Grazie a Andrea Perotti vi propongo il lusinghiero articolo di Fabio Metitieri sul "parco buoi dei blogger [in Italia] meno conosciuti [che] si lamenta per l’ascesa di una casta di pochi blogger «presenzialisti- professionisti» e privilegiati" e "i blogger, espressione del nichilismo contemporaneo, sono dei buoni a nulla (sic) che non hanno il tempo e le capacità per svolgere alcuna ricerca...".
Queste e altre amenità profuse a manetta in un suo articoletto pubblicato sul Corriere del Ticino. Solo un commento: l'amico Metitieri ci ha capito tutto! E' di una profondità sorprendente e, soprattutto, un grosso principio di realtà: negare negare negare. Negare soprattutto che i blog hanno rivoluzionato la comunicazione e l'informazione, nella forma e nella sostanza. E, per avallare il suo discorso, offendere i blogger in genere, ma specie quelli italiani.
(Ma l'acido che sprizza da tutti i pori di Metitieri verso i blogger da dove lo prende? Gli avete fatto qualcosa? Dai, confessatelo: a meno che non lo faccia per farsi una bella pubblicità..) Enjoy!
LA RIVOLUZIONE NON SARÀ BLOGGATA
Il blog è morto, viva il wiki: questo è il succo di alcuni commenti pubblicati negli ultimi mesi proprio sui blog, dove l’incapacità della blogosfera di mantenere viva la conversazione on line è stata contrapposta alla dialettica presente nei wiki, gli strumenti con cui è stata creata la celebre enciclopedia collettiva Wikipedia.
È l’inizio della rivincita degli ambienti comunitari sull’individualismo e sul personalismo dei blog.
Vorrei chiudere qui la polemica senza fine su BlogBabel, con il commento di
E sì: c'è chi affila i coltelli perché
Ieri i telegiornali non hanno fatto che ripeterlo, l'
Mitì Vigliero,