A che serve un blog?

boh, mercoledì 12 ottobre 2005 22:28:11

Quando c'è qualcuno come un certo Luciano Giustini che scrive scemenze su quello che devo o non devo scrivere proprio qui, sul mio blog, sulla mia pagina, allora devo dire che: sul mio blog scrivo quello che voglio, se non commetto reati di nessun tipo.

Se non infrango nessuna legge e non incito ad infrangerla, quello che scrivo sono opinioni personali e di quelle devo renderne conto solo a me e alla mia coscienza.

Un blog serve certamente a molte cose: fare pubblicità e guadagnare, farsi pubblicità, a parlare di un argomento specifico, ecc., oppure parlare a ruota libera: che è il motivo per il quale scrivo io (anche se fra poco metterò online i miei libri e articoli stampati, cioè, delle pagine).

Cmq non sopporto i buonismi, le leccate di piedi ai potenti. Di Lapo ce ne sono a migliaia in Italia, ma che si chiamino Elkann è solo lui. Vale per il suo cognome, questo è il punto.

Se poi parliamo di lui come un ragazzo che è entrato nel giro della droga e poverino e quanto ci dispiace, allora beh, dispiace anche a me. Anche se l'ha voluto, non gli è venuto il cancro o una malattia incurabile. Se l'è andata a cercare e l'avrà anche pagata, no?

Però è sempre un ragazzo e la coca porta sempre dei danni irreversibili ai neuroni (come tutte le droghe, pure le canne se eccessive, come l'alcol, e come pure i sonniferi e altro).
Ma tutto qui. Il buonismo ad ogni costo no.

E, soprattutto, siamo in democrazia caro il mio Luciano e se tu scrivi tante cavolate, è proprio perché siamo in democrazia e sei libero di farlo

E la democrazia vale per tutti. O solo per te?

Commenti dei lettori

  1. agata

    cara enrica sei una ragazza e parli come una ragazza.io sono una madre e parlo come una madre,quando avrai un figlio forse ti calmerai un po’.il pensiero che il tuo ragazzo possa finire in quel brutto giro ti frenerebbe un po’.
    o credi che la buona educazione che gli daresti possa bastare a tutelarlo da tutto?
    io credevo cosi’ quando avevo in braccio i miei neonati,ero sicura che avrei cavato fuori da quegli esserini persone meravigliose.
    poi ti scontri con la realta’…

  2. agata

    Una domanda enrica.che ne pensi dei suicidi?o di quelli che tentano il suicidio?li metteresti in prigione per qualche reato?

  3. boh

    Agata, cara amica, tu non sai niente di me. La realtà, spesso molto brutta, della vita e dei rapporti mi ha colpito e tanto. La cattiveria, voluta e intenzionale o per noncuranza, per menefreghismo degli altri, specie i più vicini, mi ha pesantemente colpito.

    Senza che abbia avuto colpa, se non quella di crederci, di credermi davvero sbagliata (in vari modi e in vari contesti: sbagliata per MI per esempio!) per darsi la scusa per fuggire e fare cavolate su cavolate.
    Così si entra così nel gioco della distruzione e l’auto-distruzione! SI chiama sado-masochismo.

    E l’altro è “libero”. Di fare che? cazzate magari, di vivere con imbecilli calcolatori, con gente a cui non gliene frega niente di niente: ma intanto ci sono i soldi e tanti, i comfort pratici (ville, macchina, cene in bei posti, gadget vari, scarpette o giacchette di moda che fanno-tanto-ragazzini, ecc.), i clan corrotti che chiudono gli occhi su tutto perché loro per primi fanno cose schifose, ecc.

    Ma io non cambio. La mia identità e la mia personalità non cambiano. Ho scoperto in me una forza e una luce, un’energia, una voglia di vivere e di amare che non cambiano.
    Ho dentro di me l’energia e la luce di 1000 soli, di 1000 universi, Agata!
    Ho una gioia, un giardino di luce e gioia che non tocca nessuno, un eremo irraggiungibile di cui nessuno sa neanche la strada.

    Il mio carattere un po’ è cambiato, ovvio, si è adattato alla realtà esterna. Talvolta mi abbatto, talvolta ci credo ancora, o divento triste per il tempo perso, per la cecità altrui, o l’ingenuità mia, perché il nostro tempo sulla terra è davvero poco.

    Ma dentro no, ho gli stessi parametri per tutti: per me innanzi tutto, e per gli altri, anche quelli che amo di più. E pure per Lapo.

    Gioco al massacro mi dirai, tiro al bersaglio: embè? Molti amano distruggendo. Ma tutti a me mi capitano? No Agata, sono in tanti: anche all’università, dove collaborare sarebbe più produttivo e piacevole per tutti che darsi le coltellate, eppure il 90% tira coltellate a tradimento e cerca di abbatterti, magari per invidia se sei più bravo o famoso!

    E poi bisogna uscire da certe dinamiche distruttive. Essere forti. O, se proprio non va, cambiare giro. Il mondo è pieno, dico pieno, di persone che non vogliono altro che il nostro amore! La nostra disponibilità, la nostra allegria, la luce bella che splende.

    E molti, come Lapo, si amano autodistruggendosi. Non sentire e capire chi ti ama è anche una forma di auto-punizione e una punizione dell’altro: un gioco distruttivo e stupido.

    Quello su cui ironizzavo non era il suo coma, ci mancherebbe, erano i giornali pietistici, povero Lapo qui povero Lapo là.
    Ha avuto certamente pochi calci nel sedere e pochi dolori, se gioca a rimpiattino con la sua vita così.
    E non ha amato nessuno.
    La vita o la salute si perde davevro facilmente, e anche chi si ama si perde. Io lo so.

    Fa’ che abbia una malattia vera, o una persona amata che se ne va per sempre e ci soffre: vedrai come impara il valore della vita! E impara che c’è una mamma che ti ha tenuto in braccio, o una fidanzata o una moglie che ne sopporta tante per starti vicino e porta amore ad un lago che ha solo emissari.
    E non è giusto farle soffrire come certamente per es. la mamma di Lapo soffre, ovunque essa sia.

    Questo penso sulla vicenda: quindi, a parte lo scemotto di Lapo, sono più scemi i giornali pietistici, e i telegiornali che ne parlano!
    Ci sono cose più importanti di un ragazzino viziato che si fa male! Affari suoi, Agata. Ha l’età per capire, la cultura, l’accesso al bello: ha tutti i mezzi.

    Ora qualcosa di leggero:
    Quanto al commento, si chiama trackback ed è automatico. Io l’ho imparatto da poco (da ieri ser,a anzi).
    Ma tu, se cliccki sul commento, leggi la sua pagina! Non è che non l’ho voluta mettere, viene fuori così. Lui l’ha fatto per primo, se vedi, io ho clikkato e letto la sua pagina.

    Bello il tuo nonno, grande persona:)

    ciao, agatuccia,

    boh

  4. luciano giustini

    Io ho scritto la frase: “Mi colpiscono i post cattivi come quello di Enrica”, e non altro riferito a te. Forse avrei dovuto aggiungere “e anche i commenti”. E tu dici invece che io scrivo scemenze e che ti insegnerei cosa scrivere (?).
    Mi sembra che stiamo parlando di due cose diverse. Poi le opinioni si sa come sono..sugli insulti invece ci dovrebbe essere maggiore oggettivita’, cara Orientalia.

  5. Toni

    Ma dai, te la prendi tanto? In rete tutti sono liberi di scrivere, e questo automaticamente fa in modo che ci si trovino i post degli estremi piu vari. Io personalmente confido nel discernimento dei lettori. A me quel post sembrava di così piccolo spessore da essere involontariamente autoironico. (”Un povero laureato caricato di responsabilità”, bella questa!)

    Veramente curioso che l’autore preferisca appioppare anche a se stesso la categoria di “pugliese”, come se fosse un marchio di bene o di male. Trovo pure curioso ed incomprensibile il sentire il proprio “onore” indirettamente intaccato dal trans barese.

    Davvero, credo occorra confidare nell’intelligenza dei lettori, altrimenti ci sarebbe da rattristarsi. :-)

    Senza contare che si trovano in rete resoconti molto ma molto piu cattivi, altro che blog. (tipo http://www.magnaromagna.it/notizie/217.html )

    Ciao!

  6. boh

    Sweetie, hai scritto che avrei perso l’occasione per stare zitta!
    Beh, sappi che non sei il solo, molto mi avrebbero voluto zittire!:) magari per sempre…
    Ma ti dà così fastidio quello che dico? Non leggermi, è semplice.

    Invece sono qui, parlo liberamente sul MIO blog, e dirlo è certamente stata una scemenza da parte tua. Senza offesa. Non era mia intenzione insultarti e se ti senti insultato mi spiace.
    Però se uno pubblica deve essere pronto alle review negative, pure tu mio caro. Ma non VOGLIO essere pronta a qualcuno che mi dice/suggerisce di tacere!
    Io parlo liberamente perchè, appunto, siamo in democrazia.

    Almeno sono apertamente scocciata e non ho il modo di scrivere finto-dolce, tanto oh quanto adulto e razionale, ragionevole, che hai tu, e che attira tanto, ma copre una sostanza molto aggressiva, violenta anzi.
    STARE ZITTA??????

    E’ pure anti-costituzionale dirlo, sappilo. C’è il diritto di parola sancito dalla nostra Costituzione e parlo. Se non ti va quello che dico (e non l’ho detto a te) non leggermi! E’ molto, molto semplice.

    Art. 13:

    La libertà personale è inviolabile.
    […]

    ** Art. 21.**

    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
    […]

    Buona gionata! ciao, boh

    p.s. ho letto il tuo cv: magari fatti tradurre la bio in un inglese decente perché ci fai una pessima figura. Consiglio sincero, amichevole. (Ho finito il veleno…:))

  7. luciano giustini

    Toni: il fatto che tu non sia in grado di cogliere l’ironia dell’ultima frase non mi fa disperare, c’e’ di peggio nella vita.

  8. boh

    Toni, sì lo so che la gente è molto più sveglia ed intelligente di quello che si crede. E pure colta. Gestisco da quasi 11 anni degli e-journals elettronici accademici e ho ricevuto così tante mail intelligenti (quasi 7.000!) che c’è da chiedersi come mai ci sono così tanti cretini in posti di potere.

    E concordo con l’articolo di Magnaromagna: i soldi guastano, specie se sono troppi e non li hai guadagnati tu! “A volte forse è un bene non avere tanti soldi, non c’è modo per acquistare droga”.

    La “foto” di Lapo-Lupo è assolutamente feroce ma molto, molto carina:) esilarante..:)))

    Conosco tanti idioti dal cervello bruciato per droga comprata coi soldi di papà: i poveracci ci crepano, i ricchi vanno nelle cliniche svizzere a farsi ripulire il sangue.

    Funziona, l’ho visto. Ma non ti ripuliscono il cervello: sei scemo, rimani scemo e aumenti solo la tua scemaggine! Con miliardi di connessioni neuronali in meno, che non si allecceranno più (è questa la particolarità della droga, dell’alcol ecc.).

    ciao e grazie del consiglio, hai ragione tu: solo che mi è stato detto così tante volte di stare zitta che talvolta mi girano…:)

    Ma è passeggero, ci sono anche persone come te, per fortuna!:)

  9. boh

    I suicidi? Che lo facessero, anche se quando è successo ad una mia amica (19 anni e mezzo!) ho sofferto tanto.
    Tanto se uno lo vuole fare lo fa.

    Recoba? Sono felice per te…:)

  10. agata

    non so quanto tu abbia sofferto di sicuro molto(se me lo dici)e io ti credo,qualche sofferenza l’ho subita anch’io nel mio piccolo,sarebbe bello potercele raccontare un giorno faccia a faccia cosi’ vediamo di che sofferenza si tratta.
    di sicuro sei sensibile e non ti lasci zittire.e hai conosciuto troppi raccomandati messi nei posti sbagliati(e chi non li ha conosciuti?)mi sembra di sentir mio marito quando viene a casa dal lavoro e mi racconta….la meschinita’ la volgarita’ di certi giornalisti,ci lavora insieme tutto il giorno,pero’ ci sono anche quelli seri gentili,come severgnini per fare un nome.e capaci.
    se nell’ambito universitario si scannano non è che nell’ufficio di un notaio si scannino di meno tra impiegati ,sai?la pochezza umana è comune,non un ‘eccezione.
    ci sono molti che vogliono la nostra amicizia e pulizia?beh se possono ottenere qualcosa….
    sono molto piu’ disincantata di te e non mi aspetto niente dal prossimo.ricordo una mia compagna di liceo,l’aula scolastica dove studiavamo era grande quanto il suo stanziono delle scope,se telefonavi a casa sua ti rispondeva la cameriere che poi passava la chiamata alla governante…sai allora non c’erano i cellulari era complicato contattarla,veniva a scuola con borse firmate che costavano uno stipendio di mio padre.aveva un pregio pero’ quella ragazza,era sincera.
    Ognuno pensa solo a se stesso lo vuoi capire?quante volte me l’ha detto.
    non lo volevo capire,poi l’ho capito.
    ora lo so.non m’aspetto niente dagli altri.al liceo dove andavo ce n’erano tanti di ragazzi come lei,ricchi come lei,eppure anche lei aveva problemi correva spesso in bagno e vomitava l’anima.qualcosa è chiaro che la disturbava.il ragazzo ce l’aveva ricco sfondato come lei.quindi proprio non so cosa la tormentasse.eppurela ricordo piu’ volentieri di tante altre compagne di scuola che giocavano a far le rivoluzionarie.senza esserlo.non tutte erano cosi’ sia chiaro,qualcuno in buona fede c’era e cosi’ è rimasto,di quelli che danno tutto per gli altri tuto cio’ che hanno,in quella scuola ho conosciuto anche qualcuno cosi’.tutto sommato anche se all’epoca ci ho sofferto almeno posso dire di aver conosciuto una persona maeravigliosa,ce ne sono cosi’ poche.

  11. agata

    Tanto uno se lo vuole fare lo fa.
    beh è un modo come un altro per metterea tacere la propriacoscienza.era tua amica tu che ahai fatto per impedirglielo?sempre che ti sia accorta che stava male.i suicidi mandano mille messaggi prima di arrivare a quel punto.ma devi aver tempo e voglia di star a sentire.

  12. boh

    persone meravigliose, sì. Pochissime. Ma sono apprezzate? Purtroppo poco, e chi è veramente in gamba raramente conta qualcosa nel mondo. Perché non sgomita per farsi strada!

    E poi, come disse S. Tommaso, “Nessun profeta è benvenuto nel proprio circondario; i dottori non curano i loro conoscenti.”

    Ciao Agata!

  13. agata

    la diceva san tommaso questa cosa del profeta in patria?sei sicura?secondo me è mooooolto piu’ antica,roba da Vecchio Testamento.Isaia o Geremia,profeti per eccellenza.
    quello a cui mi riferisco io è uno stupendo,se lo conosci ti conquista che tu abbia 15 o 99 anni.come lui non ho conosciuto nessun altro.e pensa ha pure scelto di rimanere scapolo con turbe di donne che lo amavano.me compresa.

  14. boh

    Agata, non sempre si può fare qualcosa e non sempre sono gli altri che non ti aiutano!
    Chiedi a psichiatri e psiconalalisti: se uno si vuole suicidare lo fa e basta. Trova 1000 modi anche impensabili, come lei (che ci aveva già provato e poi l’ha fatto davevro in un modo cruento e plateale).

    Se invece uno minaccia disastri emotivi di qualsiasi tipo, vuol dire che ti ricatta.

    Cmq, anche nella mia esperienza, se stai davvero male non riesci nemmeno a dirlo. Quando comunichi, spieghi, condividi, non stai COSI’ male.

    Ecco, lei non lo diceva, lo faceva e basta. Ci ha provato 2 volte, alle terza ci è riuscita.

    Non potevo fare niente altro che accoglierla in casa mia. Quando non era semplice, anche perché era terribilmente “istrionica” e tutti le dovevano stare attorno, in un modo o nell’altro.

    Avevo la sua età. Lei aveva un marito meraviglioso (e bello) che l’adorava, un bimbo di pochi mesi (davvero bello!) , dei genitori ignoranti ma molto affettuosi, “sani”, benestanti, un servizio psichiatrico che la seguiva, tutto un paese che le stava vicino. Carina, figlia unica, con amici e cugini vari anche nel paese.

    Si è innamorata del suo ginecologo mentre era incinta e, rifiutata, era entrata in depressione. Dopo il bambino la cosa era precipitata.

    Credo che fosse un po’ immatura per i passi che aveva fatto. Cmq, certo non potevo IO impedire niente.

    E, a dir la verità, mi ha fatto infuriare, nel mio cuore, che avesse buttato via l’amore di un ragazzo che davvero l’adorava per correre dietro ad una fantasia. E ha lasciato un bambino che si è colpevolizzato non poco per il suicidio della madre (che si era sposata col fidanzato storico perché era rimasta incinta di lui: ma non lo voleva).

    Perdipiù il ginecologo era sposatissimo, secondo matrimonio, e di quasi 30 anni maggiore. E felice.

    Mi ha detto in seguito mia sorella che era assistente ad un ospedale vicino che lei lo aveva sottoposto ad una vera e propria campagna persecutoria.

    Dicevano tutti che era viziatella e non ha retto il primo rifiuto della sua vita.
    Forse non è così, o forse sì non so che dirti.
    Ma, insomma, io che ci potevo fare?

    Certo che fatto sentire in colpa e male tutti noi amici.

  15. boh

    p.s. penso sia ocme la depressione maggiore: se sei depresso e stai nella fase suicida, devi decidere tu cosa fare della tua vita. Nessuno lo può fare per te. E’ una lotta faticosa e dolorosa

    Gli altri ti possono stare vicini ma quasi mai ti stanno vicini, per un motivo o per l’altro.
    Pochi ti amano al punto di andarsi ad informare di quello che succede, creare intorno a te un cerchio di accettazione, rispetto e magari allegria. Neanche la tua famiglia.

    Però se vivere o morire lo devi scegliere tu. E nessuno può sostituirsi a te.
    E’ come smettere di fumare, se uno non vuole non smette. Non bastano i corsi, gli aiuti, le Nicorette ecc.

  16. agata

    di sicuro una tragedia quella che mi racconti.una ragazza che di sicuro doveva andare aballare,farsi corteggiare ancora non sposarsi ne’ far figli.
    da come sono andate le cose.
    che potevi fare?beh qualcosa hai fatto di sicuro,ospitandola a casa tua.
    due anni fa si è suicidato un ragazzo al liceo scientifico della mia citta’.dopo un due in inglese si è buttato dalla finesrta,è caduto ai piedi di una grossa magnolia.mia figlia lo conosceva di vista perche’ alle medie erano nella stessa scuola ma non nella stesa classe ma avevano fatto una gita scolastica a a barcellona insieme.un ragazzo normale frequentava gli scaut della sua parrocchia.il giorno del funerale le campane hanno suonato a morto tutto il pomeriggio mi entravano nel sangue.tutte le volte che passo dalla scuola guardo la magnolia e non venirmi a dire che non si sarebbe fare proprio niente che aveva deciso di morire e che non c’era altro da fare.
    c’è sempre qualcosa che si puo’ fare.in questi casi.
    e non credo affatto che quella professoresa abbia alcun rimorso.

  17. agata

    il fatto è non che queste persone non parlano e non si confidano.il fatto è che lo fanno troppo che sono invadenti che ti telefonano quando hai da fare,che scocciano mamma quanto scocciano e stanno o vogliono stare sempre al centro dell’attenzione.
    figuriamoci in un momdo come il nostro dove nessuno ti vede,.

  18. boh

    agata ma insomma, non si può più bocciare un ragazzo o mettergli un cattivo voto altrimenti si suicida?

    Non ti pareva un ragazzino un po’ fragile? E poi vai a sapere che aveva, come stava. Ma è la mamma che forse sarebe da interrogare, non la prof.
    Un ragazzino delle medie non regge un brutto voto?

    La prof sarà stata eccessiva forse, non so, ma se può mettere dal 2 al 10 c’è un motivo. Ci studia e segue prende un 8 chi nonla fa un 2. E’ semplice.

    Io mi sentirei malissimo per non aver capito che per lui era una tragedia, ma non proverei rimorso. Se studiava non si beccava il votaccio, mi sa. Certo, professori deficienti ci sono, ma insomma…

    Quando facevo supplenze, ti assicuro Agata, alcuni li avrei sbattuti al muro: cafoni oltre ogni dire, ignoranti, quasi delinquenti, facevano scherzi e vandalismi pericolosi, con genitori ultra-permissivi, che li viziavano e basta e se li mandavi a chiamare ti dicevano “come si permette di criticare MIO figlio”: è amore? E’ seguire un figlio?

    E se mettevi un brutto voto era una tragedia, però sempre colpa tua che non capivi le potenzialità del ragazzo. Agata, delle volte non hanno voglia di fare niente, e basta! Non è che sono scemi o speciali. Anche io ero così, non avevo voglia di studiare e mi sono presa raffiche di 2 al ginnasio…

  19. agata

    .io credo che un 4 sia altrettanto eloquente.si capisce che non è un buon voto senza bisogno di minare il carattere di un ragazzo giovane.ma io non ho fatto la supplente come te,quindi….di sicuro altro sotto,ho chiesto a mia figlia ma non seppe dirmi niente,le sembrava uno normale.comunque i ragazzi che volano dalle finestre delle scuole (e delle case sono tanti,la televisione e i giornali non lo dicono per evitare lo spirito di emulazione.poco tempo dopo infatti sempre nella mia citta’ se ne è ucciso un altro e la notizia non è stata data.e quelli che ci provano poi non si contano…..ma gli ospedali lo sanno.si molti non hanno voglia di far niente e molte madri fanno proprio incazzare,lo so.

  20. agata

    CERTO CHE HA FATTO SENTIRE IN COLPA TUTTI I SUOI AMICI:

    hai concluso cosi’enrica la storia della tua amica morta a 19 anni e mezzo suicida.
    e come si è permessa?lasciarvi con questo fastidio addosso,ha turbato qualche giorno della vostra giovinezza.e manco se ne sara’ accorta,non avra’ neanche pensato a voi mentre s’ammazzava,che ingrata.
    sai che a quelli che tentano il suicidio si fa violenza ulterire dicendo frasi del genere?
    col tuo gestohai turbatoi tuoi amici hai sconvoltoi tuoi genitori.
    e chi se ne frega ti rispondono.tanto si riprendono e la vita continua,no?la loro vita.sei molto superficiale in queste analisi enrica e non è da te.

  21. boh

    Agata, non faccio la psicoterapeuta.
    Veramente ti ho detto del marito e del figlio!
    Le punizioni perché la vita non è girata esattamente come lei voleva le rifiuto.

    Il senso di colpa è una constatazione: e tanto quanto lei se n’è fregata, così penso che chi ci ha rimesso in fondo è stata lei. Ci ha puniti tutti: ma la vita l’ha persa lei, lo zimbello del villaggio quando tampinava il medico era lei, il marito stupendo e il figlioletto non se li è goduti lei.

    Quindi, ho un senso di colpa molto molto relativo Agata: mi dispiace per lei, ma non ci piango.

    L’atto, il suicidio, è punitivo e colpevolizzante in sé: non perché NOI ce lo meritiamo.

    Non se lo meritava nessuno: lei di morire, noi di sentirci male per lei.

    Però l’ha voluto lei, questo è certo. La sua famiglia, suo marito e noi tutti abbiamo fatto pure troppo.
    L’ha voluto e l’ha fatto.
    Ci sono state molte persone impegnate per quasi 2 anni intorno a lei, full time, corpo e anima: penso sia abbastanza.

    Se poi lei voleva proprio quell’unica persona che non ha voluto, non è colpa di nessuno. Non si può avere tutto dalla vita, il limite è una legge universale.
    Non siamo dèi.

  22. boh

    Agata rimettimao le cose al posto giusto: il gesto violento l’ha fatto lei, a se stessa e agli altri.

    Non sono i sopravvissuti che fanno violenza ai morti.

  23. agata

    non credo che questi siano casi da psicoanalista ma da psichiatri.se uno ha un bisogno tanto urgente di morire qualcosa non funziona nell’organismo,qualche medicina farebbe meglio di tante parole.psicofarmaci che quando servono son meglio del pane e dell’amore.ma immagino che questo marito santo che mi racconti avesse provato a farla curare.
    perche’ era perfetto a quanto mi dici,e il medico tampinato una povera vittima beh a me questo genere di persone perfette non stanno particolarmente simpatiche,non credo alla santita’ alla perfezione che mi accenni,io sto dalla parte dei piu’ deboli dei piu’ buoni e chi butta via la vita di solito lo fa perche’ è troppo buono e indifeso.,
    un trauma da parto puo’ capitare a qualsiasi ragazza una gravidanza puo’ trasformare una persona.
    abbiamo visto in televisioni casi di belle mammine che hanno affogato i loro bambini,messi nelle lavatrici uccisi a scarpate,massacrati sul lettone matrimoniale e poi far la parte della vittima.
    allora la tua amica che ha fatto male solo a se stessa ha scelto il male minore.paradosslmente parlando.

  24. boh

    fffffffffff Aagata! Prendeva medicine, ovvio.

    Ma perché vuoi vederci in lei la buona fatina vittima di non so che, invece della ragazza figlia unica assai viziata e coccolata (ah, NB: aveva i genitori di oltre 40 anni più grandi di lei, che non speravano più di avere un figlio), che certamente non stava bene, come molte donne (e uomini) peraltro, ma di base non ha retto al rifiuto?
    I casi che mi porti, guarda un po’, quasi mai i parenti mariti ecc. sanno (o *accettano*) la depressione della moglie.

    Le madri che fanno dei gesti così tragici urlano anche, se così si può dire, il loro didagio mentale, la loro sofferenza mentale, la loro malattia grave.

    Concordo con te che almeno la mia amica non ha fatto male al figlio: anche perché glielo teneva sempre la mamma!!! Lei usciva, andava a fare vacanze (e si è uccisa durante una breve vacanza, in primavera) o week-end lunghi, andava a ballare ecc.

    Lei non aveva mai avuto un NO da nessuno, specie i genitori. Non sai che dicono tutti, psichiatri psicoanalisti psicologi psicoterapeuti, e pure genitori intelligenti, educatori, insegnanti, che il NO è terapeutico?

    Sarà stata male, ne sono convinta, ma è crollata al primo NO della vita.

    A me sembra invece che, come dice un vecchio proverbio, il troppo struppia. Cioè, il troppo amore e la troppa gratificazione struppiano… o i troppi soldi, il troppo successo ecc. (lo dicono tutti quelli che hanno un grande successo improvvisamente), una grossa vincita al lotto, per es.
    Sono cose belle in se per se, ma che sono difficili da gestire.
    Fanno male, tutto, troppo e tutto insieme.

    Certo, non è il mio problema..:)

    boh

    p.s. non era particolarmente “buona”, se esiste la bontà, si faceva alla grande i cavoli suoi anche se e quando calpestava gli altri.
    Per lei gli altri esistevano quasi esclusivamente nella misura in cui le erano utili. Voglio sperare che suo marito o suo figlio almeno per qualche giorno l’abbia amati.
    A me cmq faceva una gran tenerezza. Tutti quelli che non si accorgono delle cose belle che hanno a portata di mano e cercano “Maria per Roma” mi fanno tristezza e, quindi, tenerezza.

  25. agata

    dei morti non si dovrebbe sparlare enrica.degli amici morti poi sarebbe proibito.comunque la tenerazza che ti faceva forse era pena.ne avrebbe fatta anche a me.era tua compagna di liceo?di sicuro le cose hanno piu’ valore quando si lotta per averle ed a me nessuno ha mai regalato niente.
    tutta colpa dei genitori allora?sai se il marito ha sposato una ragazza diversa,dopo?

  26. boh

    no il marito è stato molto male, ma si è rimboccato le maniche e ha allevato il figlio DA SOLO. E’ pure riuscito a ridiventare abbastanza sereno o perlomeno non faceva pesare la situazione. Ti dico la verità Agata? Prima non mi piaceva ma poi gliel’ho invidiato un po’.
    Si è rimesso con una donna la prima volta dopo 9 anni (uguale a lei).
    Poi con un’altra, diversa invece.

    Lasciava il figlio alla sua mamma 1 sera a settimana mentre faceva i conti del locale che gestiva.

    Non so di chi sia la responsabilità delle cose Agata, certo la responsabilità finale è stata sua. Ma mi faceva tenerezza uguale, sempre, e forse sì anche un po’ pena.

    Non mi sembra proprio di sparlare di lei, mi sembra di avere un principio di realtà aldilà dei buonismi facili. Quando sei abbastanza amica di una che se sta sola col tuo ragazzo gli salta addosso beh, un po’ ti girano le scatole.

    Non non eravamo al liceo insieme, mi sembra che avesse fatto le magistrali. Non ne soo sicura.

    L’ho conosciuta perché aveva un cane stupendo che si era innamorato di me, un maschio di mastino napoletano.
    Lo portavano fuori insieme lei e il marito o lui da solo.
    Dopo poco è andata ad abitare con lui (a 17 anni) e poi l’ho vista incinta ecc. ecc.
    Pagavano i genitori prima, poi lui si è messo a lavorare. Mi piacerebbe rivedere lui e il figlio, che era biondissimo quasi albino come la madre.

    Veramente mi piacerebbe rivedere lei, sapere che sta bene. Pretesa assurda, lo so.
    Chi sa perché ne ho parlato di lei, non ne ho mai parlato! Ho solo cercato di dimenticarla.

  27. agata

    anch’io ho conosciuto una persona che si è suicidata.ma non nel fiore degli anni come la tua amica.questo era un uomo che si è tolto la vita quando anche il suo secondo matrimonio è andato a rotoli.era piu’ vicino ai 6o che ai 50 anni.
    non era una persona simpaticissima ,anzi tutt’altro e io lo vedevo come il fumo agli occhi ma era una persona di famiglia…
    la prima moglie non ha avuto una sola parola di pieta’ per lui anzi si è incazzata molto perche’ a causa sua il figlio adolescente ha dovuto fare delle sedute dallo psicoanalista.
    se i suicidi potessero vedere come vengono dimenticati in fretta forse non farebbero certe cazzate.ma chissa’ forse è proprio quello che vogliono.

  28. boh

    Agata NON vogliono essere dimenticati, anzi. Il figlio di quel signore ci è andato dallo psicoanalista, il marito della mia amica è stato tantissimi anni da solo senza mai avere il coraggio di riavvicinarsi a qualcuno…

  29. agata

    sai tutto allora del suicidio.non parlo piu’.movente,fini reconditi,aspettative,malizia.
    io non so molto faccio solo ipotesi.

  30. boh

    Agata ma figurati! Non so niente, faccio solo ipotesi e le verifico con la realtà.

    L’importante è la verifica, spesso la realtà è diversa da quello che uno si aspetta o vuole vedere.

    Tutti qui.

    ciao vado in biblio…

  31. Cindy

    Luciano ha ragione 6 1 cerebrolesa che scrive stronzate, il tutto farcito da odio, razzismo, solitudine, incompetenza e invidia verso tutto e tutti.

  32. boh

    ah cinderella ok. Ma chi sei? visto che sei anonima…:)

  33. boh

    ah ho capito! Sei un'ammiratrice del Luciano..:)

  34. Marcus

    Enrica,
    non perdi occoasione per dimostrarti ignorante.
    Al posto di cancellare i post degli altri, che magari ne sanno qualcosa più di te, potrasti correggere i tuoi: MI DICI CHE CAZZO CENTRA L'ART. 11 DELLA COSTITUZIONE?!
    Credi di sembrare piu furba usando parolone come ANTICOSTITUZIONALE?
    no ciccia, hai dimostrato, citando articoli a sproposito, di essere una povera venditrice di fumo…..

    e poi: tu che parli di liberta di espressione! proprio te che appena vedi un post cui nn sai rispondere lo CENSURI!

    ma per favore……….!

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