Innovazione

Metadati in editoria: Dublin Core

dublin-core-intro-12-728Metadati in editoria: il Dublin Core. Nato in ambito OCLC (Online Computer Library Center) nel 1995 a  Dublin (Ohio) per creare degli strumenti internazionali per la descrizione e l’accesso alle risorse digitali e continuamente rivisto, funziona secondo gli standard ISO 15836 e NISO Z39.85.

Sviluppato grazie alla sinergia tra il lavoro di bibliotecari, archivisti, editori, ricercatori e software engineer, al momento credo che sia uno degli strumenti più agili, condivisibili, user-friendly e completi.

Tra l’altro, funziona benissimo non solo per le pubblicazioni accademiche, ma anche per la condivisione dei dati dei blog di informazione e discussione (come Mussolini’s Explorer e L’esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci) e quelli degli articoli di approfondimento su quotidiani (come i miei articoli su Il Fatto Quotidiano) e i blog di notizie (come la mia pagina su Il Fatto Quotidiano).

Steve Jobs santo subito

Steve Jobs, il personaggio dell’anno (almeno quanto a fama), nel 2012 sarà onorato con un premio prestigioso, il Grammy Award, e più specicificamente uno dei Special Merit Awards, per i “successi di una vita”.

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Lo stile e le unghie Zen di Steve Jobs

Un secondo libro su Steve Jobs scritto dal biografo ufficiale Walter Isaacson, già lanciato nella sfera luminosa del best seller, che ribadisce quello che già si sapeva: quanto il suo design sia stato influenzato dal minimalismo Zen.

In realtà dicono che Jobs sia stato influenzato anche dall’architettura modernista Eichler (1900-1974), il costruttore californiano delle famose villette a schiera molto “basiche”, economiche, funzionali e semplici ma molto ben disegnate.

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Aiutiamo anche Steve Wozniak

Bizzarro il fatto che Steve Wozniak, il fondatore della Apple insieme a Steve Jobs, per comprare l’iPhone 4S (che sarebbe bello avere per Siri, l’assistente vocale) siede in fila insieme a tutti gli altri davanti al negozio della Apple Store a Los Gatos, in California.

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Steve Jobs, i koan, il Ma e la mente da principiante

Enrica Garzilli su Il fatto Quotidiano su Steve Jobs e la sua vita e il suo lavoro legati all’Induismo e allo Zen. E forse chi sa, al Medio Oriente – tramite il padre biologico siriano. Frequenta gli Hare Krishna, va in cerca dell’illuminazione induista in India e diventa buddhista zen, pratica la “terapia dell’urlo”, diventa vegano e preferisce mangiare le mele. Da lì inizia la storia…

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Steve Jobs

Così a soli 56 anni se ne è andato.

Per molti è stato un guru, per tutti un ispiratore, un comunicatore e un innovatore geniale. Maestro di stile e seguace sui generis dello Zen, non molti sanno che il padre biologico era un arabo siriano multimilionario trapiantato negli Stati Uniti.

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Guru Steve Jobs e Zen

Steve Jobs, il geniale creatore di Apple e trasformatore di Pixar, ieri ha annunciato ufficialmente le sue dimissioni da CEO dell’azienda. Niente da dire, Steve ha rivoluzionato il nostro modo di concepire un computer e la nostra cultura – e quindi ha rivoluzionato il nostro modo di vivere.

Ecco le cinque frasi migliori di Steve Jobs. La prima è sullo stile. E’ universale ed è stata già detta, con qualche lieve modifica, dai grandi maestri di arte Zen – fra le più belle materie che abbia mai studiato.

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Su Google Maps i trasporti pubblici di Londra

A cominciare da oggi, si possono consultare i trasporti pubblici di Londra su Google Maps. Come fosse l’ATM per Milano, per intenderci. Provate a mettere due punti di Londra di partenza e di arrivo, per esempio Square Post Office, William IV Street e Kensington Gardens, poi cliccate su “Get directions” a sinistra, e poi l’icona della metropolitana.

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Giornalismo, Mozilla e Knight Foundation per rinnovarlo

Giornalismo digitale, un’interessante iniziativa per migliorarlo e innovarlo. Negli Stati Uniti, ovviamente, visto da che qui non ci rimangono più neanche gli occhi per piangere (via Vittorio).

Mozilla annuncia la partnership con The Knight Foundation, la fondazione statunitense dedicata al progresso del giornalismo nell’era digitale, per un progetto di 3 anni legato all’esplorazione delle forme con cui il web aperto innova il giornalismo. Aljazeera, BBC, Boston.com, Zeit online e The Guardian hanno aderito all’iniziativa di ospitare esperti di tecnologia all’interno delle loro redazioni per condividere nuove idee e creare strumenti innovativi a beneficio del lavoro dei giornalisti e dell’esperienza dei lettori.

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Tweet senza Twitter

TwitterTweeting without Twitter. I like the sound of that.

Il famoso Doc Searls, che ho conosciuto alla conferenza Les Blogs: Blogs and Social Software di Parigi, dice che bisogna lasciare Twitter perché è diventato un’azienda e questo causa problemi.

Per esempio, lui raggiunge sempre il limite di ore di

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