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L'articolo su Giovanni Falcone di Sandro Viola su La Repubblica (versione integrale)

Faccio anche io la mia parte e metto la versione integrale dell’articolo sul giudice Giovanni Falcone di Sandro Viola, il giornalista che se ne è andato il 20 giugno scorso senza scusarsi o giustificarsi per quello che ha scritto. E’ stato pubblicato giovedì 9 gennaio 1992, quattro mesi prima della strage.

La cosa peggiore l’ha fatta La Repubblica, che pare che quell’articolo l’abbia rimosso.

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Quotidiani di carta, dati e ragioni della disfatta

I quotidiani cartacei stanno male, molto male. Secondo l’ADS sono sempre meno i cittadini che si rivolgono alla carta stampata invece che al Web. La diffusione e la vendita effettiva dei quotidiani italiani tocca i minimi assoluti di molti anni.

I dati completi da Wall Street Italia. In Italia i giornali che superano il tetto delle 100.000 copie sono solo sei:

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Gender, Social Change and the Media

E’ stato appena pubblicato il volume collettaneo Gender, Social Change and the Media, che tratta argomenti ancora non investigati relativi alle sfide che le donne stanno affrontando in Nepal seguito agli enormi e rapidissimi cambiamenti che stanno avvenendo in seguito alla Rivoluzione del 2006 e la caduta del regime autoritario.

Johannes Dragsbæk Schmidt and Torsten Rødel Berg (eds.), Gender, Social Change and the Media, Aalborg/Delhi: Rawat Publications, 2012. Pp. 240. ISBN 978-81-316-0513-4. Rs. 695 / US$ 45 (hardback).

L’articolo di Enrica Garzilli si intitola “The Interplay between Gender, Religion and Politics, and the New Violence against Women in Nepal”, cioè “L’interazione fra genere, religione a politica e la nuova violenza contro le donne in Nepal”.

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Green Hill: e non è finita qui

Su Green Hill. Come sapete la discussione in Senato degli emendamenti alla famigerata legge europea che di fatto allarga le regole sulla vivisezione è stata rimandata dal 9 al 16 maggio, vista la tensione sul territorio nazionale, le folte manifestazioni in centinia di città e paesi, da Udine a Catania, e i vari gruppi europei che si sono aggiunti.

Un’iniziativa ancora più importante, anche se più a lungo termine.

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Buana dove sei? Social media in Africa (and beyond)

E poi si dice che l’Africa sia indietro a livello tecnologico. Sono di oggi due notizie sul Kenya, che ha il secondo numero di utenti Twitter di tutto il continente. In qualche città come Lanet (alla periferia di Nakuru, una delle capitali di provincia) il funzionario di polizia Francis Kariuki usa Twitter per informare in tempo reale 28.000 cittadini.

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#ijf12 - sul giornalismo

No, quest’anno non ci sono andata per limiti oggettivi di tempo e tempi ma vi propongo due cose assolutamente carine. Non so se conoscete quel giornalista di nome Filippo Facci. No? Beh, guardatelo in questo video che sta spopolando in Rete. Grazie a Internet ora finalmente è famoso! Ne sarà entusiasta.

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Il celopiunghismo di India, Pakistan e Corea

Prima la Corea del nord, poi l’India. Stamattina il Pakistan ha lanciato un missile a testata nucleare a lungo raggio.

E’ un test, di quelli che India e Pakistan fanno regolarmente, ma i tre paesi sembra che facciano a gara a chi ce l’ha più lungo.

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L'India lancia Agni V: ora è una potenza nucleare

Con questo lancio l’India ha mandato un messaggio a tutto il mondo che ha la capacità di disegnare, sviluppare, costruire e produrre un missile di questa portata, e ora siamo una potenza missilistica [sottinteso nucleare - nrd]. (K. V. Saraswat, direttore generale dell’Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa)

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For the lulz Havittaja mette fuori uso il sito della Cia

Ancora un attacco al sito della Cia da parte di Havittaja, un hacker del gruppo di Anonymous, il secondo del 2012 dopo quello di febbraio. Lo ha annunciato lo stesso Havittaja sul suo sito Twitter e ne ha detto il motivo.

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L'Iran prepara una grande Rete interna (da cui forse escluderà Internet)

Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano. “Non taglieremo l’accesso a internet”. Il governo iraniano si affida a un comunicato per negare la notizia di un imminente intervento contro la Rete libera.

Teheran afferma però che sta sviluppando un suo “information network nazionale” chiuso, che funzionerebbe solo per la Repubblica islamica dell’Iran.

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