Ciao Cina

Questa è una notizia che non avrei voluto dare.
La mia carissima amica Rani Jethmalani, avvocato di fama e attivista in India, se ne è andata il 31 dicembre. Il 1 gennaio, quando ho acceso il cellulare, è stata la prima notizia dell’anno. Mi aveva scritto un assistente del padre Ram Jethmalani, forse il più grande penalista indiano ed ex ministro, uno dei pochi politici indiani che ha osato criticare apertamente (e legalmente) Rajiv Gandhi, e con lui l’italiano Ottavio Quattrocchi, per lo scandalo Bofors. Qualcosa come diversi milioni di dollari ottenuti grazie alla corruzione.
In Russia la Bhagavadgita, il testo sacro degli induisti, quello che Gandhi portava sempre con sé, rischia di essere messa fra i libri proibiti come letteratura "estremista", insieme al Mein Kampf di Hitler, per intenderci. Nella città di Tomsk, in Siberia, una corte ha stabilito che il sacro testo insulterebbe i non credenti.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano: La fine del “caro leader” Kim Jong-il. Dittatore nel mondo, padrone in patria. Sabato scorso è morto Kim Jong-il, il “caro leader”, il “leader supremo”, il “generalissimo” della Repubblica Democratica Popolare di Corea. Ha governato in modo dispotico un paese chiuso socialmente ed economicamente, tenendo il resto del mondo a distanza con un programma atomico a scopo bellico culminato con il primo test nucleare del 2006. Mentre circa due milioni persone muoiono tutt’ora di fame.
Secondo i biografi a due mesi già parlava, nei tre anni di università ha scritto 6 opere e non meno di 1500 libri e subito dopo è diventato un campione assoluto di golf. Era anche un architetto e un direttore cinematografico geniale.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano su un argomento che mi appassiona molto: i manoscritti, perché il Vaticano ha iniziato la digitalizzazione di 80.000 dei suoi 150.000 manoscritti. Fra questi, i frammenti dei primi Vangeli del 200 d.C.
Con qualche parola sui colofon e la loro importanza, una cosa di cui potevo non parlare – ma mi ha dato troppa soddisfazione tornare al mio vecchio, appassionante lavoro! Insomma, un ritorno a casa, ai manoscritti e ai documenti.
Prime analisi ufficiali dei dati del censimento dell’India, che vede una popolazione di 1.028.737.436 persone e una percentuale di maschi ancora maggiore di quella delle femmine.
Come sapete, questo indica un indice di sviluppo generale (che non è solo quello economico) basso per i problemi che colpiscono il genere femminile come il fenomeno, ben noto in India, della preferenza assoluta dei figli maschi sulle femmine non solo per le cure in generale ma anche per quello che riguarda il cibo, le cure mediche e la scolarizzazione. Quello che è veramente allarmante è la tendenza in crescita del suicidio degli agricoltori.
Una notizia sensazionale dall’Iran.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica sta per pubblicare una relazione secondo cui il paese è pronto per l’uso non civile, leggi bomba atomica e uso militare, dell’energia nucleare.
Un secondo libro su Steve Jobs scritto dal biografo ufficiale Walter Isaacson, già lanciato nella sfera luminosa del best seller, che ribadisce quello che già si sapeva: quanto il suo design sia stato influenzato dal minimalismo Zen.
In realtà dicono che Jobs sia stato influenzato anche dall’architettura modernista Eichler (1900-1974), il costruttore californiano delle famose villette a schiera molto “basiche”, economiche, funzionali e semplici ma molto ben disegnate.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla questione tibetana, che sta diventando sempre più tesa e problematica.
Per la prima volta una monaca si dà fuoco per protesta e muore. La polizia spara con i mitra su un gruppo di dimostranti pacifici e ferisce due monaci. Guardate il video della città occupata dalle forze di polizia cinesi in assetto paramilitare. L’Amministrazione tibetana in esilio chiede l’intervento della diplomazia occidentale. Il governo cinese però nega che ci sia un “problema Tibet”, promette misure più drastiche per riportare la normalità e annuncia che 20.000 soldati e burocrati cinesi sarano mandati per un anno in Tibet per un programma di rieducazione.
Enrica Garzilli su Il Fatto Quotidiano sulla pena di morte. Qualche dato, qualche considerazione. E l’intervista a Riccardo Noury, rappresentante di Amnesty International Italia, che dice che in Italia “le persone si innamorano di un caso, come quello Sakineh (la donna giudicata colpevole di adulterio in Iran e condannata a morte per lapidazione e a cui nel 2010, diventata un caso internazionale, è stata commutata la pena in 5 anni di prigione – ndr) ma si scordano le 470 impiccagioni per reati comuni e reati politici nel 2011. Se si fa un sondaggio dopo che è scoppiato un caso il 60% degli italiani è contro la pena di morte, se si fa un sondaggio dopo un delitto efferato il 60% è per la pena di morte. I sondaggi non sono molto attendibili”.