Penso che più raggiratori e pasticcioni di noi italiani possano essere solo gli indiani. Ho appena saputo queste storielle carine (a leggerle) da Prem e Subash, due colleghi che vivono a Mumbay e a Providence (USA).
A febbraio è stato inaugurato in pompa magna l'aereoporto internazionale Rajiv Gandhi International Airport a Shanshabad, una ridente località fuori Hyderabad, in Andhra Pradesh (uno stato dell'India sud-orientale). Tutto bene, tutto a posto, pochi giorni fa inneggiavano al primo mese di piena operatività, agli standard internazionali e così via.
Peccato che i colleghi siano stati derubati da dei borsaioli travestiti da agenti dell'Immigrazione e della Dogana. Altri, più furbi, si erano insospettiti quando i soliti "agenti" gli avevano chiesto il Visto di ingresso! Altri mentre aspettavano i bagagli sono stati avvicinati da dei tizi in uniforme bianca (come i facchini) che gli hanno chiesto 50$ per riaverli.
A parte queste cosucce, i colleghi si chiedevano il perché di altri piccoli disservizi:
Come mai ci sono solo due bagni nell'intera hall, che non sono neanche segnalati e di cui nessuno sa l'esatta ubicazione?
Perché i bagni stessi puzzano (verbatim) come "i bagni di una stazione ferroviaria del Bihar" (che è lo stato più arretrato dell'India)?
Come mai un c'è in tutta la hall neanche una macchinetta per il caffè?
Perché l'acustica degli annunci dei voli in partenza o in arrivo sembra (verbatim) "come se qualcuno sia in un pozzo profondo e borbotti a voce molto alta"?
Come mai non ci sono servizi internazionali quali cybercafè o Wi-Fi (cosa a cui gli indiani tengono moltissimo), sedie reclinabili, macchine per il cambio dei soldi?
Perché il personale di servizio a ogni domanda risponde: "non lo so"?
Perché l'autobus dell'aereoporto impiega 120 minuti dalla città e non 90 per passare inutilmente vicino a delle costruzioni?
Non ci lamentiamo troppo dei nostri servizi in aereoporto, c'è chi sta messo molto peggio.