Sono appena tornata da un posto bellissimo in Spagna, un parco nazionale conservato splendidamente e rispettato da tutti - nonostante lo scarsissimo controllo. Prima di tutto ringrazio Max, Julo, Stefano, Diego e Skip, che mi hanno salutato in pubblico, e poi tutti quelli che lo hanno fatto in privato.
Ho visto che intorno al tetto di casa mia ci sono sempre più gru addette ai lavori di costruzione di piani e piani dei palazzi circostanti, aumentando il senso di grigio e claustrofobia del centro di Milano che aveva notato un mio collega americano qualche anno fa ("palazzi troppo alti per strade troppo strette"). E l'aria soffocante.
Ho anche ricevuto questo comunicato del popolo dei parchi, in difesa dei parchi nazionali e contro il dimezzamento dei finanziamenti pubblici destinati alle aree protette, che diffondo volentieri perchè, come sa chi mi legge, adoro la natura, piante animali acque aria paesaggi in genere, e questo scempio continuo all'ambiente, perpetrato anche nell'anno internazionale della biodiversità, mi sembra uno sputo in faccia agli impegni presi dall'Italia quando nel 1994 ha ratificato la Convenzione sulla diversità biologica (governi Dini e poi Berlusconi), agli italiani che lottano per difendere il patrimonio nazionale - che non è solo la Fiat, l'Inter e i musei - e a tutti quelli che vorrebbero lasciare il mondo un po' meglio e un po' più pulito di come l'hanno trovato.
Oltre tutto, come vedete nell'immagine, non è che in Italia i parchi abbondino: solo 22 per un totale del 5% dell'area nazionale.
No alla chiusura dei Parchi Nazionali: il 23 luglio sit-in a Roma al Ministero dell'Ambiente
Il popolo dei parchi scende in piazza il 23 luglio 2010, dalle ore 11.00, per manifestare contro la manovra del Governo, già approvata in Senato da pochi giorni e ora all’esame della Camera, che, tra l'altro, prevede il dimezzamento dei finanziamenti alle Aree potette nazionali.
Una scure che si abbatte sul sistema già fragile dei Parchi, causandone la totale paralisi o la chiusura della metà di essi. Un gravissimo colpo alla natura e al turismo d'Italia: fauna, paesaggio, fiumi, boschi e coste negli ultimi 24 paradisi naturali (si pensi a Gran Paradiso, Stelvio, Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Arcipelago Toscano, Sibillini, Gran Sasso, Abruzzo, Circeo, Cilento, Vesuvio, Gargano e molti altri) saranno di nuovo oggetto di speculazione e sfruttamento indiscriminato. Saranno cancellate anche le politiche ambientali richieste dall'Unione Europea. E ciò, proprio nell'Anno Internazionale della Biodiversità, la cui Strategia Nazionale riconosce il ruolo strategico dei parchi e la necessità di rafforzarli.
Tutte le Aree Protette Nazionali, pari a circa il 5% del territorio nazionale, costano oggi 50 milioni di euro, appena un caffè all'anno per ogni italiano. Ma per il Governo, evidentemente, l'ambiente, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile, temi strategici a livello mondiale, non valgono neppure questo caffè!
Per il 23 luglio le associazioni che rappresentano il mondo dei parchi (direttori, dipendenti, guide, guardia parco, educatori ambientali) e quelle ambientaliste hanno organizzato un sit-in al Ministero dell'Ambiente, per dire NO a un taglio irrazionale e indegno di un paese civile, una grave violazione di diritti costituzionali, comunitari e internazionali; perché è ora di dire basta ai continui attacchi che indeboliscono e screditano istituzioni necessarie e strategiche quali i Parchi.
Lo Scrigno dei Tesori naturali d'Italia, che i Parchi non sono più in grado di custodire per le future generazioni, verrà simbolicamente riconsegnato al Ministro Prestigiacomo, chiedendo:
1) che vi sia un effettivo e definitivo (e non solo sulla carta) riconoscimento delle Aree protette quali strumenti fondamentali e irrinunciabili nelle politiche ambientali,
2) che le Aree protette nazionali vengano escluse dal dimezzamento dei contributi ordinari previsto dall'art. 7 comma 24 della manovra economica (D.L. 78/20010) e vengano messi nella condizione di operare per il raggiungimento degli obiettivi strategici e nazionali e comunitari.
Possono e sono invitati a partecipare tutti, per la difesa dell'Ambiente e dei Parchi.
Seguirà aggiornamento con il programma dettagliato e di altre Associazioni invitate ad aderire.
UNIONE per i parchi e la natura d'Italia
394 Associazione nazionale personale aree protette
AIDAP Associazione italiana direttore e funzionari aree protette
AIGAE Associazione italiana guide ambientali
AIGAP associazione italiana guardie dei parchi e delle aree protette
ISTITUTO PANGEA
WWF
MOUNTAIN WILDERNESS
PRO NATURA
ITALIA NOSTRA
c'è anche un altro aspetto, cara boh, che nel tuo interessante thread non è considerato; i parchi non sono una spesa passiva, una spesa doverosa per motivi culturali e naturalistici, i parchi sono una spesa molto ma molto produttiva
dalla mia finestra, praticamente mentre ti sto scrivendo, il parco delle cinque terre lo vedo, vedo il promontorio; questo parco è stato nella provincia della spezia, in questi ultimi anni, un grande elemento di richiamo turistico, di valorizzazione dei prodotti locali (io stesso ho lavorato e lavoro da tempo alla grafica e stampa di produzioni che fanno della loro provenienza il motivo di successo); c'è po una grande ricaduta d'immagine per tante realtà di ospitalità, di manifestazioni culturali; le cinque terre sono famose per anche per il vino, perchè un parco non è una cosa ferma, immota, è anche un luogo dove si produce secondo antichi e importanti equilibri; un parco crea lavoro, crea opportunità per i giovani, crea molte dinamiche interssanti, non è una spesa passiva; insomma i parchi sono anche convenienti, non solo "giusti";
Bentornata, cara Boh!
diego certo, sono anche convenienti: ho tralasciato la sfera di utilità e di ritorno immediato, il turismo e i prodotti locali, che giustamente sottolinei tu, ma il ritorno di un parco è anche e soprattutto in futuro.
Anche quello rappresenta l'utile, l'aria pulita non è un optional e una cosa giusta e basta: è una cosa indispensabile. Come è indispensabile stare bene e sentirsi bene, e in un parco, a camminare a mangiare a bere o a camminare, bene si sta. E anche solo a respirare aria più sana, rumori molesti in meno, e vedere il verde si sta meglio. E se si sta meglio, tra l'altro, si lavora anche meglio a ben vedere.
E l'utile è anche nelle persone che un parco fa lavorare, come te o come quelli che se ne curano e che producono, puliscono, pubblicizzano ecc.
ps vedi le Cinque terre? Un cicinello di (benevola) invidia ce l'ho, sappilo.
Grazie Julo, tu partirai prestissimo vero?
intravvedo in lontananza il crinale del monte sopra il golfo della spezia, e il parco arriva fino lì, non ho la vista mare sulle 5 terre, ahimè, mi trovo dal lato est del golfo della spezia, in un bel quartiere ma vicino ad infrastrutture industrali (quindi, non invidiarmi carissima)
in fondo, riflettendo sulle tue parole, cara boh, mi viene da pensare: il mondo sarebbe tutto un parco, se non ci fosse l'insensatezza dell'homo sapiens, non ci si pensa, ma il parco è il mondo come dovrebbe essere, e il "non parco" è solo il frutto della cattiva gestione del creato, che, non vorrei levare il lavoro all'amico carissimo julo, il nuon dio ci ha affidato come custodi, non come padroni
sì certo diego, ne siamo i custodi e abbiamo il diritto/dovere di proteggere questo mondo. Ma la scala gerarchica della creazione del mondo della Bibbia mette l'uomo all'ultimo giorno, cioè al primo posto, come fosse il punto massimo del creato, e questo lo ha quasi sempre sentire in diritto di sentirsi onnipotente, di sentirsi il più importante, di percepire come inferiore quello che veniva "prima" (cosa che il buddhismo non fa). E di sfruttarlo o distruggerlo a suo piacimento.
"Grazie Julo, tu partirai prestissimo vero?"
Sabato mattina partenza per la mia (e di mia moglie) amatissima Borgogna!!!!
Una settimana a godersi colline, boschi, e buoni formaggi caserecci, ma soprattutto TANTO riposo del corpo, della mente e dello spirito.
Pace e benedizione
Julo d.
allora buon viaggio e state bene!:)
Bentornata, Boh!
Le spese passive sono in un'altra area iperprotetta nazionale.
grazie! Spese passive, che però sono attive a lunga gittata.