Dopo le bombe di Mumbay del luglio scorso per frenare il processo di normalizzazione fra India e Pakistan, ancora bombe stanotte sulla linea ferroviaria Delh-Attari. Al solito, decine di morti innocenti.
Attari è una cittadina vicino ad Amritsar col suo famoso tempio d'oro, l'Harimandir Sahib, già teatro di lotte feroci fra Induisti e Sikh.
Come per l'attacco del luglio 2006, anche per questo sono sospettati i terroristi che vogliono impedire il processo di distensione fra l'India e il Pakistan, divisi sin dalla partizione del 1947, che ha visto la nascita della Repubblica Islamica del Pakistan.
Questo attentato, infatti, precede di un solo giorno la visita di tre giorni del Ministro degli Affari Esteri pakistano Khurshid Mehmood Kasuri in India. Lo scopo? Discutere col Ministro degli Affari Esteri indiano Pranab Mukherjee e partecipare al meeting della commissione congiunta Indo-Pakistana.
Gli obbiettivi dell'incontro? AKI del 9 febbraio riporta:
Pakistan's foreign ministry officials said in Islamabad that a number of agreements, including those aimed at reducing the risk from accidents relating to nuclear weapons and the prevention of incidents at sea, are likely to be signed during Kasuri's visit.
I politici indiani e pakistani hanno unanimamente condannato questo ultimo tentativo di creare il terrore ma sono risoluti: il processo di distensione fra India e Pakistan non si ferma, la pace non si ferma.
Sono decenni, però, che sentiamo parlare di pace fra India e Pakistan: la Pakistan-India Joint Commission è stata stabilita nel 1983. Usque tandem gli indiani aspetteranno per dei veri trattati di pace coi fratelli?
Persino la Cina, fra le righe, se lo chiede.