Commentando sul post "facciamoci del male" di Qix sulle patrie università con Massimo Mantellini, autore dell'ENOGASTROBLOG, e con un tal Marco, voglio segnalare uno dei più bei libri che un amico/collega dell'università (ometto il nome perché tiene famiglia e gli può nuocere) mi fece leggere, 3 o 4 anni fa.
Anzi, riporto parte della scheda:
Autore: Simone, Raffaele
Titolo: L' universita dei tre tradimenti
Pubblicazione: Roma etc.! : Laterza, 1993
Collezione: Saggi tascabili Laterza ; 172
E' un libretto agile, di poco più di 150 pagine, scorrevole e scritto con cognizione di causa da un professore ordinario di Linguistica Generale nella Terza Università di Roma.
In pratica spiega come, se all'università italiana sei senza famiglia, cioè di orfano di "padrini", cioè di baroni potenti o, peggio ancora, sei stato ripudiato, o non entri o entri e fai carriera a prezzo di inimmaginabili compromessi.
In Italia per una donna, che mi si creda o no (e lo dico a Marco), i compromessi sono molto ben immaginabili: la via maestra porta ancora a hotel, pensioni e studi privati, anzi, privatissimi. Ovvio che anche le conferenze e i seminari in altre città servono all'uopo!
NB: I personaggi del racconto sono puramente fittizi e date, fatti e luoghi puramente casuali