I cento progetti realizzati: per una Milano sempre più bella da vivere, di Letizia Moratti. E’ arrivato stamattina questo bel libro – perché di libro si tratta, non è certo una brochure – per la campagna della signora per le elezioni comunali di Milano, 15-16 maggio 2011.
Ha 160 pagine, carta patinata, decine e decine di foto a colori anche in copertina. Non mi soffermo assolutamente sul contenuto, sulle parole chiave, sul viso perennemente lieto di Letizia.
Mi faccio solo due domande: prima di tutto, fra i cento
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Ancora una chicca dall’università, dalla nuova struttura Scuola Universitaria Interfacoltà in Scienze Motorie (SUISM) di Leinì (Università di Torino). Una delle solite ma su La Stampa mi era sfuggita. Fortuna che l’ho letta da Vittorio.
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(Photo © Kevin Frayer/AP-All Rights Reserved)
In India si è celebrata Holi, la festa religiosa in cui la gente canta, balla e si getta addosso l’acqua colorata. Segnalo le meravigliose 45 foto del festival del blog del Sacramento Bee The Frame. Aggiungo anche queste da The Atlantic.
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Le immagini, aggiornate ogni minuto, del terremoto e lo tsunami in Giappone. Dal Guardian.
Il terribile video dello tzunami a Sendai, nella parte nordorientale del paese, e in altre zone, seguito dai fuochi.
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La prima fermata della Metro dalla stazione Porta Nuova di Torino è al famoso bar Platti. Encomiabile, visto che è uno dei migliori bar d’Italia, paragonabile al Rosati di Roma (almeno fino a 15 anni fa), ma un po’ inutile, visto che a occhio e croce saranno 500 metri a piedi.
Vittorio Pasteris ci dice che il servizio Metro in città è ancora più inutile di quello che si pensi, visto che non al momento non funziona:
La Metro di Torino si sta portando avanti nei lavori per raggiungere il Lingotto a partire dall’inizio del 2010. Per fare questo dal giorno 11 giugno al giorno 11 luglio 2010 sono state programmate delle limitazioni del servizio per gli oramai molti utilizzatori della Metro. Sul sito GTT esiste un riassunto delle diverse modalità dei servizi ridotti.
La situazione della prima settimana, anche per il continuo maltempo, è stata a dir poco apocalittica.
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Si terrà a Torino il primo barcamp italiano dedicato al cinema. Lo cura lui, lui, Vittorio e altri.
Quando: venerdì 2 luglio 2010
Dove: Torino
Se questi giorni a Milano avete voglia di fare qualcosa di insolito andate al Circolo della Stampa, in corso Venezia 16, nel pieno centro di Milano.
Oltre tutto è un bellissimo palazzo, scintillante di luci, caldo e accogliente, con un bel bar per ristorarsi dalle fatiche dell’intelletto.
Ecco qualche idea:
Venerdì 11 dicembre ore 14.30
Incontro-dibattito organizzato dall’Istituto di Ricerca e Dialogo Interculturale per l’uscita del libro “L’Anello della Repubblica” di Stefania Limiti. Una scoperta per caso. Un servizio segreto di cui nessuno ha mai saputo nulla, la cui esistenza è emersa di recente dagli archivi del Viminale.
Martedì 15 dicembre ore 18.30
Presentazione del libro “Wall street: la stangata” di Gianfilippo Cuneo e Fabio Tamburini. Baldini Castoldi Dalai Editore.
Relatori: gli autori, Guido Rossi, Francesco Micheli, Corrado Passera.
Se poi siete stanchi di partecipare a tante cose intelligenti, ad aprile andate in India e tuffatevi nelle sacre acque del Gange. Un viaggio d’eccezione nei siti più belli dell’India settentrionale accompagnati da un operatore culturale speciale, Marco Restelli, giornalista e studioso di sikhismo.
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Lo dice Secondo protocollo. Human Rights Defenders, un’associazione laica per la difesa dei Diritti umani, e lo scrive una persona di fede ebraica: Crocefisso: completamente errata la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani.
Concordo da quando ho visto, nell’atrio dell’Università Cattolica di Milano, una donna, penso una studentessa, con il burqa integrale: mi ha imposto di non vedere il suo volto e non essere riconoscibile né identificabile, facendomi sentire a disagio e insicura. Avrebbe potuto essere la n.1 ricercata dall’Interpol e nessuno l’avrebbe saputo. Avrebbe potuto nascondere sotto il sottanone chili di esplosivo e non si sarebbe minimanente visto.
Avrebbe potuto essere la persona migliore del mondo ma il disagio che causa una persona senza volto, senza identità, è assai maggiore e più potenzialmente pericoloso del disagio che causa “un simbolo di pace e di tolleranza”.
Ciò non toglie che lo stato, tutti gli stati, dovrebbero essere laici per un solo, grande motivo: solo la laicità garantisce l’uguaglianza davanti alla legge, e solo una legge laica garantisce l’uguaglianza nello stato. Che poi è la scelta che fu fatta nel 1947-50 dall’India, quando l’Assemblea Costituente doveva redigere la Costituzione, benché gli induisti costituissero il 90% della popolazione, gli islamici avessero formato uno stato a sé stante, il Pakistan, e le altre minoranze religiose fossero assolutamente esigue, quasi inesistenti numericamente.
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Sono tornata da uno spledido resort a Marsa Alam, in Egitto. Inutile dire la bellezza dei mille pesci colorati che nuotano con te sulla barriera corallina e curiosi ti vengono ad assaggiare, e poi rimangono a guardarti col muso davanti alla tua maschera. E’ la cosa che mi è piaciuta di più, oltre alle enormi mantidi religiose appollaiate sulle rocce vicino al mare, ai tantissimi uccelli che venivano a becchettare impavidi le briciole dalla mia mano, alle lucertole grandi e rosse che mi guardavano stupite per minuti e minuti e non si muovevano fino a che qualche viziato bimbo italiano non le scacciava via.
Anche gli egiziani con cui ho parlato mi sono piaciuti, sono allegri e giocherelloni, sempre pronti agli scherzi. Sono serissimi solo quando si tratta di soldi e di Ramadan, of course.
Non è per per dire, ma gli unici bimbi che piagnucolavano, facevano dispetti o chiedevano a raffica erano quelli italiani. E gli unici uomini che, pieni di birra fino alla gola, rimanevano in piscina ben oltre l’orario di chiusura, scalmanandosi e facendo i buffoni davanti alle loro donne, erano italiani. Fortuna che di famiglie italiane ce n’erano poche.
Una sera, alla reception, ho sentito una signora napoletana che si lamentava quasi offesa per la mancanza di animazione, che secondo lei era inammissibile in un resort a cinque stelle, e uno sbruffoncello milanese di una certa età che con una cascata di parolacce inveiva perché, pur pagando, a suo dire l’organizzazione non era perfetta (io penso fosse esemplare, quasi svizzera).
Ecco, fra il Napoli-animazione e la Milano-organizzazione c’era tutta la differenza culturale del mondo. Terronia-Polentonia. E poi ho scoperto che c’è gente senza pace che trova sempre di che lamentarsi, per un motivo o per l’altro. Ho riso proprio di gusto.
Venerdì sono tornata da Torino a Milano con il treno delle 8:50. Non era pienissimo, i pendolari erano già partiti. Le Ferrovie dello Stato non sono più statali, quindi i treni sono gestiti come un’azienda moderna, con criteri di efficienza brunettiani.
Sì è vero, il prezzo del biglietto è lievitato in poco tempo, ma è uno scotto inevitabile da pagare a fronte di un servizio a livello di quelli mitteleuropei.
Questo in teoria. In pratica, il treno è partito con un ritardo di sette minuti e, soprattutto, trovare una carrozza con un clima giusto era impossibile. Lasciamo perdere le cicche attaccate per terra, il pavimento a chiazze nere di sporco, i sedili con il poggiatesta unto e i vetri quasi opachi, ma la temperatura passava dal freddo polare delle carrozze climatizzate al caldo torrido e afoso di quelle in cui il condizionatore era rotto (con molti finestrini bloccati).
Soprattutto, i bagni erano quasi tutti inagibili! Sono andata su e giù per il corridoio ed erano o chiusi, o bloccati con la scritta “occupato” senza che ci fosse nessuno dentro. In tutto il treno, da cima a fondo, ce n’erano solo due aperti, di cui uno era schifosamente intasato e pieno di mosche e l’altro aveva una fila di persone che arrivava quasi a metà carrozza.
Ma io dico, come si fa a viaggiare per quasi due ore in queste condizioni? Per che cosa il biglietto è aumentato tanto negli ultimi due-tre anni se poi è impossibile espletare le funzioni più normali come andare a un bagno decente e respirare senza problemi, e ho dovuto fare oltre metà viaggio in piedi, ad aspettare il mio turno fuori dell’unico bagno sporco e maleodorante?