Mi ero ripromessa di non parlare di calcio, essì, anche se ne parlo spesso. Ma l'altro ieri, al bar della stazione di Macerata, mentre addento stizzita un panino vuoto e secco, Lucio il barista -- alto, bello, atletico, 17 anni, gioca in promozione e ha tanti sogni -- mi guarda e ridacchia con aria da sfottò. Lui va pazzo per l'Imperatore e mi dice che se fosse Mancini lo terrebbe anche in carrozzella. E' un vecchio discorso fra noi, ci discutiamo su spesso e volentieri. La mia idea è che un giocatore non è un marito e che appena non va si corre ai ripari e si rimedia, poi se ancora non va...
-- Senti Lucio, per me è solo Adriano, un tizio che non ha voglia di impegnarsi più di troppo e che si diverte un po' troppo! Gira per il campo come uno scimmione senza cervello... -- Gli faccio scocciata, perché ne abbiamo parlato più volte.
-- Ma è un momento critico della sua vita, bisogna comprenderlo! Tutti ne abbiamo... -- Mi fa Lucio con affetto (per Adriano, ovvio).
Al che, mi salta la mosca la naso e non ci vedo più: -- Non venirmi a dire che ha dei problemi poverino, tutti ne abbiamo e anche gravi, solo che con un bel po' di milioni di euro i problemi si risolvono meglio! E un pizzico di cervello. Voglio dire, se non ne ha (di cervello) o se ha troppi soldi, chiede a un avvocato che sistema le cose per lui. E se ha problemi "morali", a parte che alla sua età certe cose la mamma gliel'ha già spiegate da un pezzo, i soldi aiutano tanto! E poi che c'entra col suo lavoro? E una stagione così brutta? Girare in campo come Chatwin, "Io che ci faccio qui"?
-- Allora lei che direbbe ad Adriano? Qualcosa noi tifosi gli dovremo pur dire. -- mi fa Lucio.
-- Sì certo, io direi a Mancini: trattalo da adulto, come è, se sbaglia poco si aspetta e si vede, se sbaglia di più si lascia in panchina, se sbaglia troppo e non rende si vende. O altrimenti... --
C'è un'altra via, è quella dello Zen, che dice: ora, qui e subito!
Adriano dovrebbe seguire questa via. Adriano, stai in campo con la tua testa, il tuo cuore e il tuo cervello. Metti da parte tutto, e problemi e auto nuove e gite a Parigi, e concentrati su quello che hai da fare, sul tuo lavoro, quello per cui sei profumatamente pagato. Vedrai che starai molto meglio, con la coscienza a posto e la certezza di aver fatto il tuo dovere, e le idee pian piano si schiariranno. Un po' di sbandamento si ammette, ma con una stagione nell'Inter come la tua si deve fare qualcosa di pratico. Basta con le ciance e le giustificazioni da 4 soldi. Basta coi piagnistei e le interviste e le dichiarazioni. Basta con tutto, a noi che importa? Noi tifosi siamo lì, abbiamo pagato per vederti giocare bene ed è quello che sai fare e che puoi fare: quindi, lo devi fare. Gioca bene! Mettici tutto te stesso, senza girare a vuoto e tirare a vuoto. L'Inter deve vincere, e per vincere i giocatori devono fare il loro dovere mettendoci impegno.
Segui la Via dello Zen Adriano, ora e qui, subito!
Questo è il primo passo, anche per un calciatore.
(p.s. la foto è la mia)
Pubblicato in Milanointerista giovedì 11 Maggio 2006, h 13:02:39.
Personalmente di calcio non ne capisco nulla, passo di qui per augurarti un buon lunedi e un buon inizio settimana! :)
Grazie anche a te!:)