Nouvelle cuisine

Dolce di riso indonapoletano

dolce di risoQuando vivevo in India mi sono molto stupita di vedere un piatto “tipico” che conoscevo sin da bambina: il riso cotto nel latte. In India è piuttosto liquido, si chiama keer e si arricchisce con burro liquido chiarificato o ghee e gli anacardi.

Nel napoletano si faceva per Pasqua e si disponeva nella guantiera, a forma di cupola. Era più asciutto ma molto più buono. Saranno i proustiani ricordi.

Visto che me lo hanno chiesto dò la ricetta:

1) cuocere bene il riso in abbondante latte intero con della buccia di limone mescolando spesso
2) aggiungere uguale quantità di zucchero prima di fine cottura e un pizzico di sale, insieme alla cannella (a pezzi)
3) aggiungere pezzetti di cedro candito.

A piacere si può aggiungere, mentre cuoce, l’uvetta sultanina.

E’ facilissimo, velocissimo e ottimo. E molto nutriente. Infatti si dava anche ai malati o alle donne in attesa di un bebè o in allattamento.

Ps 18 aprile ore 12:40: oltre tutto, cosa di non secondaria importanza, sono certa che piacerà al Bubbo.

"E' lo stile che fa la differenza" di Achille Bonito Oliva

Achille Bonito OlivaStamattina ho sentito una bellissima intervista lampo su Rai 2 ad Achille Bonito Oliva. Dico la verità, a me i critici d’arte, come chi scrive soprattutto recensioni o chi scrive solo sulla metodologia della traduzione dal sanscrito, per dire, non mi piace. Sempre pronti a sparare a zero su tutti o, al contrario, a innalzare al rango di eccellenza la mediocrità dei loro protégé, senza saper fare niente di persona. Senza sporcarsi le mani.

Inoltre i critici spesso prendono delle cantonate senza fine, decretando la fortuna o l’esilio di qualcuno; però, ammetto che succede lo stesso in tutti i lavori, incluso quelli in cui le cantonate sono nocive o letali come il medico, l’avvocato, il giudice e così via.

Però l’intervista mi ha divertito e mi è piaciuta tantissimo e ne riporto un pezzo:

Se Dio facesse una recensione del suo lavoro, cosa direbbe?

E’ stato una spina nel fianco dell’arte e dell’artista.

Cosa non la convince dello stato dell’arte adesso?

I prezzi!

Risposta centrale che, umilmente, ripeto sempre in svariati campi della vita, dall’insegnamento all’amore, dalla ricerca o la cucina al blog, anche se io questa “cosa” la chiamo qualità e l’ho scritta dal 2005, iniziando con La lista dei top100 blog italiani? Percezione, qualità e Zen, criticando quella che sarebbe diventata BlogBabel:

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Magistrati a concorso all'italiana

law and booksSto parlando del concorso per diventare magistrati o, meglio, uditori giudiziari, che si è concluso ieri nei padiglioni della Fiera di Milano. Ne scrivo grazie al racconto dettagliato di un partecipante, Hermans Joseph Iezzoni (che è stato così carino da portare dall’Abruzzo i fiadoni appena sfornati, qui la ricetta).

Del concorso hanno parlato il Corriere e altri quotidiani ma non dicono la vera particolarità, la stranezza tutta italiana, di come si è svolta questa prova. Roba da non crederci.

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Ferragosto in bici ma senza baci

kiss in waterPasserò il mio ferragosto a casa, cane piante e tutto, finirò l’articolo di approfondimento sulla Cina e i Giochi olimpici e cucinerò, ma leggero perché altrimenti mi addormento. Fortuna che qui a Milano il cielo è coperto e l’aria meno afosa del solito, se si mantiene così il pomeriggio tardi farò il primo (e forse unico) giro in bici dell’anno.

Ecco il mio menu leggero di Ferragosto:

crostini al tartufo
una grande teglia di pomodori al gratin
zucchine e melanzane ripiene
patate al forno
formaggi a pasta molle
gelati (ho un meraviglioso sorbetto bio al limone e i classici gelati al biscotto)
bibita al limone fatta in casa

E voi cari, di là, che farete? Se siete in quel di Eboli badate a non baciarvi ché prendete una multa. Se invece siete affascinati dalla professione di reporter in aree di crisi, e vi piace rischiare il rapimento o la morte violenta (perché lo dovete mettere in conto), questo concorso fa per voi: approfittate dei giorni di festa per partecipare.

Un Buon Ferragosto a tutti!

I dolci panetti del sud

cassataQuesto post è solo per Neri perché gliel’ho promesso. E visto che questo è un blog personale, anzi, molto personale, dove si parla delle cose che interessano a me, ora svelo un segreto di haute cuisine: dove trovare a Milano i panetti di pasta di mandorle e come fare i dolci (se non finite prima i panetti a morsi come faccio io).

A me i panetti ricordano la casa di campagna della mia nonna, nel Frusinate, con una distesa di mandorli e di ulivi. Io e i miei cugini (tutti maschi) mangiavamo le mandorle e poi facevamo a gara a tirarci i gusci vuoti. Andare in Sicilia, in Puglia o in Calabria per comprare i panetti è un po’ lontano e comprarli su Internet macchinoso.

Allora, a Milano i panetti si comprano da Viel, quello dei frullati (generalmente molto buoni, anche se in chiusura ci è capitato di averne uno fatto con gli avanzi di frutta attaccati al frullatore!). Viel di Corso Buenos Aires 15 ce l’ha di sicuro, gli altri di Corso Garibaldi e Viale Abruzzi non so.

Un altro posto dove comprare i panetti è un grande negozio di alimentari in Corso XXII Marzo, poco dopo gli inizi partendo da Piazza 5 Giornate, a sinistra, che vende specialità di tutto il mondo (ottime e a prezzi irragionevoli).

Ai cuochi fra voi, se volete fare l’orzata o i pasticcini in modo veloce fate così:

Fate a pezzetti e poi sciogliete 2/3 di panetto (la misura è standard, mi pare 250 g) in un po’ di acqua tiepida, quando è tutto un amalgama denso e senza grumi aggiungete quasi un litro d’acqua, mettete il tutto in una bottiglia e scuotete bene. Raffreddate.

Quando il panetto è fresco è bello morbido e mischiato con zucchero, poca farina, due albumi montati a neve e scorza di limone grattugiata ci si fanno dei dolcetti che si mettono in forno non molto caldo per max 15 minuti. Non di più ché il pasticcino deve restare colorito fuori e morbido dentro.

Neri, sai che ti dico? La miglior pasta di mandorle la puoi fare a casa. Compri 250 gr di mandorle spelate al supermercato (tipo Esselunga, ce l’ha vere e non sono il dentro del nocciolo delle pesche o delle albicocche:)), le frulli forte insieme a 3-5 mandorle amare, aggiungi 1 etto di zucchero e per l’orzata è perfetto. Però concordo con te che i panetti sono migliori.
Ah se vai in Sicilia prova quelli al pistacchio, sono quasi ugualmente buoni.

Questa è la storia della frutta di Martorana o di marzapane, fatta con i panetti di pasta di mandorle, ma è senz’altro meglio comprarla. La cassata siciliana invece è di Pan di Spagna, pasta di mandorle, ricotta, frutta candita, glassa. Se la vuoi ordinare fresca su Internet lo puoi fare qui, è ottima (c’è un sacco di altra roba eh). Io ho comprato molte volte in negozio la loro pasta di mandorle ed è pure ottima.

Però, visto che siamo a Milano, diciamocelo, la torta di Bindi lunga fatta di Pan di Spagna e pasta di mandorle quando è fresca non è male..

La Foresta nera di Andrea

Foresta neraIeri sera è venuto a cena Andrea da Lugano. Carinissimo, ha raccontato della Svizzera e ha fatto davvero ridere con le multe proporzionali al reddito; e le ore sono volate.

Questo è il dolce che ha portato, una splendida Foresta nera: tanti strati di pan di Spagna al cioccolato con in mezzo la panna freschissima, ornati di riccioli di cioccolato. Dice che c’erano anche le ciliege al maraschino, non le ho sentite ma non faccio testo perché sono così vorace, quando mangio qualcosa che mi piace, che non analizzo molto.

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Un tongba per le elezioni in Nepal

tongbaDato che la ricetta del tè tibetano in onore del Dalai Lama non a tutti è piaciuta (però a molti, ne sono certa), provo con quest’altra ricetta.

Questo è un liquore tradizionale del Nepal che si chiama tongba. Si beve principalmente sulle zone montagnose, ma anche in altre regioni. E’ la bevanda dell’etnia chiamata limbu, ed è per loro come per noi il vino o la vodka per i russi. Lo ammetto, è tipica delle popolazioni tibetane del Nepal, buddhiste, è fortissima ed è adatta ai palati più sofisticati. Quindi, se siete degli zoticoni, evitatela con cura (come ho fatto io).

Ricetta tradizionale: il tongba si ottiene versando l’acqua bollente in un’anforetta di ottone, riempita a metà di miglio e con l’aggiunta di lievito. Poi si avvolge l’anfora con panni o coperte, si mette in un posto caldo e ci si scorda di lei per circa due settimane: il liquido fermentato è il tongba.

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La ricetta del tè in onore del Dalai Lama

Dalai LamaProprio così. Girovagando su Internet per trovare la bibliografia completa di un libro tibetano del secolo scorso, introvabile, ho visto la pubblicità di questa eccellente bevanda: il tè tibetano.
Ora in comode lattine, lo consiglio a tutti. Infatti la pubblicità dice che ha un “sophysticated, mystical and exotic appeal“.

Composizione del tè tibetano tradizionale: burro di yak, giallo, rancido e puzzolente, foglie di tè e sale q.b.
Si può aggiungere soda.

Preparazione: versare il tutto in un cilindro di legno o di bambù. Pigiare tutto bene con un pistone insieme all’acqua calda e versare in una teiera da mettere sul fuoco, così che rimane bello caldo.

Una prelibatezza da provare, specie dopo una dura e fredda giornata di lavoro. Il grasso galleggia ed è molto nutriente.
E così, purificati, ci prepariamo spiritualmente ai tre giorni intensivi di insegnamento del Dalai Lama. Quello è il programma e questo è un articolo di approfondimento.

Un Pydinner indimenticabile

Venerdì sono andata a cena coi ragazzi di Python, Lawrence, Valentino e Ludovico, ma c’erano anche Antonio, Marco e Valerio.
E’ stato bellissimo. Siamo andati in un ristorante giapponese. La cena era ottima, abbondante ed economica, l’ambiente favoloso e il gestore educato, pacato e gentile, siamo usciti presto e abbiamo preso una bella pizza bollente,

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Sullo scrivere, sulla dieta e sulla Madonna

Madonna e BambinoOgni tanto è difficile scrivere, almeno senza vino, senza sigarette, senza niente. Ci sono troppe cose dentro che si comprimono e si accavallano e la vita che ogni tanto è faticosa.
Ma oggi, nell’unica ora che sono riuscita a sedermi, per sbaglio ho visto questa Paleodieta o Dieta paleolitica e mi ha fatto ridere pensando alle persone la seguono:

Cibi consigliati al naturale (= crudi): .. midollo, cervella, frattaglie, sangue di mammiferi (la muscolatura venne consumata solo se non c’era altro), pesce, crostacei, rettili, vermi, bachi, insetti, uccelli, uova, bacche, frutti, miele, vegetali appena spuntati, radici, bulbi, noci, semi, eccetera.

Insieme alla questione dello spettacolo La Madonna piange sperma mi è proprio sembrato che il mondo stesse per impazzire. Non so se vi è capitato mai di avere questa impressione..
(foto)

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