Ferragosto in bici ma senza baci 17

boh, venerdì 15 agosto 2008

kiss in waterPasserò il mio ferragosto a casa, cane piante e tutto, finirò l'articolo di approfondimento sulla Cina e i Giochi olimpici e cucinerò, ma leggero perché altrimenti mi addormento. Fortuna che qui a Milano il cielo è coperto e l'aria meno afosa del solito, se si mantiene così il pomeriggio tardi farò il primo (e forse unico) giro in bici dell'anno.

Ecco il mio menu leggero di Ferragosto:

crostini al tartufo
una grande teglia di pomodori al gratin
zucchine e melanzane ripiene
patate al forno
formaggi a pasta molle
gelati (ho un meraviglioso sorbetto bio al limone e i classici gelati al biscotto)
bibita al limone fatta in casa

E voi cari, di là, che farete? Se siete in quel di Eboli badate a non baciarvi ché prendete una multa. Se invece siete affascinati dalla professione di reporter in aree di crisi, e vi piace rischiare il rapimento o la morte violenta (perché lo dovete mettere in conto), questo concorso fa per voi: approfittate dei giorni di festa per partecipare.

Un Buon Ferragosto a tutti!

I dolci panetti del sud 22

boh, martedì 04 marzo 2008

cassataQuesto post è solo per Neri perché gliel'ho promesso. E visto che questo è un blog personale, anzi, molto personale, dove si parla delle cose che interessano a me, ora svelo un segreto di haute cuisine: dove trovare a Milano i panetti di pasta di mandorle e come fare i dolci (se non finite prima i panetti a morsi come faccio io).

A me i panetti ricordano la casa di campagna della mia nonna, nel Frusinate, con una distesa di mandorli e di ulivi. Io e i miei cugini (tutti maschi) mangiavamo le mandorle e poi facevamo a gara a tirarci i gusci vuoti. Andare in Sicilia, in Puglia o in Calabria per comprare i panetti è un po' lontano e comprarli su Internet macchinoso.

Allora, a Milano i panetti si comprano da Viel, quello dei frullati (generalmente molto buoni, anche se in chiusura ci è capitato di averne uno fatto con gli avanzi di frutta attaccati al frullatore!). Viel di Corso Buenos Aires 15 ce l'ha di sicuro, gli altri di Corso Garibaldi e Viale Abruzzi non so.

Un altro posto dove comprare i panetti è un grande negozio di alimentari in Corso XXII Marzo, poco dopo gli inizi partendo da Piazza 5 Giornate, a sinistra, che vende specialità di tutto il mondo (ottime e a prezzi irragionevoli).

Ai cuochi fra voi, se volete fare l'orzata o i pasticcini in modo veloce fate così:

Fate a pezzetti e poi sciogliete 2/3 di panetto (la misura è standard, mi pare 250 g) in un po' di acqua tiepida, quando è tutto un amalgama denso e senza grumi aggiungete quasi un litro d'acqua, mettete il tutto in una bottiglia e scuotete bene. Raffreddate.

Quando il panetto è fresco è bello morbido e mischiato con zucchero, poca farina, due albumi montati a neve e scorza di limone grattugiata ci si fanno dei dolcetti che si mettono in forno non molto caldo per max 15 minuti. Non di più ché il pasticcino deve restare colorito fuori e morbido dentro.

Neri, sai che ti dico? La miglior pasta di mandorle la puoi fare a casa. Compri 250 gr di mandorle spelate al supermercato (tipo Esselunga, ce l'ha vere e non sono il dentro del nocciolo delle pesche o delle albicocche:)), le frulli forte insieme a 3-5 mandorle amare, aggiungi 1 etto di zucchero e per l'orzata è perfetto. Però concordo con te che i panetti sono migliori.
Ah se vai in Sicilia prova quelli al pistacchio, sono quasi ugualmente buoni.

Questa è la storia della frutta di Martorana o di marzapane, fatta con i panetti di pasta di mandorle, ma è senz'altro meglio comprarla. La cassata siciliana invece è di Pan di Spagna, pasta di mandorle, ricotta, frutta candita, glassa. Se la vuoi ordinare fresca su Internet lo puoi fare qui, è ottima (c'è un sacco di altra roba eh). Io ho comprato molte volte in negozio la loro pasta di mandorle ed è pure ottima.

Però, visto che siamo a Milano, diciamocelo, la torta di Bindi lunga fatta di Pan di Spagna e pasta di mandorle quando è fresca non è male..

La Foresta nera di Andrea 14

boh, mercoledì 12 dicembre 2007

Foresta neraIeri sera è venuto a cena Andrea da Lugano. Carinissimo, ha raccontato della Svizzera e ha fatto davvero ridere con le multe proporzionali al reddito; e le ore sono volate.

Questo è il dolce che ha portato, una splendida Foresta nera: tanti strati di pan di Spagna al cioccolato con in mezzo la panna freschissima, ornati di riccioli di cioccolato. Dice che c'erano anche le ciliege al maraschino, non le ho sentite ma non faccio testo perché sono così vorace, quando mangio qualcosa che mi piace, che non analizzo molto.

Un tongba per le elezioni in Nepal  11

boh, giovedì 06 dicembre 2007

tongbaDato che la ricetta del tè tibetano in onore del Dalai Lama non a tutti è piaciuta (però a molti, ne sono certa), provo con quest'altra ricetta.

Questo è un liquore tradizionale del Nepal che si chiama tongba. Si beve principalmente sulle zone montagnose, ma anche in altre regioni. E' la bevanda dell'etnia chiamata limbu, ed è per loro come per noi il vino o la vodka per i russi. Lo ammetto, è tipica delle popolazioni tibetane del Nepal, buddhiste, è fortissima ed è adatta ai palati più sofisticati. Quindi, se siete degli zoticoni, evitatela con cura (come ho fatto io).

Ricetta tradizionale: il tongba si ottiene versando l’acqua bollente in un'anforetta di ottone, riempita a metà di miglio e con l’aggiunta di lievito. Poi si avvolge l’anfora con panni o coperte, si mette in un posto caldo e ci si scorda di lei per circa due settimane: il liquido fermentato è il tongba.

La ricetta del tè in onore del Dalai Lama 8

boh, lunedì 03 dicembre 2007

Dalai LamaProprio così. Girovagando su Internet per trovare la bibliografia completa di un libro tibetano del secolo scorso, introvabile, ho visto la pubblicità di questa eccellente bevanda: il tè tibetano.
Ora in comode lattine, lo consiglio a tutti. Infatti la pubblicità dice che ha un "sophysticated, mystical and exotic appeal".

Composizione del tè tibetano tradizionale: burro di yak, giallo, rancido e puzzolente, foglie di tè e sale q.b.
Si può aggiungere soda.

Preparazione: versare il tutto in un cilindro di legno o di bambù. Pigiare tutto bene con un pistone insieme all'acqua calda e versare in una teiera da mettere sul fuoco, così che rimane bello caldo.

Una prelibatezza da provare, specie dopo una dura e fredda giornata di lavoro. Il grasso galleggia ed è molto nutriente.
E così, purificati, ci prepariamo spiritualmente ai tre giorni intensivi di insegnamento del Dalai Lama. Quello è il programma e questo è un articolo di approfondimento.

Un Pydinner indimenticabile 29

boh, domenica 26 agosto 2007

Venerdì sono andata a cena coi ragazzi di Python, Lawrence, Valentino e Ludovico, ma c'erano anche Antonio, Marco e Valerio.
E' stato bellissimo. Siamo andati in un ristorante giapponese. La cena era ottima, abbondante ed economica, l'ambiente favoloso e il gestore educato, pacato e gentile, siamo usciti presto e abbiamo preso una bella pizza bollente,

Sullo scrivere, sulla dieta e sulla Madonna 24

boh, giovedì 21 giugno 2007

Madonna e BambinoOgni tanto è difficile scrivere, almeno senza vino, senza sigarette, senza niente. Ci sono troppe cose dentro che si comprimono e si accavallano e la vita che ogni tanto è faticosa.
Ma oggi, nell'unica ora che sono riuscita a sedermi, per sbaglio ho visto questa Paleodieta o Dieta paleolitica e mi ha fatto ridere pensando alle persone la seguono:

Cibi consigliati al naturale (= crudi): .. midollo, cervella, frattaglie, sangue di mammiferi (la muscolatura venne consumata solo se non c'era altro), pesce, crostacei, rettili, vermi, bachi, insetti, uccelli, uova, bacche, frutti, miele, vegetali appena spuntati, radici, bulbi, noci, semi, eccetera.

Insieme alla questione dello spettacolo La Madonna piange sperma mi è proprio sembrato che il mondo stesse per impazzire. Non so se vi è capitato mai di avere questa impressione..
(foto)

Maschi vs femmine 5

boh, venerdì 08 giugno 2007

L'insanabile differenza l'ho capita da questo: lui ama il lampredotto, shifoso piatto livido e duretto, tipico di Firenze, che quando ci abitavo e passavo a San Lorenzo vicino a un certo baracchino, esalava miasmi terribili. Ci ha scritto un post che è quasi un'ode. E pensare che lui appartiene a una città di antica e sofisticata cultura.

Il lampredotto è livido e coriaceo, maschio.

Quando mangiavo la carne amavo la trippa: rossa, morbida, sugosa, odorosa di aglio, ojo e peperoncino, una spruzzata di pecorino sopra. Femmina.

Sono felice di aver rinunciato alla dicotomia. Sono vegetariana.

L'agnello e le pecore, i lupi e i bambini d'India e Nepal 24

boh, sabato 07 aprile 2007

agnelloIl tacchino a Natale, l'Agnello a Pasqua. Così vuole la tradizione cristiana.

Ovunque, da anni ormai, c'è un tam tam contro l'uccisione dei nostri fratellini innocenti, gli agnelli. Che a Pasqua continuano a essere sacrificati al ritmo di ca. 2.000.000. Ma quest'anno c'è una novità, sbandierata alla radio, alla TV, nei blog, ovunque: per la prima volta, alla commemorazione dell' Ultima Cena, un Papa ha tuonato, indirettamente, contro l'uccisione degli agnelli. Benedetto XVI ha detto che Cristo ha celebrato la Pasqua senza tempio e senza agnello, è stato Lui

l’agnello atteso, quello vero. Ed è egli stesso il vero tempio, il tempio vivente, nel quale abita Dio e nel quale noi possiamo incontrare Dio e adorarlo.

Bravo Papa, hai detto una cosa sacrosanta!:) Che devo dire? Ti abbraccerei.

Salone della birra 2007 a Milano 47

boh, domenica 25 marzo 2007

Modica (c) Siciliaemoto.itOggi con due amici sono andata al Salone della birra artigianale e di qualità, che si tiene qui a Milano dal 23 al 26 marzo. Con 5 Eu si entra anche agli stand della cioccolata e il salone del fumetto.

Le birre tutte ottime. Il salone caldo. La gente insolitamente simpatica e rilassata, forse sarà stato l'alcol. Un complesso jazz cercava di suonare qualcosa, sovrastando il rumore delle migliaia di gruppi di ragazzi, molti punk. Ancora? Edulcorati, non preoccupatevi. Di quelli che stanno due ore buone a sistemarsi prima di uscire, forse di più. Che non fanno paura neanche se avessero un coltello fra i denti e ringhiassero di notte (Questo è un sito francese carinissimo sui punk)

Ma la cosa più carina era un piccolo banco d'angolo di dolci e cioccolate siciliane, di Modica, assolutamente speciali.

Fasting for Feast? Blogmap, menu di Natale e S. Silvestro e Buddha 82

boh, mercoledì 13 dicembre 2006

Che fare e che mangiare a Natale e San Silvestro? Ieri vagolavo qua e là in rete, stanca morta dopo un articolo spacca-ossa che ho scritto, pensando e scrutando la blogmap di Ludovico, e mi sono messa a pensare alle prossime feste -- oddio, pensare è un parolone, a fantasticare. Mi dicevo:

Che faranno i miei amici blogger? Che mangerà e dove andrà questo campione rappresentativo di blogger italiani per Natale?

Guardando quello che scrivono i blog culinari pensavo con disgusto, però, ai milioni di poveri capponi e maiali, sacrificati per il pranzo grasso e per il cenone, come se avessimo ancora bisogno, per rispettare la tradizione, di mangiare carne. Fino agli anni '50 aveva un senso, di carne sulle tavole italiane ne circolava assai poca ed era un'occasione di fare festa mangiando bene, ma dopo la ricostruzione del dopoguerra e il boom economico, poi i favolosi anni '60 e '70, e ora le diete iperproteiche -- che prescrivono pochi grassi e carboidrati -- di carne ne mangiano sempre tutti, anche due volte al giorno.