Berlusconi e l'Asia 8

boh, sabato 19 luglio 2008

BerlusconiHo appena sentita alla radio la dichiarazione di Berlusconi di ieri a Napoli:

La città è tornata a essere una città occidentale.

Ora poi vuole applicare il modello giapponese e avrà "l'atteggiamento del buon padre di famiglia".

Bello il paragone negativo, per opposizione, con l'Asia; bello il modello giapponese che fa tanto fascismo anni 1934-43, bello anche il paternalismo che fa tanto "buon dittatore".

Per favore, qualcuno informi il Cavaliere che il Duce ha fatto una gran brutta fine.

Chi scelgo fra Mara Carfagna e Gabriella Carlucci? 24

boh, martedì 15 luglio 2008

Mara CarfagnaLa domanda sembra retorica perché la Carlucci, conduttrice televisiva e cantante riciclatasi deputata, prima ha attaccato il fisico e presidente del CERN Luciano Maiani e ora dal suo blog chiede le dimissioni di Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, per motivi puramente ideologici. Dice che si deve dimettere

non tanto per aver esercitato il sacrosanto diritto di critica, ma per averlo fatto in sede improprie, inoltre, e questo è molto grave, per aver palesemente dimostrato di non condividere la linea di rilancio delle attività culturali disegnata del Ministro Bondi.

A mio modesto parere il ministro per la Pari opportunità Mara Carfagna è peggiore di Gabriella Carlucci perché, in quanto ministro, ha più potere. Glielo dice anche Maometto!

Temo che la Carlucci, se avesse avuto una laurea come la Carfagna, sarebbe già stata nominata ministro pure lei.

Fra le due si dovrebbe fare una votazione al ribasso: ambedue che provengono dal mondo dello spettacolo, ambedue incompetenti e inadeguate, ambedue parlano a vanvera: ma chi è peggio? Se dovessi scegliere (è un modo di dire, ovviamente) chi buttare giù dalla torre, chi butterei?

Io ho detto la mia...

Caro Nanni Moretti, ancora fai lo snob? 23

boh, venerdì 11 luglio 2008

nanni morettiStamattina alla radio (sì, sempre RAI2) ho sentito Nanni Moretti.

Mi è stato davvero antipatico.
Ha cominciato con il suo solito tono susseguioso, calmo e triste, ponderato, da intellettuale "vero", ad attaccare la manifestazione di piazza Navona, appuntando le critiche specialmente su Beppe Grillo e Sabina Guzzanti.

Si è dichiarato deluso e ha detto che tramite loro loro stati oscurati gli obiettivi della manifestazione ed è stata "sporcata" (sottolineo il termine) anche la stagione dei movimenti del 2002.

Aldilà del fatto che Moretti mi fa venire il magone, mi piaceva solo nei primi indimenticabili film, ma criticare dei suoi colleghi, perché fanno spettacolo come lui, e tramite loro togliere il valore politico della manifestazione di piazza Navona, non mi pare produttivo politicamente.

E' inutile dirlo, la destra ha due grandi meriti. Un alto livello di spettacolarità e di popolarità, e in questo anche mettere delle ministre particolari come la Carfagna è stata la scelta giusta. L'altro merito è, tutto sommato, la coesione, lo stare insieme, fare gruppo, perché l'unione fa la forza non solo sugli scranni del Parlamento, ma ovunque.

Grillo e la Guzzanti hanno il grande merito di aver fatto parlare tutti, dai media alla gente per strada, di questa manifestazione. Di quello che significava. Il che non è poco. Gossip? E perché no, se serve.

Dopo la batosta elettorale Moretti si mette a fare l'intellettuale purista? Lo snob? Quello da che lontano guarda e critica i suoi (supposti) compagni? Ma allora non ha capito proprio niente!

Ha fatto e sta facendo una bella cavolata. Se vuole davvero aiutare la sinistra farebbe meglio a starsene zitto. La gente ascolta, vede e pensa (e non gli posso dare torto):

Perché dovrei votare un branco di litigiosi che si attaccano a vicenda? Che non hanno obiettivi né metodi comuni? Se fanno così fra loro, figuriamoci con noi. Perché dovrei appoggiare questi snobboni antipatici? Viva la Carfagna, almeno sorride sempre!

Discorsino ascoltato ieri mattina al Pronto socccorso dell'Ospedale, mentre aspettavo il mio turno (per un orecchio, niente di serio, solo molto doloroso) e parlavo con una signora anzianotta e suo marito.

Il punto è quello che ho sempre pensato anche per Bertinotti: Moretti, come altre persone di spettacolo, di cultura e della politica della sinistra, è irrimediabilmente musone e snobbone, non sa porsi come figura carismatica o punto di coesione per la gente, quella di strada, la maggioranza.

Cosa che Berlusconi, aldilà del suo programma politico o del cosiddetto lodo Alfano -- che a sembra una cosa vergognosa, fatto ora e in queste circostanze, una vera way out -- sa fare perfettamente. In sunto, Berlusconi si vende molto meglio, si vende a tutti, fa notizia, quasi quasi diverte, e difende sempre i "suoi": a patto che non si vada troppo per il sottile, ovvio.

Il sostegno di Simone a Mara 6

boh, venerdì 11 luglio 2008

Mara CarfagnaPer par condicio (ché da più parti mi si accusa di maltrattarla), a sostegno della nostra Mara nazionale, riporto e sottoscrivo il commento di Simone:

"Carfagna !!!!! : STRINGI I DENTI !!!!! ”

e anche quello di Rightpundits.com, un blog della destra americana:

She also has called herself an ‘anti-feminist’, that independence is not as important as discipline and rules.

Io non so perché mi viene da sorridere e penso male, ma forse è il caldo..

Mara Carfagna - Sabina Guzzanti: 2-0 (mentre aspettiamo le prove provate) 15

boh, giovedì 10 luglio 2008

Mara CarfgnaIl ministro per ora vince: online, s'intende. Perché il sito della Guzzanti non funziona mentre il blog della Carfagna funziona benissimo, anche se la grammatica non è il suo forte.
Ultimo interessantissimo post:

Mara Carfagna: allo studio commissione interministeriale su diritto alla Salute

Ministro, ci perdoni, non è che la sua redazione si è scordata di agiungere una L nel titolo?

Comunque aspettiamo con pazienza il duello giudiziario fra le signore, non vediamo l'ora di saperne di più. Già perché la Guzzanti dovrà ben dire se le accuse che ha lanciato alla Carfagna sono vere, hanno un fondamento cioè, e dovrà provarle, oppure sono pura "licenza poetica", diciamo così, lanciate per amore dell'arte.

Sarà perfetto per chi, come me, non può godersi il gossip sotto l'ombrellone: se lo godrà al desk. Finalmente l'Italia saprà se la Carfagna è stata troppo vicina a Berlusconi, e quanto vicina e in che modalità, e se quindi si sia meritata l'alta carica sul campo di battaglia più vecchio del mondo, oppure sia stata ingiustamente calunniata.

E, in concomitanza e di conseguenza, l'Italia saprà anche se il nostro primo ministro è un puttaniere o no.

E qui ti cade Mara Carfagna  394

boh, mercoledì 09 luglio 2008

Mara CarfagnaDa queste pagine ho spesso parlato del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. Le ho anche predetto sin dal primo istante un radioso futuro in politica. Forse l'ho bonariamente presa un po' in giro, ma sempre con (quasi) stima e una certa simpatia: mi piacciono le donne tanto sveglie, forse un tantinello le invidio pure.

Sulla recentissima questione del diverbio fra lei e Sabina Guzzanti, invece, mi esprimo seriamente e serenamente: mi sembra la lite di due comari un po' acide. Però mi ha portato a delle conclusioni.

Riassumo. Sabina Guzzanti dal palco del "No Cav Day", in merito alle famose intercettazioni hot (mai pubblicate), dice (riporto):

A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi. Ma tu non puoi mettere alle Pari Opportunità una che sta là perché t'ha succhiato l'......., non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio!

Senz'altro una satira politica di pessimo gusto. A noi della vita sessuale della signora Carfagna non interessa niente: ci interessa solo se grazie a questa vita sessuale è stata favorita dall'uomo più potente d'Italia. Se, insomma, il suo merito per la nomina a ministro sia quello o ne abbia oggettivamente degli altri. Se le sue qualifiche professionali siano solo le sue comparsate in TV senza mutande, o se la sua laurea in giurisprudenza le sia valsa a qualcosa (a proposito, solo per sapere, come l'avrà presa? Non insinuo niente, ci mancherebbe, ma solo per amore storico e documentario).

Ovviamente la Carfagna annuncia querela. Giusto. Ma fa di più: la designa espressamente come "la figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti".

E qui ti cade del tutto la nostra Mara. Per tre semplici motivi, ma tutte e tre validissimi: prima di tutto ha fatto delle dichiarazioni anti-gay e si è dichiarata apertamente contro la manifestazione di una fetta grande, e importante, della società, cioè gli omosessuali. Che dovrebbero essere sobri perché, come si sa, la cultura gay è notoriamente sobria, elegante e silente, specie quando fa outing. Un ministro per le Pari opportunità dovrebbe aiutare e favorire specialmente i gay, uomini e donne, altrimenti che pari opportunità sono?

Oppure, secondo motivo, ha in mente di aiutare solo le povere prostitute costruendo delle villette isolate tutte per loro? E che Pari opportunità sono quelle che ammettono il commercio e la mercificazione del corpo di una donna ma la relega in un posto isolato, in modo che non sia di disturbo ai condomini?

Il terzo motivo è che, parlando della Guzzanti come la figlia del parlamentare, le ha tolto la dignità e l'identità di donna a sé stante. Che può aver sbagliato ma non è la figlia di, è la Guzzanti. Pari opportunità si intende soprattutto per le donne; e per i grassi, i magri, i maschi superdotati e i maschi normodotati, i poveri e i ricchi, quelli diversamente abili e quelli con abilità straordinarie, i gay, i transessuali, le lesbiche.

La querelle fra Sabina e Mara è da palcoscenico da parte di entrambe. Ma mentre per la Guzzanti va benissimo, dato che il teatro è il suo mestiere, la Carfagna dovrebbe dimettersi perché non è assolutamente all'altezza del suo ruolo di ministro e della dignità che comporta e, soprattutto, non fa gli interessi delle Pari opportunità. Non fa gli interessi dei gay, delle donne sfruttate, delle donne in quanto tali. In sunto, è del tutto inadeguata.

Mara, dimettiti!

Il ritornello romano lo trascrivo per amore di cronaca, la Guzzanti non avrebbe dovuto cantare neanche questo:

Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari oppportunità

L'Asia nel "grande gioco": il consolidamento dei protagonisti asiatici nello scacchiere globale. Asia Maior 2007 8

boh, mercoledì 09 luglio 2008

Asia Maior 2007L' Asia nel «grande gioco». Il consolidamento dei protagonisti asiatici nello scacchiere globale. Asia Maior 2007, a cura di Michelguglielmo Torri, Milano: Guerini e Associati, aprile 2008. Pp. 457, 25 Euro.

Questo volume doppio, sponsorizzato specialmente dal Ministero degli Affari Esteri, che ringraziamo, raccoglie i saggi sulla politica dei paesi asiatici negli anni 2006 e 2007.

Oggi, la Grande Asia appare dominata dall'ininterrotta crescita economica di Cina e India, quindi a questi due paesi sono dedicate le analisi più approfondite del volume. Esse mettono in luce non solo la rapidità della crescita, ma anche i suoi costi sociali, i tentativi dei rispettivi governi di limitarli e le conseguenze a livello internazionale. Lo scacchiere asiatico appare caratterizzato da un serie di manovre strategiche di cui sono protagoniste, oltre alle maggiori potenze dell'area (Cina, India, Giappone), anche gli USA, la Russia e l'Australia.

I saggi coprono tutti i paesi asiatici: Iran (R. Redaelli), Afghanistan (E. Giunchi), Pakistan (M. Corsi), India (M. Torri), Nepal (E. Garzilli), Birmania (I. M. Sala), Thailandia (C. Filippini), Indonesia (F. Montessoro), Cambogia (N. Mocci), Vietnam (P. Masina), Filippine (P. Affatato), Cina (F. Congiu), Corea (R. Idéo), Giappone (R. Finster).

Il mio articolo si intitola "Il Nepal da monarchia a stato federale". Come sapete, il paese nel 2007 ha subito una trasformazione epocale: grazie alle lotte cominciate nell'aprile 2006 si è trasformato da monarchia dispotica a stato federale, con un Parlamento eletto con un sistema democratico. Inoltre, per la prima volta hanno avuto una voce e accesso al potere i gruppi marginalizzati da sempre, i dalit, i madheshi, cioè le popolazioni del Terai, la giungla al confine con l'India, e le donne. Il mio lavoro analizza quindi questo processo, la complessa questione delle rappresentanze elettorali, la democratizzazione, il sorgere dei nuovi poteri sociali e la situazione economica.

Se volete seguire la storia del Nepal dei 6 anni precedenti, con una breve storia del Nepal dalla fine del 1800, potete scaricare il mio articolo in pdf "Strage a palazzo, movimento dei maoisti e crisi di governabilità in Nepal" su L'Asia prima e dopo l'11 settembre: Asia Major 2002 e "Il nuovo stato del Nepal: il difficile cammino dalla monarchia assoluta alla democrazia" su L'Asia negli anni del drago e dell'elefante: 2005-2006. L'ascesa di Cina e India, le tensioni nel continente e il mutamento degli equilibri globali. I volumi sono tutti curati da Michelguglielmo Torri, autore del fortunato volume Storia dell'India, il primo studio del subcontinente indiano dalle origini in lingua italiana.

Detto così, un libro che include solo saggi di geopolitica Asiatica sembra noioso. Invece non lo è perché offre una panoramica molto dinamica della realtà del grande continente. Si capiscono bene le connessioni e i giochi fra i paesi, il ruolo e il peso che hanno nel mondo e, sapendo i fatti più rilevanti, ci si può divertire, come faccio io, a prevedere quali saranno le loro mosse nello scacchiere politico internazionale.

Lo stile di scrittura è volutamente scorrevole perché la serie è dedicata al lettore non specializzato, e le fonti quasi tutte reperibili su Internet. E' un libro per lettori curiosi, studenti, studiosi di altre discipline, giornalisti e chiunque sull'Asia voglia saperne di più. Attraverso i saggi si può ripercorrere e ricostruire la storia degli anni passati e molte cose del nostro paese ci saranno più chiare: perché è impossibile ora capire quello che succede in Europa senza comprendere quello che succede nella nostra sorella Asia.

Ci scandalizziamo per così poco?  2

boh, martedì 08 luglio 2008

leccapiediArresti domiciliari per Adamo Bonazzi, il segretario generale dell'Unione sindacati autonomi europei (Usae), accusato di violenza sessuale nel suo ufficio di Roma.

In sunto: ha toccato ripetutamente una donna sul posto di lavoro, lei si è stancata e l'ha denunciato, portando a testimone delle colleghe.

Certo che l'Italia sta diventando davvero puritana! Ma come, il prof X e il prof Y partecipano ai congressi all'estero per portarsi l'assistente (che è appena diventata prof) e prendono apposta le camere vicine e un povero sindacalista non può neanche palpare la sua impiegata?

Il Cavaliere un po' è perseguitato, un po' è... 6

boh, martedì 08 luglio 2008

Camilla FerrantiTutti sanno che Berlusconi... un pò è perseguitato, un pò è coglione lui. Per parlare di certe cose al telefono...

Ecco la frase lapidaria di Bossi, parlando di Berlusconi e le intercettazioni, in un'intervista a Telelombardia di venerdì scorso che è stata trasmessa nel corso del programma Iceberg.

Così, mentre Berlusconi si schiera contro l'entrata nel G8 di India e Cina, le due grandi potenze emergenti che in pochi anni diverranno superpotenze e non potranno più essere bloccate nelle grandi organizzazioni sovranazionali, The Australian sul tema intercettazioni titola Berlusconi accused of pimping his 'butterflies' cioè

Berlusconi accusato di fare il pappone per le sue "ragazze".

Termina l'articolo con le parole in sua difesa della tronista Camilla Ferranti (nella foto sopra), una delle "ragazze". Ma anche queste parole suonano, in realtà, come un atto di accusa, per quanto suonano false:

E' una persona di grande sensibilità, molto generoso, che ama lo scherzo. Il suo comportamento è innocente, Gli piace la bellezza, come piace a molti altri.

Ecco, non so voi ma io mi vergogno un po'. Come quando Ilona Staller, in arte Cicciolina, era stata eletta deputato, mi è sembrata una vergogna: non mi piace che un'attrice super porno, con foto pubbliche anatomiche, mi rappresenti. Mi sono sentita offesa nella mia dignità di donna e di essere umano.

Dopo qualche anno sono andata a lavorare in India e anche il mio amato maestro, il pandit Nityanand Sharma che ha ha scritto un utile manuale di sanscrito moderno, mi diceva che il mio karman come italiana era una punizione, visto che in Italia era stato deputato Cicciolina.

E mi sono sentita offesa quando sul Time è apparso il brevissimo stralcio di un'intervista, una frase lapidaria, in realtà, di Alba Parietti, accompagnata da una sua foto in mutande di pailettes e maglietta molto generosamente aperta sulle sue grazie prefabbricate, che recitava più o meno così:

Io introduco la cultura negli Stati Uniti.

Avevano lasciato la rivista sulla mia scrivania ad Harvard per prendermi bonariamente in giro sulla qualità della cultura italiana, dicendo che era ovvio che me ne fossi andata, ma mi ero sentita offesa. Io non avevo niente a che vedere con quella "cultura".

Tutti questi personaggi, e ora purtroppo anche il nostro Primo ministro, al di là di tutte le considerazioni politiche perché non sono una politologa, sicuramente suscitano me un senso profondo di vergogna: mi vergogno di loro e per loro, mi dispiace quello che scrivono di loro all'estero, mi sembrano dei fenomeni un po' deformi da palcoscenico e, sebbene mi dica che c'è di peggio al mondo, ci sono politici ben peggiori, quando incontro amici e colleghi stranieri evito l'inevitabile: le domande sulla cultura, sulla politica e sui personaggi politici, sulla loro moralità, sulla loro legalità.

E questo mi pare un gran brutto segno.

Berlusconi e la violenza alla giustizia 35

boh, lunedì 07 luglio 2008

BerlusconiEcco quello che, secondo il quotidiano tedesco Neus Deutscheland, Berlusconi fa alla giustizia italiana.

La vignetta recita: Non fare queste storie. Dopo tutto, non è stata la prima volta.

(via Visti da lontano)

Blogbabel per i malignetti della blogosfera: i parametri 28

boh, lunedì 07 luglio 2008

Enrica GarzilliMarò, che noia 'sta storia! Visto che si riapre fra poco, c'è un gruppetto consistente di persone, sempre le solite, che scoccia e insiste che noi tarocchiamo la classifica. O le discussioni.

Non che mi importi molto di loro perché, come diceva la mia nonnina, non è l'occasione che fa l'uomo ladro ma è il ladro che si cerca l'occasione (e potrei dire ancora: non è il marito traditore a cui capita la donna, ma è lui che se la cerca; non è la donna generosa che trova gli uomini, ma è la donna generosa che se li cerca, e così via). Insomma, chi vuole fare polemica troverà sempre il modo di farla, chi vuole creare problemi li creerà, e così via.

Però questa è una buona occasione per precisare le cose. Fra le funzionalità nuove di BlogBabel ce n'è una che permette di vedere di qualunque blog i link in entrata e in uscita con il nome del blog e il loro numero. Si può vedere chi linka chi, quante volte, i gruppetti di amicizie, i nanopublisher che si linkano praticamente solo fra loro (eccetto, a onor del vero si deve dire, alcuni di Blogosfere tipo Visti da lontano), chi ha molti blog e fa link incrociati fra questi, come fosse commerciale, e così via.

Inoltre i parametri che valgono ai fini della classifica sono nostri e al 75% sono proprio i link in ingresso. Le citazioni di Tumblr non valgono e tutto quello che si dice su Twitter non vale.

Un'altra funzionalità interessante è il nome e numero dei tag di ogni blog, che permette di vedere gli argomenti principali di ognuno. Il mio tag più usato è politica perché lo uso anche quando parlo di politica contemporanea dell'Asia o del fascismo in Asia. Il tag più usato di molti, invece, è il titolo del proprio blog.

Facile quindi aprire la pagina per sapere la vera posizione in classifica del blog, si può verificare! Cari malignetti della blogosfera, contenti?:)