Continua la polemica della stampa e dei politici per avere intitolato uno slargo a Giuseppe Tucci e, udite udite, anche il Museo Nazionale di Arte Orientale G. Tucci.
Intanto vorrei dire che sul blog Giuseppe Tucci, che parla, anche attraverso documenti originali, di lui e dei personaggi con cui entrò a contatto e della politica italiana in Asia da Mussolini a Andreotti, ho ricevuto commenti ingiuriosi, perlopiù anonimi, ma anche da parte di un politico del PD – se è lui, perché bisognerebbe verificarne l’identità – e di una giornalista alla moda – sempre se è lei -, che ho cancellato.
Ho ricevuto fra gli altri anche i commenti, critici ma costruttivi, di un giudice liberale, di uno scrittore di fama e della nipote di Giuseppe Tucci, la giornalista Gilda Tucci, che riporto per intero. Lei dice, con ragione, che tutta la vita e l’opera del nonno furono la dimostrazione che non fu razzista e non fu antisemita.
Aggiungo che Tucci in patria fu amico personale di intellettuali ebrei, che come lui collaboravano all’Enciclopedia Italiana, e lo fu sempre, anche se per ovvie ragioni di convenienza non ci prendeva più il tè insieme al’Hilton, come faceva ogni giovedì.
continua