempi migliori qualcuno non ha fatto i compiti. Forse mendicava ai semafori, forse rubacchiava, chissà.
gentile bubbo, a mio avviso però quella che fa impressione è proprio la dicitura "nomadi" pre-caricata; se ci fosse stato scritto "frequentatori molesti" era diverso
perchè ad esempio non c'è la voce "giovani teppisti"? oppure "vecchi ubriaconi urlanti"?
poi è chiaro che le persone che danno noia, danno noia anche a me, questo sì
Bubbo, spesso sui blog si fa una facile retorica acchiappa-link. E i politici fanno una facile retorica acchiappa-voti. E i professori uan facile retorica acchiappa-consenso. E così via.
diego, però io ho trovato una nomade, che pare fosse spesso lì (la conoscevano sia le cassiere sia qualcuno che faceva la spesa, non ho mai trovato un vecchio ubriacone urlante o un giovane teppista (che magari è anche più pericoloso, chi sa) che mi vuole obbligare a fare la spesa e poi mi segue incollato alla schiena per centinaia di metri.
Poi, ripeto, al Carrefour ha sbagliato in pieno, concordo.
@diego b: hai ragione, ma è che siamo appieno nella società multirazzista. Le categorie dell'odio e della paura sono tantissime e, perdipiù, cambiano continuamente. Forse era proprio meglio tentare un esaustivo elenco dell'odio contemporaneo e delle possibili molestie all'onestissimo compratore ariano e poi aggiungere un sempre cauto "altro [specificare]"…
A volte non capisco alcuni tuoi posti, bella Enrica.
Sottolinei che segnalare è poco carino, parlando di Carrefour. Paragoni questo alle segnalazioni naziste/fasciste (mi sembra un po' esagerata). Poi parli della ROM che ti ha seguito sotto casa, insistentemente, e ne sei stata ovviamente infastidita e forse ti sei anche un po' preoccupata a tratti.
Ha ragione la Carrefour. E hai ragione tu. Non ti capisco Enrica.
A parte i bei principi astratti di sinistra - che non capisco perchè professarecome una religione, possono essere troppo astratti ad esempio - state dicendo la stessa cosa. Tu e Carrefour dite la stessa cosa.
Un conto è chiedere l'elemosina (e vabbè), un conto è seguire (to stalk in inglese, no?) una signora fino sotto a casa con questi modi preoccupanti. Hai tutto il diritto di chiedere di essere difesa. Hai il diritto di chiedere che queste cose non capitino . Hai il diritto di pretendere di fare la spesa senza tutte queste menate.
L'elemosina la si può chiedere anche rispettando le leggi, quel minimo.
Che dice la Carrefour di diverso da quanto in fondo stai dicendo anche tu?
Sulla dicitura nomadi, Enrica. Io non sono d'accordo di nuovo con te… Non è una etnia, è una scelta essere Nomadi, anzichè alzarsi alla mattina e andare pallosamente a lavorare come facciamo tutti, per pagare un mutuo per una casa come facciamo ahimè tutti.
E' bello essere nomade. Ma se uno è nomade che lavoro fa?
Se io e te domani prendiamo una roulotte e giriamo l'europa vivendo in strada: non paghiamo più tasse, non si sa che lavoro facciamo, da dove ci arrivano i soldi?
E' questa la differenza tra razzismo e oggettiva ragione.
Nomadi non è una etnia: nomade isignifica senza lavoro e senza fissa dimora-
Uno può essere ROM e lavorare avere una casa e finita lì.
Uno può essere italiano francese spagnolo doc, ma non avere una fissa dimora e un lavoro: può diventare un problema sociale se tanti italiano non lavorano e vivono di espedienti e vivessero in strada spostandosi su roulotte.
L'Italia non è il deserto del gobi, e le roulotte non sono cammelli.
Nomadi (di qualsiasi razza religione specie) non è bello nel senso che alla fine significa "senza fissa dimore e senza lavoro" PER SCELTA.
Non condivido le tue affermazioni quindi.
Se uno - di qualsiasi nazionalità - vuole vivere come un bohemien va bene. Ma che non si sostenga con espedienti, e furti. Questo se capita, mi sembra lapalissiano, è un problema per tutti alla fine.
Perchè dobbiamo sempre difendere il diritto di essere di peso agli altri?
Esiste anche la responsabilità sociale, mi pare. Non è un valore di sinistra?
Stefano, dice forse le stesse cose ma è come le dice, e i termini in cui le dice e le limita (nomadi, ma gli altri? tutti i possibili altri che infastidiscono?) sono sbagliati.
Non puoi limitare le molestie a una sola etnia, o professione, o genere ecc. La legge è uguale per tutti: o almeno facciamo in modo che sia così.
NB: nomade non l'ho detto io, l'ha detto la Carrefour.
E comunque intendeva rom, non i nomadi mongoli, per dire. O quelli del deserto del Sahara. I rom sono una etnia.
Discutere di questo è, come dici tu, assai giusto. Si abolisce così un primo tratto di strada che condurrebbe al fascismo. Sono con te
al totalitarismo di ogni genere, almeno (ps che strano titolo per un blog, dillo a me!).
Bè.. allora facciamoci segiuire fino a casa Henriette, qual è il problema?
Io non ho problemo seguono anche a me, ma non mi danno fastidio. Peso 95 kg, alla seconda volta che mi giro a guardarli, cambiano strada.
Mia madre pesa 47 kg, l'hanno rapinata davanti al BMAT.
Poveri nomadi…
Nomade significa "nomade" finchè le regole del dizionario contano e - come disse Al Gore dopo aver perso la riconta "rules do care" - nomade non singifica ROM.
Per me sei tu vivi in strada in una roulotte sei nomade, anche se sei di razza milanese. Mettiamoci anche gli altri, concordo. Probabilmente la Carrefour è troppo buona.
Henriette voglio essere cartesiano, non esiste il diritto di non lavorare.
In che punto della costituzione è scritto?
Stiamo seriamente dicendo che è un diritto costituzionale seguirti fino a casa e spaventarti?
Strano davvero il nome, ma rende l'idea.
@sempre un po' a disagio".
Concordo. Parlare è un passo per ogni forma di "intelligenza", di comprensione.
Mi piaceva l'articolo che ho visto qualche giorno fa apparso su Economist, sulla crisi della sinistra legata alla mancanza di idee guida, principi generali.
Manca un PCI e un berlinguer per capirci, o anche meno.
Non sarebbe il caso parlare anche di queste cose? Perchè questa lacuna, sta portando ad una alternativa assurda: votare tutto a destra (Alleanza Nazionale) o votare populista (la lega), o votare berlusconi (no comment).
Le regole e io principi di convivenza non dovrebbero partire anche dalla realtà?
Non invece a prescindere da questa?
Stefano, se pensassi che e' giusto essere inseguita fino a casa avrei scritto questo post?
Hai perfettamente vero che manca una sinistra e una personalità come Berlinguer.
No, ma trovo contradditorio dire Carrefour fa male (ok forse), e mi hanno spaventata fino a casa le stesse persone che Carrefour stigmatizza.
Come dicevo: .e regole e i principi di convivenza non dovrebbero partire anche dalla realtà? La sinistra ex-comunista e ex-democristiana non potrebbe parlare di principi che partano dai problemi anzichè eluderli?
La sinistra si sta autoesiliando dal mondo.
Servirebbe una nuova sinistra (centrosinistra), generata con modi completamente diversi (non partitocratica) che parta dal basso e non sia per forza dalemiana o espressione dei centrosociale. Il problema è che non stiamo facendo nulla per farlo diventare vero. La sinistra è condotta da persone (scusate) radical chic, cioè da persone che non hanno problemi di vita quotidiana vera, che stanno bene e sono paternalmente e ASTRATTAMENTE di sinistra. Non vanno in metrò, non conosco la cassintegrazione, non si fanno le code in tangenziale, non prendono le multe ai semafori taroccati dai sindaci, non entrano nei treni sempre in ritardo, strapieni come uova, di gente non sempre profumata di verbena.
Ti parrà strano il mio pensiero Enrica, ma secondo me dovresti candidarti.
Dovremmo candidarci tutti, tutti noi che non facciamo parte della cosddetta "casta" e portare nelle regioni, nei comuni, al parlamento problemi reali, e candidati regionali e comunali, presidenti, che abbiano i piedi per terra.
Di sinistra, o cattolici, ma coi piedi piantati a terra.
Stefano, magari le cose fossero tutte bianche o tutte nere! Comunque mi sembra di aver scritto chiaramente: Carrefour ha fatto male ma il problema esiste. Non va detto così, non va limitato così. Se avessero scritto "segnalazione presenza molestatori di qualsiasi tipo" o altra frase acconcia, sarebbe stato molto diverso.
Sì è perfettamente vero, hai ragione, la sinistra si sta autoesiliando dal mondo reale. Ma quale sinistra? Quella di chi scrive un post scandalizzato promettendo fuoco e fiamme contro la Carrefour? Ma quello è per suscitare eco, per mettersi in mostra e anche per acchiappare link o voti, dipende dal mestiere che uno fa. A questa sinistra credo pochino pochino.
Quanto a io candidarmi, se me lo proponessero in modo serio lo farei, sempre da indipendente. Non so se riuscirei a svolgere bene il mio mandato ma ci proverei, stanne certo. Avrei tanto da imparare ma sono passata indenne e immune a proposte di corruzione di ogni tipo, molto convenienti e per posizioni prestigiose e remunerative, ci passerei anche questa volta. Una buona base l'avrei.
Il resto lo cercherei di imparare vivendolo, essendoci, mettendomi in gioco, ascoltando.
Se ti candidi, tra le tante cose, ricordati anche questa frase:
"Quasi sempre, in politica, il risultato è contrario alle previsioni."
François René De Chateaubriand
q.e. me la mandi buona! Comunque non mi candiderei mai, ho detto se un partito a me congeniale mi facesse una proposta seria, che è diverso. Ma certo non vengono a chiedere a me.
sinceramente penso che tu, cara boh, fai già "politica", nel senso letterale dell'avere un ruolo nella polis, in quanto per esempio quelle attività di studio sull'india e sull'oriente e sulla condizione femminile correlata, sono già eventi "politici"; certo niente a che vedere con le liti di condominio, le zuffe per un posto in consiglio regionale cui stiamo assistendo un pò dappertutto; io credo che il proprio "essere nel mondo" sia la vera politica, cioè l'apporto che uno dà al progresso sociale e collettivo generale; quando tu insegni bene ai tuoi ragazzi all'università le cose dell'oriente o quando contribuisci alla conoscenza della storia nazionale (libro su tucci, per capirsi), stai agendo per la collettività; non è politica in senso di competizione partitica o elettorale, ma è comunque un rapporto intenso con la polis, con la collettività; perfino un blog in questo senso è politica, a volte
sono sicura che sia stato un errore da parte del supermercato la segnalazione, come se ci fosse un animale pericoloso che ammazza, ma sono sicura anche (passando sicuramente per razzista) che io litigo sempre con tutti gli zingari che di solito circolano ai vari supermercati: perchè sono aggressivi, perchè usano i minori per i loro affari, perchè rubano, perchè importunano, perchè prendono in giro gli anziani che hanno riflessi più lenti, perchè nn mandano a scuola i figli, perchè gli uomini sono sempre ubriachi e picchiano le mogli ed i figli…devo continuare?
diego, tu sei sempre gentile e lusinghiero nei miei confronti, ma io non sto facendo politica perché non è il mio mestiere; cerco però di contribuire come posso al benessere della società e di quelli che mi stanno intorno, animali e piante compresi, e di dare un apportio nel senso di "aprire gli occhi". Magari anche solo trovando documenti che dimostrino, che ho fatto nel libro, che Mussolini cullava il sogno di "colonizzare" l'India, facendo quello che ha fatto in Africa.
sole, sono fatti innegabili, purtroppo. E se è vero che ognuno ha diritto di vivere come vuole, è anche vero che non ha diritto, come spesso si vede, di usare bambini o animali per chiedere l'elemosina, per esempio.
Peccato che nessuno si prenda la briga di fare qualcosa (vigili? poliziotti? carabinieri?) e che la zingara davanti all'Unes di viale Premuda continui a chiedere l'elemosina con una bambina, o talvolta due, bimbi che guarda un po' sono sempre diversi.
“cerco però di contribuire come posso al benessere della società“
è politica, nel senso di contributo alla polis, anche se non è attività "partitica"
sulla questione del benessere delle altre creature viventi, molto vi sarebbe da riflettere, è un argomento di estremo interesse, qualche volta ne riscriviamo
sono gentile, spero non zuccheroso, ma a me hanno insegnato che a casa di qualcuno, specie d'una signora, si cerca d'esser cortesi, non è formalismo, è stile
Diego, ho un'ambizione: lasciare il mondo migliore di quando sono venuta. Magari in piccolissimo, ma faccio la mia parte. Quanto alla gentilezza io l'apprezzo e la uso.