Aung San Suu Kyi e il profumo della libertà

boh, martedì 11 agosto 2009 16:02:09

Aung Suu KyiNon c'è da sorprendersi che Daw Aung San Suu Kyi, leader della democrazia in Myanmar da 14 anni agli arresti domiciliari (negli ultimi 20) e fervente buddhista, sia stata condannata a tre anni di lavori forzati per aver violato i termini degli arresti ospitando John Yettaw. Immediatamente la sentenza è stata commutata a ulteriori 18 mesi di arresti domiciliari.

Non c'è da soprendersi, però dispiace. L'americano Yettaw è stato punito con 7 anni di prigione, incluso 4 anni di lavori forzati. The New York Times ci ricorda che il prossimo anno si terranno le prime elezioni dal 1990, quando i militari annullarono la vittoria del partito di Aung San Suu Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia.

Quando si terranno le elezioni quindi Aung San Suu Kyi sarà agli arresti domiciliari. I militari però dicono che il suo recente processo è stato puramente di carattere penale e non è politico. E se lo dicono loro abbiamo tutte le garanzie.

Commenti dei lettori

  1. Stefano

    Persone nobili. Il male esiste e c'è chi lotta per diminuirne l'impatto mutilante che ha su tutti noi.

  2. Boh/orientalia4all

    Sì, una donna nobile e molto particolare.

  3. mazzetta

    hanno deciso sanzioni contro la Birmania, ma non lo stop al gas birmano "per non danneggiare la popolazione"
    in realtà il gas è l'unico prodotto birmano che si può sottoporre ad embargo con qualche speranza di successo, legno ed altro passano agevolmente nei paesi vicini e da lì addio…

    qualche tempo fa la francia mandò addirittura una portaerei a minacciare la giunta birmana, ma par di capire che non fosse per proteggere le folle dei protestatari, quanto proprio il business del gas birmano, del quale detiene la maggioranza proprio Total

    qualche sera fa, a tarda ora è passato un documentario sulla causa che attivisti birmani e statunitensi hanno intentato a Unocal negli USA per la costruzione del gasdotto che serve questo business, negli USA è stato possibile ripescando una legge del '700, in Francia non si può
    per costruire il gasdotto le compagnie occidentali (Total e Unocal in minoranza) hanno affidato la "sicurezza" dei lavori ai militari birmani, che hanno procurato manodopera a costo zero schiavizzando le popolazioni delle zone attraversate dall'oleodotto

    ricordatevene almeno quando fate benzina, evitando i distributori Total (oltre a quelli di Esso e BP/Shell che hanno fatto anche di peggio altrove)

  4. diego

    ovviamente non ho i mezzi per valutare appieno i riferimenti interessanti che apporta mazzetta, però mi pare ci si avvicini di più ad una spiegazione concreta di quel che accade; certamente la signora in oggetto è persona d'altissimo profilo morale e religioso; più oscuro, o quantomeno non spiegato aggastanza, è il motivo di questa dittatura, è il "dove" trae forza; gli interessi della ditta petrolifera e il lavoro a basso costo sul gasdotto appaiono una spiegazione pregnante, ben più d'una generica "cattiveria" del regime; insomma le palanche, gli interessi in gioco sono più chiari, dunque;

    ripeto che le fonti e le informazioni di mazzetta non le posso verificare, però almeno come spiegazione mi sembrano più che verosimili

  5. mazzetta

    p.s. Yettaw, il mormone americano che ha inguaiato la lady birmana, è stato riconsegnato a un senatore americano (Jim Webb -D-) ed è tornato a casa libero e bello, più d'uno ha espresso il sospetto che "l'utile idiota" sia stato un po' troppo utile

  6. diego

    mazzetta, non vorrei fosse apparso che io volessi mettere in dubbio le tue fonti, la mia era solo una dichiarazione per correttezza, ritenendo comunque già interesante una spiegazione degli eventi che non si rifacesse ad una generica protervia del regime, ma che ci riconduce ad interessi specifici e concreti (insomma il classico “cosa c'è dietro")

  7. mazzetta

    nessun problema, è sempre un piacere fornire le fonti, vengo dalla scuola di quelli che le chiedono e anche pretendono all'occasione ;)

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