Tante cose belle: di BlogBabel e di me che sono tornata da Lhasa 4

boh, giovedì 03 luglio 2008

Buddha E va bene, questo già lo sapevo. Il 18 riapre BlogBabel con tutte le funzionalità nuove che ci saranno e sorpasserà di tre spanne tutti quanti.

Ne dico solo una: per ogni blog ci sarà il nome e il numero dei link in entrata e in uscita. Così si noteranno tante cose, movimenti, simpatie, leccate di piedi, gente che linka solo gli amichetti, ecc. Certo che il link è libero: Dio l'ha dato e guai chi ce lo tocca. Ma, che dire? Io mi diverto.

Sarà che sono appena tornata da Lhasa (anzi, dall'ultimo viaggio in Tibet) e ho solo due spedizioni in Nepal, la corrispondenza privata di Andreotti e poi ho finito! Sono proprio felice.

L'ex re del Nepal va in affitto 11

boh, domenica 15 giugno 2008

narayanhitiForse non proprio, considerando che l'ex re Gyanendra ha accumulato enormi ricchezze in Svizzera e in USA (oltre che in India e in Nepal).

Però dopo che la reggia di Narayanhiti, il palazzo della dinastia degli Shah, sarà trasformato in un museo, potrebbe anche essere.

A chi appartiene l'arte? I  0

boh, venerdì 02 maggio 2008

Uighur artIn questi giorni di festa ho visto che alcuni musei erano chiusi. Mi è sembrato ingiusto e ho cominciato a rimuginare su un problema che sembra retorico, ma non lo è: a chi appartiene l'arte e specialmente l'arte sacra e l'arte antica?

Mi spiego con un esempio storico ma sempre valido. Nella spedizione del 1952 nel Mustang, nel Nepal occidentale, Tucci scoprì delle rovine di monasteri che la guerra aveva distrutto.

A occidente della città di Mustang c’era il monastero fortificato di Namgyal ormai decaduto. La particolarità di questo monastero era quella di essere non settario e di mantenere sia gli insegnamenti che le pratiche religiose di tutte le quattro principali scuole del Buddhismo tibetano. Infatti, quando il XIV Dalai Lama fuggì dal Tibet per l'invasione della Cina, fu accompagnato da cinquantacinque monaci di Namgyal. Il monastero fu rifondato appena fuori la sua nuova residenza a Dharamsala e ora preserva le tradizioni artistiche e culturali del Tibet.

Nel monastero di Namgyal in Mustang c’erano due templi, Thubchen Gompa e Chöede Gompa, con degli affreschi qusi distrutti e Tucci arrivò appena in tempo per fotografarne larga parte.

Thubchen Gompa and Chöede Gompa sono tuttora esistenti e contengono ancora gli affreschi del XV secolo o parte di essi. Il tempio di Thubchen è stato restaurato 1998 da una squadra di restauratori e storici dell’architettura inglesi, americani e italiani. Il progetto, però, incontrò numerosi ostacoli tecnici: il tempio di Thubchen, di circa duecento tonnellate, era sul punto di crollare. Le crepe sul muro e le infiltrazioni d’acqua avevano separato l’intonaco, lasciando qualche affresco letteralmente penzolante, e le lampade votive vi avevano lasciato delle macchie nere e grasse. Per riportarlo agli antichi splendori, il tempio dovette essere totalmente stabilizzato prima che l’interno fosse restaurato.

Si potrebbe immaginare che la gente del luogo fosse contenta del lavoro. Invece, ci fu molta tensione fra la squadra di restauratori e i residenti. Infatti, i primi volevano solo rifare il tetto, stabilizzare l’edificio e ripulire gli affreschi: secondo le moderne teorie, volevano un restauro conservativo e non ricostruttivo.

La gente del posto invece, anche se era felicissima che le immagini fossero

Su Nòva giornalismo e democrazia: un'informazione imparziale è possibile? 7

boh, mercoledì 23 gennaio 2008

Domani Nòva, l'inserto del Sole 24 Ore, dedicherà un bello spazio agli articoli sul giornalismo, fra cui quello di Enrica Garzilli su giornalismo online e democrazia, con un'intervista a Jacob Kaplan-Moss, uno degli sviluppatori leader di Django (il framework su Web per perfezionisti con delle scadenze) e Lead Developer del Lawrence Journal World, il pluripremiato quotidiano locale basato a Lawrence, nel Kansas.

Negli Stati Uniti c'è un grande dibattito sul fatto che il giornalismo online, nel quale l'informazione più precisa e particolareggiata possibile viene fornita in modo "imparziale", esponendo i vari punti di vista, possa essere la strada per la vera democrazia. Non fa comunicazione, soggetta ai messaggi di vario tipo per i più svariati interessi; fa una corretta informazione, al servizio dell'utente/lettore.

Non credo che sia possibile una informazione del tutto imparziale, perché siamo esseri storicamente, socialmente, economicamente e culturalmente determinati. Per esempio, quando parliamo di povertà in un paese come il Nepal, che secondo The World Bank ha un indice di sviluppo umano e ranking (su 177 paesi) di 142 -- quando quello dell'India è 128 e quello del Giappone 8 -- parliamo della stessa povertà di Milano?

Oltre l'80% di un quinto della popolazione del paese ha un reddito medio annuo di $ 39.6, circa 30 Eu, la cifra che a Milano si spende per una pizza e una bibita.

Queste sono cifre che cambiano tutte le coordinate economiche e sociali, delle relazioni e delle prospettive dell'utente. Stravolgono il cervello dell'occidentale che fornisce questa informazione e del lettore che ne fruisce. Come possiamo ricevere questa informazione, contestualizzarla e rimanere del tutto imparziali?

L'imparzialità del'informazione non è possibile e forse non è neanche la strada giusta, è una mera utopia e una mistificazione; ma la trasparenza su chi fornisce questo dato e il suo contesto, la precisione e la pluralità dell'informazione -- su di una notizia fornire i vari punti di vista -- l'esattezza dei dati forniti, che sono alla base del giornalismo online d'innovazione, sono possibili e praticabili.

Anche il giornalismo cartaceo, che ha perso un po' di obbiettività e credibilità per inseguire gli interessi degli editori o per fare propaganda politica o pubblicità, dovrebbe prendere esempio dal buon giornalismo d'innovazione. Oppure, perderà terreno; oppure, urlerà alla Grillo. Ma non sarà un buon giornalismo.

Il nuovo fornisce gli strumenti per migliorare il vecchio, il futuro dà i mezzi per ricostruire il presente.

A che serve un blog? A costruire la democrazia 12

boh, martedì 22 gennaio 2008

Ho sempre pensato che Internet, se ben usato, possa aiutare la democrazia a crescere e a migliorare. A sviluppare dibattiti e a confrontarsi. A influenzare un po' chi conta.

Per esempio, nel 2005 l'unica voce libera del Nepal sono stati i blog, quando le libertà civili sono state ristrette e poi negate dall'ex re Gyanendra, le linee telefoniche interrotte, la stampa imbavagliata, i giornalisti messi in carcere, scomparsi o torturati, i provider e le agenzie di stampa chiusi a forza, i cellulari disabilitati.

I blog, messi su provider indiani, hanno avuto una funzione democratica: hanno informato il mondo della situazione locale momento per momento, hanno dato voce a chi voce non l'aveva, hanno comunicato con un largo numero di persone in loco e le hanno connesse. Specie nelle città, ma anche nei villaggi, perché il Nepal è pieno di Internet point (anche se talvolta l'elettricità funziona a singhiozzo) -- la gente di strada tramite i blog si è organizzata. Anche chi non sapeva leggere e scrivere perché c'era sempre qualcuno che lo faceva per lui e per poche rupie, o gratis durante l'emergenza, mandava e leggeva i messaggi, chiamava a raccolta in tempo reale, organizzava gli incontri segreti, al riparo della temutissima Royal Nepal Army.

I blog in Nepal hanno aiutato ad aprire la strada alla democrazia. Anche questo paese del Sud del mondo -- tuttora uno dei più poveri e malgovernati della terra, nonostante che dall'aprile 2006 sia stato ristabilito il Parlamento, il re non abbia più alcuna funzione e ci sia una Costituzione ad interim -- può insegnare molto: ai blog non si tappa la bocca.

Ho scritto nel dicembre 2005 in Blog e politica II: libertà? A che serve un blog n. 4 che il blog che non suscita o non ammette dialogo non è un blog. Non è un mezzo democratico, sic et simpliciter.
In effetti ora penso che anche senza commenti il blog abbia una sua funzione democratica, se non diventa solo un mero ripetitore di news lette qua e là.
Può essere una bacheca informativa di piccole notizie lampo fresche, notizie sociali, notizie del posto dove si vive. Può essere un flash di opinioni più o meno spiritose, più o meno ragionate che, comunque, suscita qualcosa, un pensiero, un'opinione, una discussione.

In ogni caso i blog aprono un po' il piccolo mondo dittatoriale del nostro cervello (io credo che sia davvero sia così, un piccolo regno dispotico). Anche quando non hanno la caratteristica più democratica di questa forma di comunicazione: il dialogo, cioè la libertà di chiedere e rispondere da parte dei lettori, di commentare, di discutere, sicuri di essere ascoltati e di essere presi in considerazione dagli altri lettori e da chi scrive.

Nel novembre 2005 in A che serve un blog2: 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne avevo riportato:

Con la risoluzione 54/134 of 17 del dicembre 1999 l'Assemblea Generale dell'ONU ha fissato per il 25 novembre la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne.

Uno sguardo al Nepal  6

boh, martedì 15 gennaio 2008

Child labourSecondo uno studio, ancora invariato, del marzo 2005 del Jagaran Media Center di Kathmandu sui Dalit, i fuoricasta e i gruppi etnici o tribali, cioè circa il 20% della popolazione del Nepal:

1) l’80% di loro vive sotto il livello di povertà;
2) il loro reddito medio annuo è di $ 39.6;
3) la loro parte di terra coltivabile è dell’1%;
4) l’alfabetizzazione delle donne Dalit è del 3.2 %;
5) l’aspettativa di vita è di 52 anni;
6) il 70% dei Dalit è malnutrito;
7) solo il 43% dei bambini Dalit di 12-13 anni è vaccinato (contro il 60% degli altri bambini nepalesi)

Ricordiamocene, ogni tanto.

Lacrime di Hillary, lacrime di Bush (quando le donne piangono) 6

boh, venerdì 11 gennaio 2008

Hillary ClintonDato che non posso seguire le elezioni dell'Assemblea Costituente in Nepal, che nel 2007 sono state rinviate ben due volte, seguo avidamente le alterne vicende delle presidenziali in USA. E sono stata contenta che Hillary Clinton abbia vinto, anche se in un piccolo stato come il New Hampshire. Hillary non piace molto, eppure è davvero in gamba.

1) Non piace ai giornalisti americani perché ha il carattere ferreo, idee chiare e una precisa volontà di cambiare le cose in meglio, ma ha poco dell'umanità dolente o degli scandali di cui spesso e volentieri -- per professione -- si nutrono. Insomma, non fa davvero notizia, è una dura e pura, se ne frega di fare l'occhiolino ai giornalisti come invece fa quel viscidone di Obama, che ha appena ottenuto l'appoggio di John Kerry.

La ricordo benissimo nel 1993, quando Bill dette a Hillary l'incarico di riformare il sistema sanitario, che è scandalosamente buono, ma solo per ricchi. E più sei ricco, meglio è. Lei propose e si batté per un servizio sanitario gratuito per tutti o Universal Health Care -- come in Italia, per esempio. L'hanno chiamata Hillarycare, l'hanno fatta a pezzi. Dopo un anno di lotte, con tutti politici contro, anche quelli del suo partito, ha dovuto rinunciare alla riforma. Quando poi, due anni fa, è uscito I've Always Been a Yankees Fan: Hillary Clinton in her Own Words, è stata tacciata di tutto: di essere avida di gloria, di aver usato il marito per far carriera, e così via.

2) Non piace molto agli intellettuali. In USA la frase di Hillary "The Only way to make a difference is to acquire power", riportata dal libro che ho citato prima, è diventata simbolo di cinismo e voglia smodata di potere.

Un tongba per le elezioni in Nepal  11

boh, giovedì 06 dicembre 2007

tongbaDato che la ricetta del tè tibetano in onore del Dalai Lama non a tutti è piaciuta (però a molti, ne sono certa), provo con quest'altra ricetta.

Questo è un liquore tradizionale del Nepal che si chiama tongba. Si beve principalmente sulle zone montagnose, ma anche in altre regioni. E' la bevanda dell'etnia chiamata limbu, ed è per loro come per noi il vino o la vodka per i russi. Lo ammetto, è tipica delle popolazioni tibetane del Nepal, buddhiste, è fortissima ed è adatta ai palati più sofisticati. Quindi, se siete degli zoticoni, evitatela con cura (come ho fatto io).

Ricetta tradizionale: il tongba si ottiene versando l’acqua bollente in un'anforetta di ottone, riempita a metà di miglio e con l’aggiunta di lievito. Poi si avvolge l’anfora con panni o coperte, si mette in un posto caldo e ci si scorda di lei per circa due settimane: il liquido fermentato è il tongba.

Bookblogging: Premiata macelleria delle Indie 7

boh, domenica 02 dicembre 2007

Premiata macelleria delle IndieHo scritto diverse recensioni nella categoria "Recensione libri" ma, checché se ne dica, la blogosfera ha le sue regole: e non molti ci avevano fatto caso. Così ho deciso di anticipare da oggi il titolo del libro di cui parlo col nome più appropriato di "Bookblogging".

Comincio questa nuova veste con un bel libro di Alessandro Gilioli, Premiata macelleria delle Indie, Rizzoli Editore, 2007, pp. 252. Prezzo: € 10,50.

Bello è una parola strana: cos'è bello, quello che ci piace o anche quello che ci dispiace? Può una cosa, un'informazione, un dato che ci dispiace piacerci?

Good morning Nepal! 0

boh, venerdì 09 novembre 2007

radio

Bella idea quella di una radio per spiegare alla popolazione delle zone più sperdute del Nepal il complesso sistema elettorale -- complesso da quando non c'è più il sistema tradizionale dei panchayat. Radio Bablung, con la trasmissione "€˜Constituent Assembly and Human Rights", è ™stata lanciata con fondi soprattutto esteri, di NGO, università e donatori privati. Va in onda ogni domenica alle 7:30 e sembra che vada molto bene, anche se le prime elezioni libere del paese sono state nuovamente rimandate, stavolta a marzo o aprile 2008.

Tanti auguri Orientalia4All! 40

boh, mercoledì 07 novembre 2007

birthday cake

Oggi è il terzo compleanno di questo blog. Tre anni fa esatti, alle 15:56, postavo il mio primo