Vi ricordate che oggi è giovedì e dovete comprare il Sole 24 Ore, vero? Ché nell'inserto Nòva c'è un suo articolo.
E forse prima o poi qui ne metterà qualcuno suo qui, in pdf (se le danno il permesso).
Enrica Garzilli su Nòva del Sole 24 Ore 4 commenti
boh, giovedì 10 luglio 2008L'Asia nel "grande gioco": il consolidamento dei protagonisti asiatici nello scacchiere globale. Asia Maior 2007 8 commenti
boh, mercoledì 09 luglio 2008
L' Asia nel «grande gioco». Il consolidamento dei protagonisti asiatici nello scacchiere globale. Asia Maior 2007, a cura di Michelguglielmo Torri, Milano: Guerini e Associati, aprile 2008. Pp. 457, 25 Euro.
Questo volume doppio, sponsorizzato specialmente dal Ministero degli Affari Esteri, che ringraziamo, raccoglie i saggi sulla politica dei paesi asiatici negli anni 2006 e 2007.
Oggi, la Grande Asia appare dominata dall'ininterrotta crescita economica di Cina e India, quindi a questi due paesi sono dedicate le analisi più approfondite del volume. Esse mettono in luce non solo la rapidità della crescita, ma anche i suoi costi sociali, i tentativi dei rispettivi governi di limitarli e le conseguenze a livello internazionale. Lo scacchiere asiatico appare caratterizzato da un serie di manovre strategiche di cui sono protagoniste, oltre alle maggiori potenze dell'area (Cina, India, Giappone), anche gli USA, la Russia e l'Australia.
I saggi coprono tutti i paesi asiatici: Iran (R. Redaelli), Afghanistan (E. Giunchi), Pakistan (M. Corsi), India (M. Torri), Nepal (E. Garzilli), Birmania (I. M. Sala), Thailandia (C. Filippini), Indonesia (F. Montessoro), Cambogia (N. Mocci), Vietnam (P. Masina), Filippine (P. Affatato), Cina (F. Congiu), Corea (R. Idéo), Giappone (R. Finster).
Il mio articolo si intitola "Il Nepal da monarchia a stato federale". Come sapete, il paese nel 2007 ha subito una trasformazione epocale: grazie alle lotte cominciate nell'aprile 2006 si è trasformato da monarchia dispotica a stato federale, con un Parlamento eletto con un sistema democratico. Inoltre, per la prima volta hanno avuto una voce e accesso al potere i gruppi marginalizzati da sempre, i dalit, i madheshi, cioè le popolazioni del Terai, la giungla al confine con l'India, e le donne. Il mio lavoro analizza quindi questo processo, la complessa questione delle rappresentanze elettorali, la democratizzazione, il sorgere dei nuovi poteri sociali e la situazione economica.
Se volete seguire la storia del Nepal dei 6 anni precedenti, con una breve storia del Nepal dalla fine del 1800, potete scaricare il mio articolo in pdf "Strage a palazzo, movimento dei maoisti e crisi di governabilità in Nepal" su L'Asia prima e dopo l'11 settembre: Asia Major 2002 e "Il nuovo stato del Nepal: il difficile cammino dalla monarchia assoluta alla democrazia" su L'Asia negli anni del drago e dell'elefante: 2005-2006. L'ascesa di Cina e India, le tensioni nel continente e il mutamento degli equilibri globali. I volumi sono tutti curati da Michelguglielmo Torri, autore del fortunato volume Storia dell'India, il primo studio del subcontinente indiano dalle origini in lingua italiana.
Detto così, un libro che include solo saggi di geopolitica Asiatica sembra noioso. Invece non lo è perché offre una panoramica molto dinamica della realtà del grande continente. Si capiscono bene le connessioni e i giochi fra i paesi, il ruolo e il peso che hanno nel mondo e, sapendo i fatti più rilevanti, ci si può divertire, come faccio io, a prevedere quali saranno le loro mosse nello scacchiere politico internazionale.
Lo stile di scrittura è volutamente scorrevole perché la serie è dedicata al lettore non specializzato, e le fonti quasi tutte reperibili su Internet. E' un libro per lettori curiosi, studenti, studiosi di altre discipline, giornalisti e chiunque sull'Asia voglia saperne di più. Attraverso i saggi si può ripercorrere e ricostruire la storia degli anni passati e molte cose del nostro paese ci saranno più chiare: perché è impossibile ora capire quello che succede in Europa senza comprendere quello che succede nella nostra sorella Asia.
Tante cose belle: di BlogBabel e di me che sono tornata da Lhasa 4 commenti
boh, giovedì 03 luglio 2008
E va bene, questo già lo sapevo. Il 18 riapre BlogBabel con tutte le funzionalità nuove che ci saranno e sorpasserà di tre spanne tutti quanti.
Ne dico solo una: per ogni blog ci sarà il nome e il numero dei link in entrata e in uscita. Così si noteranno tante cose, movimenti, simpatie, leccate di piedi, gente che linka solo gli amichetti, ecc. Certo che il link è libero: Dio l'ha dato e guai chi ce lo tocca. Ma, che dire? Io mi diverto.
Sarà che sono appena tornata da Lhasa (anzi, dall'ultimo viaggio in Tibet) e ho solo due spedizioni in Nepal, la corrispondenza privata di Andreotti e poi ho finito! Sono proprio felice.
Da Roma al Malabar, incontri di civiltà e le stanze del libro con Andreotti 5 commenti
boh, mercoledì 04 giugno 2008
C'è in giro un clima generale fascisteggiante o nazisteggiante che non è la destra conservatrice, è l'atteggiamento intollerante e razzista verso tutti quelli che non la pensano come noi -- e che viene anche da gente di sinistra -- che non sopporto. Però il clima c'è e mi sembra in tema segnalare un post sull'interesse di Mussolini per l'India -- interesse, come immaginate, reale, ma non del tutto disinteressato.
E' il primo post sull'argomento ed è tratto da un mio libro che include la politica dell'Italia verso l'India e l'Asia meridionale attuata da Mussolini. Un libro alle battute finali, Inshallah!
In effetti il contratto prevedeva la consegna del libro a luglio dell'anno scorso e il lavoro doveva essere lungo circa 250 pagine. La proprietaria, santa donna, quando le ho detto che era di circa 1100 è stata zitta per minuti: ho solo sentito un deglutire strano. Ma ora, fra tagli e editing, condensare eliminare trasformare, è molto più breve, circa 800 più apparati (indici, bibliografia, mappe, regesto, lista delle lettere inedite citate).
Da più parti mi si chiede: e il libro a che punto sta? Sta bene, ma dopo averlo stampato per quello che credevo il controllo finale mi sono resa conto che l'editor non aveva assolutamente fatto quello che aveva detto di aver fatto, cioè armonizzare la struttura, e quindi ci ho messo mano io. La sfortuna è che sono lenta, non è il mio lavoro, e mi ha ritardato la consegna di mesi. La fortuna è che lui abbia lasciato il tutto prima che lo consegnassi e che, a quel punto, io non mi sia fidata più e abbia preso il lavoro fra le mani dall'inizio.
Certo, di voglia nell'editor non avevo vista molta, ma il fatto che abbia lasciato dopo che la mia casa editrice gli aveva offerto più soldi per finire il libro mi ha insospettito. Pochi, specie se non navigano nell'oro, rifiutano dei soldi aggiuntivi per fare il loro lavoro!
Tutte queste pagine, dove si costruiscono pezzi di storia quasi del tutto inedita, fatta su documenti originali del periodo fascista mai visti e spesso mai catalogati, come le lettere che mi ha gentilmente dato il senatore Andreotti, o altri carteggi e documenti sconosciuti, o che nessuno ha avuto la voglia di fotocopiare e studiare negli archivi, sono lunghe, bisogna controllare e confrontare mille volte parti fra loro che, magari, sono al terzo e al nono capitolo, cose così.
Ma tant'è, ora è tutto passato e le cose procedono al ritmo giusto. Cioè lento, è una cosa che non ho mai fatto. Ma sicuro. E sono a buon punto.
Ogni tanto mi dico: certo, se non mi fossi fidata prima... Se avessi controllato... Se, se. Ma almeno l'ho fatto, fino a 4 anni fa avrei dato per scontato quello che l'editor diceva! Ho imparato qualcosa sia nel lavoro, sia nei rapporti. E continuo a imparare...
Fiera del Libro: ha vinto il centrodestra o il fascismo? 12 commenti
boh, mercoledì 07 maggio 2008
Torino sempre più blindata per la Fiera del Libro, che si terrà dall'8 al 12 maggio fra le contestazioni perché è dedicata alla letteratura di Israele.
Le organizzazioni internazionali che si occupano di antiterrorismo con sede nel campus di via Maestri del Lavoro, cioè l'ONU, ITCILO e UNICRI, sono in stato di allerta.
E così anche questo evento culturale, che come tale può solo unire le genti e non dividerle, si è trasformato in un atto ideologico, come se la Fiera del Libro fosse dedicata alla politica di Israele e non ai suoi libri e la sua cultura.
Io non sono mai stata d'accordo con la politica di Israele e il sostegno dell'USA, anche quando non andava di moda esserlo. Dicevo sempre che allora un giorno scendo giù, nel napoletano, e mi riprendo i tratti di costa che appartenevano alla mia famiglia. Perché no? Butto giù un po' di città e qualche paese, bombardo un po' di persone, spazzo via case e strutture, chiamo a raccolta amici e parenti e ci piazziamo tutti lì a occupare e colonizzare. Tanto ora quelle zone sono in gran parte in mano alla camorra e le varie mafie e di una ripulitina ne avrebbero un gran bisogno.
Ma a Torino stanno assolutamente esagerando e chi protesta, anche i centri sociali che dovrebbero essere di estrema sinistra, stanno trasformando quello che poteva essere un dibattito utile in un atto antisemita.
E' assurdo che la cultura sia manipolata così, usata in così malo modo.
Ed è una vergogna che si cerchi di delegittimare tout court lo Stato di Israele e la sofferenza di chi l'ha fondato attraverso questo evento, che è uno dei più importanti del nostro paese e che, in nome della cultura che è universale ed un bene di tutti, dovrebbe appartenere a tutti gli italiani, anzi, a tutto il mondo, non a questa o quella parte politica.
Ma alle elezioni in Italia ha vinto il centrodestra o ha vinto il fascismo? E chi sono i fascisti adesso?
I miei romanzi in sei parole 21 commenti
boh, martedì 12 febbraio 2008Immobile a letto, col computer poggiato sulla pancia, mi associo al giochino del Corriere della Sera e scrivo un po' di romanzi in sei parole. Prima a occhi chiusi ne ho scritti 1000, tutti interi, ora ne ricordo pochi. Però una quindicina di anni fa La Repubblica fece una specie di concorso per un adolescente che scrivesse il più bel romanzo in 15 righe.
Finalmente si svegliò nel mondo nuovo
Raggiunse l'Illuminazione: lo chiamarono Buddha
Finì tutto e aprì la botola
L'Italia sgomenta: invasione di marziani!
Infine qualcuno bussò alla sua porta...
Aprì il blog e parlò liberamente
San Valentino arrivò troppo in ritardo..
Popolo delle donne comandava il 2080
Gatta sul tetto sorrise a Romeo..
Musulmani alle porte: sbarrate le case
Crocifisso e poi risorto, divenne Cristo
Possiamo riprovarci insieme, tu che dici?
Ha partecipato al gioco Elly, Hardore, De Biase, Scardovi, Hurley, Resuscito, Presveva, Corax.
Bookblogging? La felicità dell'economia sta nel buon seme 40 commenti
boh, giovedì 17 gennaio 2008Il libro di cui non volevo parlare è quello di Luca De Biase, Economia della felicità: dalla blogosfera al valore del dono e oltre (Feltrinelli 2007). Però ieri pomeriggio sono andata alla presentazione che si è tenuta alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, qui a Milano, e sono tornata con delle idee che mi frullavano in testa. Quindi questo non è un bookblogging come ho fatto per altri libri, una recensione vera e propria, ma solo alcune considerazioni scritte di getto, basate sul discorso di Ferruccio De Bortoli, Luca De Biase e Francesco Caio. E sul libro che ho in mano.
Economia della felicità parla della scoperta economica rivoluzionaria del secolo: i soldi non fanno la felicità, perché la ricchezza materiale non ha un valore che porta alla felicità. Molti economisti dell'ultima generazione hanno scoperto quello che gli orientalisti sanno sin da quando sono studenti: le persone economicamente povere ma emotivamente ricche sono felici. In altre parole, la ricchezza non porta alla felicità ma la felicità porta alla ricchezza.
Come si può essere felici? Come stiamo costruendo la felicità? La felicità è un fine, ma anche un mezzo. E' un mezzo che ha un alto valore economico per tutti, anche se non è misurabile (innanzi tutto perché è basato sulla percezione individuale e collettiva). Ma la felicità è un valore che dà senso alla vita e che fa anche lavorare meglio e produrre meglio; fa vivere meglio.
In più, la felicità è un valore che non può essere portato via da nessuno, né può essere "dato" da nessuno: tutti sappiamo che, mentre è facile rendere una persona infelice, è molto più difficile farla autenticamente felice, cioè felice per lungo tempo, in una relazione duratura di qualsiasi tipo -- lavoro, amore, amicizia. La felicità si costruisce. E' un lavoro paziente su di sé e nelle relazioni con gli altri.
Bookblogging: Lontano dal Tibet 3 commenti
boh, giovedì 27 dicembre 2007
Lontano dal Tibet. Storie di una nazione in esilio, di Carlo Buldrini, Torino: Lindau, 2006.
Questo è un libro sui tibetani in esilio e sul buddhismo.
Nel 1950 l'esercito di Liberazione Popolare cinese attaccò da otto direzioni diverse la città di Chamdo, in Tibet. L'esercito del Paese delle Nevi, armato alla meno peggio con fucili del secolo precedente e con bastoni, venne sbaragliato. Grazie al tradimento di un tibetano, che aprì la porta agli invasori, iniziò l'occupazione militare del paese da parte della Cina, che dura tuttora.
Nel 1959, dopo la fallita insurrezione di Lhasa, il presente Dalai Lama, Tenzin Gyatso, che in pratica era prigioniero in casa propria, fuggì con la sua corte. La Cina finse di non sapere e non vedere: in realtà si dice che abbia protetto la fuga, ben sapendo che andava via non solo il capo religioso del Tibet, ma quello politico e carismatico. Il gruppo venne accolto in India, a Dharamsala, McLeod Ganj, nello stato settentrionale dell'Himachal Pradesh. Qui è cresciuto negli anni fino a contare, al momento attuale, circa 90.000 persone. Lo stato del Tibet in parte è diventato una Regione Autonoma della Repubblica Popolare Cinese, in parte è stato smembrato e incorporato nelle quattro province cinesi di Qinghai, Gansu, Sichuan e Yunnan.
La Cina giustificò dicendo che nel corso dei secoli aveva sempre -- o quasi -- esercitato un controllo politico sul Tibet: il che è in parte è vero, perché fra Cina e Tibet c'è sempre stato un rapporto politico e culturale molto stretto e il Buddhismo è stata la religione dominante di entrambi i paesi, se pure in forme un po' diverse.
Quello che è successo durante la Rivoluzione culturale, però, è stato un vero e proprio genocidio e una sistematica distruzione della cultura del Tibet. Bambini tibetani tolti alle famiglie d'origine e fatti crescere in famiglie cinesi di provata fede comunista; migliaia di laici, di monaci e monache uccisi o torturati; vecchi costretti a mangiare e vestire secondo la moda dei conquistatori; templi distrutti a migliaia; dei e simboli rimpiazzati con le immagini di Mao e, in seguito, con quelle della Banda dei Quattro; coloni cinesi delle comuni dislocati in Tibet per "colonizzare" le rozze province teocratiche. E' stata ed è tuttora una vera e propria operazione di pulizia etnica.
Questo libro del giornalista Carlo Buldrini racconta la storia dell'esilio del popolo tibetano e la sua lotta per la libertà. Pubblicato per la prima volta in India col titolo A long Way from Tibet, è diventato subito un best seller.
Bookblogging: Premiata macelleria delle Indie 7 commenti
boh, domenica 02 dicembre 2007
Ho scritto diverse recensioni nella categoria "Recensione libri" ma, checché se ne dica, la blogosfera ha le sue regole: e non molti ci avevano fatto caso. Così ho deciso di anticipare da oggi il titolo del libro di cui parlo col nome più appropriato di "Bookblogging".
Comincio questa nuova veste con un bel libro di Alessandro Gilioli, Premiata macelleria delle Indie, Rizzoli Editore, 2007, pp. 252. Prezzo: € 10,50.
Bello è una parola strana: cos'è bello, quello che ci piace o anche quello che ci dispiace? Può una cosa, un'informazione, un dato che ci dispiace piacerci?
Riotta risponde, copyright e lavoro 18 commenti
boh, martedì 28 agosto 2007
Qualche giorno fa ho ricevuto un bel cartoncino beige con la riposta di Gianni Riotta, direttore del TG1.
Antefatto. Come sapete, il 21 luglio sono stata intervistata per telefono dal giornalista Vincenzo Mungo in merito all'elezione del presidente dell'India Pratibha Patil. La registrazione, mi ha detto, sarebbe dovuta andare in onda la mattina seguente su RAI1 sul giornale radio delle 8 e delle 8:40, ma così non è stato. In compenso, al TG1 (in TV, quindi) della notte stessa dell'intervista una giornalista, mentre sullo sfondo passavano le immagini di Pratibha Patil, diceva esattamente le cose che avevo detto io un paio di ore prima,
Io programmo? 53 commenti
boh, giovedì 23 agosto 2007Non solo ioProgrammo è un favoloso mensile di software che pubblica delle chicche -- news, tutorial, implementazioni, codici di gestione e cose così -- davvero stupende, ma ci collaboro io!
Il numero di settembre si apre con il mio articolo